Connect with us

Primo piano

Il giallo della strage di Bologna e quelle “zone d’ombra” di cui parla Mattarella

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

“I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d’ombra da illuminare. L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia”.

Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio per il 38mo anniversario della strage di Bologna.

“Sono trascorsi trentotto anni dalla tremenda Strage di Bologna – scrive il presidente – che straziò 85 vite innocenti, con indicibili sofferenze in tante famiglie, ferendo in profondità la coscienza del nostro popolo.

Il tempo non offusca la memoria di quell’attentato, disumano ed eversivo, che rappresentò il culmine di una strategia terroristica volta a destabilizzare la convivenza civile e, con essa, l’ordinamento democratico fondato sulla Costituzione.

L’orologio della stazione, fissato sulle 10 e 25, è divenuto simbolo di questa memoria viva, di un dovere morale di vigilanza che è parte del nostro essere cittadini, di una incessante ricerca della verità che non si fermerà davanti alle opacità rimaste. Fu un’esplosione devastante, per la città di Bologna e per l’intera Repubblica.

Morirono donne e uomini, bambini e adulti. Bologna e l’Italia seppero reagire, mostrando anzitutto quei principi di solidarietà radicati nella nostra storia. Il popolo italiano seppe unire le forze contro la barbarie. Di fronte alle minacce più gravi, le risorse sane e vitali del Paese sono sempre state capaci di riconoscere il bene comune: questa lezione non va dimenticata. I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato.

Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d’ombra da illuminare. L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia. L’azione generosa che l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage ha svolto negli anni, e continua a svolgere, costituisce una preziosa energia che riesce a propagarsi nella società e nelle istituzioni. Desidero rinnovare il mio sentimento di vicinanza ai familiari delle vittime e rivolgo un ringraziamento ai bolognesi e a tutti coloro che continuano a onorare il ricordo delle vittime con civismo e passione democratica. Proprio il senso di comunità, che i terroristi volevano spezzare, è la garanzia che non prevarrà la cultura di morte”.

“C’è un obbligo morale prima ancora che politico che ci guida: giungere ad una verità certa, libera da zone grigie e sospetti. Questo è l’unico vero modo di onorare le vittime e realizzare le legittime e sacrosante richieste dei loro familiari”. Sono le parole pronunciate da Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, nell’incontro coi familiari delle vittime della Strage di Bologna. “C’è uno Stato che per 38 anni è rimasto in silenzio, negligente e non ha voluto fare luce su verità inconfessabili su cui bisogna accendere un faro”.

“Vogliamo che possiate credere nello Stato non con le parole ma con i fatti concreti. Il tempo delle parole è finito: abbiamo siglato un protocollo triennale tra ministero della Giustizia, dei Beni culturali e Cdm per la digitalizzazione degli atti così che siano accessibili a tutti“. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervenendo a Palazzo d’Accursio alla commemorazione per la strage alla stazione di Bologna del 1980. Parlando davanti ai familiari delle vittime della strage del 2 agosto, il ministro ha sottolineato che questa attività di digitalizzazione della documentazione relativa alle stragi che hanno insanguinato l’Italia negli negli scorsi decenni, verrà portata avanti anche con il coinvolgimento “dei detenuti” in un’ottica di finalità rieducativa della pena. La digitalizzazione, ha concluso, riguarderà la cosiddetta “Rete degli archivi per non dimenticare”

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Politica

Lega, Maroni parla di un nuovo segretario

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

“E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi”. E’ quanto scrive l’ex segretario federale della Lega ed ex governatore della Lombardia Roberto Maroni nella rubrica “Barbari Foglianti” su Il Foglio.

“La vittoria è netta. Svanisce quella che per il centrodestra era l’unica paura e per il centrosinistra l’ultima speranza: non ci saranno incertezze in Parlamento. Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi. Il risultato sotto le aspettative della lista centrista di Renzi e Calenda non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento”. 

“Non credo proprio”: con tre parole il presidente della Lombardia Attilio Fontana risponde ai giornalisti che gli chiedono se la leadership di Matteo Salvini sia a rischio dopo il risultato della Lega alle politiche. Oggi al consiglio federale “faremo una attenta analisi del voto” e “sentiamo tutte le persone che hanno qualcosa da dire”. “Ci troviamo, ragioniamo tutti insieme e faremo le nostre valutazioni” conclude.

Continua a leggere

Economia e Finanza

Caro energia, cresce preoccupazione per tenuta sistema sicurezza idrogeologica

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 3 minuti

image_pdfimage_print

Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI: “Al governo che verrà chiediamo di guardare ad un nuovo modello di sviluppo per l’Italia e non alla prossima scadenza elettorale”

“Al Governo, che verrà, chiediamo di avere una visione, che vada oltre la prossima scadenza elettorale, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro”: a ribadirlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del suo Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto al Congresso Nazionale della FILBI (Federazione Italiana Lavoratori Bonifica e Irrigazione) – UIL.

“Mentre è ormai evidente come l’alluvione di Senigallia sia conseguenza di un purtroppo generalizzato mix di lentezze burocratiche e disattenzioni della politica – interviene Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è bene ricordare che circa il 30% della Penisola, soggiacente al livello del mare, esiste solo perché c’è un sistema idraulico ed un esercito di oltre 800 idrovore, che provvede ad allontanare le acque di pioggia, evitando che ristagnino sul territorio,  riportandolo allo stato acquitrinoso; tale rete è però oggi messa in seria difficoltà dall’aumento dei costi energetici che, in assenza di specifici provvedimenti, rischia di minare l’operatività degli impianti, aumentando il rischio idrogeologico, già accentuato dalla crisi climatica.,”

Dopo quelli di Emilia Romagna e Campania, il più recente allarme arriva dal Lazio.

“E’ una situazione d’emergenza di guerra – afferma Sonia Ricci, Presidente di ANBI Lazio – Il nostro settore, assieme all’agroalimentare, sta pagando un prezzo altissimo per le conseguenze dell’elevato costo dell’energia. Al proposito, siamo in contatto con la Regione Lazio, che sta dimostrando sensibilità ed auspichiamo possa concorrere a dare una risposta.”

“Senza adeguati interventi a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, tali aumenti mettono a rischio la tenuta stessa delle strutture – aggiunge il Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna – Le risposte per quanto sta accadendo servono subito. Gli importi relativi al costo dell’energia sono più che triplicati!”

La causa è anche l’eccezionale andamento climatico, caratterizzato da siccità ed alte temperature, che stanno comportando un +30% tra oneri gestionali e consumi energetici, quantificabili nel Lazio in oltre 51 milioni di kilowattora, per una spesa che supera i 20 milioni  con un incremento di oltre  9 milioni di euro fino alla fine dell’anno. 

“Se da un lato – prosegue Garganooccorrono interventi immediati per evitare che i Consorzi di bonifica, obbligati per legge al pareggio di bilancio, riversino gli aumenti sulle già risicate economie di famiglie ed aziende agricole, dall’altro torniamo a chiedere l’autorizzazione al cosiddetto scambio sul posto, cioè la possibilità di utilizzare completamente l’energia rinnovabile, autoprodotta dai nostri enti consortili per l’esercizio degli impianti, senza doverla cedere ad un gestore elettrico e poi riacquistarla a prezzo maggiorato: è una posizione dominante, non più tollerabile” conclude il DG di ANBI.

Ora l’attenzione si deve rivolgere comunque anche a ciò, che si potrà fare a livello sistemico per migliorare, in modo resiliente, un contesto sottoposto periodicamente a stress idrici, ormai troppo frequenti da sostenere senza nuovi ed ulteriori investimenti mirati.

E’ del 2017 il Piano Nazionale Invasi (2.000 bacini da realizzare in 20 anni) proposto da ANBI e dall’allora Struttura di Missione #italiasicura, cui seguono nel 2020 il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica (858 interventi) e  il recente Piano Laghetti avanzato da ANBI e Coldiretti (10.000 serbatoi medio-piccoli e multifunzionali da realizzare entro il 2030).

“Se si considera che di tali progetti, perlopiù già cantierabili e con significative ricadute anche occupazionali, solo pochi o nulla sono stati finanziati e che il periodo per la realizzazione di un’importante opera pubblica  in Italia è mediamente di 11 anni – chiosa Francesco Vincenzi – si capisce perché siamo molto preoccupati per le conseguenze, che ne potranno derivare, di fronte ad una stagione climaticamente incerta, in un Paese, dove si cementificano 19 ettari al giorno ed il 94% dei Comuni è ormai toccato dal rischio idrogeologico.”



Continua a leggere

Economia e Finanza

Gas, danni “senza precedenti” al Nord stream

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti Nord Stream siano stati danneggiati da attacchi

Fughe di gas stanno interessando i gasdotti Nordstream 1 e 2: lo fa sapere il governo danese annunciando di aver elevato il suo livello di allerta sulle infrastrutture energetiche.

Il gasdotto Nord stream ha registrato danni “senza precedenti” a tre linee del gasdotto ed “è impossibile in questo momento stimare la tempistica per la ripresa delle operazioni di ripristino” dell’infrastruttura. E’ quanto comunica in una nota il Nord Stream, secondo quanto riferisce Bloomberg.

Ieri il Nord Stream aveva riferito di un calo di pressione su due sue linee, con le autorità svedesi e danesi che avevano identificato perdite di gas nel Mar Baltico, in prossimità della rotta del Nord Stream.

Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti Nord Stream siano stati danneggiati da attacchi. Lo scrive il quotidiano Tagesspiegel , citando le proprie fonti e aggiungendo che “si è verificato un calo di pressione nei due gasdotti a breve distanza l’uno dall’altro”. Secondo il quotidiano, Berlino non considera la contemporanea interruzione dei gasdotti una “coincidenza”.

Accelera il prezzo del gas ad Amsterdam dopo che il Nord Stream ha dichiarato fuori uso per danni “senza precedenti” tre sue linee. I future Ttf avanzano del 5,8% a 184 euro al megawattora.

Perdite di gas nel Mar Baltico

Sono state identificate due perdite sul gasdotto Nord Stream 1 Russia-Europa nel Mar Baltico, poche ore dopo un incidente simile sul suo gasdotto gemello, il Nord Stream 2, hanno affermato le autorità scandinave. “Le autorità sono state ora informate che ci sono state altre due perdite sul Nord Stream 1, che, come il 2, non è in funzione ma contiene gas”, ha detto in una nota il ministro danese del clima e dell’energia Dan Jorgensen all’AFP, aggiungendo di aver chiesto “livelli più elevati di vigilanza nel settore elettrico e del gas” nel Paese. Una delle perdite sul gasdotto Nord Stream 1 si è verificata nella zona economica danese e l’altra nella zona economica svedese. Come la fuga di notizie su Nord Stream 2 del giorno prima, gli incidenti sono “soggetti a misure di sicurezza”, con limiti alla navigazione e al sorvolo nell’area. Le perdite del Nord Stream 1 sono state individuate ieri sera, un’ora dopo che è stato segnalato un calo di pressione nel Nord Stream 2, secondo l’Amministrazione marittima svedese (SMA). “Intorno alle 20:00 abbiamo ricevuto un rapporto da una nave di passaggio che diceva di aver visto qualcosa sul loro radar un po’ più a nord dell’isola di Bornholm”, ha detto all’AFP Fredrik Stromback, portavoce della SMA. A seguito delle perdite, sono stati emessi avvisi di navigazione entro una distanza di cinque miglia nautiche e un’altezza di volo di 1.000 metri dal tracciato dei gasdotti. “Gli incidenti sui due gasdotti non hanno alcun impatto sulla fornitura alla Danimarca”, ha affermato Jorgensen.

Continua a leggere

I più letti