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WILHELM GUSTLOFF: SETTANT'ANNI FA LA PIU' GRANDE TRAGEDIA NAVALE

di Silvio Rossi

Settanta anni fa, il 30 gennaio 1945, nelle gelide acque del Mar Baltico, è avvenuta la più grande tragedia marina della storia. La nave da crociera tedesca Wilhelm Gustloff, gioiello della marineria teutonica, che negli anni d’oro del Reich era unica in quanto a lusso, è stata affondata da un sottomarino russo, mentre stava partecipando all’operazione Annibale, che consisteva nel portare in salvo i profughi delle città occupate dalla Germania durante la guerra, sulle coste del Baltico, con la morte di circa diecimila persone.
La nave fu varata nel 1937, e nei primi due anni portò la ricca borghesia in crociere nell’Atlantico e nel Mare del Nord. Allo scoppio della guerra fu trasformata in nave ospedale, verniciata di bianco con fascia verde e molte croci rosse su fiancate e pontile, ormeggiata pressi di Danzica. Nel gennaio 1945, quando l’Armata Sovietica stava inesorabilmente avanzando verso il territorio tedesco, fu impegnata nell’evacuazione della popolazione tedesca, che portò in salvo oltre due milioni di persone, e alla quale parteciparono tutte le più grandi navi della Kriegsmarine (la marina da guerra tedesca).
Durante uno dei viaggi della disperazione, un sommergibile russo, ignorando le segnalazioni per cui la nave era impegnata nel trasporto di civili, lanciò un missile contro il transatlantico. Delle undicimila persone a bordo, tra equipaggio e profughi, meno di mille furono i sopravvissuti.
Alla tragedia della Gustloff si è aggiunto il 10 febbraio, l’affondamento della nave Steuben, impegnata nella stessa operazione, con oltre quattromila morti.