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iPhone XS, XS Max e XR, Apple svela gli smartphone del futuro

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Apple ha annunciato iPhone XS e iPhone XS Max, gli iPhone più evoluti di sempre, e ha aperto una nuova era nel futuro degli smartphone. iPhone XS 5.8″ e iPhone XS Max 6,5″ hanno spettacolari display Super Retina, un sistema a doppia fotocamera migliorato e più veloce che offre funzioni rivoluzionarie per foto e video, il primo chip a 7 nanometri in uno smartphone, ovvero il chip A12 Bionic con Neural Engine di ultima generazione, funzione Face ID più veloce, suono stereo più ampio, un nuovo e fantastico color oro, e per la prima volta la dual SIM su iPhone. iPhone XS e iPhone XS Max potranno essere pre-ordinati a partire da venerdì 14 settembre e saranno disponibili nei negozi a partire da venerdì 21 settembre. “iPhone XS racchiude tecnologie di ultima generazione e rappresenta un enorme passo avanti per il futuro degli smartphone. Ogni cosa è all’avanguardia, come il nuovissimo chip A12 Bionic a 7 nanometri con Neural Engine a otto core, una funzione Face ID più veloce e un evoluto sistema a doppia fotocamera che scatta foto in modalità Ritratto con Smart HDR e profondità di campo dinamica”, ha dichiarato Philip Schiller, Senior Vice President of Worldwide Marketing Apple. “iPhone XS non è uno, ma due nuovi modelli di iPhone insieme, e iPhone Xs Max ha il display più grande mai visto su un iPhone con la batteria più grande mai creata per un iPhone, che offre fino a un’ora e mezza di autonomia in più”.

Due design all-screen

iPhone XS e iPhone XS Max offrono il design all-screen di iPhone X e display ancora più nitidi con una densità di pixel mai vista su un dispositivo Apple. Ora disponibili nei formati da 5,8″ e 6,5″, questi display Super Retina con design OLED custom-made supportano Dolby Vision e HDR10 e hanno una gestione del colore a livello del sistema iOS per una fedeltà mai vista nel settore. iPhone XS e iPhone XS Max offrono un contrasto di 1 milione a 1 con una luminosità eccezionale e neri assoluti, e una gamma dinamica più ampia del 60%. iPhone XS Max regala un’esperienza ancora più coinvolgente con oltre 3 milioni di pixel per video, film e giochi, oltre al display più grande mai visto su un iPhone in un formato simile ad iPhone 8 Plus. Oltre ai colori argento e grigio siderale, ora il robusto profilo in acciaio inossidabile è disponibile anche in color oro. La riproduzione stereo più ampia crea un suono più avvolgente. Sia lo schermo sia il retro sono realizzati con il vetro più resistente mai visto su uno smartphone, con una resistenza ai graffi migliorata e una ricarica wireless più veloce. iPhone XS e iPhone XS Max raggiungono un nuovo livello di resistenza agli schizzi e all’acqua, con un rating di grado IP68 fino a 2 metri per 30 minuti, e offrono una protezione da gocce di caffè, tè e altre bibite.

A12 Bionic e Neural Engine di ultima generazione

Il chip A12 Bionic di Apple è il chip più smart e potente mai visto su uno smartphone, è il primo a 7 nanometri e offre performance leader nel settore in un design ancora più efficiente dal punto di vista energetico. A12 Bionic ha un’architettura Fusion a sei core con due core ad alte prestazioni fino al 15% più scattanti, quattro core ad alta efficienza fino al 50% più efficienti, una GPU a quattro core fino al 50% più veloce, un potente processore ISP (Image Signal Processor) progettato da Apple, un encoder video e tanto altro. Uno storage controller veloce può fornire una capacità di archiviazione fino a 512GB su iPhone. Tutto questo apre le porte a nuove esperienze per i giochi, la fotografia, il montaggio video e le app di grafica. Nonostante l’incredibile potenza, iPhone XS offre 30 minuti di autonomia in più rispetto ad iPhone X, e iPhone XS Max offre un’ora e mezza di autonomia in più rispetto ad iPhone X, tra una ricarica e l’altra. Il Neural Engine di ultima generazione è stato progettato per l’uso di sofisticate tecnologie di apprendimento automatico in ogni campo, dalla fotografia alla realtà aumentata. Un nuovo design a otto core permette di completare fino a 5000 miliardi di operazioni al secondo rispetto ai 600 miliardi del chip A11 Bionic, ampliando il ventaglio di possibilità, tra cui plane detection più veloce per ARKit e nuove funzioni che usano l’apprendimento automatico in tempo reale. Per la prima volta il Neural Engine è aperto al framework Core ML, il che permette agli sviluppatori di creare app che utilizzano questo motore di apprendimento automatico ad alta efficienza. Core ML sul Neural Engine del chip A12 Bionic è fino a nove volte più veloce che sul chip A11 Bionic, con un consumo energetico pari a un decimo.

Rivoluzionario sistema a doppia fotocamera da 12MP

iPhone Xs continua a introdurre innovazioni nel campo della fotografia, cose impossibili prima di iPhone. Funzioni come un’evoluta segmentazione della profondità usando il Neural Engine, Smart HDR per la creazione di foto con un’ampia gamma dinamica e incredibili dettagli, un sofisticato effetto bokeh per le foto in modalità Ritratto e una profondità di campo dinamica che può essere regolata dall’utente nell’app Foto: sono enormi miglioramenti di tecniche fotografiche all’avanguardia che tutti possono usare. Il sistema a doppia fotocamera da 12MP ha una doppia stabilizzazione ottica dell’immagine con zoom ottico 2x e un nuovo sensore due volte più veloce. Smart HDR crea foto con più punti di luce e ombre più dettagliate. I pixel più grandi e profondi migliorano la fedeltà dell’immagine e le performance in condizioni di scarsa illuminazione. L’evoluta segmentazione della profondità in modalità Ritratto permette di scattare fotoritratti più sofisticati con un effetto bokeh di qualità professionale. Con il nuovo Controllo profondità gli utenti possono regolare in modo dinamico la profondità di campo nell’app Foto sia nell’anteprima in tempo reale sia dopo l’acquisizione per creare ritratti con una splendida sfocatura sullo sfondo. La modalità Ritratto con Controllo profondità è disponibile anche per la fotocamera TrueDepth per i selfie, che include il supporto per le Memoji e un rilevamento del volto più veloce per le app ARKit di altri sviluppatori. iPhone XS e iPhone XS Max offrono un’acquisizione video di qualità mai vista su uno smartphone. I pixel più grandi e il sensore più grande e più veloce permettono di ottenere una stabilizzazione video e prestazioni migliorate in condizioni di scarsa illuminazione, nonché una gamma dinamica estesa per ombre e punti di luce più dettagliati nelle modalità video fino a 30 frame al secondo. Usando i quattro microfoni integrati, gli utenti possono anche registrare suoni stereo per creare video di altissima qualità.

Tecnologie evolute

Face ID, il sistema di autenticazione facciale più sicuro mai creato su uno smartphone, è diventato ancora più veloce. Il sistema fotografico TrueDepth usa una tecnologia di rilevamento della profondità ad alta precisione che va ben oltre le capacità e la sicurezza degli scanner facciali bidimensionali e permette agli utenti di sbloccare il proprio iPhone, usare Apple Pay, accedere ad app sicure e molte altre funzioni con un semplice sguardo. iPhone XS e iPhone XS Max introducono la tecnologia LTE di classe Gigabit per velocità di download ancora più elevate e la dual SIM attraverso l’uso di una nano-SIM e una eSIM digitale.

Con iOS 12

iPhone XS e iPhone XS Max includono iOS 12, il sistema operativo mobile più evoluto al mondo. iOS 12 introduce nuove esperienze di AR, aiuta gli utenti a riscoprire e condividere le foto, e rende le comunicazioni più espressive e divertenti con nuove Animoji e Memoji. “Tempo di utilizzo” è una funzione che aiuta gli utenti a capire e controllare quanto tempo trascorrono usando i propri dispositivi iOS, i comandi rapidi di Siri permettono a qualsiasi app di funzionare con Siri e nuove funzioni per la privacy contribuiscono a proteggere gli utenti dal tracciamento sul web.

Prezzi e disponibilità

iPhone XS e iPhone XS Max saranno disponibili in modelli da 64GB, 256GB e 512GB nei colori grigio siderale, argento e nel nuovo color oro a partire da €1.189 (IVA inclusa) e €1.289 (IVA inclusa), rispettivamente, su apple.com, nell’app Apple Store e negli Apple Store, nonché tramite i Rivenditori Autorizzati Apple e alcuni operatori (i prezzi possono variare). I clienti potranno pre-ordinare iPhone XS e iPhone XS Max a partire da venerdì 14 settembre, con disponibilità a partire da venerdì 21 settembre, in oltre 30 Paesi e territori, tra cui Arabia Saudita, Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Guernsey, Hong Kong, Irlanda, Isola di Man, Isole Vergini americane, Italia, Jersey, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Porto Rico, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Taiwan. iPhone Xs e iPhone Xs Max saranno disponibili in oltre 25 Paesi e territori, tra cui Andorra, Armenia, Bahrein, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Georgia, Grecia, Groenlandia, India, Islanda, Kazakistan, Kuwait, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Malta, Monaco, Oman, Polonia, Qatar, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica e Ungheria a partire da venerdì 28 settembre. Gli accessori Apple, tra cui le custodie in pelle e in silicone nei vari colori, saranno disponibili a partire da €45, mentre la custodia Folio in pelle per iPhone Xs e iPhone Xs Max sarà disponibile al prezzo di €119. Con Apple GiveBack, i clienti possono permutare il proprio dispositivo: se è idoneo, riceveranno in cambio una carta regalo Apple Store. Se il dispositivo non dà diritto a un credito, Apple lo riciclerà gratuitamente. A ogni cliente che acquista iPhone XS o iPhone XS Max da Apple verrà offerto il Setup personale gratuito negli Apple Store oppure online, così potrà personalizzare facilmente il proprio iPhone, configurare l’email, scoprire nuove app dell’App Store e tanto altro.

iPhone XR

Apple ha inoltre annunciato iPhone XR, che integra le rivoluzionarie tecnologie di iPhone XS in un design all-screen in vetro e alluminio, disponibile in sei bellissimi colori, e vanta il più evoluto LCD mai visto su uno smartphone con display Liquid Retina da 6,1″. iPhone XR ha il potente chip A12 Bionic con Neural Engine di nuova generazione, doppia fotocamera TrueDepth, Face ID e un evoluto sistema di fotocamere che crea ritratti straordinari usando un unico obiettivo. iPhone XR potrà essere preordinato a partire da venerdì 19 ottobre e sarà disponibile nei negozi da venerdì 26 ottobre. “iPhone XR ci permette di andare incontro al gusto di ancora più utenti offrendo le più recenti innovazioni di iPhone. Integra tecnologie all’avanguardia, tra cui il display Liquid Retina da 6,1″ che si estende da un angolo all’altro del telefono, la più recente fotocamera TrueDepth con autenticazione con Face ID ancora più veloce, il nuovo chip A12 Bionic a 7 nanometri con Neural Engine di seconda generazione e una fotocamera da 12 megapixel per le foto in modalità Ritratto con effetti di luce”, ha dichiarato Philip Schiller, Worldwide Marketing Senior Vice President di Apple. “Il nuovo iPhone XR ha uno spettacolare guscio in vetro e alluminio aerospaziale con una resistenza ai liquidi e alla polvere di grado IP67 e una batteria che dura tutto il giorno, ed è disponibile in sei bellissimi colori. Con iPhone XR ancora più persone potranno godere dell’esperienza d’uso della più recente tecnologia di iPhone X, in nuovi strepitosi colori e a un prezzo più conveniente”.

Nuovo design rivoluzionario

Grazie allo spettacolare design all-screen, il display di iPhone XR si estende da un’estremità all’altra del telefono. Il vetro frontale è il più resistente mai visto su uno smartphone ed è elegantemente abbinato a un profilo anodizzato realizzato in robusto alluminio spaziale serie 7000, mentre il vetro posteriore permette la ricarica wireless. iPhone XR è disponibile in sei nuovi colori: bianco, nero, blu, giallo, corallo e (PRODUCT)RED. La verniciatura a sette strati permette di conferire al vetro posteriore sfumature precise, mentre il profilo in alluminio e quello della fotocamera sono dello stesso colore, per aggiungere un tocco di raffinatezza. Il nuovo design è resistente agli schizzi e all’acqua con un rating di grado IP67, ed è impermeabile ai comuni schizzi di caffè, tè e bibite. Parte del ricavato della vendita di iPhone XR PRODUCT(RED) verrà devoluto direttamente al Global Fund per la lotta all’HIV/AIDS per finanziare servizi di consulenza, diagnosi e cura, nonché programmi di prevenzione e particolarmente mirati a debellare la trasmissione del virus da madre a figlio.

Il più evoluto LCD mai visto su uno smartphone

Il bellissimo display Liquid Retina da 6,1” garantisce la maggiore accuratezza dei colori del settore, e supporta un’ampia gamma cromatica e True Tone per colori più naturali. Il vetro lavorato con la massima precisione, l’evoluto mascheramento dei pixel e l’antialiasing dei sub-pixel permettono al display di seguire le curve del dispositivo, mentre il nuovo design del sistema di retroilluminazione consente al display di arrivare fino agli angoli. Phone XR supporta i gesti veloci e fluidi di iPhone, per esempio basta un tap per riattivare il dispositivo e si può scorrere verso l’alto per accedere alla schermata Home o verso il basso per far apparire le notifiche e il Centro di Controllo. La nuova funzione tattile permette di premere sulla schermata Home per attivare all’istante la fotocamera o il flash.

Chip A12 Bionic e Neural Engine di nuova generazione

Progettato da Apple, A12 Bionic è il chip a 7 nanometri più intelligente e potente mai visto su uno smartphone, che offre prestazioni all’avanguardia nel settore in un design ancora più efficiente nei consumi. Il chip A12 Bionic ha un’architettura Fusion a sei core con due core ad alte prestazioni che sono fino al 15% più veloci, quattro core ad alta efficienza che sono fino al 50% più efficienti, una GPU a quattro core che è fino al 50% più scattante, un potente processore ISP (Image Signal Processor) progettato da Apple, encoder video e altro ancora. Grazie a tutto questo, giocare, fare foto, montare video e usare le app pp che fanno un utilizzo intensivo del processore grafico sarà ancora più sensazionale, senza compromessi in termini di batteria: iPhone XR ha fino a un’ora e mezza di autonomia in più rispetto ad iPhone 8 Plus. Il Neural Engine di nuova generazione utilizza un evoluto modello di apprendimento automatico per qualsiasi cosa, dalla fotografia alla realtà aumentata. Grazie al nuovo design a otto core, può completare fino a 50 trilioni di operazioni al secondo rispetto ai 600 miliardi del chip A11 Bionic, velocizzando le operazioni di plane detection per ARKit e rendendo possibili nuove funzioni che utilizzano l’apprendimento automatico in tempo reale. Per la prima volta, il Neural Engine integra il framework Core ML, permettendo agli sviluppatori di creare app che utilizzano questo motore di apprendimento automatico altamente efficiente. Il Core ML sul Neural Engine del chip A12 Bionic è fino a nove volte più veloce che sul chip A11 Bionic, consumando soltanto un decimo di energia.

Face ID, il sistema di autenticazione facciale più sicuro mai visto su uno smartphone

Face ID su iPhone XR è più veloce, grazie alle ottimizzazioni software e al secure enclave più scattante. Il sistema TrueDepth utilizza una tecnologia che rileva con precisione la profondità offrendo funzionalità e sicurezza di gran lunga superiori agli scanner facciali bidimensionali per sbloccare iPhone, usare Apple Pay, accedere in modo sicuro alle app e a molte altre funzioni semplicemente con uno sguardo.

Evoluta fotocamera grandangolare a lente singola

iPhone XR ha una fotocamera da 12 megapixel con lente grandangolare, apertura f/1.8 e un nuovissimo sensore che garantisce una messa a fuoco più veloce, mentre i pixel più larghi e profondi migliorano la fedeltà dell’immagine e la resa con poca luce nelle foto e nei video. I miglioramenti al processore ISP, al Neural Engine e agli algoritmi software permettono di realizzare ritratti con uno splendido effetto bokeh. La tecnologia Smart HDR definisce ulteriormente gli effetti di luce e ombra nelle foto. Grazie al nuovo Controllo profondità, gli utenti possono regolare la profondità di campo durante e dopo lo scatto per creare ritratti mozzafiato con un bellissimo effetto bokeh. I selfie saranno ancora più belli grazie alla modalità Ritratto migliorata per la fotocamera frontale TrueDepth e alla modalità Illuminazione ritratto che permette di giocare con la luce come in un vero studio fotografico.

Tecnologie wireless

iPhone XR usa la tecnologia LTE Advanced che garantisce elevate velocità di download, e introduce la Dual SIM mediante l’uso di una nano SIM e una e SIM digitale.

Prezzi e disponibilità

iPhone XR sarà disponibile nei modelli da 64GB, 128GB e 256GB nei colori bianco, nero, blu, giallo, corallo e PRODUCT(RED) a partire da €889 (iva inclusa) su apple.com e negli Apple Store. Sarà inoltre disponibile presso i Rivenditori Autorizzati Apple e alcuni operatori (i prezzi possono variare) selezionati. I clienti potranno preordinare iPhone XR a partire da venerdì 19 ottobre con disponibilità da venerdì 26 ottobre in più di 50 Paesi e territori, tra cui: Andorra, Arabia Saudita, Australia, Austria, Bahrain, Belgio, Bulgaria, Canada, Cina, Cipro, Croazia, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Groenlandia, Guernsey, Hong Kong, India, Irlanda, Islanda, Isola di Man, Isole Vergini americane, Italia, Jersey, Kuwait, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Monaco, Norvegia, Nuova Zelanda, Oman, Paesi Bassi, Polonia, Porto Rico, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia,Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Taiwan, Ungheria. Gli accessori per iPhone XR progettati da Apple saranno disponibili a partire da €45. Con Apple GiveBack, i clienti possono permutare un dispositivo idoneo ai fini del programma in cambio di una carta regalo Apple Store. Se il loro dispositivo non dà diritto a un credito, Apple lo riciclerà gratuitamente. I clienti che acquistano iPhone XR da Apple potranno usufruire del servizio di Setup personale presso lo Store o online, che permetterà loro di ricevere aiuto per impostare l’email sul dispositivo, scoprire nuove app dell’App Store e altro ancora.

F.P.L.

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Fallout 76, la grande scommessa di Bethesda

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Recensire un videogame sviluppato da Bethesda Softworks non è mai cosa semplice. Se poi questo titolo fa parte della saga di Fallout l’impresa diventa ancora più ardua. Ma se il gioco in questione è un prodotto che non è stato apprezzato da gran parte della critica, l’operazione diventa adir poco titanica. Abbiamo deciso di recensire Fallout 76 dopo averlo esaminato con molta attenzione, dopo aver testato pro e contro, dopo aver cercato di capire come sarebbe dovuto essere interpretato dal grande pubblico e, a distanza di quasi un mese dal lancio possiamo finalmente esprimere il nostro giudizio. Questa premessa era doverosa in quanto ciò che stiamo per raccontare è il nostro modesto punto di vista riguardo a una produzione che ha un grandissimo potenziale, ma che non è stata capita dall’utenza. Bethesda era stata chiara fin dall’inizio, Fallout 76 non è ne sarà mai Fallout 5, il motore grafico sarà lo stesso di Fallout 4, ma soprattutto questo nuovo capitolo della serie è un gioco sostanzialmente differente da quanto visto finora. Ovviamente sembra che in molti non abbiano letto o ascoltato quello che la software house aveva ripetuto nel periodo pre lancio e quindi, a nostro avviso il titolo è stato interpretato male dagli appassionati. Capiamoci bene, non stiamo assolutamente dicendo che Fallout 76 sia un gioco perfetto e privo di difetti, ma sosteniamo che non si possa dare un giudizio estremamente negativo a un prodotto che ha un numero enorme di luoghi da visitare e di cose da fare, offre la possibilità di passare centinaia di ore di gioco in compagnia degli amici, ma che soprattutto ha il coraggio di rompere uno schema che da diversi anni distingue la serie e che a lungo andare sarebbe potuto diventare monotono e ripetitivo. Ma veniamo all’analisi del gioco: Fallout 76 utilizza la sua infrastruttura da MMO e la mette completamente al servizio di una storia che in pochi riusciranno a seguire, vista la grandissima molte di cose da fare, ma che presenta alcuni spunti così interessanti da poter essere a volte paragonati a quelli del quarto capitolo. Nel gioco si vestiranno i panni di uno dei sopravvissuti del vault 76 che, a venticinque anni dall’olocausto nucleare, è chiamato ad uscire in superficie per iniziare a far tornare in vita la civiltà e tornare, quanto più possibile, alla normalità del passato prebellico. Ci si trova quindi di fronte ad un prequel dell’universo di Fallout: si tratta infatti di un titolo ambientato svariate decine di anni prima degli altri episodi della serie. Nessun Vault è ancora stato aperto sul territorio americano e quindi ci si trova ad essere i pionieri di quello che è a tutti gli effetti un nuovo mondo.

Dopo un editor praticamente identico a quello del quarto capitolo, e un breve tutorial di base in giro per il vault quasi completamente deserto, ciò che aspetta i giocatori all’esterno del rifugio nucleare è un mondo devastato, ben lontano dalla bellezza che precedeva il conflitto eabitato da aberrazioni, mutanti e creature infette, irradiate e profondamente ostili. Il compito del protagonista è quindi seguire le tracce del sovraintendente e del suo viaggio per tutto il territorio dell’Appalachia, allaricerca della verità su cosa abbia sterminato ciò che restava della vita umana in superficie. La campagna di Fallout 76 si snoda quindi tramite una serie dimissioni principali che si suddividono a loro volta in un numero enorme disotto quest, ognuna delle quali richiederà di compiere una specifica azione richiesta dal sovraintendente o da uno dei robot e terminali che si possono incontrare sul proprio cammino. E qui veniamo incontro a uno dei difetti maggiori di questo gioco, infatti, in Fallout 76 non sono presenti personaggi con cui dialogare e da cui ottenere missioni. Quest’aspetto può essere giustificato dal fatto che essendo il primo vault ad essere aperto non c’èaltra traccia della razza umana, ma comunque trattandosi di un videogame edessendo abituati a quanto visto in passato, la totale assenza degli NPC potrebbe far storcere il naso a molti. Proprio per tale motivo e per la qualità della caratterizzazione dei robot, i quali nel tempo hanno ovviato allamancanza della specie dominante replicandone comportamenti e coscienze, la prosecuzione nella campagna non nasconde un sottotesto narrativo piuttosto interessante, arrivando a sfociare nella riscoperta di quella tecnologiaatomica che è stata proprio la causa della quasi totale estinzione della razza umana. E’ innegabile un certo livello di ripetitività della gestione degliobiettivi, scritti in maniera tale da permettere al giocatore di visitare buona parte della mappa dell’Appalachia, un territorio enorme e caratterizza totalmente bene da poter essere considerato il migliore fra quelli già vistinella serie di Bethesda. Se è vero che Fallout 76 è un titolo divertente eappassionante quando viene giocato in compagnia, è altrettanto vero chel’infinita quantità di “olonastri” da ascoltare e documenti da leggere rende difficoltoso gestire la comunicazione con il proprio gruppo, portando spesso il giocatore singolo a isolarsi per poter restare in ascolto o leggere. Sottoquesto punto di vista, Bethesda non è riuscita a trovare un compromesso tale darendere l’esperienza sufficientemente fruibile sotto ogni aspetto, con la conseguenza che, si potrebbe avvertire una certa stanchezza se si sceglie diavventurarsi in Appalachia da soli, e una mancanza di approfondimento dell’universo quando si affronta il titolo in gruppo. Detto questo però èassolutamente innegabile che la trama di Fallout 76 è ben scritta e rappresenta un buon passo avanti rispetto al poco mordente di quella vista nel quarto capitolo, regalando un certo quantitativo di brividi e sorprese col passare delle ore e soprattutto per tutta l’ultima fase. Se si deciderà di approfondire il mondo di gioco, le sue premesse e ciò che porterà con il tempo all’universodi Fallout che tutti gli appassionati conoscono, il gioco riuscirà ad appassionare ed emozionare come pochi altri. Anche le missioni secondarie, divise tra semplici compiti di poco conto e vere e proprie digressioni e approfondimenti del mondo post bellico in cui ci si trova, nascondono non pochi momenti in grado di far riflettere e approfondire tutti quegli elementi chehanno spinto l’uomo a combattere contro se stesso, fino alla propria autoeliminazione. Fallout 76, proprio per la sua natura di prequel, riesce adare voce a tutta quella voglia di conoscere le origini di un universo ancorapoco esplorato, mettendo i giocatori nei panni di quegli individui che diverranno i progenitori delle personalità che sono destinati a esistere neiprecedenti titoli della serie. Al netto quindi di una problematica insita nellastruttura di gioco, la campagna e la narrazione di Fallout 76 rappresentano senzaombra di dubbio l’elemento migliore della produzione Bethesda.

Per quanto concerne il gameplay, diversamente da quantoavviene per la storia, il titolo non è assolutamente esente da problematiche.Senza dover necessariamente rimarcare ciò che abbiamo già detto, il titolo mette il giocatore nei panni di un sopravvissuto, tornato in superficie dopoventincinque anni di reclusione in un paradiso sotterraneo nel quale la vita,con tutti i limiti del caso, scorreva facile e senza troppi impedimenti. Il mondo reale invece è brutto, sporco, cattivo e tutt’altro che amichevole. Uccidere bestie mutanti, ghoul, animali radioattivi e ogni tipologia dimostruosità nata a seguito dell’olocausto nucleare, si fonda come la base perpoter sopravvivere. Per farlo ci saranno a disposizione un arsenale di armisostanzialmente infinito, che va dalle pistole costruite con materiali discarto ai fucili a pompa, quelli di assalto, le armi contundenti, armi da fuocoautomatiche, esplosive, granate e mine e persino armi basate sull’utilizzo dilaser. Insomma, per quanto riguarda gli strumenti con cui difendersi eattaccare ce n’è davvero per tutti i gusti. Diverso il discorso per quanto riguarda il feeling che queste armi regalano, la mira fa i capricci, la lentezza neimovimenti non aiuta e la quasi totale inutilità del famoso sistema S.P.A.V.(invero scelta obbligata data la sua natura totalmente online), delineano uncomparto sparatutto che non riesce neanche lontanamente a consegnare nelle manidel giocatore una risposta ai comandi fluida e divertente. Come se non bastasse, l’usura delle armi, a volte esageratamente rapida, provoca un certosenso di noia in tutti quei giocatori che non hanno intenzione di aumentare adismisura una singola specifica solo per vedere aumentare il proprio pesotrasportabile. Per quanto riguarda le armature, in Fallout 76 la gestione è generalmente simile a quella delle armi, con una miriade di possibilità evarianti, aiutate anche dai pezzi unici che si portano in dote specifici perk, ma che soffrono sempre di un’usura a volte frustrante. Questo aspetto sarebbefacile da sopperire, grazie alla possibilità di utilizzare banchi da lavoro eil proprio accampamento per lavorare su modifiche e riparazione, se non fosseche, andando avanti e sbloccando pezzi pregiati, i materiali da spendere persistemare tali pezzi diventano talmente rari da spingere il giocatore adequipaggiare parti meno performanti, piuttosto che ritrovarsi a vagare perdecine di minuti in cerca di quel componente che si nasconde chissà dove. Proprio il crafting, croce e delizia di Fallout, amplificato enormemente conl’uscita del quarto capitolo e riproposto in maniera molto simile in questo Fallout76, rappresenta uno degli aspetti emblematici della situazione attuale di Bethesda. Da un team dalle potenzialità enormi e dalle risorse pressoché infinite, risulta quantomeno anacronistico ritrovare un sistema così datato epoco congeniale. Anche la gestione delle costruzioni, ripreso anch’esso dalquarto capitolo della saga, non convince totalmente, spingendo difficilmente alla costruzione di una propria base, portando molti giocatori a piazzare queipochi elementi utili alla gestione del proprio inventario e lasciando il resto nella“scatola dei progetti”. Per quanto riguarda il sistema di crescita del personaggio, quello presente in Fallout 76 vive di una duplice natura. Se èvero che l’aumento di livello genera i classici punti abilità da spendere suuna delle famose caratteristiche S.P.E.C.I.A.L. è con le carte, veri e propri perk, che si matura la propria build. All’aumentare di livello il gioco vi regalala possibilità di aprire un pacchetto di quattro carte. All’interno si possono trovare abilità di ogni genere, ognuna legata ad una specifica caratteristica.Ogni carta ha un suo costo in base al proprio livello che va ad intaccare ipunti spesi con l’avanzamento. Ciò significa che se si sarà aumentata la”forza” al livello 5, si avranno cinque punti da spendere con lecarte in quella specifica categoria. È possibile anche fondere le carte doppione così da farle salire di livello, aumentando però di conseguenza il loro costo di schieramento. Tutto questo sistema funziona piuttosto bene, lecarte sono un’infinità e la loro interscambiabilità permette creazioni di build sempre diverse in pochi secondi. Ciò che però dà veramente fastidio è la totalemancanza di possibilità di ridistribuire i propri punti caratteristica spesi. Quindi,una volta che si sarà raggiunto il level cap, raggiunto il livello 50, sicontinuerà ad aumentare il grado e a prendere carte, ma si perderà lapossibilità di aumentare ulteriormente una delle statistiche. Pollice verso anche per quanto riguarda l’aspetto survival di Fallout 76, limitato alla necessita di bere o mangiare, che resta quindi troppo semplice e poco profondo.Per quello che concerne le attività, esse non sono un problema per il titolo, in termini di quantità.

A livello di longevità, la campagna principale si attesta infattisulla trentina di ore di gioco, e le attività secondarie sono talmente tanteche completarle tutte richiederà un lasso di tempo a dir poco enorme. Queste sono suddivise in compiti specifici, sotto quest, missioni varie ed eventi. Completare gli incarichi garantirà un buon numero di punti esperienza e tappi (la valuta di gioco), oltre che tutta una serie di oggetti unici. Lo spostamento sulla mappa è rapido, una volta scoperta una determinata zona, previo pagamento in tappi. Ciò che però denota la mancanza di esperienza delteam in un gioco del genere, è l’impossibilità di condividere le quest. Questo aspetto, anche a distanza di quasi dieci giorni, risulta l’elemento menocomprensibile del titolo di Bethesda, costringendo giocatori nella stessasquadra a proseguire costantemente insieme, pena la necessità di compiereognuno la propria quest attiva. Discorso diverso per quanto riguarda eventipubblici e raid i quali, per la loro natura pubblica, possono essere giocati datutti e trenta i partecipanti della “stanza” di gioco. Proprio i raid,generabili dopo il ritrovamento dei codici di lancio delle armi nucleari e delloro dispiegamento sulla mappa, rappresentano per definizione le attività più impegnative. Sganciare un ordigno atomico su una fenditura, luogo già di per sepiuttosto proibitivo, genererà un evento a tempo durante il quale saràrichiesto di uccidere un obiettivo particolarmente duro da abbattere, mentre cisi occupa anche di tutte le creature di contorno. Queste, ovviamente sono leattività più remunerative e in grado di permettere di ottenere l’equipaggiamento migliore. In attesa dell’inserimento delle fazioni e di nuovi contenuti endgame, Fallout 76 rappresenta comunque già oggi un titolo estremamente divertente in gruppo, che è poi esattamente ciò che vuole essere. In Fallout 76i giocatori che si trovano nella stanza possono decidere anche di combattere fra loro, ma è evidente che Bethesda non ha alcuna intenzione di incentrare il proprio titolo sullo scontro tra giocatori, ma anzi vuole spingerli alla collaborazione, per tenere fede all’obiettivo della spedizione in superficie. Anche la gestione di questa meccanica risulta piuttosto particolare. Sia per quanto riguarda l’impossibilità di attaccare gli altri giocatori, che se nonrispondono al fuoco non ricevono praticamente danno, sia per la totaleinutilità dell’uccisione degli stessi. Anche in questo, Fallout 76 è un titoloatipico. Morire non comporterà altro che la perdita dei propri materiali, senzamalus particolari, rendendo poco interessanti gli scontri fra giocatori. Bethesda ha però già specificato che eventi totalmente dedicati al PVParriveranno nelle prossime settimane, quindi per gli amanti del pvp non restaaltro che aspettare. Ma veniamo alla vera nota dolente della produzione Bethesda, il motore grafico. Così come già Fallout 4 risultava vecchio e scarnotre anni fa, 76 non fa che esasperare questa sensazione, al punto da renderloquasi difficile da accettare nell’ambito dei titoli tripla A. Le texture sono scarne,la qualità delle ombre è a dir poco “antica”, le animazioni piuttosto legnose etutti questi elementi mal si sposano a scelte artistiche molto interessanti.Come se non bastasse, la quantità di glitch e bug che il gioco propone sono adir poco innumerevoli, e anche dopo la corposissima patch rilasciata qualchegiorno dopo il lancio, essi continuano ad affliggere il titolo, sia su Pc chesu Ps4 e Xbox One. Tirando le somme, dopo un mese di gioco, in tutta onestà nonci sentiamo di dire che Fallout 76 è un brutto gioco o un prodotto ingiocabile. Contrariamente alla grandissima moltitudine di haters, youtubers e giocatoridelusi, noi non riteniamo giusto schierarci contro una produzione che ha unpotenziale enorme e che nel tempo può solo che migliorare. Certo, moltissimidei difetti presenti in game potevano essere risolti, magari anche ritardandoil lancio del gioco, ma comunque il titolo nel complesso è comunque un prodottoche riesce a divertire e, se si riesce ad andare oltre i bug e i glitch, a dareanche grandi soddisfazioni. Se siete disposti a sopportare tutto questo, asperare che nei prossimi mesi Bethesda corra ai ripari, ma soprattutto se sietedisposti a passare ore ed ore in Appalachia per ricostruire il genere umano siada soli che in compagnia, allora Fallout 76 è un gioco che non dovete ignorare.Se invece vi aspettate un gioco perfetto, avete poca pazienza e non sopportatela presenza di elementi che possono far storcere il naso allora è meglio navigare verso altri lidi.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7

Sonoro: 8

Gameplay: 7

Longevità: 8

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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Problemi con le lingue? C’è Pocketalk. Sourcenext, il più grande distributore e produttore disoftware, hardware e prodotti IoT in Giappone, annuncia la disponibilità in Italia del dispositivo portatile per la traduzione vocale istantanea che cambia il modo di viaggiare e conversare con persone che parlano lingue diverse. Dotato di Intelligenza Artificiale, connessione WiFi 4.0, touchscreen a colori da 2.4 pollici e in grado di tradurre nel modo più accurato possibile74 lingue diverse, Pocketalk abbatte le barriere linguistiche e consente di intrattenere conversazioni con chiunque in tempo reale. Dispositivo perfetto per chi ama scoprire culture nuove ed entrare in contatto con persone di lingua straniera durante vacanze, viaggi di lavoro o di studio, Pocketalk annulla le frontiere e apre le porte ai cittadini del mondo, eliminando la necessità di ricercare parole e frasi su dizionari o smartphone. Piccolo, compatto (solo100g) e con una batteria fino a 7 ore di utilizzo, Pocketalk permette di parlare normalmente e pronunciare frasi fino a 30 secondi. È un device appositamente pensato per la traduzione bidirezionale ed è dotato di una copertura globale, grazie al quale non sarà più necessario accedere ad app linguistiche che consumano batteria e traffico dati e costringono a dare il proprio smartphone in mano ad estranei. Pocketalk utilizza i migliori motori speech-to-text, di traduzione e di sintesi vocale, ottenendo in questo modo traduzioni accuratissime – il tutto semplicemente premendo un solo pulsante.

Il dispositivo è inoltre dotato di microfoni di alta qualità, tecnologia noise-cancelling e di potenti altoparlanti per un facileutilizzo anche in ambienti rumorosi.

“Abbiamo sviluppato Pocketalk per aiutare le persone a stabilire tra loro una linea di comunicazione istantanea. In Giappone abbiamo ottenuto un grande successo e stiamo riscontrando i primi risultati, anch’essi molto buoni, negli USA e in Canada. Ora sbarchiamo in Europa e in particolare in Italia, la nazione turistica per antonomasia, esiamo molto fiduciosi”, ha dichiarato Noriyuki Matsuda, CEO and Founder Source next. “La nostra mission è sempre stata quella di promuoverela comprensione e il rispetto tra culture diverse. La necessità di connettere i popoli e ridurre i confini è oggi più forte che mai e questo è esattamente il nostro obiettivo”.

In Italia, Pocketalk include una SIM integrata – a coperturadi 109 nazioni e Regioni del mondo – con due anni di traffico dati e WiFi per connessioni a hotspot personale al prezzo suggerito di 299 euro. Il dispositivo è disponibile, a partire da dicembre, nella colorazione white (gold e blackcoming soon) su siti di e-commerce e punti vendita selezionati. A partire da gennaio 2019 sarà inoltre possibile acquistare Pocketalk presso le maggiori insegne di elettronica di consumo.

Francesco Pellegrino Lise

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Scienza e Tecnologia

Spyro Reignited Trilogy, il draghetto torna in HD

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Spyro, il famosissimo draghetto viola presente nelle case di tutto il mondo a fine anni ’90, fa un epico ritorno con l’uscita di Spyro Reignited Trilogy. Il videogioco, regala agli appassionati una collezione di giochi completamente rivista, con nuovi personaggi, animazioni, ambienti, luci e filmati, tutto rigorosamente in HD. Con la sua uscita gli appassionati della serie potranno rivivere i tre capitoli che hanno reso il personaggio una vera e propria icona del gaming, ma anche volare verso nuove vette, scatenare terribili attacchi di fuoco ed esplorare oltre di 100 nuove ambientazioni piene di dettagli in grado di far rivivere Dragon Realms e Avalar come mai prima. La trilogia è disponibile per PlayStation 4, e Xbox One al prezzo di 39.99 euro. Con Spyro Reignited Trilogy, quindi sarà possibile giocare a una versione ampliata di Spyro the Dragon, Spyro 2: Ripto’s Rage! e Spyro: Year of the Dragon, i tre titoli originali, migliorati con un tocco moderno che li rendono più freschi, divertenti, ma soprattutto più adatti ai giocatori di oggi. In aggiunta, il doppiatore e attore Tom Kenny fa il suo ritorno nel franchising come voce di Spyro in tutti e tre i giochi. In questa nuova versione firmata Toys For Bob, i fan storici potranno inoltre godersi le colonne sonore originali, e una nuovissima sinfonia del noto compositore Stewart Copeland. Il gioco offre inoltre una funzionalità audio in-game che consente di passare dalla colonna sonora originale a quella rimasterizzata, per coloro che desiderano un’esperienza di gioco più classica. Basterà selezionare tale feature nel “menu delle opzioni” in qualsiasi momento durante il gioco e dar sfogo al loro mood, sia esso nostalgico o eccitato, e tornare poi nel vivo dell’azione senza perdere i dati di gioco salvati.

Con Spyro Reignited Trilogy ci si trova quindi dinanzi a tre grandi classici, tre diverse avventure, simili ma allo stesso tempo diverse, con ogni capitolo che di fatto è l’upgrade del precedente (proprio come è accaduto con Crash Bandicoot, qui la nostra recensione). Una formula vincente impostasi negli anni ’90 che ci portiamo dietro ancora oggi, soprattutto parlando di saghe che devono mantenere uscite annuali o poco più. Ma veniamo all’analisi dei singoli titoli: in Spyro the Dragon, che nel 1998 ha dato inizio a tutto,il perfido Nasty Norc, un essere malvagio a cui è impedito l’accesso al Regno dei Draghi, è stufo di essere insultato in TV da questa razza leggendaria e con un incantesimo li trasforma tutti in statue. Ma il suo incantesimo non riesce del tutto in quanto il piccolo Spyro viene risparmiato e tocca proprio a lui ritrovare tutti i draghi mutati in pietra e liberarli. Per potere accedere ai vari mondi Spyro deve raccogliere un numero di gemme ben preciso con cui letteralmente pagarsi un viaggio in mongolfiera dato che è ancora troppo piccolo per coprire lunghe distanze volando. E nonostante la situazione di emergenza, il pilota non è interessato a far viaggiare Spyro gratis, che gli affari sono affari. Le gemme colorate sono sparse per i vari livelli, a cui si accede attraverso dei portali e che ci faranno attraversare l’intero Regno dei Draghi, fatto di vaste pianure, picchi altissimi, aree desertiche o innevate. Un look fiabesco e coloratissimo, che grazie al lavoro di restyling operato in questa collection, risplende più che mai. Spyro è animato in maniera eccezionale, è pratico da controllare e certe legnosità dell’originale sono state limate. Resta comunque un quadrupede nano, con una visibilità sicuramente ridotta rispetto a chi sa ergersi su due gambe, ma la telecamera è stata sistemata rispetto al passato e quindi non sono presenti tutti quei problemi che affliggevano il titolo nella sua formula originale. In questo primo capitolo della saga si salta, si sputa fuoco, si plana e in alcuni livelli speciali si può persino volare grazie al potere delle fatine amiche di Spyro. Però non si nuota, anzi si affoga malamente dopo aver toccato l’acqua, quindi è necessario fare molta attenzione a dove si poggiano le zampe. Per poter nuotare liberamente sarà necessario giocare alla seconda avventura del draghetto, Spyro 2: Ripto’s Rage, che vede il protagonista giocarsi le vacanze perché risucchiato nel mondo di Avalar da parte del Professore, che ha bisogno di lui per salvare il suo mondo dall’invasore multidimensionale Ripto. Antagonista sopra le righe che fra le altre cose odia i draghi a morte. Chi quindi meglio di Spyro per sconfiggerlo? Mondo diverso, stessa storia. Ci sono i portali da attivare per poter proseguire e raggiungere il covo di Ripto, stavolta raccogliendo sfere magiche invece che liberare draghi, senza dimenticare le gemme. Queste vanno accumulate per poter pagare Riccone, ossia un grasso e peloso signore che donerà a Spyro abilità particolari come la possibilità di arrampicarsi o di nuotare sott’acqua. A volte questo npc semplicemente si farà pagare per abbassare un ponte o per noleggiare un mezzo di trasporto, per la solita regola presente in molti videogames che vede il vil denaro venir prima della salvezza del mondo. A differenza del primo Spyro, dove i livelli sono completabili al 100% sin da subito, il secondo capitolo introduce il backtracking, costringendo i perfezionisti a tornare nelle zone già visitate una volta ottenute le abilità necessarie per raggiungere il completamento perfetto. Il tutto inizialmente viene presentato in modo un po’ confusionario, ma andando avanti nel gioco ci si fa presto l’abitudine, anche se, a nostro avviso, la semplicità del primo capitolo è la formula migliore e meno stressante per godersi l’avventura. Nella terza avventura presenti in questa prestigiosa raccolta, Spyro e la sua amica libellula Sparx devono esplorare i Regni Dimenticati, dove un tempo pare vivessero i Draghi. Queste terre sono governate da una temibile quanto crudele draghessa, la Maga, che per vendetta per l’esilio manda il suo esercito di mostri a rubare le uova di drago dal mondo di Spyro. Il protagonista viene ovviamente chiamato a esplorare in lungo e in largo questo nuovo mondo per recuperare tutte e 150 le uova rubate e sconfiggere la perfida Maga. Grande aggiunta del terzo capitolo è quella che vede l’eroe non più come unico protagonista. In alcuni livelli speciali, infatti, si controlleranno nuovi personaggi come il canguro Sheila, il pinguino soldato Sergente Byrd, lo yeti Bentley, la scimmia Agente 9 o Hunter, felino cacciatore conosciuto nel secondo episodio. Questi personaggi hanno abilità uniche, dai poderosi salti alla forza bruta, passando per il volo. C’è persino la possibilità di controllare la libellula Sparx, in labirinti in miniatura creati apposta per lei. I livelli pensati per i nuovi personaggi sono interessanti, ma oggi come allora appaiono a volte meno curati rispetto al mondo di gioco, e un po’ più imprecisi. Dopo ore passate a controllare il solo Spyro può disorientare trovarsi davanti qualcosa di completamente diverso, ma resta apprezzabile la varietà che Insomniac cercò di infondere in questa terza parte della saga.

A livello tecnico e grafico, le animazioni di Spyro sono solo uno degli aspetti che Toys for Bob ha curato nella ricostruzione del gioco e forse non è il primo che salta all’occhio quando ci si trova all’interno dei livelli. Tutto è stato rifatto da zero e con una precisione maniacale: è stato rivisto il design di ogni singolo personaggio, nemico e animaletto che popola i mondi di gioco mentre gli scenari sono stati arricchiti da numerosi particolari ma senza diventare irriconoscibili. Quello che segna però realmente l’aspetto del gioco sono le luci e l’acqua, perfettamente gestiti dall’Unreal Engine 4. Per quanto Spyro sia sempre stato un gioco molto colorato, e in questo la Reignited Trilogy non si smentisce, quello che mancava totalmente ai tempi era la profondità data dalle ombre, inesistenti. Ora i giochi di luce sono parte integrante dell’ambiente, ricreando non solo un’atmosfera davvero suggestiva ma interagendo con l’acqua in un modo mai visto in Spyro. Immergendosi in acqua si percepisce la consistenza del fluido e la quantità di luce presente nel livello influisce sulla visibilità. Il lavoro di aggiunta e perfezionamento influenza tanto il lato grafico quanto il comparto audio. Gli effetti sonori già presenti nei vecchi titoli sono leggermente diversi ma tutti ben riconoscibili mentre molti altri sono stati aggiunti: tendendo l’orecchio si può sentire il battito d’ali di Sparx, il ticchettare degli artigli di Spyro sulle superfici dure o il rumore di zoccoli del fauno Elora. Perfetta poi la riproposizione delle musiche originali di Stewart Copeland, curate per l’occasione proprio dal compositore. Noi italiani poi ci troviamo, finalmente, di fronte ad una localizzazione efficace con doppiatori all’altezza del ruolo. Tirando le somme, questa Spyro Reignited Trilogy rappresenta un lavoro di grandissimo pregio da parte di Toys for Bob, sottolineato dal fatto che l’intera opera di rimasterizzazione è stata realizzata partendo da zero, senza avere una base sulla quale appoggiarsi. Sebbene per il primo capitolo rappresenta fra i tre il più debole, non c’è davvero nulla da recriminare agli altri due giochi presenti nella collezione, delle piccole perle riproposte con uno stile grafico e tecnico che si esalta al punto tale da volerne sempre di più. Spyro è un platform che merita di essere riscoperto oggi per chi vent’anni fa non ne ebbe l’opportunità, va fatto conoscere alle nuove generazioni e merita di essere rigiocato da tutti quei giocatori nostalgici che rimpiangono i giochi di quegli anni. A Toys for Bob va un plauso per aver saputo gestire un compito per niente facile: donare alle console di attuale generazione un platform dal sapore old-school capace di inserirsi perfettamente al giorno d’oggi. Il prezzo davvero invitante per tre giochi di questo calibro è poi la ciliegina sulla torta! Lasciarsi sfuggire Spyro Reignited Trilogy sarebbe davvero un grave errore.

 

GIUDIZIO GLOBALE:
Grafica:8,5
Sonoro: 8,5
Longevità: 8
Gameplay: 8,5
VOTO FINALE: 8,5

 

Francesco Pellegrino Lise



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