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Redazione Lazio

COTRAL, VASO DI PANDORA DUE (1 PARTE): L'ERA COLACECI. L’INCHIESTA CONTINUA…

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Tempo di lettura 7 minuti L’arte di galleggiare. I primi trecento giorni del nuovo Cda al Cotral.

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di Chiara Rai
Cotral – Non saremmo voluti tornare a riaprire il “vaso di Pandora” per la seconda volta con una serie di puntate che purtroppo torniamo non a riproporre ma a proporre perché sarà pure cambiato il Cda ma la musica sembra sempre essere la stessa.
“C’è bisogno di un cambio radicale” disse il nuovo Cda al momento del suo insediamento. Finalmente dicemmo tutti. Gli anni della gestione di Surace, Libanori e De Vincenzi rimarranno alla cronaca con tanto di dossier inchiesta pubblicato dal nostro quotidiano ma anche da qualche collega aduace.

 

Insomma capitoli neri e intrisi di fuliggine sia dal punto di vista etico, degli appalti e del crollo del servizio. E loro parlavano di “pregio di bilancio”. Sugli appalti sembra che con Colaceci al timone ci sia un maggiore sforzo verso il raggiungimento della tanto agognata trasparenza anche se è ancora difficile, tanto difficile specchiarsi: le indagini in corso su Mafia Capitale hanno fatto e fanno paura e perciò gli amministratori di Cotral prima di prendere qualunque decisione si sottopongono al vaglio dell’Anac. Tutto l’impegno dell’Ad e della presidente è verso quel settore. Ovviamente è tanto, rispetto le ombre del passato ma è niente rispetto le innovazioni anzi le politiche innovative che tutti si aspettavano fossero introdotte al Cotral ed eravamo tutti un po’ affascinati anche dall’abbigliamento “rock” della neo presidente che, tutto sommato, simboleggiava la rottura col passato.
E così la ditta delle pulizie è ancora lì e da anni in deroga e così la società che coadiuva amministrazione e finanze, e così la società che aiuta i verificatori. La lista sarebbe lunghissima nel dire nessuna novità nel modo di gestire e nella organizzazione del lavoro.
Non innovano quindi e ogni loro atto lo lasciano decidere al controllo analogo anzi a degli ufficietti del servizio ufficio Personale della Regione Lazio. Su ogni atto, ogni cosa, il Cda non decide più su niente, ed il 90% delle decisioni da prendere sono sua prerogativa.

 

Il mistero della "sveltina" sull'appalto pulizie. Se non fosse per l’ultimo mistero della “sveltina” sull’appalto delle pulizie. Al centro della vicenda 30 milioni di euro stabiliti per tre anni che, al momento di decidere la proroga del servizio e quindi subito dopo aver declinato l'aggiudicazione o meglio rinviato l’apertura delle buste, diventano 22 milioni nel triennio. Una restrizione di ben otto milioni effettuata dallo stesso Cda nominato da Nicola Zingaretti che aveva stabilito i 30 milioni iniziali. E chi è che ha chiesto questo? Pare sia stato proprio un membro del Cda che poi è stato allontanato o se ne è andato mettiamola come ci pare tanto il risultato non cambia.

 

L'origine dell'appalto pulizie con la Cometa Srl. Era il 9 maggio 2013 quando la società Cometa Srl si aggiudicò l’appalto per l'affidamento del servizio di pulizia degli autobus, delle sedi, dei depositi e degli impianti della Cotral S.p.A. per un importo di 8.999.641,81 più I.V.A. a fronte del quale le cronache hanno quasi sempre smentito la presunta efficiente pulizia dei mezzi sui quali persino il Comitato dei Pendolari Reatini trovò addirittura delle zecche sui sedili. Che ne sarà ora del servizio pulizia a fronte di una diminuzione, rispetto l'importo del 2013, pari a circa il 19percento su base annuale?
 

Quel riconoscimento economico da quasi 2milioni di euro alla Cometa srl by Surace – Libanori. Riguardo il "modus operandi" del precedente Cda Cotral abbiamo scritto svariate volte, tanto da pubblicarne un dossier. Tanto i soldi che si levano, poi, fato vuole, ritornano. Chi non ricorda la storia di Vincenzo Surace, la Cometa srl e Giovanni Libanori? In uno dei tanti tabella evidenziavamo la relazione del collegio sindacale in merito al bilancio al 31 dicembre 2012, che la diceva tutta in merito al modo di operare della precedente gestione di Cotral Spa.
 

I dubbi del collegio sindacale. Il collegio sindacale seminava forti dubbi riguardo i limiti di discrezionalità dell'ex Ad Vincenzo Surace e dell'ex consigliere di amministrazione Giovanni Libanori che, fato ha voluto, firmarono un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalorava un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl. Questa ulteriore somma, addirittura emergeva da conteggi presenti in una presunta perizia stilata dal dottor Salvidio, incaricato di redigere la stessa proprio dall’ex amministratore delegato, della quale però non vi è traccia come allegato al verbale stesso e il riconoscimento economico alla Cometa Srl veniva messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING essendo, di fatto, il gestore del contratto con Cometa srl. Ma la divisione ingegneria, in quel caso, non solo non ha potuto verificare il contenuto della famosa perizia tecnica perché “non in possesso” e non allegata al famoso verbale firmato da Vincenzo Surace e Giovanni Libanori, ma addirittura nel parlare delle “effettive prestazioni rese” conferma che l’importo corrispondente che Cotral deve a Cometa Srl è di circa 535 mila euro iva inclusa anziché 1 milione e 700 mila euro iva inclusa e che per quanto riguarda altra fattura, di importo pari a 988 mila euro e rotti per la manodopera dal 1 marzo 2009 al 28 febbraio 2011, deve essere verificata. Il responsabile DIVING in questione che di fatto non ha dato il benestare per l’intera cifra alla data del 21 febbraio 2012, fato vuole, è stato licenziato a marzo del 2012 e la Cometa srl successivamente è stata liquidata. Chi ha autorizzato il pagamento? Non vorremmo ritrovarci a narrare di storie simili visto che la pulizia degli autobus a detta degli utenti e della cronaca lascia davvero a desiderare.
 

Otto milioni in meno non sono mica briciole! Chi è adesso che decide il bello e il cattivo tempo in Cotral? La Regione o il Cda? Ma allora presidente Zingaretti, non si potevano risparmiare i 500mila euro annui di costo del Cda e mandare avanti il Cotral direttamente dalla Regione Lazio? No, noi de L’Osservatore d’Italia siamo ingenerosi, qualche cosa la stanno facendo ora che c’è l’era Colaceci.
 

Intanto chi ci rimette sono gli autisti che vengono caricati di colpe che non hanno. Il servizio peggiora. autobus vetusti e che prendono fuoco per strada mettendo a rischio la pubblica incolumità, manutenzione crollata e operai che non vengono messi in condizione di lavorare, pochi autisti, pessima organizzazione del lavoro tanto, si dice, tra poco Cotral sarà inglobata da Bravo Bus gruppo delle Ferrovie dello Stato ed allora andrà meglio. E intanto i cittadini rimangono a terra sotto le intemperie dell’estate e dell’inverno. Immaginate che in una prima uscita pubblica in assemblea dei lavoratori a Rieti con l’assessore regionale Civita, l’Ad Giana e la presidente Cotral Colaceci, l’Ad disse ai tanti lavoratori presenti che il problema del non servizio andava ricercato proprio negli autisti. Insomma la colpa era la loro. Ovviamente furono cacciati come ben si può vedere sui canali youtube e ormai da gran parte del corpo degli autisti questi del Cda sono visti, lo presumiamo ovviamente, come “corpi estranei”, dei “miracolati”, messi lì senza concorso alla stessa maniera di come fece la Polverini con Surace.
 

C’è ancora un altro terreno dove il Cda vorrebbe farci credere di dire la propria: quello del rinnovamento dei dirigenti. Si narra che la presidente Cotral Amalia Colaceci si sia affannata fin da subito per inserire nuovi dirigenti “vicini a Nicola Zingaretti” e così chiamano la nuova addetta stampa e il nuovo capo del personale. Poi, forse qualcuno gli ricorda che la dinamica non è poi così trasparente, e perciò bandiscono le selezioni per cercare queste figure. Vengono pertanto allontananti dal 30 aprile ultimo scorso i dirigenti precedentemente chiamati fin da subito e dopo un mese questi rientrano come vincitori dalla selezione. Qualche malpensante potrebbe asserire che la selezione fosse orientata. E certo le dinamiche di come si sono svolti i fatti non aiutano ad avere opinioni molto diverse. Si pensi che il requisito per il capo del personale era la laurea in ingegneria e fato ha voluto che il dirigente individuato avesse quel requisito: quindi gli autisti finiscono con l’essere considerati come dei veri e propri numeri. Contestualmente all’assunzione dei nuovi dirigenti viene licenziato il vecchio Ad e poi responsabile delle manutenzioni Antonio Ricevuto, sulle stesse accuse formulate da Luca Gramazio e Vincenzo Surace nel licenziare i tre dirigenti di allora. Si decide inoltre, forse per liberare posti, di accordare 130 mila euro al 65enne dirigente della sicurezza Di Prete e di concedere l’indennità dell’avviso ad Arcangeli che resterà fino al primo ottobre per affiancare il nuovo capo del personale. Capo del personale che noi già sappiamo è lo stesso che stava in azienda già da sei mesi e al quale servono, sembra, ancora altri tre mesi di affiancamento (Arcangeli, si proprio lui, il dirigente che ha collaborato con Surace e che da anni parla della sua voglia di andare in pensione). Ah, dimenticavamo viene licenziato anche Blasucci. Su di lui non commentiamo per chi vuole documentarsi lo rimandiamo al dossier “vaso di pandora” parte prima. A proposito, lo licenziano per mancanza di fiducia aziendale e lo utilizzano comunque (assurdo) come testimone nel processo contro Vincenzo Maccauro. Sull’assunzione dei nuovi dirigenti vogliamo dire che la legge prevede che l’azienda regionale pubblica al 100% avvii ricognizione per verificare la eventuale eccedenza dei dirigenti in altri ambiti dell’ente senza quindi far peggiorare ulteriormente le casse della Regione. Secondo noi se a questi ultimi fatti ci aggiungete anche i 200 mila euro offerti l’anno scorso al dirigente Sigillino 66enne per accompagnarlo alla pensione pensiamo ci siano gli estremi per l’intervento della Corte dei Conti. Mentre la condanna politica ed etica è immediata. Ma andiamo ancora avanti. Il Cda insediato da Marrazzo, venne cacciato dalla Polverini un anno prima della propria scadenza naturale. Ad eccezione di De Vincenzi che all’ultimo istante si defilò, gli altri amministratori fecero ricorso. Grande fu lo sdegno contro la Polverini da parte dell’attuale presidente Cotral e all’epoca assessore provinciale ai Trasporti la quale appoggiò politicamente il ricorso di quegli amministratori contro la Polverini.

 

Oggi, ci raccontano, di un incontro di questa con i vecchi amministratori dove lei sarebbe ritornata sui propri passi e con nonchalance avrebbe detto che non può patteggiare perché non dipende da lei. Come non dipende da lei nemmeno l’impossibilità di reintegrare i tre dirigenti licenziati anche se in fondo anche lei sente, dentro di sé, la vocina del grillo moralizzatore che le ricorda che con tutta probabilità quei tre furono licenziati soltanto per un fatto politico. Anche qui il Cda se ne lava le mani con facilità sconvolgente. Non dipende da loro neanche la possibilità della conciliazione perché, dicono, potrebbe intervenire la Corte dei Conti. Pur non essendo dei giuristi ricordiamo all’attuale consiglio d’amministrazione che la Corte dei Conti nel giudicare atti di prerogativa aziendale agisce secondo il detto: “Meglio pace certa che vittoria possibile”. In caso l’azienda perdesse le cause contro i tre il danno sarebbe milionario per le casse di Cotral.
 

Per finire sulle manutenzioni che ancora sono sulle cronache dei giornali. È recente la notizia che nei bus di Cotral si viaggia senza aria condizionata. Perché? Perché non si mettono in condizione di lavorare gli operai. Perché l’attuale Cda procede ancora con affidamenti diretti? Perché le gare continuano ad andare deserte? E tanto altro ancora. Ma anche qui le procedure sono quelle e loro hanno le mani legate specie sugli appalti.
 

Considerazione finale. Questo modo di amministrare al nuovo Cda (a proposito da circa due settimane ridotto a tre componenti tra cui in uscita anche Toppi) dal punto di vista personale, gioverà senz’altro perché facendo così rimarranno a galla nei prossimi vent’anni. Mentre alle istituzioni questi comportamenti non faranno che aumentare il distacco con i cittadini e con i lavoratori che rimangono ogni giorno sempre più sconcertati. Ancora scandaloso dopo un anno di disservizio dell’era Colaceci venerdì 24 luglio sera alle ore 18:00 sono stati chiamati a via Alimena i responsabili degli impianti della direttrice di Latina per una rotazione di questi da un impianto all’altro. La vergogna è che tutto questo è completamente slegato dall’organizzazione del lavoro. Un ulteriore colpo contro i lavoratori del servizio che fanno i conti con le officine chiuse o non messe in condizioni di funzionare come quelle di Latina e si prospetta un settembre disastroso per l’utenza anche vista della riapertura delle scuole. E intanto oltre ai “corpi estranei” (Colaceci, Giana e il capo del Personale) ancora l’organizzazione del lavoro è nelle mani dei vecchi quadri e dei vecchi dirigenti che fanno il bello e il cattivo tempo.
 

Castelli Romani

Rocca Priora, elezioni: Intervista a 360° a David de Righi

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David De Righi, classe 1978, vive con la compagna Jennifer e la figlia Giulia
Un cognome importante per chi conosce Rocca Priora e la sua Storia candidato al Consiglio Comunale di Rocca Priora con la lista FARE ROCCA PRIORA.
Un ragazzo da sempre impegnato nell’associazionismo e nella politica.
David, ovviamente anche noi ci diamo del tu …
Quanto ha pesato il cognome De Righi e la storia politica di tuo papà nella tua vita?

Nessun peso, ma ovviamente mi ha trasmesso la passione per la politica e per il mio paese. I miei ricordi affondano alle vecchie feste dell’Amicizia o a riunioni partecipatissime nella sezione cittadina della DC, in cui seguivo mio padre.
La cosa più difficile è sempre stata quella di far capire che siamo due persone diverse, anche se con una cultura di base molto simile alla sua, abbiamo metodi diversi e ovviamente caratteri diversi.
Devo riconoscere a mio padre che non è mai stato ingombrante da quando sono stato eletto consigliere.

Vivi da sempre a Rocca Priora. Cosa rimpiangi, ovviamente se c’è, del tuo paese quando eri ragazzo?
Rimpiango la socialità e quel modo di frequentarsi che oggi con la frenesia della nuova società e i social si è perduta. Mi piace ricordare il paese di quando ero ragazzo, dove in ogni angolo c’era una comitiva con cui condividere pomeriggi e condividere avventure. La Rocca Priora estiva che era spesso in festa ed era una vera gioia per noi ragazzi. I bambini che giocavano per strada.
Rimpiango l’umanità che portava le famiglie ad aiutarsi l’una con l’altra, e un’immagine che ricordo bene è la chiave di casa attaccata all’esterno della porta che dava quel senso di accoglienza e di fiducia che oggi è del tutto sparito.
Ma capisco che la società cambia e anche i ritmi della nostra vita sono cambiati, ma dobbiamo fare in modo che non si dimentichi che lo stare insieme è una delle nostre più grandi risorse, per questo bisogna lavorare per creare spazi e opportunità per il nostro bellissimo paese.

Ti faccio una domanda in apparenza scomoda.
In un’altra intervista mi è stato detto che il Partito Democratico di cui sei stato segretario oggi risulterebbe commissariato.
Puoi spiegarmi meglio cosa è successo?

Semplicemente ho rassegnato le dimissioni da segretario del Circolo per evitare strumentalizzazioni e polemiche intorno al ruolo del PD locale.
Dal 2020 sono segretario del PD di Rocca Priora e ho sempre lavorato insieme al direttivo per ricompattare un circolo che si era diviso sulle scelte delle elezioni amministrative del 2019 e che aveva portato una piccola minoranza a fare altre scelte.
Da segretario ho sempre scelto il dialogo e il confronto con il direttivo con il partito le forze politiche protagoniste a Rocca Priora, questo ha portato me e il direttivo a scegliere un percorso civico che in queste elezioni comunali ci vede appoggiare la lista civica FARE ROCCA PRIORA, con Claudio Fatelli sindaco.
Anche in questa tornata elettorale il protagonismo di pochi stava creando frizioni all’interno del Partito anche a livello provinciale e regionale, per questo ho deciso di congelare le attività del circolo locale facendo un passo indietro.
Dopo le elezioni però, come sempre io e i miei compagni di viaggio saremo pronti a sanare ogni incomprensione e a lavorare per l’unità del partito, cercando di lasciare alle spalle polemiche e personalismi.

Quindi tu, se non ho capito male, dimettendoti hai compiuto una scelta proprio a salvaguardia del partito stesso hai preferito essere il, passami il termine, capro espiatorio proprio per evitare ulteriori scossoni al partito?
Assolutamente, il partito è al di sopra di ognuno di noi e dobbiamo tutelarlo in qualsiasi modo. Io, Federica Lavalle e Daniele Pacini abbiamo contribuito a fondare il circolo PD di Rocca Priora insieme ai nostri, consentimi il termine “i nostri vecchi”, che venivano da culture diverse e che ci hanno insegnato il valore dello stare insieme e della cultura di stare nel partito. Per questo il partito per noi viene prima dei nostri destini personali.
Voglio farti una domanda davvero personale che fino ad oggi non ho posto a nessuno.
Queste sono le prime elezioni amministrative nei Castellli Romani senza Bruno Astorre. Un’assenza, a mio avviso, davvero forte.
Cosa aveva in più Bruno rispetto a tutti gli altri e cosa ti ha lasciato in eredità?

Con questa domanda tocchi i miei sentimenti più personali, faccio politica da quando ero ragazzo e Bruno è sempre stato PRESENTE. Voglio sottolineare la parola presente, perché a volte la presenza si da per scontata, ma è un valore che ha portato me e una generazione di amministratori a crescere grazie alla sua capacità di ascolto e ai suoi consigli. Bruno c’era sempre nei momenti di gioia nei momenti di sconforto e nei momenti complicati, sapevi che potevi fare una telefonata e ricevere un appuntamento e un consiglio che erano quasi sempre risolutivi. Era una presenza che riempiva. Riempiva i rapporti tra amministratori, sapeva fare rete e sapeva fare squadra facendo sentire tutti parte di una squadra che non lasciava mai nessuno indietro. Riempiva i rapporti nel partito, portando dialogo e unità come non era mai successo prima di lui. Riempiva ognuno di noi della certezza della sua presenza.
In eredità ha lasciato, almeno a me, l’importanza del saper ascoltare, che credo sia una delle migliori doti che può avere un amministratore e un politico. E la voglia di cercare sempre il dialogo, e non lo scontro, come soluzione ad ogni problema.

Se hai letto le altre interviste sai bene che amo “spulciare” nei profili facebook delle persone che intervisto per cercare di vedere sfaccettature diverse dei miei interlocutori.
L’8 marzo hai postato un pensiero davvero profondo:
Mi raccomando per l’otto marzo lasciate le mimose sugli alberi e alle donne regalate ogni giorno ciò che non appassisce mai: tenerezza, amore e rispetto.”
Assistiamo ancora a troppi fenomeni di violenza sulle donne.
Sei papà, sei marito, sei figlio … cosa può fare la politica e le amministrazioni per essere più vicini e testimoniare con maggiore forza la necessità di combattere senza sosta il fenomeno della violenza sulle donne?

Credo sia un fenomeno complesso, che parte da una cultura del possesso da parte degli uomini che deve essere superata.
Innanzitutto, credo che si debba fare un lavoro davvero importante di formazione a partire dalle scuole, per cercare di ridurre questo fenomeno per il futuro, sin dai più piccoli.
Credo poi sia importante che le amministrazioni lavorino sull’ascolto, le donne vittime di violenza non devono essere lasciate sole e devono trovare sempre un luogo dove essere ascoltate e aiutate. Si devono creare luoghi dove le donne possano essere accolte e secondo me in molti casi deve essere creato un sostegno economico che possa renderle indipendenti e autonome.
Ma soprattutto è importante parlarne sempre, tenere alta l’attenzione sul tema e non solo nelle giornate dedicate alla violenza sulle donne o della festa della donna.

Ultima domanda che è ormai il marchio di fabbrica delle mie interviste: la famosa bacchetta magica.
Quale sogno vorresti realizzare per te o per la tua famiglia e che sogno vorresti regalare a Rocca Priora?

Per me e la mia famiglia il sogno è quello di poter continuare a vivere serenamente come fortunatamente è stato fino ad oggi.
Per Rocca Priora vorrei che si realizzasse come comunità e che capisse le potenzialità che può esprimere sia come aggregazione di persone sia per la bellezza che esprime il paese, ma su questo spero e credo di dare il mio contributo nei prossimi 5 anni.

Un grande immenso a David de Righi per la sua disponibilità ed il suo personale ricordo commosso del senatore Bruno Astorre

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Castelli Romani

Velletri, droga ordinata dal carcere e familiari complici: 33 arresti

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Velletri – Ordinavano la droga dal carcere e i familiari pagavano su carte prepagate. Dalle prime luci dell’alba, su delega della Procura della Repubblica di Velletri, i Carabinieri della Compagnia di Velletri, nelle province  di Roma, Viterbo, Frosinone, Rieti, Latina e Chieti, con il supporto dei comandi dell’Arma territorialmente competenti, stanno dando esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari – emessa dal GIP presso il Tribunale di Velletri – nei confronti di 33persone, per lo più italiane (di cui 5 donne), – 11 destinatarie di custodia cautelare in carcere e 22 agli arresti domiciliari – gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente (art. 73 D.P.R. 309/90), estorsione (art. 629 c.p.) ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti (art. 391 ter c.p.).  Sedici delle persone destinatarie delle odierne misure cautelari sono già detenute in carcere.
L’articolata e complessa indagine portata avanti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine a vari episodi di spaccio all’interno della casa circondariale di Velletri (oltre a due episodi di estorsione, per percosse e minacce subite da uno degli indagati e da alcuni familiari, per forniture di sostanze stupefacenti non pagate), commessi tra gennaio e giugno 2023 all’interno del citato istituto di pena per un volume d’affari di circa 80.000 €.
Nel corso dell’indagine sono emersi elementi indiziari in ordine alla presenza di un collaudato sistema, finalizzato all’ingresso nella casa circondariale dello stupefacente, sia cocaina che hashish, che veniva occultato, unitamente a generi alimentari confezionati sottovuoto e beni di prima necessità, all’interno di pacchi destinati ai detenuti, inviati tramite spedizionieri e una volta all’interno della struttura ceduta anche a terzi. Gli ordini di droga venivano pagati tramite ricariche su carte prepagate da parte di figli, mogli, fidanzate, fratelli, nonni, zii e amici dei detenuti.

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Castelli Romani

Colonna, Nicola Zingaretti incontra i cittadini e il candidato sindaco

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Ieri mattina un piacevole incontro con l’onorevole Nicola Zingaretti che, nell’ambito della sua campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee che lo vedono candidato, ha incontrato i cittadini di Colonna nei pressi dei Giardini del Belvedere.
L’onorevole Zingaretti, già segretario nazionale del Partito Democratico e presidente della Regione Lazio, si è fermato a rispondere alle domande dei cittadini che gli chiedevano la sua posizione in merito ad alcune opere che il governo nazionale sta mettendo in atto.

Vede – ha risposto ad un cittadino – credo fortemente sulla necessità di creare infrastrutture necessarie al nostro paese ma che poi restino, come la linea ad alta velocità, nelle mani dei Governi Nazionali. Oggi due competitor utilizzano questa rete favorendo una libera circolazione e, soprattutto, i cittadini e le cittadine hanno la possibilità di scegliere il vettore che possono utilizzare.
Onorevole Zingaretti – gli abbiamo chiesto – ma cosa ne pensa del fatto che oggi, ad esempio, un viaggio in treno da Trapani a Messina dura tra le 10 e le 11 ore su una tratta di poco superiore ai 250 chilometri?
Vede Lei ha toccato un tasto dolente. Ancora oggi sulla rete ferroviaria siciliana insistono tratte monorotaria che rallentano di molto la viabilità per i cittadini dell’isola.
A suo avviso il ponte sullo stretto risolverà da solo questo problema?
Guardi sarebbe più opportuno programmare un piano pluriennale di sviluppo sull’intera rete ferroviaria e stradale dell’isola. Non è possibile pensare che il ponte da solo risolva la critica situazione stradale e ferroviaria della Sicilia. Ci vuole, come dicevo prima per l’alta velocità, una progettazione seria e programmata capace di sviluppare tutte le infrastrutture dei trasporti.
E poi l’abbraccio al candidato sindaco di Colonna, Fausto Giuliani.

l’onorevole Nicola Zingaretti con il sindaco di Colonna Fausto Giuliani

Un grazie all’onorevole Nicola Zingaretti ed al candidato sindaco di Colonna, Fausto Giuliani, per la loro disponibilità.

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