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Destiny 2 L’Eclissi, l’MMO sci-fi di Bungie si evolve

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Destiny 2 L’eclissi è l’ultima corposa nonché importantissima nuova espansione dedicata al popolarissimo MMO sci-fi targato Bungie per Pc, Xbox e PlayStation. Prima di parlare però dell’inizio della trama di questo nuovo capitolo della storia, è necessario fare una piccola ma importante premessa: Destiny 2 è un titolo che ha diversi anni sulle spalle, un titolo che ha fatto del mondo di gioco e della sua narrativa una parte importante della struttura stessa del titolo. L’Eclissi, come i fan più informati sanno, sarebbe dovuta essere l’espansione che avrebbe dovuto chiudere in bellezza una storia che viene raccontata da diversi anni e quello che tutti si aspettavano era un finale con cliffhanger totale che catapultasse i giocatori senza pietà nel terzo capitolo della saga. Bene, non è così, in quanto la “chiusura narrativa” del titolo non è questa, ma anzi il finale fa capire che ancora c’è dell’altro. Insomma, Destiny 2 L’Eclissi è da considerarsi come l’inizio della fine, il momento precedente all’epico finale dello scontro tra Luce e Oscurità narrato da ormai moltissimi anni nella lore di Destiny 2. Si parla di “precedente” perché Bungie ha già reso noto che ci sarà un’ultima espansione – probabilmente in arrivo a inizio 2024 – che metterà fine al conflitto tra il Viaggiatore e il Testimone, chiamata “The Final Shape”. Le premesse sembrano quindi far riferimento a un piano di pubblicazione che ricorda molto il rapporto di Infinity War ed Endgame perché, di fatto, L’Eclissi non è altro che la prima parte dell’atteso epilogo. La storia di questa nuova espansione ha inizio proprio da dove era finita l’ultima stagione: il Testimone è finalmente venuto allo scoperto, e con lui la sua flotta di piramidi nere. Di fronte al Viaggiatore, che si è trovato costretto a farsi avanti per combattere la sua nemesi universale, l’antagonista della storia appare decisamente più potente, quasi imbattibile. Comincia così lo scontro finale tra le forze della Luce e quelle dell’Oscurità, che porteranno il protagonista sulla superficie di Nettuno. Qui il Guardiano e Osiride scopriranno Neomuna, una spettacolare città formata da umani scappati al Crollo – un evento apocalittico che ha quasi sterminato l’umanità – che si ritrovano ora coinvolti nella guerra. Le fasi successive della storia ci porteranno a conoscere altri personaggi, dei Solcanuvole chiamati Rohan e Nimbus, che hanno il ruolo di proteggere la città e soprattutto la rete che connette tutti i suoi abitanti. Sin dai primi momenti su Neomuna si viene a conoscenza di due elementi fondamentali della trama: NuvolArk, una sorta di metaverso digitale dove risiedono tutti i cittadini e le loro menti; e il Velo, un’entità mistica che, secondo i protagonisti della storia, è di estrema importanza. Proprio quest’ultimo pare avere una valenza simile a quella del Viaggiatore, secondo quanto riferito dallo Spettro del Guardiano, motivo per cui è lecito pensare che sia una delle componenti più importanti della trama. Al contrario, purtroppo non viene mai specificato nulla di chiaro riguardo il Velo, che rimane ad oggi uno dei più grandi misteri irrisolti della storia de L’Eclissi ma che potrebbe avere un ruolo centrale nella prossima espansione.

A lasciare con il fiato sospeso c’è il fatto che, al completamento della campagna, si resta letteralmente appesi dato che dal momento che gli eventi che compongono il finale della storia sono troppo frettolosi si capisce davvero poco. In una manciata di minuti, tra scene pre-renderizzate e altre in-game, hanno luogo una serie di situazioni e disastri che hanno un impatto importantissimo sull’universo di Destiny 2 ma che, per colpa della rapidità degli eventi, non riescono ad avere il peso emotivo che avrebbero potuto trasmettere. A causa anche di una notevole brevità generale della campagna, non abbiamo potuto che notare come la storia risulti castrata, probabilmente per lasciare più spazio a The Final Shape per il 2024. A rendere il tutto meno emozionante, poi, c’è ancora una volta la presenza di Calus che, sebbene sia tra le figure che più ci si aspettava di poter combattere, purtroppo non regge il confronto con altri nemici affrontati in passato, come Eramis Kell o Savathun la Regina dei Sussurri. Calus si presenta sempre come un mero burattino del Testimone, sebbene continui a portare avanti la sua sfrenata voglia di ricchezze. L’ingordigia del personaggio viene così soddisfatta dai poteri dell’Oscurità, e così ottiene una forza a dir poco smisurata, impostandosi senza troppi problemi come uno dei nemici più temibili della storia di Destiny 2. È un peccato che resti un personaggio vuoto, stabile sui suoi ideali mostrandosi privo di una vera e propria caratterizzazione. Un discorso analogo potrebbe esser fatto per gli altri personaggi con rare eccezioni. Osiride si mostra inizialmente più pavido e scontroso del solito, e per tutta la durata della campagna tenterà di impostarsi come un mentore per il Guardiano, guidandolo nell’utilizzo della nuova sottoclasse, la telaoscura. Di Rohan non diciamo nulla, dato che purtroppo ha un ruolo estremamente marginale all’interno della storia e compare in rarissime situazioni. Nimbus è invece uno dei pochi casi dove notiamo sia un carattere scherzoso, quasi infantile, sia una vera e propria evoluzione: un evento lo porterà ad avviare un cambiamento interiore, dal momento che maggiori responsabilità cominceranno a gravare sulle sue spalle. Inoltre, sarà una figura importante per il protagonista sia perché è la figura chiave della destinazione di Neomuna, sia perché accompagnerà i giocatori in quasi ogni missione della nuova campagna. Uno dei più grandi pregi de L’Eclissi è che quasi ogni singola missione della storia trasuda unicità, con risultato una campagna variegata come poche altre. Certo, ci sono momenti di stallo in cui è necessario soltanto spostarsi per un’area e arrivare a combattere il boss, ma anche in quei casi il level design garantisce un’esperienza sempre inedita. Tra fasi in cui bisogna scappare tra centinaia di nemici con l’astore, vere e proprie guerre in cui si lotta con degli alleati cabal, addestramenti creati ad-hoc da Osiride per padroneggiare la sottoclasse, la campagna di Destiny 2 L’Eclissi si è rivelata essere divertente nel complesso e impegnativa (soprattutto nelle fasi finali delle ultime due missioni) se giocata al livello difficile in solitaria. Va detto anche che Bungie ha lavorato molto sul bilanciare il livello di sfida: adesso non si può più semplicemente correre verso il boss di fine missione bruciando tutte le tappe possibili. I livelli di potere richiesti per ogni singola fase della campagna sono sempre più elevati e bisogna impegnarsi per trovare armamento di punta nel caso in cui non si abbia giocato alle precedenti espansioni e non si abbiano armi chiave su cui infondere il potere per farle aumentare di livello. Combattere con armi di livello raro o leggendario “a caso” è sicuramente un bel problema rispetto a chi possiede già sul proprio personaggio armamento esotico o armi “rollate” con i perk giusti per massimizzare le performance sul campo.

Ma parliamo di novità: uno dei pregi di Destiny 2 L’Eclissi è quello di concentrarsi sullo snellire tutta una serie di meccaniche articolate che rendevano l’esperienza di gioco macchinosa e poco intuitiva. Il buildcrafting che si divide in due rami: creazione di preset e gestione delle mod è davvero ben fatto e velocizza di molto il flusso di gioco. Si possono, infatti, creare dei preset dedicati a varie attività che salvano ed equipaggiano con un clic i pezzi di equipaggiamento con le relative mod che avete dedicato a quella attività e/o build. Proprio la gestione delle mod ora è molto più intuitiva con diversi cambiamenti che si legano alla natura del danno (stasi, vuoto, telascura, arco e fuoco) e soprattutto all’artefatto stagionale che ora rende perennemente attive le mod sbloccate. Insomma profondità maggiore per chi vuole esplorare di più il lato ruolistico e più intuitività per chi si approccia in maniera più casuale. Discorso diverso vale invece per Neomuna e la Telascura. Dal punto di vista narrativo i due fattori sopracitati sembrano un corpo estraneo alla narrativa, non si capisce bene come e perché siano state buttate nel calderone senza un approfondimento. La città è vuota, spoglia, distrutta e poco offre a chi si aspettava finalmente una città viva con la disperazione degli abitanti invasi da una forza aliena misteriosa. A livello di art design, il carattere di Neomuna è molto piacevole sebbene stoni rispetto ai temi più cupi e misti al fantasy che Destiny e il suo sci-fi ha finora proposto. La Telascura invece è tanto divertente da utilizzare quanto poco contestualizzata. Per via dei suoi lunghi cooldown è sicuramente un passo indietro rispetto alla Stasi, ma resta il fatto che il coraggio di Bungie nel rivedere il sistema di movimento con l’introduzione del rampino va apprezzato. Le attività proposte in città purtroppo sono un grande calderone di cose già visto e di novità che alla fine dei conti risultano un mix piacevole di missioni. Assalti (che in alcuni casi hanno subito un restyle) e attività stagionali restano piacevoli da giocare e da affrontare, così come le missioni esotiche. Discorso identico per le nuove armi e le nuove armature. In generale L’Eclissi offre uno stile molto cyberpunk, vaporwave che tra qualche picco di creatività e qualche scivolone si attesta su un valore tutto sommato buono. Da elogiare i Tormentatori, guizzo davvero degno di nota tra le fila dei nemici che danno filo da torcere ai giocatori. Difficili da battere ricchi di novità in termini di movimenti e affascinanti.

Discorso simile per il Raid Radici dell’Incubo. L’attività principe dell’end-game è risultata bellissima a livello di ambientazione e stile artistico delle armi e delle armature, ma poco stimolante dal punto di vista della longevità e delle meccaniche. Il raid è risultato il più completato di sempre nelle prime 48ore da quanto esiste Destiny, con perfino attiva la modalità contesa. Peccato invece per quanto riguarda il design del boss finale che appare come un’evoluzione di un tormentatore. Sicuramente si poteva fare di più, ma nel complesso l’esperienza è positiva. Menzione d’onore va fatta alla colonna sonora, che ancora una volta dimostra l’incredibile bravura di Michael Salvatori, Skye Lewin. Tra il tema principale e altri importanti brani come “Battle Ready”, tutte le canzoni di Destiny 2 L’Eclissi trasudano la cura dell’impianto sonoro da parte dei compositori. La presenza di parti che si rifanno ad altre canzoni di espansioni passate all’interno dei brani de L’Eclissi non è altro che una frecciatina al passato del titolo, cosa che ci ha fatto davvero molto piacere e che siamo sicuri farà venire la pelle d’oca ai fan più affezionati del brand. Tirando le somme, Destiny 2 L’Eclissi è sicuramente una buona espansione, certo non è priva di difetti e alcune meccaniche nuove possono piacere come non piacere, ma è assolutamente innegabile che anche stavolta Bungie abbia proposto un universo ricco di attività da condividere con i propri membri del clan, ma anche con giocatori casuali. Purtroppo, vista la natura MMO della produzione resta ancora difficile divertirsi in solo, ma anche in quel caso, per quanto riguarda le attività affrontabili in single player la sfida resta di buon livello. Ovviamente chi ha giocato ogni espansione del gioco si troverà avvantaggiato rispetto a chi decide di partire da L’Eclissi, ma per fortuna la community generalmente è abbastanza ben disposta nell’aiutare i nuovi giocatori a trovare un clan attivo e a comprendere la storia e le dinamiche dell’universo di Destiny 2.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Gameplay: 9

Sonoro: 9,5

Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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Killer Klowns from Outer Space, spaventosamente divertente

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Killer Klowns from Outer Space, spaventosamente divertente

Killer Klowns from Outer Space è il videogame ideale per tutti coloro che detestano i pagliacci, soprattutto i pagliacci assassini, ma anche per tutti coloro che vogliono divertirsi con un titolo davvero originale e ricco di potenziale. Ovviamente il gioco è basato sull’iconico film del 1988 realizzato dai fratelli Chiodo (che tra l’altro hanno supervisionato i contenuti del gioco), divenuto un vero e proprio cult del cinema di genere. Disponibile per Steam/PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, il gioco è un titolo dalla natura multiplayer asimmetrico, dove si scontrano una squadra di tre Killer Klowns venuti dall’altro mondo contro sette giocatori che saranno “semplici” essere umani. Le virgolette sono d’obbligo perché nonostante la loro umanità i survivors se uniscono le forze possono diventare una minaccia per i pagliacci. Ma andiamo con ordine: Killer Klowns From Outer Space propone delle dinamiche un po’ inconsuete sul fronte delle possibilità messe a disposizione della squadra degli umani che potranno scegliere la fuga o il nascondersi dal team nemico oppure magari colpirli nel loro unico punto debole ovvero quel grande naso rosso da clown che hanno e metterli KO per un minuto con vantaggi facilmente intuibili. L’obiettivo finale è comunque la fuga che potrà avvenire tramite quattro diverse scappatoie come una barca ed un teletrasporto. Qualunque sia la via che si sceglierà, sarà necessario trovare nella mappa alcuni oggetti necessari a per potere utilizzare uno dei mezzi con cui salvarsi la vita. Anche i tre Klowns ovviamente dispongono di molteplici possibilità di prendere ed eliminare gli esseri umani, tutte sempre riprese o ispirate dalla pellicola. Per il resto invece la produzione di Illfonic si mantiene su dinamiche piuttosto canoniche con la possibilità di migliorare il proprio personaggio di partita in partita con i punti esperienza. Le mappe disponibili al lancio del gioco sono cinque, ben impiantate nell’immaginario del film strucult. Per il momento possono essere sufficienti ma nel medio/lungo termine si spera esca qualche contenuto aggiuntivo per rendere interessante l’esperienza anche dopo il periodo iniziale.

Una volta lanciato Killer Klowns from Outer Space chi gioca sarà chiamato a scegliere se vestire i panni di uno degli umani o degli spietati pagliacci extraterrestri. Quando si gioca nei panni di un terrestre, la furtività è della massima importanza; tenendosi fuori dalla vista dei Klowns e rimanendo il più silenziosi possibile per evitare di essere scoperti. Partendo dal nulla in possesso, bisogna esplorare e saccheggiare oggetti di valore se si desidera sopravvivere. Alcuni oggetti sono necessari per portare a termine il proprio tentativo di fuga, altri invece saranno d’ausilio se ci si dovesse trovare a combattere uno o più Klown. E sono proprio questi ultimi oggetti a rendere il titolo diverso dagli altri di questo genere, infatti diversamente da quanto visto in altre produzioni ci sono alcune armi qui che possono rendere assolutamente semplice poter affrontare un Klown. Procurarsi un fucile, per esempio, vuol dire poter diventare un pericolo per gli avversari. Ma anche essere armato di un’arma da mischia come una mazza da baseball può voler dire avere la possibilità di abbattere un Klown. Il ko dei nemici però, come detto già alcune righe sopra, è uno status che dura circa un minuto a differenza di quanto accade con gli umani. Stordire un nemico vuol dire però guadagnare tempo prezioso per la fuga, poter compiere azioni in modo meno silenzioso e potersi riorganizzare. Per vincere una partita di Killer Klowns from Outer Space, gli esseri umani possono fuggire in numerosi modi. Trovando una bombola di gas e una candela, un motoscafo può prendere vita per fare una fuga frettolosa. In alternativa, la bombola di gas potrebbe essere utilizzata per avviare un generatore che alimenta un pannello su cui è possibile utilizzare una chiave magnetica per aprire la porta di un tunnel di fuga. Se tutto il resto fallisce, si può tentare di fuggire con un camion negli ultimi istanti della partita quando irrompe attraverso una delle uscite coperte di zucchero filato, ma si può essere certi che i Klown saranno lì per cercare di fermare chiunque tenti la fuga. Quando si gioca nei panni dei Klowns, l’azione diventa molto più predatoria e molto meno statica di quando si vestono i panni dell’altra fazione. A differenza degli umani, tutti i Klown iniziano con un’arma a distanza che può racchiudere un bersaglio nello zucchero filato se colpita abbastanza spesso, così come un’arma che provoca danni fisici. E così, i Klown hanno due modi per eliminare un umano dalla partita: ucciderlo a titolo definitivo o rinchiuderlo in un bozzolo di zucchero filato e poi appenderlo a uno dei numerosi dispositivi sparsi per la mappa. Quest’ultimo modo è un po’ rischioso, tuttavia, poiché altri umani hanno la possibilità di far uscire i loro amici da un bozzolo se lasciati incustoditi. Ma può anche essere utilizzato per attirare altri umani da catturare mentre tentano di salvare il proprio amico. I Klown oltre che dare la caccia alle prede hanno anche un altro compito, ossia: trovare bozzoli di zucchero filato preconfezionati e metterli su quei dispositivi menzionati in precedenza non solo per evocare servi che vagano autonomamente per aiutarli nella caccia, ma anche per ridurre i tempi di recupero delle abilità. I Klowns infatti possono saltare istantaneamente in qualsiasi area della mappa, ad esempio, o creare un cane palloncino che fiuta un umano nelle vicinanze. L’uso di queste abilità può davvero cambiare le sorti di una partita. I bozzoli sospesi, con o senza giocatori umani, possono anche accelerare la Klownopalypse, l’evento cataclismatico che uccide tutti i giocatori umani sopravvissuti alla fine di una partita se non scappano. Vale la pena per il team di Klown tenere d’occhio i bozzoli, quindi, e appenderli quando possono. Non è un modo rapido per vincere una partita, ma è sicuramente un altro modo per dare varietà alle partite.

Un applauso a Illfonic: sebbene Killer Klowns from Outer Space abbia fortemente i connotati delle sue produzioni più classiche, il gioco è capace di integrare alcune innovazioni davvero niente male. Un esempio, forse banale, sono i minigiochi rapidi che i sopravvissuti già fuggiti o caduti in battaglia possono completare nel menu per aiutare i propri compagni, ancora sotto la minaccia dei klown. Allo stesso modo, si può ingannare l’attesa nella speranza che qualcuno riesca a riportare in vita un caduto. La formula con 10 giocatori coinvolti nella stessa partita, unita a una squadra di villain più agguerrita del classico nemico molto lento e pesante, offre quella punta di frenesia e paradossalmente commedia al gioco horror che serviva per rivitalizzare una formula anche troppo abusata e della quale, come accade comunque spessissimo, si inizia a sentire il peso dell’inevitabile ripetitività. La sensazione viene contrastata grazie all’immaginario nel quale è immerso: gli sviluppatori sono stati bravi nel seguire e riproporre l’universo del film cult degli anni ’80, del quale gli appassionati ritroveranno moltissimi riferimenti e sensazioni. Tirando le somme, Killer Klowns from Outer Space è una piacevole aggiunta al catalogo di PvP horror asimmetrici di Illfonic, che aggiunge alcune meccaniche interessanti spingendo i giocatori a cooperare e sentirsi molto più parte attiva della partita, in ogni momento. Di contro, i contenuti disponibili al lancio sono pochi, e in poche ore il gioco non ha più nulla di realmente nuovo da offrire se non il fatto che ogni partita è diversa a livello strategico da quella precedenza. A nostro avviso se il team punterà su un corposo supporto post-lancio per arricchire di contenuti il gioco, allora la ricetta potrebbe funzionare molto bene. Ma se il gioco non verrà supportato a dovere la nostra sensazione è che presto i server potrebbero rimanere vuoti. Per scoprirlo non resta altro che giocare e aspettare.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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Galaxy Watch FE, l’orologio intelligente per monitorare la salute

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Samsung ha annunciato il lancio di Galaxy Watch FE, una novità per la linea di smartwatch progettata per ampliare l’esperienza di benessere avanzato e olistico del colosso asiatico a un numero sempre maggiore di utenti. Incorporando le rivoluzionarie prestazioni hardware e le avanzate funzioni di monitoraggio della salute e del fitness di Galaxy Watch , Galaxy Watch FE presenta un design elegante e resistente. Questo nuovo smartwatch è la soluzione ideale per chi vuole iniziare un percorso volto a migliorare il proprio benessere complessivo grazie a una serie di indicazioni dettagliate. Galaxy Watch FE, disponibile nel formato da 40 mm, si presenta con un look e una forma rinnovati, basati sull’iconico design della serie Galaxy Watch. Lo smartwatch è disponibile in tre colori – Black, Pink Gold and Silver – con nuovi cinturini3 caratterizzati da cuciture blu e arancioni, che esaltano il design e l’eleganza del dispositivo che si adatta a qualsiasi look. Inoltre, Galaxy Watch FE propone una serie di nuove watch face che consentono agli utenti di personalizzare il proprio orologio, mentre è possibile cambiare facilmente il cinturino con un solo clic, in modo da poterlo sempre adattare al proprio stile. Lo schermo di Galaxy Watch FE è costituito da un vetro in cristallo di zaffiro che garantisce una resistenza superiore e protegge gli utenti dai possibili graffi che si possono verificare durante l’uso quotidiano. Dotato dell’avanzato sensore BioActive di Samsung, Galaxy Watch FE offre una vasta quantità di funzioni per il fitness e il benessere, che forniscono consigli personalizzati e attuabili 24 ore su 24. Al fine di favorire un riposo migliore per cominciare bene la giornata, Galaxy Watch FE permette di usufruire di una serie di funzioni avanzate per il sonno, dal monitoraggio dei ritmi al coaching del sonno, fino alla creazione di un ambiente favorevole al riposo. Inoltre, gli utenti possono monitorare la loro salute cardiaca generale con un pacchetto di funzioni di monitoraggio dedicate. Inoltre, gli utenti possono controllare la propria salute cardiaca monitorando la pressione arteriosa e l’ECG. Gli utenti possono tenere traccia di oltre 100 allenamenti diversi e dei loro progressi comodamente dal proprio polso. Per chi si dedica alla corsa, l’analisi avanzata aiuta gli utenti ad analizzare le prestazioni per massimizzare l’efficienza, ed è in grado di fornire indicazioni e consigli per prevenire gli infortuni, in modo da poter continuare a perseguire i propri obiettivi. Per un’esperienza di corsa più efficace, la Zona di frequenza cardiaca personalizzata aiuta gli utenti a stabilire i propri obiettivi in base alle proprie capacità fisiche. Galaxy Watch FE supporta gli utenti a raggiungere i propri obiettivi di salute e a rimanere motivati. Composizione corporea fornisce dati completi sul corpo e sulla forma fisica e indicatori che consentono di monitorare i progressi. Inoltre, gli utenti hanno la possibilità di ricevere messaggi motivazionali nell’arco del loro percorso di benessere per continuare a migliorarsi. Come ogni serie di Galaxy Watch, Galaxy Watch FE offre esperienze di connessione continua tra i dispositivi Samsung Galaxy. Gli utenti possono localizzare rapidamente e facilmente il proprio telefono quando è scollegato dall’orologio con “Trova il mio telefono”. Con Controller fotocamera è possibile controllare a distanza la fotocamera dello smartphone Samsung collegato per cambiare modalità, angolazione o zoom direttamente dal polso. Galaxy Watch FE supporta Samsung Wallet, il che significa che gli utenti possono pagare i propri acquisti e accedere a carte d’identità, alla patente di guida o al tesserino universitario sul proprio smartwatch, per un vero e proprio portafoglio digitale omnicomprensivo. Galaxy Watch FE sarà disponibile in Italia quest’estate a un prezzo di 219 euro.

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MultiVersus torna su Pc e console più in forma che mai

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MultiVersus, il platform fighter per Pc e console free to play targato Warner Bros è tornato nella sua forma definitiva, e stavolta sembra essere riapparso sugli store digitali in forma davvero smagliante. Diverso tempo è passato dalla chiusura della versione Beta di Multiversus. La particolarità di questo titolo è che vede scontrarsi eroi di film e cartoni animati in un epico crossover ricco di volti noti, con voci originali e tantissime chicche per gli appassionati. Dal misterioso Batman al pungente Bugs Bunny, dalla glaciale Arya Stark ai folli Rick e Morty, da Marvin il Marziano al chiassoso Taz il roster di Multiversus è già pieno di stelle e potrebbe ampliarsi in modo considerevole in futuro. Nonostante le premesse ottime e un profilo visivo gradevole ed efficace, il titolo di Player First Games non ha potuto fare a meno di registrare un enorme calo di interesse in seguito alle prime settimane di Beta, a causa di problemi tecnici e di meccaniche considerate acerbe e poco profonde. Da qui la discussa ma in fin dei conti corretta decisione di “congelare” la produzione per poter tornare a lavorare dietro le quinte, in modo da creare i presupposti per un suo rilancio in pompa magna. La lunga pausa di Multiversus ha portato a notevoli cambiamenti grafici, sistemici e contenutistici. Adesso il titolo è ritornato, ed ha un gran potenziale. Riuscirà a riaccendere la fiamma dell’entusiasmo nei cuori dei giocatori? Andiamo a scoprire insieme. MultiVersus può essere apprezzato in molti modi e questa volta è disponibile al lancio con varie modalità tutte da giocare sia online che in locale. Le Fenditure sono un’esperienza PvE con boss da sconfiggere, mini-giochi e ricompense uniche, oltre a un modo per imparare meccaniche, provare personaggi e affinare abilità, sia in solitaria che con un amico in modalità cooperativa online.

MultiVersus comprende anche la modalità 2 contro 2 cooperativa a squadre, scontri 1 contro 1, tutti-contro-tutti a 4 giocatori, cooperativa contro IA, lobby online personalizzate, Il Laboratorio (modalità pratica), tutorial e partite in locale fino a 4 giocatori. La sempre mutevole mappa del Laboratorio di Dexter e la mappa della Città di Townsville, compreso il nemico principale delle Superchicche, Mojo Jojo, si affiancano alla Batcaverna (DC), la Casa sull’albero (Adventure Time), il Castello stregato di Scooby (Scooby-Doo), l’Arena celeste (Steven Universe) e ad altri luoghi disponibili per i giocatori. In MultiVersus ogni combattente è dotato di un set approfondito di meccaniche di combattimento, abbinate a miglioramenti visivi e di illuminazione che danno enfasi ai personaggi, avvicinando i giocatori all’azione su schermo. Il gioco utilizza anche un rollback netcode su misura per supportare il gioco online e il matchmaking. Inoltre, MultiVersus include alcuni dei migliori talenti nel prestare le voci al gioco, ad esempio Mark Hamill (dai videogiochi Batman: Arkham, Batman: La serie animata) come Il Joker, Kevin Conroy (dalla serie Batman: Arkham, Batman: La serie animata), Tara Strong (dalla serie Batman: Arkham) come Harley Quinn, George Newbern (dal gioco Injustice 2) come Superman, Maisie Williams (Game of Thrones) come Arya Stark, Matthew Lillard (Scooby-Doo) come Shaggy, Estelle (Steven Universe) come Garnet, e molti altri. Il passaggio all’Unreal Engine 5 ha trasformato l’aspetto visivo di MultiVersus.

Il titolo insomma garantisce una gran varietà del parco lottatori. I vari combattenti non sono però solo diversi esteticamente, gli sviluppatori hanno cercato di dare a ognuno un set di mosse unico e iconico con una diversificazione marcata. In pratica ogni scelta appartiene a una sorta di sottoclasse – tank per i più difensivi, picchiatore per i più offensivi, e altre più peculiari come guaritore o assassino – e segue lo schema classico delle mosse direzionali di Smash, sia per i colpi normali che per quelli speciali. In MultiVersus ogni attacco normale al di fuori delle combo a colpi multipli risulta caricabile come un attacco Smash, e molte delle mosse speciali richiedono delle risorse ricaricabili col tempo o con l’attivazione di qualche abilità. Un esperto di Bugs Bunny dovrà quindi decidere al meglio quando utilizzare i suoi missili Acme, laddove per chiunque usi Batman sarà il caso di tener conto dei batarang lanciati e degli esplosivi utilizzati. Insomma, il titolo è molto più tecnico di quanto si possa immaginare. L’unicità del sistema di combattimento però non dipende solo da queste caratteristiche. In primo luogo, infatti, MultiVersus è completamente bilanciato attorno agli scontri due contro due, con tanto di già nominate classi di supporto pensate prevalentemente per offrire potenziamenti ai compagni o avvantaggiarli in battaglia. Al di fuori di quelli più aggressivi, quasi ogni combattente ha poi a disposizione almeno una abilità di supporto, che gli permette di offrire bonus al partner, di raggiungerlo al volo, o addirittura di recuperarlo mentre sta volando di sotto. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, il nuovo motore grafico offre un sistema di illuminazione avanzato e effetti particellari dettagliati, migliorando notevolmente la resa estetica dei personaggi e degli ambienti. Gli scontri risultano più leggibili e visivamente piacevoli, un aspetto cruciale per il successo nel mondo dello streaming. Oltre ai 23 personaggi iniziali, la versione definitiva di MultiVersus aggiunge tre nuovi eroi: Joker, Jason di Venerdì 13 e la Guardia Banana di Adventure Time sia in versione maschile che femminile. Inoltre come si evince dalle missioni sfida nelle Fenditure, uno dei prossimi personaggi giocabili sarà sicuramente il temibile agente Smith di Matrix. Tirando le somme, la versione definitiva di MultiVersus si propone come l’evoluzione di quanto visto nel 2002. Se il titolo verrà seguito a dovere e offrirà sempre nuovi contenuti siamo certi che entrerà nel cuore dei giocatori di tutto il mondo.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 9,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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