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CES 2018, le novità Samsung: Internet of Things, IA, auto, domotica, ufficio e mobilità

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Samsung ha presentato al Consumer Electronic Show 2018 (CES) di Las Vegas la propria visione e la strategia per il perseguimento di una esperienza IoT (Internet of Things) realmente aperta e intelligente. Grazie ai nuovi prodotti e alle tecnologie presentate, Samsung ha dimostrato la propria capacità di rendere concreta l’idea di connettività ubiqua per gli utenti in ogni aspetto della vita di ogni giorno, a casa, in ufficio e in movimento. Samsung è già al lavoro per rendere tutti i propri prodotti IoT ready entro il 2020. Inoltre, l’azienda ha annunciato il proprio piano volto a spingere l’adozione avanzata delle tecnologie IoT attraverso la propria piattaforma aperta e intelligente. “In Samsung siamo convinti che le esperienze legate alle tecnologie IoT debbano essere semplici come l’accensione di un interruttore. Attraverso i nuovi prodotti e servizi che abbiamo annunciato, stiamo rendendo l’Internet of Things realmente più semplice e connesso” ha detto Hyunsuk (HS) Kim, President, Head of Samsung Consumer Electronics and Samsung Research. “Siamo fortemente impegnati ad accelerare i processi di adozione dell’IoT da parte di tutti gli utenti e stiamo lavorando per rendere tutti i nostri device connessi realmente intelligenti entro il 2020. E stiamo facendo tutto ciò per aiutare le persone a godere di tutti i benefici offerti dalla cosiddetta connected life”.

 

 

Intelligence of Things per tutti

La visione di Samsung relativa all’IoT è basata su un’innovazione aperta e accessibile a quante più persone possibile e, se intrisa di reale intelligenza, può aiutare gli utenti a personalizzare la propria esperienza. L’ecosistema IoT frammentato e complesso di oggi rappresenta un ostacolo all’adozione delle stesse tecnologie connesse. Affinché l’IoT possa diventare realmente accessibile, è necessario oggi pensare all’innovazione come elemento aperto e scalabile. Grazie a un solido portfolio di prodotti tra i quali TV, elettrodomestici e smartphone e alla leadership dell’azienda per la connettività 5G, Samsung si ritrova in una posizione ottimale per offrire al mercato un ecosistema IoT aperto tramite SmartThings. Samsung sta già lavorando con partner come l’Open Connectivity Forum (OCF), l’ente principale in materia di standardizzazione a livello globale, per stabilire gli standard di settore necessari per semplificare l’utilizzo dell’IoT, e i chip ARTIK, i nuovi condizionatori e il frigorifero Family Hub di Samsung sono i primi prodotti a essere certificati dall’associazione per i loro livelli di interoperabilità in ambito IoT. Nella primavera del 2018, Samsung unirà le sue applicazioni IoT, tra cui Samsung Connect, Smart Home, Smart View e altro ancora nell’app SmartThings, per connettere e gestire qualsiasi dispositivo abilitato SmartThings direttamente dal proprio telefono, TV o auto attraverso una singola applicazione. Inoltre, Samsung ha annunciato l’intenzione di collegare HARMAN Ignite allo SmartThings Cloud, spostando l’esperienza IoT oltre la casa intelligente verso l’auto. Di conseguenza, gli utenti saranno ora in grado di gestire la propria casa connessa dall’auto e viceversa. Parte integrante della visione di Samsung è connettere i dispositivi e renderli intelligenti. Con Bixby, Samsung sta portando il suo servizio di intelligence personalizzato a un numero sempre maggiore di device. Nel 2018, un numero selezionato di Samsung Smart TV e i nuovi frigoriferi Family Hub avranno il controllo vocale tramite Bixby per semplificare le attività quotidiane. Con dispositivi e servizi che lavorano insieme e intrisi di intelligenza artificiale, le attività in casa diventano ora più facili. Poiché l’aumento della connettività richiede maggiori livelli di sicurezza, Samsung ha annunciato di aver incorporato la sua affidabile tecnologia Samsung Knox nei suoi dispositivi connessi, tra cui Smart TV e Smart Signage, nuovi prodotti mobile e dispositivi intelligenti. La tecnologia Knox include un sistema di sicurezza hardware e aggiornamenti del firmware continui per garantire la protezione dei dispositivi.

 

Costruire il futuro connesso

Samsung ha sottolineato l’impegno continuo da parte dell’azienda a investire in tecnologie rivoluzionarie. Nel 2017 il colosso coreano ha speso oltre 14 miliardi di dollari in R&D. L’azienda ha anche incrementato gli investimenti tramite Samsung NEXT, una iniziativa chiave per accelerare il processo di trasformazione in azienda che integra le due anime hardware e software. Samsung ha anche creato un nuovo centro dedicato alle AI (intelligenze artificiali) come parte integrante dei propri laboratori di ricerca già esistenti. Il lavoro del nuovo centro AI, dislocato nel 2018 su quattro laboratori a Toronto, Montreal, Cambridge (Regno Unito) e in Russia, sarà completato dalle attività già in corso in Corea e nella Silicon Valley, e dalle attività di M&A, con il fine di far crescere ancora di più le ambizioni dell’azienda nell’ambito delle intelligenze artificiali.

 

La fluidità nell’utilizzo di diversi dispositivi realizza la promessa dell’IoT

I nuovi prodotti e servizi annunciati al CES 2018 evidenziano chiaramente i progressi di Samsung verso la realizzazione di un’esperienza fluida e semplice nell’utilizzo dell’IoT in tre ambiti differenti e complementari differenti. 1 casa: a partire da quest’anno, ogni Samsung Smart TV potrà diventare uno strumento di connessione tra dispositivi, semplificando i processi di collegamento degli utenti e consentendo di accedere ad applicazioni, foto, contenuti multimediali e altro ancora. I nuovi Samsung Smart TV saranno parte della piattaforma SmartThings Cloud, grazie alla quale, ad esempio, possono interagire con il nuovo frigorifero Family Hub per consentire agli utenti di pianificare i programmi televisivi, i pasti e altro ancora, indipendentemente dallo schermo. Grazie alle ultime novità, il Family Hub raggiunge un livello che lo pone come centro di comando della casa connessa, integrando nuove funzioni come Meal Planner, l’app dal facile utilizzo pensata per creare ricette basate sulle preferenze o sulla dieta dei membri della famiglia, ma anche “leggendo” le date di scadenza dei cibi, nuove casse AKG per esperienze audio impeccabili. 2 ufficio: Samsung sta ridefinendo il concetto tradizionale di ufficio con soluzioni flessibili che rispondono alle esigenze della moderna forza lavoro mobile. Al CES 2018, inoltre, l’azienda ha presentato Samsung Flip, un nuovo prodotto pensato per riunioni e lavori di gruppo che semplifica la collaborazione connettendosi con telefoni e notebook per permettere alle persone di condividere velocemente contenuti e idee all’interno di un gruppo di lavoro. Samsung Flip WM55H è un prodotto in grado di superare la comodità dei tradizionali blocchi di fogli ma anche delle lavagne elettroniche, il suo display da 55” offre nuove opportunità per generare idee che cambieranno il mondo, pur mantenendo tutta la familiarità del gesto della scrittura. 3 Mobilità: Samsung guida il passaggio verso le reti 5G, destinate a dar vita a un gruppo totalmente nuovo di esperienze in connessione, grazie alla collaborazione – finalizzata alla realizzazione dei primi test di una connettività 5G fino a 100 volte più veloce della 4G LTE oggi disponibile sui telefoni – con alcuni dei principali operatori mondiali nel settore. Grazie alla connettività 5G, Samsung ha potuto presentare la propria visione per una guida più sicura e più efficiente. Il Samsung Digital Cockpit combina connettività 4G LTE e 5G con gli eccezionali display Samsung per nuove esperienze di connessioni che coinvolgono l’informazione, l’entertainment e il controllo degli stili di vita sempre connessi, integrando anche Bixby per il controllo con la voce. La Telematics Control Unit (TCU) può caricare e scaricare dati più velocemente e consentire la comunicazione tra veicoli, ponendo le basi per migliori soluzioni di guida autonoma.

 

Samsung e HARMAN svelano il futuro delle auto connesse e a guida autonoma

Ad un anno dall’acquisizione di HARMAN International da parte di Samsung le due aziende hanno portato al CES 2018 la prima iniziativa realizzata da entrambi i team per porre l’attenzione sul futuro della mobilità e sulle tecnologie in questo ambito. Durante la fiera di Las Vegas, sono state infatti mostrate diverse soluzioni per l’auto connessa, pensate per consentire a HARMAN e Samsung di puntare alla leadership nel settore delle auto connesse e a guida autonoma facendo leva su una visione del mondo in cui oggi più che mai è importante connettere le vite delle persone, che siano a casa, in mobilità oppure in una macchina. Tra le innovazioni portate al Consumer Electronics Show 2018, una piattaforma che porterà su veicoli di ogni categoria e segmento un nuovo cruscotto digitale, nuove soluzioni di connettività tra cui la prima soluzione telematica 5G-ready del mercato “automotive” e un ecosistema di partner e soluzioni basate sulla piattaforma aperta Samsung. HARMAN e Samsung hanno inoltre mostrato un primo esempio di implementazione pratica delle ultime novità, realizzato grazie alla collaborazione con TTTech.

 

20th Century Fox, Panasonic e Samsung insieme per una grande esperienza TV con l’HDR10+

Century Fox, Panasonic e Samsung hanno condiviso al CES alcuni aggiornamenti relativi al programma di certificazione per la piattaforma HDR10+, che sarà presto disponibile per le società produttrici di contenuti, i televisori ad altissima definizione, lettori e registratori Blu-ray e produttori di set-top box, così come per i fornitori di SoC, esente da royalty e con solo una commissione amministrativa nominale. Le aziende potranno ora visualizzare il nuovo logo, conoscere il programma di licenza comprese le specifiche finali, gli accordi di adozione e iscriversi per ricevere una notifica quando le specifiche tecniche per HDR10 + saranno disponibili sul sito http://www.hdr10plus.org. Inoltre, gli strumenti di generazione di metadata Blu-ray Ultra HD sono stati sviluppati con terze parti e saranno presto disponibili per i creatori di contenuti che consentiranno ai lettori Blu-ray Ultra HD di entrare nel mercato. Verranno inoltre rilasciati a breve dettagli sul trasferimento dei contenuti e il formato dell’interfaccia per la pipeline di creazione dei contenuti.

 

Samsung svela “The Wall”, il primo TV MicroLED modulare da 146” al mondo

Samsung ha inoltre presentato al pubblico del CES anche “The Wall” – la prima TV MicroLED modulare da 146” pensata per il mercato consumer. La nuova TV è stata annunciata insieme ultime innovazioni di Samsung nel campo delle tecnologie display, pensate per rendere il televisore del domani un oggetto realmente evoluto in grado di offrire agli utenti un’esperienza visiva eccezionale, e fungendo al contempo da hub intelligente e connesso con una vasta gamma di dispositivi, con il fine di migliorare la vita di tutti i giorni. Samsung ha anche presentato il primo TV QLED al mondo con tecnologia AI da 8K, che sarà lanciato a livello internazionale, a partire dalla Corea e dagli Stati Uniti durante la seconda metà del 2018. La nuova tecnologia di intelligenza artificiale sviluppata da Samsung migliora la qualità dei contenuti a definizione standard portandoli alla risoluzione 8K, impiegando un algoritmo proprietario per regolare la risoluzione dello schermo in base alle caratteristiche di ogni scena rappresentata sullo schermo, in modo da migliorare continuamente la qualità dell’immagine e trasformare facilmente qualsiasi tipo di contenuto, proveniente da qualsiasi fonte, in 8K ad alta risoluzione.

 

La nuova lavatrice compatta con tecnologia QuickDrive

Lavaggi più veloci e funzioni smart potenziate sono alcune delle innovazioni della nuova lavatrice WW6850N con la tecnologia presentata al CES. La nuova lavatrice compatta riduce i tempi di lavaggio del 35% rispetto agli altri modelli, e grazie alle sue dimensioni compatte e alle sue elevate performance rappresenta la soluzione ideale per la casa moderna. A differenza delle lavatrici convenzionali che spostano i vestiti ripetutamente su e giù durante il ciclo, la tecnologia QuickDrive muove i capi all’interno del cestello dall’alto verso il basso e aggiunge un movimento in avanti e indietro utilizzando la piastra posta sul retro, portando una doppia azione dinamica che rimuove rapidamente e delicatamente la sporco e fornisce un ciclo di lavaggio intenso e completo. Il modello WW6850N è predisposto all’utilizzo dell’IoT ed è dotato di un assistente di lavaggio chiamato Q-rator, che fornisce tre funzioni chiave per aiutare a gestire il bucato in maniera semplice (Laundry Recipe; Laundry Planner; HomeCare Wizard).

F.P.L.

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Just Cause 4: azione e adrenalina su pc e console

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Arrivata al suo quarto capitolo dopo più di dieci anni di attività, la serie Just Cause si è fatta un nome quasi esclusivamente grazie all’incredibile qualità dell’azione che Avalanche è riuscita ogni volta a imprimere nei titoli del franchise, tra esplosioni, sparatorie, pericolose acrobazie e scene degne dei migliori action movie di Hollywood. Anche stavolta, con questo nuovo capitolo per Xbox One, Ps4 e Pc, la software house non si è smentita e ha dato alla sua ultima creazione lo stesso tocco iperbolico di sempre con l’aggiunta di una marcia in più. Ma veniamo alla trama, Just Cause 4 è piuttosto semplice per quanto riguarda l’aspetto narrativo: dopo aver messo a ferro e fuoco diverse regioni del mondo, rovesciato dittature e molto altro, Rico Rodríguez decide di cercare informazioni sul proprio padre scomparso, coinvolto suo malgrado in un progetto segreto capace di controllare gli eventi atmosferici in tutto il mondo. Tale progetto viene guidato dal leader di una forza militare chiamata Mano Nera, che controlla al tempo stesso l’intero territorio della regione fittizia chiamata Solis sotto un regime militare inflessibile, in cui pochi o nessuno sembra essere intenzionato ad alzare la testa per ribellarsi. Un primo intervento da parte di Rico innesca un meccanismo di non ritorno pronto ad accendere una vera e propria rivoluzione, sotto la bandiera del fronte di liberazione chiamato Armata del Caos. Fantasie sui nomi a parte, da qui ha inizio una sequela di situazioni strampalate degne di un kolossal di azione, dove gli elementi del gameplay ormai noto agli appassionati del franchise si fonde abilmente a una struttura di gioco piena zeppa di cose da fare. Andando a descrivere le attività più semplici, il gameplay di Just Cause sfrutta gli elementi del genere action in terza persona, personalizzando per l’occasione gran parte delle azioni in gioco mediante l’utilizzo del rampino, che può diventare all’occorrenza un mezzo di trasporto, un modo per avvicinarsi ai nemici e colpirli con un attacco in mischia, attirare un elicottero e farlo schiantare su un oggetto (o salirvi sopra) e così via, aggiungendo di nuovo per questo quarto capitolo alcune feature extra. Una di queste è per esempio il sollevatore, ovvero un pallone aerostatico che viene attaccato al target del rampino per farlo sollevare appunto da terra, liberando alcune strade bloccate oppure per far volare via i nemici che possono essere più fastidiosi. L’altra funzione del rampino è il riavvolgitore, che può essere sfruttato per aprire pannelli o porte grazie appunto alla potenzia del rewind del cavo.

L’aspetto divertente però è che tutte le abilità sopra elencate possono essere combinate tra loro, creando delle vere e proprie sequenze che sfociano in situazioni incredibili e paradossali anche solo da pensare e che sono molto lontane dal realismo. Alcuni dei gadget necessari per compiere le azioni più complesse verranno richiesti durante lo svolgimento di alcune missioni, ma al di fuori di esse non se ne sente il bisogno vero e proprio di servirsene, in quanto risulta decisamente più facile seguire una routine standard e più immediata, che spesso si traduce nell’utilizzo del rampino basilare, piuttosto che stare a elaborare approcci di tipo assurdo. Come avrete capito, quindi, la star di questo capitolo è indiscutibilmente il rampino, che subisce un imponente rework diventando un vero e proprio strumento creativo in mano al giocatore. Non è più un semplice gancio con cui muovere Rico, ma lancia ora tre diversi congegni che interagiscono con il mondo di gioco producendo effetti spettacolari su di esso. Ciascuno dei tre dispositivi del rampino può essere programmato attraverso una manciata di opzioni, che ad esempio permettono di aggiustare la potenza del riavvolgitore o l’altezza del pallone del sollevatore, o ancora la direzione della spinta dei booster. Si possono applicare fino a 10 ganci simultaneamente, configurando ognuno di essi perché produca il suo effetto automaticamente, alla pressione di un tasto o quando questo rimane premuto. Inutile dire che le combinazioni sono davvero tantissime e che questo sistema metterà alla prova la creatività dei giocatori più incalliti tenendoli impegnati ore e ore a sperimentare micidiali combinazioni con il rampino. In Just Cause 4, oltre al conseguimento delle missioni principali, sarà possibile svolgere anche delle attività alternative secondarie, che vanno di pari passo al gameplay di stampo gestionale inserito per portare a termine la rivoluzione dell’armata del caos. Ma come funziona questo aspetto del gioco? La fase strategica/gestionale è rappresentata dalla presenza di una mappa generale di Solis che serve a capire quali territori sono conquistati dal nemico e quali invece sono sotto assedio per essere liberati. Ogni volta che si porterà a compimento una missione, o si farà danno alla mano nera, l’esercito accumula dei preziosi punti che servono a sbloccare un punteggio armata. Questo punteggio serve per conquistare le regioni limitrofe a quelle già liberate, a patto che però Rico distrugga il quartier generale della Mano Nera costruito in quella determinata area. Una volta liberata la base, la zona si sblocca per l’acquisto, regalando anche al protagonista dei potenziamenti extra da utilizzare nel corso dell’avventura. Oltre a queste dinamiche più ovvie, il gioco regala anche qualche piccolo sfogo extra alla ricerca di prove bonus un po’ meno in evidenza, come la distruzione di alcuni dirigibili.

In Just Cause 4, gli amanti delle armi saranno molto felici in quanto Rico può contare su un vasto arsenale composto da circa una quindicina di bocche da fuoco diverse tra fucili d’assalto, fucili a pompa, lanciarazzi e fucili di precisione e se alcune di queste sono piuttosto ordinarie, molte sono assolutamente stravaganti e dal potenziale distruttivo enorme. Insomma, come si evince da quanto scritto, la carne al fuoco, dal mero punto di vista della quantità, è indubbiamente parecchia. Soprattutto perché buona parte dell’esperienza è stata confezionata per essere vissuta facendo semplicemente caos, baccano, seminando morte e distruzione nelle province dell’isola. Questo aspetto è alimentato dalla possibilità di richiedere attraverso i rifornimenti qualsiasi tipo di veicolo, civile o militare, presente nel gioco. Dalle piccole utilitarie ai giganteschi dirigibili da guerra, dalle fiammanti auto sportive ai caccia ultrasonici, passando per carri armati, motovedette, risciò cittadini e addirittura aerei di linea, ciascuno dei veicoli e dei velivoli presenti in Just Cause 4 è pilotabile è può essere richiesto a piacimento in qualsiasi punto della mappa. Il catalogo dei rifornimenti è vasto e comprende anche l’arsenale di Rico e altri oggetti come le postazioni di artiglieria. Per poter utilizzare ogni giocattolino basterà soltanto completare i requisiti di ciascun pezzo per poterselo vedere recapitato dopo pochi secondi. Le consegne si sbloccano liberando specifici territori e man mano che si avanza si ottengono un maggior numero di piloti e tempi di cooldown sempre minori, il che significa che verso la fine del gioco si potranno abbinare alle capacità del rampino anche la potenza di fuoco di mezzi sempre più devastanti. Dal punto di vista tecnico, il nuovo motore grafico di Avalanche ha un impatto considerevole sul comparto grafico di Just Cause 4, il migliore dell’intera serie al netto di qualche scivolone sul livello di dettaglio (troppe texture in bassa risoluzione). Sorvolando Solís il colpo d’occhio è notevole grazie principalmente all’ottima qualità dell’acqua e ai convincenti effetti di luce, ed è solo quando si tocca il terreno che si notano alcuni problemi relativi alle texture, soprattutto quelle del fogliame. A fare la parte del leone è invece la fisica degli oggetti, esplicitamente al centro degli sforzi del team di sviluppo e mai così realistica in un Just Cause. Tirando le somme, con questo quarto capitolo della serie, Avalanche ha preferito scommettere ancora una volta sul puro gameplay rispetto al realismo e a una trama dettagliata. Bisogna però ammettere che nonostante ciò l’esperienza nel complesso porta con se notevoli miglioramenti in direzione di una maggiore libertà del giocatore in quello che è a tutti gli effetti un mondo sandbox ricco di spunti. Ciò che secondo noi è un elemento su cui si poteva lavorare meglio è invece la scarsa varietà delle missioni e un comparto grafico che non riesce a stupire, almeno nella qualità delle texture. In ogni caso, Just Cause 4 è un titolo davvero molto divertente, quindi se si è alla ricerca di un software che riesca a far staccare la spina per qualche tempo senza doversi preoccupare di trame complesse da seguire o cose da fare entro tempi limite, Just Cause 4 è il prodotto più indicato in questo periodo.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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Nuovi Surface disponibili in prevendita in Italia

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I nuovi Surface Pro 6 e Surface Laptop 2, annunciati a ottobre, sono ora in prevendita sul Microsoft Store e presso i rivenditori selezionati. Inoltre, il nuovo Surface Studio 2, il device della famiglia Surface più potente di sempre, è per la prima volta disponibile sul mercato italiano. L’iconico Surface Pro, che ha decretato il successo della categoria 2 in 1, spinge sull’acceleratore e lavora il 67% più velocemente grazie ai processori Intel Quad Core di ottava generazione. Disponibile nell’elegante versione nera, oltre che nel classico color platino, Surface Pro 6 offre il meglio in termini di portabilità per la vita digitale di oggi, una connettività sempre affidabile e mobilità senza eguali, coronati da potenza e prestazioni eccezionali. Il gusto del design e della realizzazione di Surface Laptop 2, disponibile nella colorazione platino, è sottolineato dal sapiente accostamento tra il dettaglio raffinato dei materiali e le linee pulite ed eleganti. Il dispositivo garantisce inoltre il massimo della produttività, grazie al processore Intel Quad Core di ottava generazione, alla batteria con autonomia fino a 14,5 ore e alla tastiera più rapida e silenziosa.

Surface Pro 6 e Surface Laptop 2 sono disponibili anche nelle configurazioni business, che offrono feature aggiuntive e ulteriori vantaggi, come: Windows 10 Pro, per una sicurezza avanzata, semplicità di gestione a livello aziendale e migliori funzionalità per la produttività. Processore Intel Quad Core di ottava generazione (8350U) nei modelli i5, che garantisce la migliore performance possibile. Microsoft Advanced Exchange: un nuovo servizio di garanzia, che prevede la rapida sostituzione del dispositivo senza costi aggiuntivi. 

Surface Studio, considerato da molti sinonimo di innovazione e della nascita di una categoria di prodotti senza precedenti, è progettato al servizio dell’inventiva e trasforma la postazione di lavoro in una fucina creativa. Con prestazioni grafiche aumentate del 50%, Surface Studio 2 batte tutti i record di velocità di casa Surface, con potenza e prestazioni professionali. Il display regolabile Brilliant PixelSense da 28 pollici trasforma lo schermo in una tela extra large su cui trasferire le proprie idee. Inoltre, Surface Studio 2 integra sempre il sistema operativo Windows 10 Pro, che offre il massimo della protezione, efficaci tool di gestione e maggiore produttività grazie all’app Desktop remoto e a Cortana.

Surface Pro 6 è disponibile nella versione consumer a partire da 1.069€ e nella configurazione business a partire da 1.169€. Inoltre, acquistando in prevendita sul Microsoft Store il dispositivo nella configurazione consumer, si riceverà in regalo la Surface Pen, per un’esperienza di scrittura naturale e di massima precisione (del valore di 114,99€). Surface Laptop 2 è disponibile a partire da 1.169€ per la versione consumer e 1.369 € per la configurazione business. Le configurazioni consumer con processore Intel Core i7 sono in prevendita in esclusiva sul Microsoft Store. È possibile acquistare in prevendita Surface Studio 2 sul Microsoft Store e presso i rivenditori autorizzati a partire da un prezzo di 4.199€.

F.P.L.

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Darksiders 3, l’apocalisse continua con Furia

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Dopo il lungo e travagliato percorso della software house che ha ideato la saga, ecco arrivare sulle console di attuale generazione e su Pc Darksiders 3, l’attesissimo nuovo capitolo della serie apocalittica più amata dal grande pubblico. Se in Darksiders il grande protagonista era Guerra, in Darksiders 2 si potevano vestire i panni di suo fratello Morte, stavolta invece i giocatori interpreteranno Furia, definita dai suoi stessi creatori come il più imprevedibile ed enigmatico dei cavalieri dell’apocalisse. A differenza dei fratelli, Furia è una maga e utilizza principalmente armi veloci ed eleganti, elemento questo che rende il gameplay di Darksiders III alquanto diverso da quello visto nei videogiochi precedenti.

Ma veniamo alla trama

Il titolo inizia lì dove la storia si era interrotta nel 2012, con Guerra al cospetto dell’Arso Consiglio che lo accusa di tradimento. Furia, che per sua natura è ambiziosa e desidera ardentemente essere al comando dei cavalieri e riabilitarne il nome, decide di servire ancora una volta il Consiglio e si mette alla ricerca dei Sette Peccati Capitali, entità che mettono a repentaglio il preziosissimo equilibrio tra le forze del Caos e quelle dell’Ordine. La protagonista si dirige quindi sulla Terra, ormai distrutta dalla guerra tra Paradiso e Inferno, alla ricerca di Invidia, Ira, Avarizia, Accidia, Lussuria, Gola e Superbia, nascosti ciascuno agli angoli di un mondo di gioco vasto, denso di pericoli e perfettamente interconnesso. Dopo le avventure di Guerra e Morte era da anni che gli appassionati aspettavano d’interpretare un nuovo cavaliere dell’apocalisse, e Furia, durante le nostre prove, ha saputo conquistarci a partire dalla prima cutscene.

La protagonista infatti è carismatica, tagliente e ironica, un carattere quasi all’opposto di quelli dei suoi fratelli che spesso impersonano il ruolo dell’eroe maledetto.

In Darksiders 3 non solo la protagonista è molto ben caratterizzata, ma una volta in suo controllo viene subito fuori come il team di Gunfire Games abbia voluto confezionare un’esperienza di gioco davvero diversa dalle precedenti senza però stravolgere le dinamiche e i lati positivi che hanno reso famoso il brand. Darksiders 3 si distacca dal secondo episodio tanto quanto questo si allontanava dal primo, e se l’epopea di Guerra era una fusione tra Zelda e un action hack ‘n’ slash, e quella di Morte un misto tra l’epopea di Link, GDR loot based, e i Prince of Persia 3D, il nuovo capitolo della serie decide di mischiare ulteriormente le carte unendo sposando un cammino che strizza l’occhio ai Souls-like, quindi alla moda e in linea coi tempi. Si tratta di una scelta quantomai sensata, visto che la storia di Furia è un altro prequel di sorta, che si svolge nel bel mezzo del primo capitolo (subito dopo la cattura di Guerra per l’esattezza) e si limita a chiarire alcuni fattori della narrativa di fondo, senza andare a stravolgere gli avvenimenti degli altri giochi.

Evitare una struttura eccessivamente dispersiva in favore di una mappa interconnessa è una scelta perfettamente adeguata per un simile pezzo del puzzle; la natura del gioco non significa però che manchi una trama di fondo discretamente interessante: Furia è forse la più “umana” dei cavalieri, e l’intera avventura è una sorta di “arco del personaggio” che la vede superare a suo modo un’iniziale tendenza alla megalomania e alla rabbia ingiustificata. Non si tratta certo di una campagna straordinaria dal punto di vista narrativo, ci teniamo a precisarlo, eppure è piacevole osservare lo sviluppo di una protagonista imperfetta al punto da risultare antipatica durante le prime battute, e tentare di carpire ogni segreto riguardante il complesso background su cui il titolo poggia.

Non è solo la caratterizzazione della protagonista a risultare davvero ben fatta, ma anche l’evoluzione e il ruolo che i vari protagonisti dei capitoli hanno ricoperto nel corso degli anni: se Guerra era il condottiero tutto armatura e forza fisica, dunque, e Morte l’agile assassino, Furia veste gli abiti della maga, e quindi è il personaggio inizialmente più svantaggiato che avanzando ottiene però le abilità più potenti e variegate all’interno della squadra di avventurieri.

In Darksiders 3 si ha in pratica per le mani una combattente inizialmente molto limitata, armata solo di frusta e combinazioni molto semplici, che acquisisce gradualmente poteri estremamente interessanti, capaci di variare notevolmente il gameplay.

Queste capacità si chiamano Hollow, poteri elementali che una volta acquisiti le permettono di utilizzare armi secondarie dedicate, magie che sfruttano una speciale Barra della Collera, ovviamente ricaricabile a forza di nemici uccisi, e abilità di navigazione ben realizzate senza le quali non è possibile gironzolare liberamente per l’estesa mappa del mondo.

La capacità di Furia di cambiare elemento e di sferrare colpi in base alle armi fornite da esso non è il fulcro del combattimento, perché se si va ad analizzare nel dettaglio la sua lista di abilità, si scopre un sistema complessivamente più limitato rispetto a quello più action dei predecessori. Ciò che rende le battaglie di Darksiders III sensibilmente superiori a quelle viste in passato è una netta impennata della curva di difficoltà. La varietà di avversari trovata nel gioco, poi, è impressionante, così come notevoli sono la loro agilità e il numero di attacchi con cui possono colpire Furia di sorpresa. La tendenza Souls-like inserita nel titolo ha perciò influenzato nel profondo lo sviluppo, ad esempio i danni inflitti dagli avversari sono abbastanza importanti da rendere le morti improvvise un’eventualità tutt’altro che sottovalutabile.

Diversamente da quanto visto in passato, poi, non è possibile poter semplicemente travolgere orde di avversari grazie alla potenza degli attacchi: schivare, contrattaccare e memorizzare attentamente i pattern è un obbligo per non diventare carne da macello. Nel corso dell’avventura si potranno incontrare gli esponenti di un vasto bestiario che comprende angeli, demoni, non morti e altre creature, tutti in grado di azzerare la salute di Furia con una manciata di fendenti.

L’intensa letalità dei nemici svela quindi la natura profondamente tecnica del gameplay dove è nettamente preferibile cercare di dividere i gruppi di creature avversarie, affrontandoli uno a uno grazie al blocco della visuale che permette a Furia di concentrarsi sui singoli avversari e di schivare i loro attacchi più efficacemente. Il fluido alternarsi di schivate e combo caratterizza l’intero combat system di Darksiders III, che una volta padroneggiato dona moltissime soddisfazioni tanto ai videogiocatori più tecnici quanto ai neofiti.

Come vi abbiamo accennato qualche riga più in alto, Furia possiede il potere d’imbrigliare gli elementi per scagliarli contro tutti i nemici che le si pareranno dinanzi, ma essi non saranno disponibili da subito. Nel corso dell’avventura un misterioso e criptico alleato della protagonista le dona la capacità di assumere quattro forme (del Fuoco, della Tempesta, della Forza e della Stasi), ognuna delle quali capace di modificare l’aspetto di Furia e di farla accedere a pagine e pagine di inedite combo che rimpolpano un sistema di combattimento che altrimenti, alla lunga, sarebbe potuto diventare monotono.

A disposizione del giocatore ci sono anche due attacchi speciali che man mano che si aumenterà di livello diventeranno sempre più potenti, stiamo parlando della Collera e della forma del Caos. Entrambi dipendono da indicatori posti nella parte superiore sinistra dell’interfaccia, caricati uccidendo i nemici o consumando specifici oggetti. Utilizzando la Collera, Furia sprigiona singoli attacchi influenzati dal tipo di forma che assume, mentre il Caos la trasforma in un demone che libera una mostruosa furia distruttrice in grado di sgombrare in qualche secondo il campo da qualsiasi creatura si trovi nei paraggi.

Le forme concedono inoltre nuove abilità con le quali accedere ad aree inizialmente non accessibili del mondo di gioco, espandendo ulteriormente le possibilità d’esplorazione di Furia. La Forma del Fuoco sblocca il doppio salto, mentre quella della Tempesta il potere di planare da una sporgenza. La forma della Forza permette di aderire a particolari superfici verticali, e infine la forma della Stasi fa camminare Furia sull’acqua. Le forme sono spesso coinvolte nella risoluzione dei numerosi rompicapo che spezzano al momento giusto la frenesia dei combattimenti. Trattasi perlopiù di puzzle ambientali mai troppo complicati, ma che comunque donano al titolo un’ottima varietà. Senza lo stratagemma delle forme e delle loro speciali abilità, i Sette Peccati Capitali sarebbero stati raggiungibili fin dall’inizio di Darksiders III rovinando il senso di progressione che invece si respira addentrandosi nelle numerose aree che compongono l’ambientazione.

Nella sua struttura il mondo assomiglia a quello di Dark Souls, con un’area centrale dalla quale si diramano i percorsi verso i boss. Come in passato, i checkpoint sono gestiti anche in questo capitolo da Vulgrim, il mercante di anime attraverso cui livellare gli attributi di Furia in cambio delle anime raccolte. L’albero delle abilità di Morte visto in Darksiders II lascia spazio qui a tre semplici caratteristiche, ossia Salute, Forza e Arcano. La prima, banalmente, influisce sul numero degli HP della protagonista, mentre Forza e Arcano regolano rispettivamente la quantità di danni che si infliggono con gli Uncini del Disprezzo (la frusta di Furia) e con le armi speciali delle forme elementali. Uccidendo i nemici si ottengono anime, che Vulgrim accetterà volentieri in cambio di punti attributo da spendere in una delle tre statistiche. Ma Vulgrim non è l’unica vecchia conoscenza per i veterani della saga. Si potrà infatti incontrare il Creatore Ulthane al centro del mondo di gioco, dove gestisce una piccola colonia di umani, il quale accetterà di migliorare l’equipaggiamento di Furia in cambio della promessa di soccorrere eventuali sopravvissuti incontrati nel suo cammino. Potenziare gli Uncini e le armi delle forme sarà cruciale per sopravvivere ad avversarsi sempre più pericolosi e agli scontri con i Peccati, quindi esplorare con cura l’ambientazione alla ricerca dei materiali per il crafting non è solo un’opzione, ma una vera necessità.

Graficamente parlando, Darksiders III non è certo il titolo più avanzato dell’anno, ma è la sua precisa identità a far passare in secondo piano certe limitazioni e qualche bug secondario che forse poteva essere risparmiato.

Nel complesso comunque le ambientazioni ricalcano, giustamente, quelle viste nei precedenti capitoli, sono ben curate e sono molto gradevoli nel complesso. A questo se si aggiunge che la fluidità d’azione è davvero squisita, possiamo dire che dal lato grafico/tecnico Darksiders 3 si difende bene. Buoni anche gli effetti sonori e le musiche che accompagneranno i giocatori lungo tutta l’avventura che, se giocata ai livelli di difficoltà più alti può aumentare la durata del titolo davvero di parecchie ore. Tirando le somme, questo terzo capitolo della saga rappresenta senza dubbio una vera gioia per i fan, ed essendo comunque un prequel dei precedenti capitoli può essere un buon punto d’inizio anche per chi non ha mai giocato alla saga. Crediamo che per gli amanti delle sfide e dei videogame in single player Darksiders 3, nonostante non sia il miglior titolo del mondo, può rappresentare un’ottima sfida per mettersi alla prova e per godere di ore ed ore di sano divertimento.

GIUDIZIO GLOBALE:
Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 8
Longevità: 8
VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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