Connect with us

Cronaca

Cerveteri, la fiction sull’acqua irrigua prosegue: arriva la replica alla controreplica

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

“Con riferimento alla controreplica dei consiglieri De Angelis ed
Orsomando mi preme segnalare ai lettori dell’appassionante serial
sull’acqua irrigua di Cerenova che pare di tutta evidenza quanto sia
difficile rendere comprensibile ed utile un dibattito svolto su piani
comunicativi completamente diversi”. Lo afferma in una nota Claudio
Ricci, amministratore unico di Multiservizi Caerite.

“La Multiservizi svolge un ruolo tecnico e nel suo operare si basa
sull’applicazione delle norme e (e non “o”) sulle indicazioni
strategiche del socio. Che piaccia o no (a me personalmente la norma in
questione non piace ma non per questo sono autorizzato a violarla), nel
quadro normativo attuale ed alla luce di quanto comunicato a noi
direttamente in forma scritta dal Consorzio e non riferito da terzi, la
rivendita dell’acqua è proibita. Dall’altra parte i Consiglieri svolgono
legittimamente un ruolo politico ed espongo ragioni che hanno tale
finalità; laddove però, con un sincero ed ammirevole sforzo creativo,
ipotizzano che Multiservizi possa farsi carico di “trattare l’acqua del
depuratore”, “agevolare i cittadini anche con contributi”, “ideare
sistemi di raccolta”, lasciano sorgere il dubbio che sia a loro chiaro
quali siano esattamente le funzioni, competenze e limiti d’azione
dell’Azienda, forse anche tratti in inganno da sintesi frettolose ed
assai imprecise apparse negli abstract che su alcuni siti online hanno
accompagnato la nostra precedente replica”.

“Essendo nota la tenacia dei Consiglieri De Angelis ed Orsomando escludo
che lasceranno a noi l’ultima parola ma annuncio, gettando
presumibilmente nello sconforto più profondo gli appassionati della
querelle, che invece per Multiservizi la questione in termini di
comunicazione sul tema, finisce qui. Naturalmente quando gli interessati
vorranno, come già fatto con altri Consiglieri, l’Azienda si rende
disponibile ad un confronto diretto così da poter consentire
l’esposizione delle reciproche posizioni”.

Cronaca

Campagnano, maltratta e perseguita due donne. Era stato appena scarcerato

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Nel pomeriggio del 12 agosto 2022 i Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Tivoli su richiesta di questa Procura, hanno arrestato un 40enne, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti di due donne.

L’uomo, che in passato era già stato arrestato e condannato per gli stessi reati nei confronti delle medesime vittime e di un’altra giovane ragazza, non appena scarcerato, ha reiterato i comportamenti vessatori e persecutori nei confronti delle donne, in particolare con messaggi intimidatori anche tramite social network, nonché presentandosi in più occasioni fuori dall’abitazione di una delle due.Le ragazze hanno subito negli anni condotte violente che si ripetevano anche in occasione dei permessi d’uscita di cui lo stesso fruiva nel periodo di detenzione in carcere.

Il supporto delle famiglie e la professionalità dei Carabinieri hanno incoraggiato le vittime a denunciare le violenze fisiche e psicologiche subite, consentendo alla Procura della Repubblica di Tivoli di chiedere ed ottenere un tempestivo provvedimento restrittivo.

L’indagato sarà nuovamente associato in carcere in attesa di giudizio.Si dimostra ancora una volta l’alto tasso di recidiva degli uomini maltrattante perfino dopo l’espiazione della pena in carcere.Occorrono strumenti di controllo per verificare se il carcere ha raggiunto l’obiettivo della risocializzazione ovvero se gli uomini maltrattante usciti dal carcere proseguono, come accade nell’85% dei casi, nell’aggredire la stessa vittima.La procura di Tivoli da tempo richiede e ottiene misure di prevenzione a tutela delle donne in questi casi In modo tale che l’uomo all’atto della scarcerazione viene sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e al divieto di avvicinamento alle persone offe. Nel caso in esame la procura di Tivoli non era informata di questa scarcerazione

Continua a leggere

Castelli Romani

Velletri, maltratta la madre per mesi e le estorce soldi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

ROMA – I Carabinieri della Stazione di Velletri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni della madre di 71 anni.La vittima ha denunciato ai Carabinieri di aver subito per mesi (in particolare nel corso di questa estate, tra giugno e agosto) numerosi episodi di vessazioni che, talvolta, sono sfociati in richieste di somme di denaro mediante ripetute minacce. L’ultimo di questi fatti si è verificato lo scorso 8 agosto quando i Carabinieri sono dovuti intervenire per l’ennesima lite tra madre e figlio. In tale frangente la donna, minacciata con un coltello e costretta ad assistere al danneggiamento degli arredi della propria abitazione, ha deciso di presentare formale denuncia-querela che, collegata agli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, è stata utile ad attivare la cosiddetta procedura del “codice rosso”.Il pronto intervento dei Carabinieri e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri ha consentito di raccogliere in breve tempo i gravi indizi di colpevolezza richiesti per l’emissione della misura cautelare in carcere.Eventi come quello appena descritto, annoverabile tra i tanti casi di maltrattamenti in famiglia che si verificano tra le mura domestiche, fanno comprendere, ancora una volta, quanto sia importante che la vittima si rivolga alle Autorità competenti. La capacità di ascolto offerta alla vittima, la corretta attuazione delle procedure, la sinergia tra Forze dell’Ordine e Autorità Giudiziaria, sono elementi che portano a interrompere per tempo condotte come quelle appena descritte.L’indagato è da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo, eventuale, accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

Continua a leggere

Cronaca

Roma, banda del buco in azione: un ladro rimane incastrato

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Stavano scavando un tunnel per mettere a segno un colpo, probabilmente in una banca vicina e per il crollo di una parte di asfalto un componente di una presunta banda di ladri è rimasto incastrato.E’ accaduto a Roma dove è in corso il salvataggio dell’uomo, in un primo momento scambiato per un operaio, anche con l’apertura di un tunnel parallelo da parte dei vigili del fuoco.Almeno altre tre persone, sospettate anche loro di appartenere alla banda, sono state sentite dai carabinieri.

Alcune di loro, da quanto si apprende, avrebbero dei precedenti penali. Da alcune ore i vigili del fuoco sono al lavoro per soccorrere l’uomo caduto all’interno della voragine non ancora raggiunto ma al quale è stato fornito ossigeno e somministrata alimentazione liquida dal personale 118. L’incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno in via Innocenzo XI, all’altezza del civico 42, nel quartiere Aurelio.

Continua a leggere

I più letti