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Redazione Lazio

Ferrovia Roma-Giardinetti, esiti tavolo di lavoro presso Legambiente Lazio #nonunmetrodimeno: ecco i punti fermi sullo stato attuale del servizio

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Nella giornata odierna è stata trasmessa, all’attenzione del Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi, delle commissioni trasporti/capigruppo di Senato, Camera, Regione Lazio e Roma Capitale, Presidente del Municipio V e del Presidente del Municipio VI, del Presidente di Atac SpA e delle Segreterie delle Organizzazioni Sindacali di Roma e Lazio, la relazione relativa al tavolo di lavoro congiunto inerente la ferrotramvia Roma-Giardinetti, che si è svolto in data 14 gennaio 2020 presso la sede di Legambiente Lazio. Confronto propedeutico finalizzato all’individuazione di strategie e azioni condivise da porre in essere in sostegno al rilancio della Linea.

All’incontro erano presenti: Andrea Ricci (ORT – Osservatorio Regionale sui Trasporti); Roberto Sacchi (Presidente Legambiente Lazio); Amedeo Trolese (ORT – Legambiente); Roberto Donzelli e Mattia D’Amico (ORT – UTP Assoutenti); Carlo Andrea Tortorelli (Odissea Quotidiana-Sferragliamenti dalla Casilina); David Nicodemi (Associazione TrasportiAmo).

Il tavolo congiunto, aperto alle associazioni e comitati che ne faranno richiesta, intende proseguire i lavori e sensibilizzare le Istituzioni e la cittadinanza, promovendo altresì incontri speci􀏐ici sul territorio. L’obiettivo comune, condiviso con il Comitato di Quartiere di Tor Pignattara, è il mantenimento e potenziamento dell’intera tratta, ritenendo il progetto presentato dall’ing. Andrea Spinosa, recepito dall’Amministrazione Comunale e dal MIT, come il più ef􀏐icace e immediatamente percorribile, se interessa salvaguardare la Linea e il personale aziendale. Al riguardo, ritiene necessario l’attivazione nel più breve tempo possibile occasioni di confronto con Roma Capitale e MIT.

Punti fermi stato attuale del servizio:

a) Definizione cessione infrastruttura a Roma Capitale dalla Regione Lazio;

b) Riapertura esercizio tratta Centocelle-Giardinetti che consente: aumentare l’offerta di trasporto pubblico nella direttrice Casilina; togliere dall’isolamento i quartieri come Torre Maura e Giardinetti; eliminare l’attuale servizio bus integrativo, meno capiente, rapido e sostenibile;

c) Realizzazione, nell’attesa, nodo di scambio Metro C/Ferrotramvia con attestazione di quest’ultimo alla fermata Parco Centocelle o Alessandrino e annessa installazione deviatoio per le manovre di inversione treni;

d) Efficientare servizio in esercizio tratta Laziali-Centocelle mediante: interventi straordinari materiale rotabile in forza al deposito/Officina Centocelle; asseveramento impianti semaforici e messa in sicurezza infrastruttura; rincalzamento e sistemazione binari, con particolare riferimento al sottovia Prenestino, tratta Ponte Casilino-Porta Maggiore, interessato da una prescrizione riferita alla velocità massima consentita (10 Km);

e) Revisione e/o sostituzione pali linea di contatto;

f) Nuova valutazione analisi rischi al fine di eliminare le mitigazioni alla circolazione in vigore dal 1 luglio 2019 (velocità max. consentita 30 Km/h, battute d’arresto, ecc.), adottate sull’intera tratta da Atac SpA in applicazione delle direttive ANSF e poi USTIF.

Punti fermi interventi futuri:

1. Mantenimento integrale e riqualificazione della tratta esistente Laziali-Giardinetti, senza diminuzione dell’estensione;

2. Prolungamento da Termini Laziali a Termini Stazione (alt. via Gioberti) a doppio binario e prolungamento da Giardinetti a Tor Vergata Policlinico e Città Universitaria;

3. Nuovo materiale rotabile a pianale ribassato per consentire l’accessibilità ai passeggeri con ridotta mobilità;

4. Riduzione impatto ambientale della Linea, con adozione dell’armamento su materassino flottante atto a smorzare le vibrazioni nel tratto esistente su via Giolitti, e attenuazione impatto visivo nel quartiere Tor Pignattara sino all’intersezione di via Romolo Balzani;

5. Mantenimento vincolo storico edifici deposito/officina Centocelle, anche in vista di una possibile musealizzazione;

6. Istituzione nuove fermate: “Centro commerciale”, all’altezza dell’omonima struttura su via Casilina, e “Policlinico Casilino”, con contestuale soppressione della fermata di Torre Spaccata;

7. Adozione di un progetto che nel complesso non riduca l’offerta di trasporto attualmente garantita anche sulle linee tranviarie e che anzi ne aumenti la qualità e la quantità, evitando la necessità di linee su gomma di affiancamento;

8. Adozione di un progetto che garantisca la massima continuità dell’esercizio ferrotramviario. Imposizione della prosecuzione dell’esercizio sulla tratta Laziali-Centocelle fintantoché non saranno sottoscritti gli obblighi giuridicamente vincolanti riguardanti il progetto di ammodernamento;

9. Istituzione Osservatorio permanente presso Roma Capitale, similmente a quanto avvenuto per la ferrovia RomaViterbo, aperto ai Municipi interessati, alle Associazioni/Comitati utenti/cittadini del territorio e alle Organizzazioni Sindacali, finalizzato a monitorare l’avanzamento lavori.

Andrea Ricci (ORT – Osservatorio Regionale sui Trasporti): «Qualcuno crede (o fa finta di credere per poter decidere senza un confronto reale con i cittadini) che coloro che lavorano a livello “benevolo” sui trasporti siano dei maniaci fissati delle proprie idee che non saranno mai disposti a mettere in discussione…cosa peraltro che sarebbe agevolata dai tempi lunghissimi con cui alle nostre latitudini si passa (quando va bene) dall’idea alla realizzazione di un servizio. Con questo incontro tra organizzazioni “storiche” e “moderne”, aderenti o meno all’Osservatorio Regionale sui Trasporti, che si occupano di mobilità e di questa linea in particolare abbiamo dimostrato che è vero il contrario e che una visione comune realistica e di buon senso non è difficile da trovare anche su una situazione che accumula errori su errori da più di mezzo secolo e di fronte ai quali davvero stavolta siamo davvero all’ultima possibilità per invertire la tendenza. Non sarà lungo il tempo in cui si dimostrerà quali amministrazioni e quali forze politiche stiano facendo sul serio e quali abbiano solo mosso aria».

Amedeo Trolese (Legambiente): «L’incontro è stato un ottimo punto di partenza per fare massa critica tra i vari soggetti che hanno a cuore il salvataggio e il rilancio moderno, efficiente della Termini-Giardinetti. Ringraziamo Andrea Ricci dell’ORT per averlo organizzato. Per quanto ci riguarda, riteniamo come primo punto fondamentale che il Comune di Roma formalizzi subito la presa in carico della Termini-Giardinetti e in parallelo si avviino le attività per riaprire la tratta da Centocelle a Giardinetti, compreso l’uso dei treni fermi in deposito».

Roberto Donzelli (UTP – Assoutenti): «Il vantaggio dello scartamento ridotto è che si può riutilizzare un’infrastruttura già esistente, e buona parte del materiale rotabile. Inoltre si può lavorare sotto esercizio, evitando interruzioni del servizio. Viceversa, il cambio di scartamento comporta il rifacimento integrale dell’armamento e la sostituzione totale del materiale rotabile, con conseguente necessità di lunghe interruzioni di durata imprecisata. Nonché il forte rischio di imprevisti, specie ai fornici di Porta Maggiore ed in altri punti critici della linea, con allungamento dei tempi e timore di chiusura definitiva della linea. In ogni caso, cambiare lo scartamento ha costi molto maggiori, che non sappiamo se il Ministero sarà disposto a coprire, ed una tempistica certamente più lunga».

Mattia D’Amico (UTP – Assoutenti): «Il trenino purtroppo risente da anni di un mancato riconoscimento nel panorama del trasporto pubblico romano. Un insieme di fattori, la mancanza di volontà politica e di investimenti ha portato la linea a uno stadio di morte terminale. Davanti a queste indecisioni, al tavolo congiunto abbiamo ribadito che operare sulla linea non è accanimento terapeutico su un qualcosa di morto, ma avere una visione strategica su un bene comune, capace di riscattare la città e implementare notevolmente il TPL romano. Dobbiamo far arrivare il nome del metro tram G sulla bocca dei nostri concittadini».

Carlo Andrea Tortorelli (blogger Sferragliamenti dalla Casilina): «L’incontro del 14 gennaio è stato un’importante occasione per mettere a sistema le diverse visioni sul futuro della ferrovia. È emerso che il rimando al riparto 2019 del fondo per il trasporto pubblico di massa rappresenta l’unica e ultima occasione per rilanciare la linea. Al di là dello scartamento che sarà adottato, non sono accettabili soluzioni che eliminino anche solo uno dei 9030 metri di binari che ancora oggi esistono, nonostante le nefaste decisioni prese nel recente passato».

David Nicodemi (Associazione TrasportiAmo): «Gli obiettivi del tavolo congiunto, aperto ai comitati e alle associazioni, è quello di creare una strategia comune per dare un presente e un futuro alla ferrotramvia Roma-Giardinetti. Che, diversamente dalle convinzioni, non si sovrappone alla Metro C, anzi i due sistemi agiscono in sinergia e, nell’insieme, aumentano l’offerta di trasporto pubblico nel versante Casilino. Ma da un lato la chiusura della tratta Centocelle-Giardinetti, che, di fatto, ha isolato quartieri come Torre Maura e Giardinetti, dall’altra il disinteresse delle Istituzioni, hanno influito negativamente sulla qualità del servizio erogato all’utenza. Bisogna uscire dalle ambiguità, Roma Capitale deve sbrigarsi a farsi carico delle Linea, riattivare la tratta sospesa e, infine, convincere il Ministero a finanziare il progetto di ammodernamento, così com’è stato presentato. È assurdo che, mentre si impongono limitazioni al traffico per ridurre le polveri sottili, si tiene in stato di abbandono un sistema rapido e sostenibile. Ancora più incredibile il fatto che la tratta sospesa, ritenuta un doppione della Linea C, è stata doppiata da bus. Un vero controsenso. C’è inoltre da tutelare il personale aziendale. Importante, infine, la mozione presentata dalla consigliera Svetlana Celli, che sarà discussa nei prossimi giorni dall’Assemblea Capitolina».

Roberto Sacchi (Presidente Legambiente Lazio): «La Termini-Giardinetti deve diventare un moderno tram, tornando a percorrere ogni metro dei binari fino alla stazione Giardinetti fuori il GRA, e non fermarsi nel nulla, sulla Casilina senza neanche un interscambio con una fermata della metro C e arrivare fino a piazza dei Cinquecento. Il Comune prenda immediatamente in carico la linea che la Regione ha scaricato dalla propria gestione-programmazione del trasporto pubblico. Combattere i cambiamenti climatici e le emissioni di gas climalteranti vuol dire anche portare nuovo trasporto pubblico su ferro, in una città come la capitale dove è scarsissimo: ma a Roma è assurdo che invece di fare nuovi tram e metro, si riescano addirittura a perdere anche quelli che già ci sono».

Claudio Gnesi (Comitato di Quartiere Tor Pignattara): «ll CdQ Tor Pignattara, da sempre impegnato per la tutela e la valorizzazione della linea Roma-Giardinetti, supporta e condivide quanto emerge nel comunicato congiunto. Se la linea è vitale per il quartiere di Tor Pignattara, aggiungiamo che essa rappresenta una risorsa essenziale per l’intero asse trasportistico Labicano. In tal senso riteniamo il documento assai prezioso e invitiamo i destinatari della comunicazione a farne tesoro, in quanto contiene elementi utili a disegnare il prossimo futuro della linea con modalità rispondenti alle reali esigenze dell’utenza e dei lavoratori».

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Anguillara Sabazia, aumento del 50% della retribuzione del segretario comunale. Manciuria: “Le risorse pubbliche vanno spese con giudizio”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Il Presidente di AnguillaraSvolta Sergio Manciuria torna a puntare i fari sui disagi creati dalla ex Giunta Pentastellata in ordine istruttorie condoni e paesistische che paralizzano l’uffico da oltre sei mesi, precisando che avrebbe preferito destinare le risorse ai servizi sociali piuttosto che nella retribuzione di godimento posizione (facoltativa e determinata a esplicitate condizioni) del segretario comunale di Anguillara Sabazia, che aveva goduto di un incremento del 50% concesso dalla ormai ex sindaca Sabrina Anselmo e confermato dall’attuale Commissario Prefettizio.

Manciuria, lo scorso 17 gennaio aveva dunque aspramente criticato la scelta dell’amministrazione Anselmo di concedere l’incremento della retribuzione al segretario comunale per funzioni aggiuntive  (che è facoltativa secondo le disponibilità economiche dell’ente) commentando tra l’altro: “La missione da parte della sindaca Anselmo di lasciare nel caos e degrado la nostra città sembra ad un passo dalla realizzazionema noi ci ribelliamo e diciamo basta a queste politiche di profanazione delle più  elementari  norme  di civiltà e senso civico. Se la priorità della “diversamente amministrazione” è aumentare del. 50% la retribuzione di godimento del segretario comunale piuttosto che destinare queste somme ai servizi sociali vuol dire che non c’è rispetto per i deboli e chi è in difficoltà economica”.

Commento, quest’ultimo, per il quale arrivava una richiesta di rettifica da parte del segretario comunale dott.ssa Alessandra Giovinazzo per tramite del suo legale l’avv. Alessandra Petti, che focalizzandosi sul solo commento del Presidente di AnguillaraSvolta precisava che: “Il passaggio relativo alla pretesa ingiustizia e/ o illegittimità dell’attribuzione economica e la sua connessione con la destinazione più opportuna degli stessi fondi ai servizi sociali ed alla difesa dei diritti dei più deboli, legata alla frase precedente, infatti è priva di fondamento e  non   rispetta la verità obiettiva dei fatti andando a ledere l’immagine   personale e professionale, l’onore e la reputazione della mia Cliente“.

Precisazioni e rettifiche, quelle del segretario comunale che secondo Manciuria appaiono come “una volontà di giustificare esclusivamente sotto il profilo della legittimità l’incremento del 50% dello stipendio per funzioni aggiuntive del segretario comunale”.

“Appare evidente la volontà di giustificare esclusivamente sotto il profilo della legittimità l’incremento del 50% dello stipendio per funzioni aggiuntive del segretario comunale. – Ha immediatamente replicato Sergio Manciuria – Vero è il contrario. – prosegue il Presidente di AnguillaraSvolta – La Corte costituzionale con la recente 23 del 2019 conferma la validità giurisdizionale dell’ art. 97 comma 1 , 2 e 3 del TUEL laddove si precisa che le mansioni del Segretario avvengono nella logica dello spoil system in quanto figura fiduciaria del Sindaco eletto e che la medesima decade dalle funzioni, al suo rinnovo, dimissione o sfiducia, appare evidente che l’applicazione delle funzioni aggiuntive sia facoltà di un Amministratore pubblico previo utilizzo e verifica delle risorse pubbliche”.

In pratica, una volta che il sindaco assegna le funzioni aggiuntive al segretario comunale può assegnare l’ulteriore retribuzione per queste funzioni aggiuntive da un minimo del 10% ad un massimo del 50% e nel caso specifico l’incremento è stato del 50%.

Manciuria definisce quindi come antitetico quanto riportato nella rettifica del segretario comunale per tramite del legale avv. Alessandra Petti in quanto non viene specificato come questa forbice di percentuale – 10%-50% – vada “necessariamente valutata in base a condizioni oggettive e soggettive ben definite e insindacabili che purtroppo sict et simpliciter anche nel recente decreto commissariale non sono state prodotte violando quel concetto di massima trasparenza anche in relazione all’incarico di garante Anac”.

Il Presidente di AnguillaraSvolta ha quindi ribadito il concetto che la polemica politica era rivolta all’amministrazione “fu Anselmo” per aspetti che incidono la vita dei cittadini in attesa da mesi per la mancata nomina del paesista e soprattutto per il rilascio delle istruttorie dell’ufficio condono garanzia finanziaria dell’appalto dei containers di Via Duca degli Abruzzi, sottolineando come le precisazioni del segretario comunale siano “volutamente emarginate e conseguentemente infondate rispetto al tenore del precedente articolo”.

Il Presidente di AnguillaraSvolta ha quindi inviato a questo giornale per mezzo del proprio legale l’avv. Mario Lepidi una controreplica alle affermazioni fatte del segretario comunale pubblicate su questo quotidiano ai sensi dell’articolo 8 della Legge 47/1948.

Di seguito la nota del Presidente Sergio Manciuria per il tramite dell’avvocato Mario Lepidi

“Preg.mo Direttore,

            con riferimento all’articolo in oggetto ed alla richiesta di rettifica del 25 febbraio u.s. a firma congiunta dell’avv. Alessandra Petti e della dott.ssa Alessandra Giovinazzo, formo la presente in nome e per conto del Presidente di Anguillara Svolta sig. Sergio Manciuria per rappresentare delle doverose precisazioni.

            Nello specifico, nessun riferimento all’interno dell’articolo predetto si palesa come lesivo della persona e/o della professionalità del Segretario Comunale.

Infatti, ad un’attenta lettura del pezzo, è evidente come il mio assistito abbia voluto semplicemente “fotografare” la reale situazione del Comune sabatino elencando delle criticità organizzative che, tenuto conto dell’importanza degli uffici interessati dalle stesse, sono gravi tanto da risultare paralizzata la macchina amministrativa proprio in quei settori.

Sul punto, il sig. Manciuria riteneva opinabile l’aumento – sino alla soglia massima – del trattamento stipendiale del Segretario Comunale in costanza di una mancata risoluzione delle dette criticità all’interno dell’Ente.

Proprio in merito al predetto incremento retributivo, preme in tale sede evidenziare che il valore applicato dall’ex Sindaco rappresenta quello massimo previsto dall’art. 1 Contratto Collettivo Decentrato Integrativo del 22 dicembre 2003 (forbice di incremento dal 10% al 50%).

Parimenti, è previsto che l’importo della maggiorazione debba tener conto della rilevanza dell’ente e delle funzioni aggiuntive affidate al Segretario; al contempo, proprio tali incarichi dovrebbero essere assegnati dopo aver accertato l’inesistenza delle necessarie professionalità all’interno dell’Ente.

Ebbene, sia nel decreto sindacale di attribuzione di funzioni aggiuntive, sia in quello prefettizio da ultimo adottato, tutte queste circostanze sembrerebbero non essere state considerate, non essendo presente alcun riferimento alla doverosa istruttoria sul punto.

Pertanto, alla luce di quanto appena detto, va sicuramente rispettata l’opinione di un cittadino che vive e sopporta quotidianamente le inefficienze della propria Amministrazione comunale la quale, pur senza risolverle, decide di attribuire l’aumento massimo previsto al Segretario Comunale senza esplicitare le opportune ragioni nella parte motiva del provvedimento che lo riguarda.

Quindi, lungi dall’essere una critica alla professionalità della dott.ssa Giovinazzo e ribadendo il concetto che la polemica – squisitamente politica – era  rivolta alla precedente amministrazione circa delle inefficienze che si riverberano negativamente da tempo sulla collettività sabatina, si sottolinea come le precisazioni pubblicate il 25 febbraio u.s. siano inconferenti rispetto al tenore dell’articolo de quo.

Pertanto, ai sensi dell’art. 42 L. n. 416/1981, nell’interesse del sig. Sergio Manciuria si richiede che la presente dichiarazione venga inserita, entro due giorni dalla richiesta, in testa di pagina e/o collocata nella stessa posizione conferendo analogo risalto a quello della precedente rettifica.

            Con espressa riserva di valutare autonoma azione giudiziaria per tutelare compiutamente l’onorabilità e la professionalità del mio assistito.

Distinti saluti.                     

(avv. Mario Lepidi)”

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Roma

Traffico di shaboo tra Roma e Prato: già arrestate 38 persone

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I Carabinieri di Roma, a conclusione di un’attività d’indagine denominata “Vento d’Oriente”, durata circa 5 mesi, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, nei confronti di 22 persone di nazionalità cinese, filippina ed italiana, per i reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo metanfetamina, comunemente detta shaboo.

L’operazione, iniziata alle prime ore di stamattina in tutta Italia, ha impegnato i Carabinieri della provincia di Roma ma anche di Taranto, Napoli e Firenze, dove sono stati localizzati i destinatari della misura cautelare.

Una volta considerata una droga “etnica”, utilizzata principalmente nelle comunità asiatiche, prevalentemente dagli over 30 per mantenersi svegli e attivi durante pesanti giornate di lavoro, oggi l’assunzione sta coinvolgendo le giovani generazioni asiatiche e non solo, diffondendosi rapidamente sul territorio nazionale e capitolino anche tra gli occidentali.

Eccitante che permette di restare svegli anche per 2/3 giorni, i suoi effetti devastanti incidono prevalentemente sul sistema nervoso centrale che viene stimolato oltremodo, cagionando danni rilevanti, con un effetto superiore alla cocaina, idoneo ad annullare fame e senso di fatica nonché causare dipendenza. La dose singola media di shaboo è pari a 0,1 grammo, con un costo per l’assuntore finale di 50 €.

Le attività investigative, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, conseguono all’arresto di un cittadino cinese operato nel quartiere di Trastevere – Monteverde nel mese di giugno 2018, durante il quale è stato rinvenuto e posto in sequestro un considerevole quantitativo dello stupefacente. In tale circostanza venivano acquisiti ulteriori elementi tali da poter ipotizzare l’esistenza di una rete di spacciatori dedicati alla vendita nella Capitale di shaboo, di non facile reperibilità, ma sempre più richiesto nelle piazze di spaccio.

L’ipotesi è stata successivamente riscontrata da attività tecniche e pedinamenti nei quartieri capitolini ove è maggiore la presenza di comunità asiatiche.

Le indagini hanno permesso di identificare i ruoli dei diversi indagati, individuare le zone di spaccio, la modalità di introduzione dello stupefacente nella Capitale, i luoghi dove lo stesso è stato stoccato e dove veniva confezionato per la vendita al dettaglio, ed infine le modalità di cessione, consentendo di sequestrare un totale di oltre 1 kilogrammo di shaboo (oltre 10.000 dosi), nonché di arrestare 38 soggetti nella flagranza dello spaccio.

Alcuni cittadini cinesi titolari di esercizi al dettaglio nella zona del Centro si approvvigionavano di stupefacente da loro connazionali nella città di Prato. Lo stupefacente veniva portato nella Capitale da giovani ragazze cinesi, incensurate, che – viaggiando in treno dalla città toscana – potevano garantire un trasporto sicuro. Una volta giunti a Roma, i richiesti cristalli di shaboo venivano rapidamente spacciati tramite una intricata rete di pusher collocati nelle varie piazze di spaccio. Le indagini hanno permesso di accertare che gli spacciatori si spartivano le zone di spaccio, senza sottrarsi vicendevolmente i clienti. Le piazze più frequentate nella zona OVEST della Capitale erano quartieri Gianicolense, Monteverde, Cornelia, fino a Spinaceto, nella zona EST i quartieri Termini, Esquilino, Casilina, Pigneto e Tor Pignattara. Il reperimento degli acquirenti e l’esecuzione delle cessioni è stato effettuato in gran parte da soggetti filippini, che rivendevano le dosi ad altri connazionali, anche sul luogo di lavoro.

Un cittadino filippino non interrompeva l’attività di spacciatore neanche durante il proprio lavoro di domestico, cedendo le dosi di shaboo dal balcone dell’abitazione, tra una faccenda e l’altra. È stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo Roma Centro presso un Ospedale della Capitale dove aveva accompagnato l’anziana persona che normalmente accudiva ma che era diventato luogo per spacciare la sostanza ai suoi clienti abituali.

Dodici i destinatari dell’ordinanza in carcere (una donna è nel frattempo deceduta), associati alle case circondariali di Roma, Firenze, Taranto e Pozzuoli (NA), altre 10 persone sono state sottoposte alla misura del divieto di dimora nel Comune di Roma.

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Anguillara Sabazia, retribuzione segretario comunale: pubblicazione ex art. 8 Legge 47/1948

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Di seguito la nota di rettifica ex art. 8 Legge 47/1948 del segretario comunale di Anguillara Sabazia dr.ssa Alessandra Giovinazzo tramite l’Avvocato Alessandra Petti

“Scrivo in nome  e per conto  della Dott.ssa  Alessandra  Giovinazzo  la quale sottoscrive  per ratifica la presente, a seguito della pubblicazione in data 17 gennaio  u.s. sul sito del Vostro quotidiano “Osservatore Italia” di un articolo  dal titolo “Anguillara Sabazia, Manciuria­ Ufficio condono e autorizzazione paesistica torni a funzionare. Ecco  l’En plein dell’inettitudine grillina“.

L’articolo che ha ad oggetto un commento del presidente di AnguillaraSvolta, Sergio Manciuria, sulla amministrazione  del Comune di Anguillara riporta la seguente notizia: “La missione da parte della sindaca Anselmo di lasciare nel caos e degrado la nostra città sembra ad un passo dalla realizzazione conferma il Presidente ma noi ci ribelliamo e diciamo basta a queste politiche di profanazione delle più  elementari  norme  di civiltà e senso civico. Se la priorità della “diversamente amministrazione” è aumentare del. 50% la retribuzione di godimento del segretario comunale piuttosto che destinare queste somme ai servizi sociali vuol dire che non c’è rispetto per i deboli e chi è in difficoltà economica”.

Il passaggio relativo alla pretesa ingiustizia e/ o illegittimità dell’attribuzione economica e la sua connessione con la destinazione più opportuna degli stessi fondi ai servizi sociali ed alla difesa dei diritti dei più deboli, legata alla frase precedente, infatti è priva di fondamento e  non   rispetta la verità obiettiva dei fatti andando a ledere l’immagine   personale e professionale, l’onore e la reputazione della mia Cliente.

Infatti:

1)   Non è vero l’applicazione dell’aumento stipendiale quantificato nel 50% di una voce indennitaria legata all’attribuzione di  funzioni aggiuntive sia effettuata in violazione di norme e senso civico. Infatti tale aumento  è regolato dall’art. 41 del CCNL dei Segretari Comunali del16 maggio 2001 e disciplinata dal Contratto Collettivo Decentrato Integrativo  22.12.2003. Esso pertanto è stato attribuito in applicazione della legge ed è erogato a fronte  dell’attribuzione, da ultimo, delle seguenti ulteriori funzioni:

•   Soggetto con il potere  sostitutivo  di cui all’art. 2, comma 9-bis,  della legge n. 241 l 1990 e ss.mm.ii;

•   Presidente della delegazione trattante  di parte pubblica; coordinatore dei responsabili di area;

•   Presidenza e coordinamento conferenza dei responsabili di area;

•   Responsabilità  dell’istruttoria  delle deliberazioni di carattere organizzativo  generale dell’ente nonché responsabilità dei relativi atti esectttivi delle stesse deliberazioni;

•  Attuazione mobilità interna;

•   Responsabilità dell’istruttoria e dell’attività  esecutiva di altri provvedimenti  amministrativi;

•   Partecipazione  alle  sedute di organi diversi  dal Consiglio  e dalla  Giunta su richiesta del Sindaco o degli Assessori;

•  Assistenza e  collaborazione,  nel contenzioso   dell’ente,  con i legali esterni, su richiesta del Sindaco;

•   Cura  dell’attività regolamentare dell’ente;

2) Non è vero che tale retribuzione a fronte di  funzioni aggiuntive sia facoltativa.  Infatti, come sopra chiarito, l’aumento predetto deriva da uno specifico assetto normativo ed è obbligatorio e pienamente legale.

3) Non è  vero che queste somme si  sarebbero potuto destinare ai  servizi sociali. Infatti  la voce  di  spesa  relativa alle retribuzioni  del  personale  e  quella relativa ai servizi sociali sono separate, autonome ed inconfondibili  voci di bilancio.

Dott.ssa Alessandra Giovinazzo – Avv. Alessandra Petti

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