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Roma

Campidoglio in bilico: prove di dittatura a 5 stelle

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Per la sindaca Virginia Raggi non accenna a sciogliersi il nodo del capo di gabinetto

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di Chiara Rai

ROMA – I Cinque Stelle danno prova di dittatura. Non concertazione. Non democrazia ma caos e dictat da parte dei neo amministratori pentastellati. L’ultima grossa prova è l’enorme bufera "stellare" esplosa in Campidoglio: il capo di gabinetto di Roma Capitale, Carla Raineri e l'assessore al bilancio Marcello Minenna, hanno rassegnato ieri le proprie dimissioni. Un epilogo che arriva dopo un fiume di polemiche sugli stipendi d'oro in casa Raggi. Sopra tutti il super compenso di 193.000,00 euro al giudice Raineri. Pensare poi, che le critiche e pressioni sulla sindaca finalizzate al taglio degli stipendi sono arrivate in questi ultimi giorni soprattutto dai vertici del Movimento, Grillo in testa, scatenando una vera e propria guerra intestina tra coloro che vogliono e si aspettano i tagli reali ai benefit della vecchia politica e i nuovi rampolli o meglio rampolle dei palazzi che si muovono ancora con la vecchia logica delle amicizie, parentele e nomine da centinaia di migliaia di euro. In questa storia ovviamente se ne lava ampiamente le mani il grande sconfitto delle amministrative e cioè il presidente del consiglio Matteo Renzi che lascia ai pentastellati tutti gli "onori" della cronaca caotica capitolina: "Rispetto il lavoro del sindaco – commenta – ha vinto lei, a lei onori e oneri, non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare". Adesso Renzi cavalca i primi “buchi neri” dei cinque stelle e rincara la dose con l’avvertimento alla sindaca. “Se Raggi non firma, Roma sarà fuori dalle Olimpiadi”. E sì, perché in ballo ci sono anche milioni di euro di rilancio per la Capitale che romani, imprenditori e amici di potrebbero vedere sfumati qualora Raggi decidesse di non candidare la Capitale ai Giochi. Sappiamo però che i motivi che avrebbero portato l'Anac, interpellata da Raggi, a dichiarare la nomina di Raineri "non conforme" sono sostanzialmente fondati su una errata applicazione del Tuel (Testo Unico degli Enti locali). Nei fatti avevano ragione le opposizioni: l'incarico di capo di gabinetto andava assegnato con un bando e non a chiamata diretta. Questo significa non solo che si trattava di una nomina d’oro – e su questo non c’è reato o difformità – ma che ci troviamo di fronte un’improvvisazione dei neo amministratori pentastellati che dall’oggi al domani si sono ritrovati “sindaci” senza la sudata gavetta, senza conoscere – la stragrande maggioranza – come funziona una macchina amministrativa e per di più paralizzando le città che amministrano per dare prova di un cambiamento che ad oggi appare fallimentare: bloccato lo stadio della Roma, la ristrutturazione delle Torri all'Eur, il futuro della Fiera di Roma e chi più ne ha più ne metta. Minenna, sostenuto dalla magistrata nella corsa a capo di gabinetto, è stato finora considerato un elemento essenziale della squadra a cinque stelle e, tra l'altro, si è sempre battuto per rivedere gli stipendi troppo alti dello staff, soprattutto quello del caposegretreria Salvatore Romeo. Ma Raggi non ha accettato i suoi consigli di buon grado e i maldipancia hanno costretto l’assessore alle dimissioni “irrevocabili”. Quindi non sarebbe stata solo la revoca dell'incarico di Raineri, ma anche il disaccordo su alcune nomine a spingere Minenna a dimettersi. I rapporti tesi con l'amministrazione sono iniziati dunque con le nomine di Salvatore Romeo e Raffaele Marra, considerati vicinissimi a Raggi e al suo vice Daniele Frongia. I ripensamenti non sono mancati anche per il ruolo del vicecapo di gabinetto vicario. In prima battuta questo incarico era stato assegnato a Raffaele Marra, dirigente pubblico che in passato aveva lavorato anche con Gianni Alemanno e Renata Polverini. La sua scelta non era andata giù al Movimento ed anche lui era stato revocato come vicario. Sono dunque passati soltanto due mesi dall'insediamento, dunque, per la sindaca Virginia Raggi non accenna a sciogliersi il nodo del capo di gabinetto, ruolo talmente delicato da accendere subito polemiche e dispute interne anche al Movimento Cinque Stelle. Il primo ad essere stato nominato alla guida dell'ufficio è stato Daniele Frongia, braccio destro della sindaca poi spostato nel ruolo di vicesindaco. Dopo di lui, si ragionò a lungo su Daniela Morgante, magistrato della Corte dei Conti e già nella giunta di Ignazio Marino. Morgante ebbe anche un incontro con la stessa sindaca ma poi la sua nomina cadde nel vuoto, con polemiche. Al suo posto si preferì Carla Romana Raineri, un altro magistrato che aveva già collaborato con il commissario Francesco Paolo Tronca e con l'ormai ex assessore al bilancio Marcello Minenna.

 

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Metropoli

Campagnano, spaccatura nella maggioranza: via il vicesindaco. Una lotta intestina. Cui prodest?

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Scintille politiche a Campagnano, cittadina di oltre 13 mila abitanti nell’hinterland a Nord della Capitale. Fulvio Fiorelli ha messo alla porta il “Vice” Nisi, il quale ha scritto una lettera aperta ai cittadini:

Cari cittadini,
poco fa il Sindaco Fulvio Fiorelli mi ha fatto notificare la revoca delle deleghe di Vicesindaco e di Assessore all’urbanistica e lavori pubblici. Nessun Consigliere di maggioranza era al corrente di questa decisione del Sindaco, una decisione che ha spiazzato tutti.
In questi quasi cinque anni ho servito il paese di Campagnano con impegno e costanza, dando il massimo ogni giorno, lavorando con dedizione. Ho assunto molte più responsabilità rispetto all’effettiva carica ricoperta. Sono stato sempre propositivo, collaborativo e costruttivo in ogni situazione di difficoltà sorta durante il percorso amministrativo. Mi sono sempre messo a disposizione di tutti, soprattutto del Sindaco, aiutando quando richiesto, mediando quando necessario, contribuendo con proposte, idee e analisi.
Il Sindaco ha deciso di interrompere questa collaborazione a pochi mesi dalla fine del mandato dimostrando scarso senso delle istituzioni e una oramai incolmabile distanza dal mondo reale. Con una crisi sanitaria, economica e sociale che rischia di mettere in ginocchio il nostro amato paese ci si aspetterebbe da un “primo cittadino” uno scatto d’amore, di determinazione e di responsabilità e non l’inizio di una crisi inutile soprattutto per Campagnano e la sua gente.
In queste ultime settimane abbiamo espresso, insieme ad altri assessori e consiglieri, riserve su modi e contenuti della ”linea politica” del Sindaco. Più volte abbiamo richiesto, con lealtà e trasparenza, di riprendere uno spirito collaborativo con l’unico obiettivo di dare un contributo di idee e di soluzioni.
Ringrazio tutti i dipendenti comunali, con cui ho condiviso tante responsabilità, speranze, fatiche e anche soddisfazioni e ringrazio anche i Consiglieri Comunali, non solo di maggioranza, che in molte circostanze hanno manifestato con parole e fatti stima e apprezzamento per il mio lavoro. A tutti auguro di agire e lavorare sempre e solo per il bene di Campagnano. Ciascuno di loro sa di poter contare ancora su tutto il mio contributo perché si recuperi lo sguardo sulle problematiche del paese e sulle sofferenze della gente in questo momento difficilissimo. Impegniamoci affinché il lavoro fatto insieme non venga disperso. Nei limiti del possibile concorrerò a farlo, anche da “semplice” cittadino.
Ovviamente continuerò ad occuparmi di politica e, soprattutto, di Campagnano, e a farlo con amore e passione. Non sarà una revoca di deleghe (deleghe che ho ricevuto dai cittadini) a fermarmi! Continuerò ad essere presente e a disposizione di tutti, come ho sempre cercato di fare.
Ringrazio il gruppo e tutti i suoi aderenti che in tutti questi anni mi hanno dato fiducia e sostegno.
Ringrazio la mia meravigliosa famiglia che mi ha sempre sostenuto e mi ha consentito di occuparmi del territorio a tempo pieno.
Nei prossimi giorni ci sarà modo di approfondire.

Alla luce di questi fatti ci si chiede quanto inciderà questa guerra intestina sullo sviluppo futuro di Campagnano? Che Forza Italia e Lega siano in contrasto al livello locale ormai è palese ma nelle piccole Comunità valgono le persone e le azioni fatte

CAMPAGNANO MERITA DI PIÙ: PER UNO SVILUPPO DEL TERRITORIO SOSTENIBILE, PARTECIPATO E CONDIVISO: LA NOTA DI MOVIMENTO PER CAMPAGNANO
Siamo certi che Campagnano non meriti di più, in termini di uno sviluppo economico e del territorio realmente sostenibile, partecipato e condiviso?
Campagnano non può crescere se non c’è una visione di fondo che intercetti le potenzialità sia del borgo che del territorio, se lo sviluppo economico del paese si basa ancora una volta solo sulle logiche economiche di prossimità.
Le politiche degli ultimi anni non hanno sostenuto i possibili sviluppi di una imprenditoria già esistente nella zona, come, per esempio, l’autodromo di Vallelunga e altre importanti realtà produttive; inoltre, le zone periferiche – oggettivamente mortificate ed arretrate urbanisticamente – nonché’ il borgo storico – ove gli esercenti commerciali non hanno un reale ruolo valorizzato – non dovrebbero essere centrali in una reale idea di sviluppo?
E’ necessaria quindi una visione coraggiosa e innovativa, rispettosa della storia, della cultura e della vocazione della società campagnanese, che abbia come perno la partecipazione della cittadinanza, nel suo insieme, con tutte le sue sensibilità; senza attendere che gli eventi riducano ulteriormente le potenzialità di crescita di Campagnano, attualmente relegata al ruolo di periferia di Roma quando invece potrebbe essere, concretamente, integrata con il territorio di città metropolitana di Roma.
Le scelte politiche dall’attuale amministrazione pubblica, soprattutto in ambito urbanistico, vanno purtroppo in tutt’altra direzione: penalizzanti in termini di sviluppo integrato e di condivisione delle scelte con la cittadinanza.
Esempio emblematico ne è l’approvazione della “Variante ex Dominici”: presentata da un investitore privato nel febbraio 2019, prevede diversi negozi, appartamenti e per la quota pubblica una scuola materna, con un giardino esclusivo di circa 3.500 mq; di contro l’investitore privato avrebbe circa 38.000 mc tra residenziale, commerciale e terziario, per un valore di circa 18 milioni di euro.
Siamo sicuri che una scuola materna, in quel luogo, sia l’unica cosa da fare e che, tenuto conto anche delle dimensioni del suolo edificabile e dell’estensione dell’area non si potrebbero immaginare anche altri usi per spazi verdi e piccoli spazi comuni oltre alla scuola stessa? Scelte così importanti dovrebbero essere fatte insieme alla cittadinanza!
Inoltre, si nota chiaramente come il rapporto tra l’investimento nella quota pubblica e il ricavo dell’investitore privato sia sbilanciato grandemente a favore del privato e come tale opera sia lontana dalle logiche di riduzione del consumo di suolo.
Noi siamo dell’idea che gli investitori privati possano essere uno dei veicoli di sviluppo di Campagnano, anche in termini di incremento dell’occupazione, ma riteniamo anche che un’amministrazione pubblica moderna, debba saper mediare con il privato e tutelare, prima di tutto, gli interessi dei cittadini, rendendoli partecipi delle decisioni circa il futuro del proprio paese.

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Castelli Romani

Grottaferrata, focolaio in un istituto di suore: 4 morti

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Un grosso focolaio è stato trovato all’interno della struttura religiosa di Grottaferrata “Povere Figlie della Visitazione di Maria”. Su 39 ospiti totali ci sono 25 positivi e 13 ospedalizzati da qualche giorno, 6 suore positive su un totale 7 e 4 morti di cui 2 ospiti anziani deceduti in ospedale, 1 suora e un’ospite deceduti nella struttura.

“Siamo a conoscenza del nuovo cluster sviluppatosi all’interno della struttura religiosa delle Figlie della Visitazione di Maria” dichiara il sindaco Andreotti. “Assieme a Protezione Civile e Croce Rossa abbiamo già attivato tutti i canali necessari per rifornire la struttura in sicurezza di alimenti e beni di prima necessità. La struttura è isolata e grazie alla collaborazione dei Carabinieri, come già accaduto nella scorsa primavera in situazioni simili, si fa in modo che estranei restino a dovuta distanza”.

“Alle famiglie degli anziani defunti, così come alla congregazione religiosa rinnovo la massima vicinanza e affetto in un momento di particolare difficoltà in cui come rappresentanti dell’Amministrazione comunale stiamo percorrendo tutte le strade necessarie a garantire una vicinanza solidale e viva da parte delle istituzioni del territorio”.

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Roma

Roma, con l’auto rubata il 13 gennaio scorso ingaggia un inseguimento con i carabinieri: in manette un 42enne romano

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno sottoposto a fermo di P.G. un 42enne romano, già conosciuto alle forze dell’ordine, con l’accusa di rapina.

I militari lo hanno incrociato alla guida di una Ford Fiesta, in via Tiburtina all’angolo con via Casale di San Basilio e alla loro vista, ha tentato una brusca manovra evasiva nel tentativo di non incappare nel controllo.

Quell’atteggiamento ha fortemente insospettito i Carabinieri che hanno deciso di seguire l’auto, ingaggiando un breve inseguimento terminato dopo poche centinaia di metri.

Fermato il fuggitivo, i militari hanno avviato gli accertamenti, scoprendo che l’auto su cu stava viaggiando era provento di una rapina, denunciata presso i Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, messa a segno il 13 gennaio scorso nella zona di via Cola di Rienzo. Quel giorno, un uomo aveva avvicinato il proprietario dell’auto mentre la stava riprendendo in un parcheggio e, dopo averlo minacciato con un coltello, si era fatto consegnare le chiavi del veicolo fuggendo a tutta velocità.

La vittima della rapina, contattata dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile ha riconosciuto – senza ombra di dubbio – il guidatore spericolato come l’autore della rapina ai suoi danni.

Per il 42enne, accusato di rapina, sono scattate le manette ai polsi e il trasferimento nel carcere di Rieti. Nel corso dell’udienza di convalida, il fermo è stato convalidato e il Gip del Tribunale di Roma ha confermato la custodia cautelare in carcere per il rapinatore.  

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