TIVOLI. FIAMME GIALLE SCOPRONO MAXI TRUFFA PER 2 MILIONI E MEZZO DI EURO

A.P.

La Guardia di finanza della compagnia di Tivoli (Roma) ha scoperto una maxi truffa per oltre due milioni e mezzo di euro. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, l’organizzazione prima conquistavano la fiducia dei propri fornitori con un primo e irrisorio acquisto di merce che veniva regolarmente saldato poi, ottenuto credito, ordinavano ingenti quantità di prodotti che pagavano con assegni bancari tratti da conti correnti già estinti o “a vuoto”. Con queste modalità un’organizzazione era riuscita a truffare in meno di un anno oltre due milioni e mezzo di euro ai fornitori di merce, italiani, spagnoli e tedeschi, tra cui la nota “electrolux s.p.a.”. Le indagini dei finanzieri si sono concluse con l’arresto dell’amministratore della società e la denuncia a piede libero di altre tre persone per bancarotta fraudolenta, e con il sequestro di merce per un valore commerciale di circa due milioni e cinquecento mila euro. Nel meccanismo fraudolento, un ruolo di rilievo era giocato da una società di Formello che, fungendo da “specchio per le allodole”, conferiva apparente regolarità alle operazioni. tra la merce fornita e mai pagata, vi erano beni non attinenti all’attività della società, tra cui cucine industriali, arredi per ristoranti, attrezzatture per bar. Gli accertamenti delle Fiamme gialle della compagnia di Tivoli sulla documentazione contabile ed extracontabile reperita nel corso delle varie perquisizioni locali ha permesso di ricostruire la compagine societaria, dichiarata fallita con sentenza del 2010, e il complesso dei beni sottratto alla procedura fallimentare, pari a circa un milione di euro. Numerose le imprese fornitrici che, quali parti lese, hanno sporto querela nei confronti dei responsabili della frode




CIAMPINO, ROMANZI (PSI) TORNA A CHIEDERE SPIEGAZIONI SUL SERVIZIO DI NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

Redazione

“I cittadini del comune di Ciampino ancora aspettano risposte concrete, necessarie e urgenti per  ridurre il disagio causato dal ridimensionamento e la riduzione del  servizio ambulatoriale di Neuropsichiatria Infantile del comune.” Si legge in una nota del capogruppo del PSI alla Pisana Luciano Romanzi.

“A un anno dall’interrogazione specifica sulla questione, da me presentata – conclude Romanzi –  la giunta regionale non ha dato nessuna risposta. Un malessere che richiede invece un rapido intervento risolutivo. In attesa di un suo specifico provvedimento della Polverini, l’amministrazione comunale ha adottato provvedimenti tesi ad  affidare ad una associazione di personale qualificato, come più volte suggerito dal II° Circolo Didattico, che comunque rimane una prima risposta ai bisogni rappresentati da numerose famiglie della zona. Una risoluzione che per quel che mi riguarda già può essere la risposta alla mia interrogazione.”




COLLEFERRO, ACQUEDOTTO COMUNALE: L’ACQUA È POTABILE

Redazione

Uno dei pozzi che riforniscono l’acquedotto comunale è stato momentaneamente chiuso. Precisamente si tratta del pozzo n. 6. L’inconveniente, però, non ha portato conseguenze all’acquedotto stesso che continua ad emettere regolarmente acqua potabile nelle abitazioni. “L’acqua è assolutamente potabile – rassicura il sindaco Mario Cacciotti – e non ci sono quindi motivi di allarmismo. Me lo ha confermato la Asl che ho subito sentito allorché mi è giunta la comunicazione che nelle analisi effettuate sul pozzo in questione erano stati riscontrati dei valori non conformi alla legge”. Non appena ricevuta la nota del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria, infatti, con la quale veniva comunicato che il campione di acqua prelevata dal pozzo presentava sostanze inquinanti (Isomeri HCH), il Sindaco ha emesso un’apposita ordinanza, per vietarne l’immissione in rete. “Abbiamo agito tempestivamente – spiega il Sindaco –  nemmeno un’ora dopo la notizia ricevuta il pozzo era già chiuso. Fuori da ogni inutile allarmismo, tutto ciò è la conferma che i controlli ci sono, che sono capillari ed attenti, grazie alla stretta collaborazione tra gli enti preposti alla tutela della salute pubblica, Asl, Arpa e Comune, proprio a garanzia della potabilità dell’acqua che immettiamo nel nostro acquedotto”. Naturalmente della questione è stata subito informata la Commissione consiliare Ambiente, convocata in Comune, alla presenza dei responsabili dell’Ufficio di Igiene della Asl, i quali hanno assicurato che non c’erano problemi di ordine sanitario e che l’acquedotto poteva essere tranquillamente utilizzato dalla popolazione. “Ho voluto anche contattare il Commissario per la Bonifica del fiume Sacco – continua il Sindaco Cacciotti –, al quale ho chiesto di installare su tutti i pozzi dei filtri a carboni attivi, per una ulteriore garanzia della qualità dell’acqua. Lo stesso mi ha assicurato che provvederà immediatamente”.
Mentre i tecnici sono già al lavoro per rimuovere le cause che hanno portato alla chiusura del pozzo, il Comune ha convocato per lunedì prossimo 30 gennaio, alle ore 11 nella sala consiliare, una conferenza stampa pubblica per chiarire la questione ed informare correttamente i cittadini. Saranno presenti, oltre al sindaco Mario Cacciotti e all’assessore all’Ambiente Cinzia Sandroni, il Responsabile dell’Ufficio di Igiene della Asl RmG Francesco Blasetti e Salvatore Spina, dell’Ufficio Commissariale Valle del Sacco. Naturalmente ci saranno anche i componenti della Commissione consiliare Ambiente.




DIVINO AMORE, TROVATO CADAVERE CARBONIZZATO

Redazione

Il cadavere carbonizzato di una persona e' stato trovato a Roma intorno alle 10, in aperta campagna. Il corpo, finora irriconoscibile, e' stato trovato in zona Divino Amore. Ad allertare i Carabinieri è stato il proprietario del fondo agricolo dove è stato trovato il cadavere. Dai primi rilievi, non ci sarebbero segni di roghi e il corpo "non sarebbe integro" probabilmente perché riporta i morsi di animali e cani randagi. Nella stessa zona fu ritrovato il cadavere mutilato di una giovane donna




ALBANO LAZIALE URBANISTICA: MARRUCCIO (IDV) PRESENTA INTERROGAZIONE SU EDILIZIA POPOLARE A CECCHINA2

Redazione

Fare luce su una vicenda che si protrae da quasi 15 anni e che riguarda una serie di interventi di edilizia economica e popolare nel comune di Albano, denominato Cecchina 2. E’ l’obiettivo di una interrogazione urgente a risposta scritta presentata dal capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio.

Nell’interrogazione si riepilogano i fatti, a partire dai contributi regionali assegnati alla fine degli anni 90 alla società ACF, che nel 2004 ha stipulato una convenzione ai sensi dell’art. 35 della legge n. 865/1971 con il comune di Albano laziale per la quale si concedeva il diritto di superficie per la realizzazione di 38 alloggi nell’ambito del piano di zona.

Mentre le case, terminate sin dal 2007, venivano consegnate dagli altri operatori nel 2008,  a distanza di 8 anni, passando per numerosi contenziosi civili e amministrativi intentati strumentalmente dalla società ACF, questa ha richiesto all’assessorato alla Casa l’approvazione del QTE (Quadro tecnico Economico) finale, atto propedeutico all’erogazione dei fondi residui, presentando un documento con discordanze macroscopiche, in eccesso, rispetto alle metrature indicate nei titoli edilizi, anche di oltre 40 metri quadrati, come rilevato dal Comune.

Inoltre, nonostante nel QTE sia indicato un “Costo totale dell’intervento” inferiore al prezzo massimo di cessione stabilito dal Comune, la società ha preteso dagli acquirenti maggiori somme per voci di spesa che invece sono già ricomprese nel prezzo stesso, ovvero riferite a “migliorie” che non corrispondono a lavori eseguiti. 

“Chiediamo a presidente Polverini e all’assessore alla Casa – scrive Maruccio nell’interrogazione – se gli Uffici della Regione Lazio abbiano approvato il QTE finale e sulla base di quale istruttoria. Inoltre, chiediamo quali verifiche e controlli gli Uffici della Regione Lazio abbiano effettuato sulla legittimità del comportamento della società, la conformità degli atti definitivi di compravendita e dei compromessi, già in possesso, con le clausole della convenzione stipulata con il comune di Albano Laziale e con i titoli edilizi alla stessa rilasciati, a garanzia che i finanziamenti pubblici abbiano costituito un sostegno per l’acquisto della prima casa in edilizia popolare e non siano stati invece al centro di speculazioni edilizie.

Infine, conclude il segretario regionale Idv nel documento “se ritengano necessario, sulla base degli esiti dell’attività di verifica, porre in essere le conseguenti misure, sia di tipo civile che penale, dirette a porre fine alla eventuale situazione di illegalità anche con misure sanzionatorie e di revoca dei contributi regionali già erogati e da erogare, anche con riferimento a finanziamenti relativi ad altre iniziative, sul cui legittimo adempimento dovrebbero essere estese le verifiche.”




CASTELLI ROMANI, ALLARME ESPANSIONE EDILIZIA. ITALIA NOSTRA: PRESENTATO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

Daniela Zannetti

L’espansione dell’edilizia, la crescita delle cubature smisurata rispetto a quella naturale della popolazione, il depauperamento delle falde acquifere e un frequente ricorso a strumenti urbanistici in deroga ai piani regolatori sarebbero tra le principali cause di un carico antropico ai Castelli romani, divenuto oramai inaccettabile.

Secondo Italia Nostra è allarme già da tempo per la sostenibilità dei Castelli Romani e lancia l'Sos anche on line. La sua petizione “Basta al Cemento” nel giro di pochissimo tempo è sottoscritta da 1250 persone in tutta Italia e da autorevoli personalità come Sergio Zavoli, Giovanna Marini, Carlo Ripa di Meana, Salvatore Settis, Vittorio Emiliani, Paolo Mondani, Paolo Berdini, Alberto White, Angelo Baracca.

Ma per Enrico Del Vescovo, presidente di Italia Nostra Castelli Romani, “sono le Norme di salvaguardia e il Piano d’Assetto del Parco dei Castelli  Romani a rimanere lo strumento di importanza fondamentale per la tutela del territorio dei Castelli Romani”. Di fatti, a difesa del Piano e della raffica di ricorsi che sono piombati  sull’adozione della perimetrazione del 2009 di Ravaldini (Ravaldini fu il commissario ad acta che portò da 9,5 mila a quindici mila ettari il confine del Parco), Italia Nostra ha presentato il 13 gennaio scorso un ricorso “ad opponendum“ al Consiglio di Stato, al cui giudizio si sono rivolti i comuni di Marino e Grottaferrata affinché le norme di salvaguardia si applicassero solo sul vecchio confine.

Una data simbolica quella del 13 gennaio, la mediazione tra forze politiche e associazioni ambientaliste determinò nel 1984 l’istituzione regionale del Parco Suburbano dei Castelli Romani. Da allora, “un “Tiramolla Adventures” di ventotto anni e, una perimetrazione capace di allungarsi e ritirarsi per chilometri come il carismatico eroe dell’omonimo fumetto. Soprattutto un piano d’assetto, adottato dal Parco ma, mai approvato dalla regione Lazio.

“Auspichiamo – dice Del Vescovo – che dopo la pronuncia del Consiglio di Stato il piano di assetto possa essere approvato dal Consiglio regionale e diventare, quindi, legge regionale, per rendere compiuto un iter che restituirebbe all'ente Parco quel ruolo cruciale ed indispensabile per il corretto funzionamento del parco stesso, la tutela dell’ecosistema e la qualità di vita dei cittadini”.

“Il nostro appello Basta al Cemento – ribadisce Del Vescovo,  il cui impegno lo conduce in molte iniziative di tutela del territorio – è rivolto a tutte le amministrazioni che sono invitate a fare ricorso esclusivamente a varianti di salvaguardia che riducano la crescita delle cubature edilizie, a valorizzare i centri storici e a garantire infine la trasparenza delle informazioni riguardanti il bilancio idrico comunale e la qualità dell’acqua pubblica”.




BOLLETTE DELL'ACQUA: SCONTI IN 21 COMUNI DEL LAZIO

Redazione

Possibili risparmi nel 2012 sulla bolletta dell'acqua per circa 500mila cittadini della provincia di Roma, con un risparmio medio per famiglia di circa 200 euro». E' quanto segnala Riccardo Libbi, Coordinatore Regionale del Lazio dell'Unione Nazionale Consumatori, ricordando che «in base alla Delibera n. 6/10 della Conferenza dei Sindaci del Lazio, infatti, per tutto l'anno 2012, sarà possibile uno sconto del 5% sulle bollette delle utenze domestiche in quei Comuni dove – nel passaggio dalla vecchia articolazione tariffaria alla nuova tariffa unica per l'ATO2 – si verifichi un incremento della spesa annua per famiglia per consumi pari a 100 o 200 o300 metri cubi superiore al 20%».

«Ma tutto ciò – ricorda l'UNC Lazio – potrebbe cadere nel nulla se le Amministrazioni dei Comuni interessati non informeranno gli utenti di questo beneficio. Troppo spesso, le comunicazioni tra Amministrazioni comunali e cittadini «scarseggiano» e questo non è un fatto nuovo! L'Unione ha già effettuato, nel mese di gennaio, una ricognizione sui siti istituzionali dei Comuni interessati e dell'avviso alla cittadinanza sulle modalità per usufruire dello sconto sulle tariffe idriche – ricorda Riccardo LIBBI – non c'è traccia. In materia di tariffazione idrica, i Comuni sono ancora troppo reticenti nei confronti della popolazione e questo certamente non aiuta a recuperare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e le società private che gestiscono un servizio pubblico, come l'acqua, proprio in un momento in cui – al contrario – tutti siamo chiamati ad un forte senso di responsabilità, individuale e collettiva».

Ventuno i Comuni interessati ai quali l'Unc chiede di predisporre avvisi pubblici alla cittadinanza, anche al fine di evitare in futuro inutili e dispendiosi contenziosi per fatturazioni errate o irregolari: Albano Laziale, Bellegra, Castel Gandolfo, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Castelnuovo di Porto, Cervara di Roma, Cerveteri, Ciampino, Jenne, Monterotondo, Oriolo Romano, Pisoniano, Riano, Rocca Santo Stefano, Roiate, Saracinesco, Segni, Trevignano Romano, Vejano, Zagarolo Valle Martella.

Sul sito www.consumatori.info è possibile scaricare l’apposito modulo predisposto per la richiesta dell'applicazione dello sconto del 5%.




POLIZIA LOCALE, RAGIONERIA E SEGRETERIA GENERALE GESTITE IN FORMA ASSOCIATA

Redazione 

Un Consiglio comunale durato quasi cinque ore quello di ieri, mercoledì 25 gennaio, con nove punti all’ordine del giorno e un lungo omaggio a Vittorio Barbaliscia. Un omaggio da parte di tutti, del Sindaco Flavio Gabbarini, del Presidente del Consiglio comunale, Sandro Giannini, e dei Consiglieri; un omaggio all’ex consigliere comunale, al medico e all’uomo che era, alla sua professionalità, disponibilità e al suo costante impegno nella valorizzazione dell’ospedale di Genzano.

 Poi è stata la volta della discussione dell’ordine del giorno, durante la quale sono stati approvati il Piano casa, l’adesione all’Associazione nazionale “Città dell’Infiorata” e il sostegno alla campagna “L’Italia sono anch’io”, tendente ad allargare il diritto di cittadinanza. Ma il Consiglio comunale di mercoledì 25 gennaio è significato soprattutto l’approvazione delle convenzioni tra il Comune di Genzano e quello di Nemi (per i servizi di ragioneria e polizia locale), e tra Genzano e Genazzano per le funzioni inerenti l’ufficio di segreteria generale, ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali che prevede, appunto, la possibilità di stipulare convenzioni tra i vari Enti.

“La forma associata – ha dichiarato il primo cittadino – permette di reperire, coordinare ed ottimizzare le risorse e le professionalità necessarie, realizzando economie di scala nella gestione di funzioni e servizi, senza gravare gli enti di costi relativi a forme gestionali più complesse, ma perchette anche – ha proseguito Gabbarini – di accedere alla concessione di incentivi economici”.

 In quest’ottica vanno dunque le convenzioni con i Comuni di Nemi e Genazzano, anche se un discorso più approfondito merita l’accorpamento della Polizia locale. In questo caso infatti la gestione associata, considerata anche la necessità di associarsi da parte del Comune di Nemi a seguito del Decreto legge 138/2011, prevede l’istituzione di un corpo intercomunale unico tra i due Comuni, con Genzano capofila e con il ruolo di ente responsabile della gestione associata.




ESERCITAZIONE – SIMULAZIONE DI INTERVENTO DI PROTEZIONE CIVILE A CAVA DEI SELCI, NELLE ZONE INTERESSATE DALL’EMISSIONE DI GAS PERIVULCANICI

Redazione

E’ prevista per sabato 28 gennaio (ore 9-12) l’esercitazione-simulazione di emergenza di protezione civile in località Cava dei Selci, nell’area compresa nel perimetro di via Cosimo Maciocco, via Agostino Paris, via Antonio Berardi Curato, via Catullo Paiella, interessata dal fenomeno dell’emissione di gas perivulcanici.
In via Calatafimi, angolo via Catullo Paiella, sarà allestito un campo attrezzato con la presenza di personale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Polizia Locale e Protezione Civile, parte dell’iniziativa che avrà i termini, pur nella simulazione, di un vero intervento in stato di emergenza, con tanto di allarme nella sala operativa della Protezione Civile.
«Nella speranza non si verifichino mai i presupposti per dare atto ad una simile eventualità- spiega Alfredo Bertini, comandante Polizia Locale di Marino e coordinatore Protezione Civile – sabato, in collaborazione con il Centro Operativo Alfredino Rampi diretto da Roberto Mantua ed un gruppo di esperti di psicologia dell’ emergenza, ovvero professionisti che assistono la popolazione in particolari situazioni verificheremo, ad esclusivo titolo esercitativo e formativo, le modalità di approccio di operatori e cittadini nei profili di alto rischio che presentino situazioni postraumatiche da stress, ivi compresi svenimenti e stati di semi-coscienza connessi all’inalazione di gas letali. Ringrazio fin da ora tutti coloro che, tra cittadini e operatori, prenderanno parte alla simulazione formativa, inserita nel contesto delle attività di controllo e prevenzione, messe in atto dal centro operativo intercomunale sui territorio soggetti ad emissione di gas».

 




ROMA ATTIVISTA:TAV, STUDENTI OCCUPANO IL TETTO DELLA SEDE FS

Redazione

Decine di persone, tra cui universitari e attivisti, hanno occupato a Roma il tetto dell'edificio dove si trovano uffici della sede centrale delle Fs, a Castro Pretorio, per protestare contro gli arresti nell'inchiesta di Procura di Torino e Digos sugli incidenti del 27 giugno e 3 luglio in Val Susa. Lo hanno riferito gli stessi studenti. Gli occupanti chiedono 'l'immediata scarcerazione dei 26 arrestati, tra cui due romani: uno studente della Sapienza e un esponente dei movimenti per il diritto all' abitare'




ROMA, IL MUSEO DELLA SHOA SARA' A VILLA TORLONIA

Redazione 

Via libera del Campidoglio al Museo della Shoah di Roma. L'assemblea capitolina ha approvato all'unanimità il progetto del museo della Shoah che sorgerà a villa Torlonia. La struttura, il cui via libera è atteso da anni, avrà, tra l'altro, una sala conferenze, una biblioteca-videoteca-centro di documentazione e la sala per le esposizioni temporanee. A livello di ingresso, invece, ci saranno l'amministrazione, la libreria e la caffetteria. "Un atto, alla vigilia del Giorno della Memoria, che mi commuove e mi rende ancora più orgoglioso di essere cittadino di Roma Capitale»: così Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità ebraica romana,ha commentato l'approvazione del Museo della Shoah di Villa Torlonia. «Promessa mantenuta: dopo più di tre anni, raccogliendo l'eredità del suo predecessore Walter Veltroni, il sindaco Alemanno – ha aggiunto – ha fatto approvare, con 51 voti favorevoli, la delibera. Un merito questo che va certamente al sindaco e alla sua giunta, ma che non va sottratto a tutti gli altri componenti del consiglio che sottraendosi alla fisiologica quanta sana discussione su ogni tema della nostra città, hanno votato e dato un segnale forte alla città. Sui temi come quella della Memoria il paese ha una condivisione collegiale e unanime".