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Apple Watch Series 4: nuovo look e features per comunicare, salute e fitness

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Apple ha presentato Apple Watch Series 4, un modello rinnovato nell’aspetto e nella funzionalità, che introduce modi efficaci e innovativi per comunicare, restare in forma e gestire la salute. Pur mantenendo il suo iconico design, la quarta generazione di Apple Watch è stata perfezionata sia nell’hardware che nel software, dando vita a un modello unico. L’incredibile display è oltre il 30% più ampio e si adatta perfettamente alla cassa, che nel frattempo è diventata più compatta e sottile. La nuova interfaccia è invece più ricca di informazioni e dettagli. Apple Watch Series 4 con watchOS 5 porta con sé nuove funzioni di comunicazione e strumenti rivoluzionari per la salute, fra cui accelerometro e giroscopio più evoluti che rilevano le cadute e un cardiofrequenzimetro in grado di effettuare un elettrocardiogramma (ECG) grazie alla nuova app ECG, che ha ottenuto la classificazione “De Novo” dalla FDA. A partire da venerdì 14 settembre sarà possibile ordinare Apple Watch Series 4 (GPS) in 26 Paesi e territori, e Apple Watch Series 4 (GPS + Cellular) in 16 Paesi e territori. Entrambi i modelli saranno disponibili presso gli Apple Store a partire da venerdì 21 settembre.

Design 

Apple Watch Series 4 è molto di più di un nuovo modello: è un Apple Watch completamente rinnovato nel design e nella funzionalità. È disponibile in due misure, da 40 mm e da 44 mm. L’altoparlante più potente del 50% è ideale per fare telefonate, interagire con Siri e usare la funzione Walkie-Talkie. Il microfono è stato spostato in una nuova posizione in modo da ridurre l’eco e da ottimizzare la qualità audio. Il dispositivo include il chip S4 di nuova generazione con un processore dual core a 64 bit personalizzato, che è fino a 2 volte più veloce. La batteria però continua a durare tutto il giorno. La parte posteriore di Apple Watch Series 4 è in splendida ceramica nera e cristallo di zaffiro; questi materiali permettono alle onde radio di attraversare più facilmente la parte anteriore e posteriore della cassa, migliorando la connettività cellulare. La Digital Crown ora include il feedback aptico, che offre una reattività migliore e più “fisica” emettendo dei colpetti in successione. L’interfaccia utente è stata ottimizzata in funzione del display più ampio: le icone delle app e i font sono più grandi e facili da leggere, mentre le complicazioni sono diventate più belle da vedere, più precise e più informative. I nuovi quadranti sfruttano appieno i vantaggi dell’ampio display dei modelli Series 4: il quadrante Infograph è completamente configurabile, mentre quello Breathe si anima al ritmo del respiro. Alcuni tipi, fra cui Vapor, Liquid Metal, Fire e Water, si animano creando effetti originali in corrispondenza dei bordi arrotondati della cassa.

Salute

Apple Watch Series 4 permette ai clienti di effettuare un esame elettrocardiografico direttamente dal polso con la nuova app ECG, che usa gli elettrodi integrati nella Digital Crown e il nuovo cardiofrequenzimetro elettrico posizionato nella parte posteriore in cristallo. Gli utenti devono toccare la Digital Crown e dopo 30 secondi ricevono una valutazione del ritmo cardiaco. L’app comunica se il battito è normale o se sono presenti segni di fibrillazione atriale (AFib), una condizione cardiaca che può avere gravi complicanze. Tutte le registrazioni, le relative valutazioni e i sintomi rilevati verranno memorizzati nell’app Salute in formato PDF, e potranno essere condivisi con i medici. Con watchOS 5, l’Apple Watch analizza in background il ritmo cardiaco in modo intermittente e invia una notifica se rileva anomalie che potrebbero indicare una fibrillazione atriale. L’app segnala inoltre se il battito aumenta o scende sotto una soglia specificata. Per identificare le cadute più pericolose, il Rilevamento cadute usa un accelerometro e un giroscopio di ultima generazione, che misurano fino a 32 g, e algoritmi ad hoc. Analizzando la traiettoria del polso e l’accelerazione dell’impatto, Apple Watch invia all’utente una notifica dopo la caduta, che può essere annullata o usata per far partire una chiamata di emergenza. Se Apple Watch rileva che l’utente è immobile da 60 secondi dalla ricezione della notifica, chiama automaticamente i servizi di emergenza e invia ai contatti di emergenza un messaggio con la posizione.

Fitness

Con watchOS 5, Apple Watch diventa un compagno di fitness e allenamento ancora più prezioso. Le sfide Attività permettono di sfidare altri utenti Apple Watch, mentre il riconoscimento automatico dell’allenamento fornisce avvisi su quando iniziare l’allenamento dando crediti retroattivi. Sono disponibili anche due nuovi tipi di allenamento, Yoga e Trekking, che monitorano le calorie bruciate e i minuti di esercizio. Gli amanti della corsa apprezzeranno senz’altro l’autonomia prolungata (ora fino a sei ore) nei loro allenamenti outdoor, così come le avanzate funzioni per le corse indoor e outdoor, come cadenza, avvisi sul passo e il passo parziale, che permette di conoscere l’andamento per il tratto appena percorso.

Restare in contatto

Grazie alla funzione Walkie-Talkie, i clienti possono comunicare con un semplice tap. Questa nuova forma di comunicazione, disponibile in tutto il mondo, usa il Wi-Fi o la rete cellulare. Il quadrante Siri, ancora più predittivo e proattivo, offre scorciatoie e contenuti interattivi delle app non Apple preferite. watchOS 5 permette anche di ascoltare i propri podcast preferiti ovunque usando Apple Podcast su Apple Watch. Usando Siri si possono ascoltare in streaming i podcast nel catalogo. In Apple Watch Series 4 le complicazioni sono migliori e offrono una panoramica dettagliata delle app non Apple come Dexcom, che permette il monitoraggio glicemico continuo, o Streaks, che mostra il livello di completamento degli obiettivi quotidiani.

Gamma Apple Watch

Apple Watch Series 4 (GPS) a partire da €439 (iva incl.) e Apple Watch Series 4 (GPS + Cellular) a partire da €539, entrambi con design rinnovato e nuove funzioni per la salute. La Series 3 sarà disponibile al nuovo prezzo iniziale di €309, diventando ancora più accessibile ai clienti. Oltre ai tre colori argento, oro e grigio siderale anodizzati, Apple Watch Series 4 è disponibile anche in un elegante design in acciaio inossidabile color oro con loop in maglia milanese abbinato, che va ad aggiungersi ai modelli in acciaio inossidabile color argento e nero siderale. In questo lancio autunnale sono stati presentati anche nuovi cinturini, tutti compatibili con qualsiasi Apple Watch di generazione precedente. Apple Watch Nike+ rimane uno dei modelli preferiti dai clienti: i quadranti Nike con nuovo design si abbinano ai nuovi colori dei cinturini, fra cui un cinturino Sport platino/nero e uno Sport Loop bianco ghiaccio con cuciture riflettenti. Per Apple Watch Hermès è ora disponibile un vasto assortimento di cinturini con colori a contrasto e di quadranti esclusivi che cambiano colore minuto dopo minuto.

Prezzi e disponibilità

I clienti potranno ordinare Apple Watch Series 4 (GPS + Cellular) a partire da venerdì 14 settembre; il prodotto sarà disponibile a partire dal 21 settembre in Australia, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Altri Paesi si aggiungeranno nell’arco dell’anno. Per informazioni sugli operatori telefonici, visitare apple.com/watch/cellular. I clienti potranno ordinare Apple Watch Series 4 (GPS) a partire da venerdì 14 settembre; il prodotto sarà disponibile a partire dal 21 settembre in Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Guernsey, Hong Kong, Irlanda, Italia, Giappone, Jersey, Lussemburgo, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Porto Rico, Arabia Saudita, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti e Isole Vergini americane. Apple Watch Nike+ potrà essere ordinato da Apple.com e con l’app Apple Store a partire da venerdì 14 settembre, in alcuni Paesi; può essere ordinato con disponibilità limitata a partire da venerdì 5 ottobre in Australia, Austria, Bahrein, Belgio, Canada, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Guam, Hong Kong, Ungheria, Irlanda, Italia, Giappone, Kuwait, Lussemburgo, Macao, Monaco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Porto Rico, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Singapore, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Per maggiori informazioni, visitare apple.com/apple-watch-nike o nike.com/applewatch. Apple Watch Hermès può essere ordinato su Apple.com e con l’app Apple Store a partire da venerdì 14 settembre; il prodotto sarà disponibile da venerdì 21 settembre in Australia, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Per maggiori informazioni, visitare apple.com/apple-watch-hermes o hermes.com/applewatchhermes. Apple Watch Series 4 (GPS) sarà disponibile a partire da venerdì 28 settembre in Bahrein, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Guam, Ungheria, Islanda, Kazakistan, Kuwait, Macao, Monaco, Oman, Polonia, Qatar, Romania, Russia, Slovacchia e Sudafrica. I nuovi cinturini per Apple Watch potranno essere ordinati da Apple.com e con l’app Apple Store a partire da venerdì 14 settembre, e saranno disponibili a partire da venerdì 21 settembre presso gli Apple Store, alcuni Rivenditori Autorizzati Apple e operatori telefonici degli Stati Uniti e di oltre 35 Paesi e territori. Con Apple GiveBack i clienti statunitensi possono dare in permuta un dispositivo idoneo in cambio di una Carta regalo Apple Store o di uno sconto su un nuovo acquisto. Se il dispositivo non risulta idoneo alla permuta, Apple provvederà a riciclarlo gratuitamente. I clienti che acquistano Apple Watch da Apple potranno usufruire di una sessione di Setup personale gratuita in-store oppure online, durante la quale è possibile personalizzare il nuovo dispositivo con calendari, notifiche, app o altro.

 

F.P.L.

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Gears 5, l’evoluzione dell’esclusiva Microsoft

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Gears 5 arriva su Xbox One e Pc a distanza di quasi tre anni dal quarto capitolo della serie. Con questo nuovo episodio, gli sviluppatori di The Coalition sembrano ora aver dato libero sfogo a tutta la loro creatività con lo scopo dichiarato di realizzare il Gears più vasto e profondo di sempre. E a nostro avviso ci sono riusciti in pieno. Ma andiamo a scoprire il perché. La trama si collega benissimo con il finale del gioco precedente, infatti, dopo gli eventi narrati in Gears 4, la situazione sul pianeta Sera è sull’orlo del baratro. Lo Sciame, l’esercito generatosi dall’esposizione prolungata di Locuste ed esseri umani agli effetti nocivi dei cristalli di Imulsion, è uscito allo scoperto e si sta preparando per attaccare gli Insediamenti e le città gestite dalla Coalizione dei Governi. Una nuova guerra sembra quindi inevitabile e i COG, nonostante il loro esercito, sanno di non poter resistere a lungo senza armi adeguate. L’unica opzione plausibile, per quanto il Primo Ministro Jinn Desai non sia d’accordo, sembra essere legata al Martello dell’Alba, la “vecchia” tecnologia satellitare sviluppata durante le Guerre Pendulum che permise ai Gears di sopravvivere dopo il Giorno dell’Emersione. Su indicazione di Baird la squadra Delta, composta da Marcus Fenix, suo figlio JD, Kait Diaz, figlia della leader degli Estranei rapita dallo sciame nel precedente capitolo, e Delmont “Del” Walker, torna quindi ad Azura per lanciare in orbita un vecchio prototipo di Martello rimasto miracolosamente intatto. Una volta rientrati a Nuova Ephyra i soldati scoprono però che l’arma non sta rispondendo nel modo corretto, solo per scoprire che le cose stanno per precipitare. Le creature si sono infatti evolute, generando nuovi giganteschi abomini e sviluppando la capacità di prendere il controllo dei Dee-Bee, i robot utilizzati dalle forze governative come strumento di difesa e controllo. Una situazione imprevista alla quale si aggiungono l’esuberanza e gli errori di JD, che aveva già rischiato di compromettere l’incursione su Azura, i conflitti interiori di Kait, tormentata da visioni e incubi, e la scarsa affidabilità del satellite appena messo in orbita. La somma di tutti questi fattori influisce in modo irreversibile sull’esito della missione, finendo per creare una profonda frattura all’interno dei Delta. Kait, spalleggiata dagli inseparabili Del e Jack, viene quindi inviata in missione negli angoli più remoti di Sera con l’obiettivo di convincere altri Estranei ad unirsi alle forze COG per respingere definitivamente lo Sciame. Ed è proprio a partire da qui, il secondo atto per essere precisi, che Gears 5 mette in mostra tutto ciò che c’è di nuovo: l’attenzione infatti si sposta da JD alla giovane Kait e sulla sua missione, che ben presto si trasforma in un’indagine sul suo oscuro passato e sulle vere origini dello Sciame. Un viaggio pericoloso, che attraverserà biomi e ambientazioni molto differenti e dal quale dipenderà non solo il destino della giovane protagonista ma anche quello di tutto il popolo di Sera. Fra intense sparatorie, colpi di scena e una trama sempre coinvolgente, Gears 5 offre un viaggio di una quindicina di ore che possono diventare anche il doppio se giocato alla difficoltà massima.

Come vi dicevamo però, Il cambio di protagonista e le nuove ambientazioni non sono le uniche novità introdotte da The Coalition, lo studio di Vancouver infatti, ha infatti deciso di imprimere con maggiore forza la propria impronta nella saga, apportando alcune importanti modifiche al sistema di gioco originale. La prima, quella che salta subito all’occhio, riguarda la possibilità di affrontare l’intera campagna con altri due amici, sia in split-screen sia tramite Xbox Live, formando una squadra composta dai due protagonisti più il robot di supporto Jack, il quale diventa a tutti gli effetti un personaggio giocabile dotato di caratteristiche proprie che gli consentono di attivare interruttori, di intrufolarsi nei condotti di aerazione, di diventare invisibile per un breve lasso di tempo e di raccogliere/trasportare oggetti quali armi, munizioni o altro. Quando su gioca a Gears 5 in singolo, tutte queste azioni di Jack vengono sempre gestite dalla I.A., liberamente o su specifica indicazione del giocatore, mentre quando si è in coop sarà un giocatore in carne ed ossa a dover interpretare il ruolo di supporto. Supporto che, in questo nuovo capitolo, non si limita solo alle azioni appena citate. La nuova versione di Jack dispone infatti di 11 abilità speciali suddivise in Assalto, Supporto e Passive. Queste ultime sono utilizzabili fin dal primo minuto e influiscono su parametri quali la sua salute, la capacità di curare gli altri o la durata dell’invisibilità. Le altre abilità, che permettono di scansionare le aree per individuare nemici e rifornimenti, di curare o rendere invisibile la squadra, di controllare per un tempo limitato gli avversari, di accecarli e così via, funzionano invece in modo leggermente diverso. Innanzitutto devono essere sbloccate, collegando al robot specifici accessori ottenibili nel corso dell’avventura, e poi vanno equipaggiate sfruttando i due slot disponibili, uno per ogni tipologia di abilità. Solo così possono poi essere utilizzate sul campo di battaglia, tenendo però sempre presenti i tempi di ricarica necessari dopo ciascun utilizzo. Tutte queste skill, così come quelle Passive, possono poi essere potenziate su 4 differenti livelli. I primi 3 sono accessibili consumando Componenti, delle parti elettroniche speciali che i giocatori avranno l’opportunità di raccogliere durante l’esplorazione, mentre l’ultimo livello, denominato Ultimate, può essere sbloccato solo ottenendo specifici moduli, generalmente legati al completamento di missioni principali o secondarie.

Missioni secondarie? Eh sì, avete capito bene perché una fra le novità più interessanti di questo Gears 5 è data dal fatto che nel corso dell’avventura, i protagonisti raggiungono due remote regioni open world di Sera. Tali zone possono essere esplorate liberamente e sempre da queste è possibile accedere non solo ai luoghi teatro dei capitoli principali, che mantengono la medesima struttura lineare e guidata dei precedenti episodi, ma anche ad altre aree, di dimensioni più limitate, nelle quali è possibile completare alcuni incarichi opzionali quali missioni di salvataggio o ricerca, utili per raccogliere nuovi potenziamenti o per scoprire importanti retroscena sulle vicende narrate nel titolo. Tutti questi incarichi, così come gli eventuali punti di interesse, vengono memorizzati da Jack, il quale ha anche acquisito la capacità di visualizzare la mappa di queste regioni così da fornici costantemente indicazioni sulla direzione da seguire tramite una pratica bussola visualizzata nella parte superiore dello schermo. Attenzione però a non farsi trarre in inganno: Gears 5 non è diventato un titolo open world puro, però offre due grandi “hub” che possono essere esplorati a piedi o, più rapidamente, sfruttando una sorta di slitta trainata da una vela chiamata “Skiff”, sulla quale possono anche essere riposte due armi aggiuntive. Il passaggio da una regione all’altra è inoltre sempre vincolato al completamento del relativo Atto, con punti di non ritorno segnalati chiaramente nel corso dell’avventura. Giocare ogni missione secondaria, ovviamente, è il modo migliore per godere pienamente della spettacolare campagna di questo Gears 5, quindi, il nostro consiglio è: mai avere fretta. A livello di meccaniche di gioco sono state introdotte anche alcune piccole chicche, adesso, è possibile cogliere di sorpresa gli avversari con un’uccisione silenziosa, il che permette di superare alcune sezioni senza sparare nemmeno un colpo, e si possono sfruttare nuove armi come il mitragliatore leggero Claw, la cui precisione aumenta con il fuoco continuato, la pistola automatica Talon e il cannone Criogenico, che congela gli avversari lasciandoli alla mercé dei proiettili del giocatore o delle altre creature. A queste si sommano poi alcune armi uniche dotate di caratteristiche speciali, che possono essere raccolte nel corso dell’avventura. L’esercito nemico offre poi una gran varietà di unità e riversa sul campo di battaglia la consueta varietà di creature che vanno dalle minuscole sanguisughe ai giganteschi Swarmack, passando per un paio di classi inedite come i pericolosi Sorveglianti o i fastidiosi robot volanti corrotti dallo Sciame, chiamati Bastion. Anche a livello estetico l’ultima fatica dei The Coalition sembra riprendere il discorso interrotto in GOW 4: aree molto ampie, palette di colori molto variegata per un capitolo della saga e in generale una mole poligonali imponente. Qualche piccola sbavatura su alcune texture che forse avrebbe meritato qualche attenzione in più, ma in generale il quadro estetico riempie gli occhi come mai prima d’ora. Sarà anche molto appagante, una volta terminata la battaglia, vedere quanti pezzi di armature e avversari rimangono a terra, a creare una veridicità davvero molto elevata. Sugli scudi anche gli effetti volumetrici e particellari, nonché un sistema di illuminazione che in alcuni passaggi riesce davvero a stupire. Ottimo come sempre il doppiaggio a dir poco perfetto in lingua italiana e il comparto sonoro che offre effetti da brivido. Squisita anche la colonna sonora che è sempre coerente con gli eventi che avvengono sullo schermo e mai fuori luogo.

Ovviamente anche Gears 5 offre un ampio comparto multigiocatore, ma stavolta c’è davvero l’imbarazzo della scelta grazie a una serie di modalità di gioco differenti pensate per accontentare quanti più giocatori possibili. A partire dalla classica modalità competitiva Versus, che racchiude al suo interno varie tipologie di partite suddivise tra Arcade, Classificate, Coop vs I.A. e Personalizzate; la prima rappresenta un’assoluta novità e propone ai giocatori deathmatch tra squadre di 5 elementi scelti in una rosa di 11 personaggi diversi, tutti dotati di skill peculiari e di un equipaggiamento iniziale fisso, che può poi essere modificato spendendo i punti ottenuti uccidendo gli avversari. Tra le Classificate, che permettono di selezionare gli stessi personaggi, figurano invece una selezione delle 8 modalità di gioco distinte presenti nel gioco, che vanno dal classico deathmatch a squadre al sempreverde Re della Collina, passando per una buona varietà di tipologie di match differenti già presenti nel precedente capitolo. Coop Vs I.A. permette invece, come facilmente intuibile, di affrontare squadre controllate dalla CPU insieme ad altri 4 giocatori umani, mentre il menu delle sfide Personalizzate consente di creare liberamente le proprie partite, anche in LAN, selezionando non solo la modalità di gioco, ma anche su quale delle 12 mappe presenti al lancio disputarla e quali opzioni specifiche attivare. In Gears 5 fa poi ritorno la tanto blasonata modalità Orda, che vede una squadra formata da 5 componenti, umani o bot, scontrarsi con 50 ondate di nemici di difficoltà crescente sulle stesse mappe pensate per le sfide Versus. Ogni 10 ondate si affronta un boss, e per ogni nemico abbattuto si ottiene energia da spendere per fabbricare e/o potenziare le proprie difese, per acquistare equipaggiamenti o, novità assoluta, per incrementare le caratteristiche del proprio personaggio. La nuova struttura dell’Orda permette infatti ai giocatori di selezionare i rispettivi alter-ego da una selezione che al lancio includerà 9 personaggi differenti, tra i quali anche il robot Jack, suddivisi in 5 categorie: Scout, Ingegnere, Attacco, Tank e Supporto. Ogni categoria è specializzata in uno specifico aspetto, ma questo non significa che due Tank siano identici perché ogni singolo personaggio dispone di una propria abilità passiva, di una Ultimate, che si ricarica con il passare del tempo e che potrebbe influenzare anche gli altri membri della squadra, e di 4 diverse caratteristiche base, ciascuna delle quali può essere potenziata attraverso 10 differenti livelli consumando energia.

A completare il tutto in Gears 5 c’è anche l’inedita modalità Fuga. Essa rappresenta un’altra novità assoluta per la serie, sia per la tipologia di match sia per quanto riguarda il numero di giocatori coinvolti. Si tratta infatti di una tipologia di gioco cooperativa pensata per un massimo di tre giocatori nella quale l’obiettivo finale non è quello di uccidere il maggior numero di avversari ma piuttosto di uscire indenni, o quasi, da un Alveare dello Sciame, il tutto senza dimenticarsi di lasciare in pegno una discreta quantità di gas velenoso. Il funzionamento di questa tipologia di scontri è molto semplice: all’avvio i giocatori fuoriescono da uno dei bozzoli dello Sciame e posizionano delle granate, le quali inizieranno a rilasciare gas dopo un certo lasso di tempo riempiendo progressivamente ogni parte dell’alveare, composto generalmente da un’alternanza di corridoi stretti, svincoli e stanze di varie dimensioni. Mentre ciò accade, i giocatori devono avanzare verso l’uscita per non rischiare di finire soffocati dal loro stesso veleno, affrontando nel frattempo i nemici che incontrano sfruttando al meglio le poche armi che riescono a recuperare durante il percorso. Una volta raggiunta l’uscita devono sigillarla per massimizzare l’effetto del gas, e procedere con l’estrazione. In questo caso i personaggi selezionabili al lancio del gioco sono solo 6, con modalità di suddivisione, progressione e personalizzazione identiche a quelle della modalità Orda. Le mappe invece sono 4, create specificatamente per questa modalità. Un numero effettivamente ridotto, ma destinato a crescere rapidamente vista la presenza di un editor tramite il quale è possibile creare le proprie mappe, che possono poi essere giocate o condivise con l’intera community. Insomma, tirando le somme, questo Gears 5 è un gioco assolutamente incredibile, che offre la possibilità di divertirsi da soli o in compagnia e lo fa grazie a una valanga di possibilità fra campagna, multigiocatore cooperativo o competitivo e l’introduzione di tantissime novità. Se si è possessori di una console Xbox One o di un Pc e si cerca qualcosa di davvero “tosto”, Gears 5 è un titolo che dovete assolutamente giocare.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9,5

Sonoro: 9,5

Gameplay: 9,5

Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9,5

Francesco Pellegrino Lise

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Nex 3, presentato in Cina lo smartphone 5G di Vivo

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Dopo mesi di rumors e indiscrezioni sul web, Vivo ha finalmente tolto i veli sul suo prossimo smartphone top di gamma. Il dispositivo si chiama Nex 3 e si caratterizza per dimensioni, potenza e design raffinato. L’azienda cinese, tra i primi 5 costruttori al mondo di telefoni, ha mostrato la novità nel corso di un evento in Cina. La caratteristica che balza subito all’occhio è l’ampio display, da 6,89 pollici e “a cascata”: un termine che descrive il modo in cui i bordi laterali dello schermo “scivolano” verso la scocca posteriore. Il rapporto schermo-scocca è del 99,6%: praticamente privo di cornici e interruzioni, grazie anche alla fotocamera anteriore a comparsa (da 16 megapixel) che evita fori e notch nel display. A mancare sono anche i tasti fisici, sostituiti da tasti virtuali “Touch Sense”; il lettore di impronte è integrato nello schermo. Il comparto fotografico posteriore è inserito in un cerchio centrale come l’atteso Mate 30 di Huawei. Il sensore principale da 64 megapixel è affiancato da un grandangolare e un teleobiettivo entrambi da 13 megapixel. Sul fronte della potenza il Nex 3 monta un processore Snapdragon 855 Plus – il top di casa Qualcomm – coadiuvato da 8 GB di Ram e 128 GB di memoria interna nella versione 4G, e da 8 o 12 GB di Ram e 256 GB di memoria nella versione 5G. Ha un sistema di raffreddamento a camera di vapore e la batteria, da 4.500 mAh, supporta la ricarica veloce a 44W. Quanto ai prezzi, in Cina saranno compresi tra i 5mila e i 6.200 yuan (640-790 euro). Riuscirà questo dispositivo a catturare una buona fetta di persone e a imporsi sui colossi di Apple e Samsung? Nel corso dei prossimi mesi vedremo se Nex 3 sarà apprezzato oppure conquisterà solo una piccola parte di pubblico.

F.P.L.

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Final Fantasy 8 remasterd, il ritorno a 20 anni dal lancio

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Final Fantasy 8 ritorna, in occasione dell’anniversario dei suoi 20 anni dall’uscita, in versione rimasterizzata.  Questa edizione parte da quella già disponibile per PC con l’aggiunta di miglioramenti grafici sui modelli e su nuove funzionalità per rendere più leggera e vivibile la trama di quest’opera che ha contribuito a rendere grande il brand. Il titolo è uscito il 3 settembre in formato digitale per PS4, Xbox One, PC (Steam) e Nintendo Switch. Aspettando la prossima primavera per mettere le mani sul promettente remake di Final Fantasy VII, questa versione rimasterizzata dell’originale Final Fantasy 8 permette ai fan più datati e a quelli più recenti di rivivere le avventure di Squall e di Laguna, con un comparto grafico migliorato e nuove funzionalità che facilitano chi si approccia per la prima volta al gioco firmato Square Enix. Per chi non avesse mai avuto l’occasione di giocare all’ottavo capitolo della saga, è bene dire che il titolo è un JRPG vecchio stampo, con combattimenti a turni in arene temporanee, grande varietà di ambientazioni, una caratterizzazione profonda dei personaggi e minigiochi all’interno del gioco stesso. Il design e le idee del direttore del gioco, Yoshinori Kitase, risultano così tutt’oggi ancora estremamente avanzate e ricche di ispirazione. Rispetto ai precedenti capitoli della saga, Final Fantasy VIII ha introdotto una serie di novità di grande importanza, come la traduzione in lingua italiana, l’utilizzo della grafica 3D e di sfondi pre-renderizzati e la stesura di una colonna sonora creata ad hoc, composta da due canzoni: “Liberi Fatali”, brano corale in latino, e “Eyes on me”, una ballata interpretata dalla cantante cinese Faye Wong; entrambe sono state scritte da Nobuo Uematsu, compositore storico della saga Final Fantasy.

Per quanto riguarda la trama in Final Fantasy 8 si vivono le avventure di Squall, cadetto di una scuola di mercenari, i SeeD, che insieme ai suoi compagni di battaglia finirà invischiato in vicende molto più grandi di lui. Il mondo creato da SquareSoft è infatti sorretto da equilibri politici precari dove gli Stati cercano di avere la meglio gli uni sugli altri in un continuo scontro bellico intercontinentale. Squall è un talentuoso cadetto che verrà inviato a supporto sia di fazioni di resistenza ribelle sia di città sotto assedio. Ben presto però le priorità di ingaggio cambieranno quando i protagonisti apprenderanno delle forze sovrannaturali che muovono il conflitto, portando la battaglia per la salvezza del mondo a un livello superiore. Quella proposta da Final Fantasy 8 è una storia intima ed in apparenza contorta, dove la cornice politica è solo il punto di partenza per un racconto che diviene un’epopea sull’amore e sui ricordi. Un intreccio poetico e destabilizzante che, al pari del gameplay, non è invecchiato di un giorno. Come molti JRPG, il DNA di Final Fantasy 8 è costituito da una crescita progressiva dei personaggi basata su livelli e punti esperienza accumulati, scontri con mostri minori e boss, magia e tanta strategia. Questi ultimi due elementi in particolare sono legati tra loro dal Junction, feature inedita dalla quale dipenderà la maggior parte delle abilità offensive e difensive dei protagonisti. Il Junction, come lascia intendere il nome, è una connessione tra il personaggio e i Guardian Force, creature magiche dalla grande potenza che possono essere chiamate sul campo di battaglia e che donano numerose abilità, prima su tutte quella di manipolare e utilizzare la magia. Attraverso questa capacità si avrà modo di combinare le arti magiche con le statistiche di base sia per aumentare i valori di attacco e difesa, sia per produrre alterazioni di stato sui nemici attraverso i copi base. Inoltre lo sviluppo delle Guardian Force permette la possibilità di apprendere nuove abilità e di poter sviluppare resistenze a incantesimi ed elementi specifici. Padroneggiare il sistema di Junction è dunque essenziale per prepararsi al meglio agli scontri, i quali sono liberi dalle logiche dei turni e sono basati sulla priorità dell’ATB, che concede la mossa a chi riempie la propria barra/timer più velocemente. In Final Fantasy VIII Square fece in modo di ridurre al minimo i tempi morti in battaglia anche durante gli attacchi speciali più cinematici: le Limit Break, ora attivate quando il personaggio raggiunge una soglia critica di salute, sono accompagnate da brevi sessioni interattive che incrementano le ferite inflitte; lo stesso vale per le evocazioni dei Guardian Force, che attraverso l’abilità supporto ottengono una percentuale di danno extra contro i nemici. Dal canto loro, i Guardian Force non sono solo strumenti da usare senza ritegno in duello, infatti, come accennato qualche riga più in alto, anche queste creature crescono acquisendo punti esperienza per aumentare il loro potere offensivo e sbloccare abilità utili con cui proseguire l’avventura. La relazione coi GF inoltre dipende da un’affinità che aumenta in base alla frequenza dell’evocazione: più volte si chiama in campo la creatura e meno tempo impiegherà per comparire sul terreno del duello. Attraverso queste dinamiche belliche si dispiegherà di fronte a chi gioca un universo sconfinato, fatto di scontri epici, incantesimi prodigiosi e temibili boss.

Final Fantasy VIII però non è un titolo composto solo da battaglie frequenti e incontri casuali con nemici, bensì è ricco di attività secondarie capaci di intrattenere chi gioca per svariate ore. Tra queste va ricordato il Triple Triad, ossia il card game col quale Squall può impratichirsi fin dai primi minuti di gameplay. Alla base del gioco vige la regola fondamentale de “la carta più alta vince” con variazioni sensibili in base alla regione in cui ci sposteremo. Intorno a questa attività c’è un intero filone di quest, necessarie per ottenere le carte più rare. Triple Triad inoltre è perfettamente integrato con le meccaniche gestionali del titolo: convertendo le carte con speciali abilità è infatti possibile ottenere preziosi materiali per produrre power-up per le nostre armi, oggetti dai poteri superiori, curativi eccezionali e incantesimi proibiti. Addirittura sarà possibile catturare i nemici trasformandoli in card, dando inizio a una caccia al mostro per avere la collezione completa. Anche i Guardian Force stessi fanno parte di una ramificata attività secondaria: per ottenere alcuni di loro sarà richiesto di recuperare speciali oggetti da combinare insieme, mentre altri sono in attesa di essere affrontati e sconfitti in angoli remoti del mondo di Final Fantasy 8, raggiungibili solo rispettando particolari criteri. Specifiche creature saranno poi evocabili esclusivamente utilizzando oggetti rarissimi, che attendono di essere scoperti nelle attività opzionali a loro dedicate. Parlando del comparto grafico è bene dire che nonostante la pratica della rimasterizzazione sia senza dubbio benefica per tutti quei prodotti che, con il passare del tempo rischiano di venire inghiottiti dall’oblio dell’obsolescenza tecnica, in Final Fantasy 8 la percezione che si ha è quella di un lavoro riuscito a metà. Questa nuova edizione remastered infatti gode di un restauro completo di tutti i personaggi, i nemici e le animazioni legate alle magie. Per contro, le componenti 3D della world map e gli sfondi della field map che originariamente erano fondali bidimensionali pre-renderizzati, sembrano esser stati esclusi dal processo di perfezionamento delle loro texture, creando così un vistoso contrasto tra i due elementi presenti sulla scena. Collateralmente a questa mancanza, l’impossibilità di ricreare da zero i fondali 2D non ha permesso un adattamento adeguato dell’opera alle risoluzioni moderne, mantenendo il gioco su un originale 4:3 vistosamente percepibile dalle ampie bande nere che compaiono sui lati dello schermo.

Discutibile anche l’introduzione di determinati “hack”: come in alcuni software di emulazione, in questa versione di Final Fantasy 8 sono state inserite tre feature attivabili, nel caso della versione Xbox One qui recensita, tramite la pressione combinata degli stick analogici del controller: premendo L il gioco subirà una brusca accelerazione delle animazioni che darà modo di muoversi molto più in fretta. L’adozione di una soluzione simile probabilmente è dovuta alla volontà di avvicinare un’utenza non più disposta/abituata a cimentarsi con titoli dai ritmi ludici molto dilatati. Allo stesso modo premendo R si attiva un perk che facilita i combattimenti garantendo Limit Break più frequenti, punti forza e HP maggiorati. La pressione contemporanea di entrambi gli stick attiva e disattiva gli incontri casuali, permettendo una più tranquilla esplorazione degli ambienti. Se da una parte queste tre feature possano esser d’aiuto per avvicinare alla produzione un’utenza più vasta, dall’altra sono implementazioni che tradiscono la natura dell’ottavo episodio e che risolvono un malcelato tentativo di restaurazione e ricalibrazione dell’architettura ludica. Così come le sue immortali sonorità MIDI, in conclusione, Final Fantasy 8 Remastered porta con sé nel 2019 tutti i sapori di 20 anni fa, trattati però con molto meno rispetto di quel che meriterebbero. Tirando le somme, se vi state chiedendo se valga la pena acquistare questa edizione celebrativa per i 20 anni dell’uscita del titolo originale, la risposta è sì. L’essenza dell’ottavo capitolo della saga fortunatamente c’è tutta, ed ogni elemento di gioco è lì al suo posto come due decadi fa. Detto questo però bisogna tenere conto che l’aspetto estetico con cui Final Fantasy 8 si presenta al pubblico evidenzia la poca cura dedicata al comparto grafico. Vedere Squall, che col suo modello poligonale rinnovato si muove su sfondi 2D sgranati crea un contrasto francamente troppo marcato e sicuramente può far storcere il naso a chi si aspettava un’opera di rimasterizzazione totale. Le scelte adottate per far risultare il titolo più appetibile alle generazioni, come l’aggiunta degli hack e i testi in italiano, sono a nostro avviso una soluzione insufficiente per riportare sotto la luce dei riflettori e modernizzare uno dei titoli più venduti della saga Square. Ad ogni modo, questa rimasterizzazione resta comunque un gradevole viaggio di riscoperta per i più nostalgici, ma nello stesso tempo è senza dubbio un ottimo modo di far avvicinare le nuove generazioni e chi non ci ha mai giocato a un vero e proprio classico del gaming.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro 8,5

Gameplay: 8

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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