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Cronaca

ISERNIA, OPERAZIONE “FERRAGOSTO SICURO”: RAFFICA DI DENUNCE E SEQUESTRI DEI CARABINIERI

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Ventuno persone sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria

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Redazione
Isernia
– Nell’ambito di una serie di operazioni condotte dai Carabinieri negli ultimi giorni in tutto il territorio della provincia di Isernia, finalizzate a garantire un Ferragosto all’insegna della sicurezza per cittadini e vacanzieri,  ventuno persone sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria per reati che vanno dal furto al porto abusivo di armi,  dai reati in materia di stupefacenti alla guida in stato di ebbrezza,  dall’abusivismo edilizio alle violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per sfruttamento del lavoro nero. Numerosi anche i sequestri eseguiti.

Ad Isernia,  una 31enne del luogo è stata denunciata per furto aggravato. La donna che espletava l’attività di badante presso l’abitazione di un’anziana,  aveva trafugato da una cassaforte,  della quale era venuta in possesso delle chiavi,  vari monili e oggetti in oro del valore complessivo di oltre cinquemila euro.

Un 50enne di Isernia,  è stato invece sorpreso alla guida della propria autovettura completamente ubriaco, mettendo così in gravissimo pericolo la circolazione stradale. Dagli accertamenti eseguiti mediante l’apparato etilometro in dotazione alle pattuglie dell’Arma, è risultato che il tasso alcolemico superava di oltre cinque volte il limite previsto dall’attuale normativa. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza alcolica, il ritiro della patente di guida e il sequestro del veicolo. 

Tra Cantalupo del Sannio e Macchiagodena, un 19enne ed un 16enne,  entrambi di Isernia, sono stati denunciati perché sorpresi alla guida di veicoli,  pur non avendo mai conseguito la prescritta patente di guida,  mettendo così in gravissimo pericolo l’incolumità propria e quella degli altri utenti della strada. I mezzi sono finiti sotto sequestro. 

Ancora ad Isernia,  un 20enne di origine Afgana,  è stato denunciato per immigrazione clandestina,  in quanto sorpreso privo di permesso di soggiorno o altro documento valido per la permanenza sul territorio Nazionale. Nei suoi confronti sono scattate le procedure di espulsione. A Venafro,  un 49enne del luogo è stato denunciato per porto abusivo di armi,  è stato infatti trovato in possesso di una carabina,  legalmente detenuta,  che l’uomo aveva portato fuori dal suo domicilio senza alcuna autorizzazione. L’arma è finita sotto sequestro.

A Filignano, un 40enne del luogo,  è stato denunciato per simulazione di reato,  in quanto avendo avuto in custodia alcuni elettrodomestici destinati ad un centro sportivo, se ne impossessava denunciandone poi il furto mai avvenuto. A Castel San Vincenzo, un 60enne del luogo,  è stato denunciato per abusivismo edilizio,  in sorpreso mentre era intento alla realizzazione di un fabbricato,  in assenza delle prescritte concessioni edilizie. 

A Frosolone, un 25enne di Campobasso è stato denunciato per detenzione illegale di sostanze stupefacenti,  in quanto trovato in possesso di alcune dosi di hashish. Stesso reato contestato a Capracotta, dove un 17enne, ed un 18enne del luogo, e un 19enne di Mugnano di Napoli,  sono stati trovati in possesso di vari involucri contenenti dosi di hashish e marijuana,  mentre ad Agnone un 26enne del posto è stato trovato in possesso di un involucro contenente hashish.  Tutte le sostanze stupefacenti rinvenute sono state sottoposte a sequestro.

E ancora ad Agnone,  un 27enne del posto,  è stato denunciato perché al fine di eludere i controlli,  aveva alterato la targa della propria moto,  una Yamaha YZF 600,  sottoposta immediatamente a sequestro.

Infine, nel corso di un’attività di monitoraggio predisposta per tutelare la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e contrastare il fenomeno dello sfruttamento di lavoratori in nero, una task force dei reparti territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Isernia e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dell’Arma, hanno passato al setaccio numerosi cantieri edili e altre attività imprenditoriali tra Isernia e comuni limitrofi. Sette sono state le persone denunciate  per inosservanza alle norme previste per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e sulla regolarità occupazionale dei lavoratori. Si tratta di un 31enne di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, un 58enne di Fontegreca, in provincia di Caserta,  un 48enne ed un 45enne di Isenia,   un 56enne di Agnone, un 49enne ed un 51enne di Presenzano. Nel corso dei controlli sono state riscontrate numerose violazioni quali la mancata presenza di adeguate impalcature o ponteggi, la mancata presenza di idonee protezioni atte ad evitare la caduta dei lavoratori, la presenza di materiali vari posizionati in maniera disordinata in modo da intralciare il passaggio con elevato pericolo per i lavoratori, gravi carenze relative ai livelli di sicurezza degli impianti elettrici, la mancata presenza di idonei dispositivi di protezione individuale e la non corretta o mancata redazione di tutta la documentazione prevista dal piano operativo di sicurezza del cantiere, nonché assenza delle prescritte autorizzazioni della Direzione Territoriale del Lavoro. Durante le ispezioni, si è proceduto anche alla identificazione di sei lavoratori in nero, per i quali sono state contestate relative sanzioni amministrative a carico dei datori.

 

Cronaca

Si sente male durante il concerto: il leader degli Stadio ricoverato in terapia intensiva cardiologica

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Il cantante bolognese Gaetano Curreri è ricoverato in terapia intensiva cardiologica presso l’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno dopo essere stato colto da un malore la scorsa notte mentre stava concedendo l’ultimo bis del concerto che ha tenuto a San Benedetto del Tronto nell’ambito della rassegna “Nel cuore e nell’anima. Ritratti d’autore in musica e parole”.

Curreri, leader degli Stadio, si è improvvisamente accasciato sul palcoscenico dove si è esibito insieme al Solis String Quartet con “Canzoni da camera”. I primi soccorsi gli sono stati portati da un medico che stava assistendo al concerto, poi l’artista è stato poi trasferito con urgenza in ambulanza al nosocomio ascolano. I medici si sono riservati la prognosi. 

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Bari, roulotte a “luci rosse”: arrestato un 59enne per favoreggiamento della prostituzione

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BARI – Colto in flagranza di reato mentre porta delle ragazze a prostituirsi lungo la complanare che costeggia la SS96 a Torritto in provincia di Bari. Così i carabinieri della Stazione di Toritto, che erano sulle tracce dell’uomo da tempo, hanno arrestato un 59enne, censurato, residente a Corato.

I militari, anche mediante attività di osservazione, controllo e pedinamento, hanno sorpreso l’uomo che, alla guida della propria autovettura, dopo avere prelevato delle giovani donne, domiciliate a Bari, le accompagnava lungo la SS96, nei pressi di alcune roulotte o container utilizzati per la pratica dell’attività di meretricio.

Gli accertamenti, effettuati sia precedentemente sia dopo l’intervento, hanno consentito anche di appurare che l’uomo aveva già tenuto analoga condotta delittuosa in almeno altre quattro circostanze negli ultimi dieci giorni: infatti il 59enne era solito ricevere una chiamata dalle donne, quindi con la propria autovettura le raggiungeva a Bari, nei pressi di un hotel da dove le prelevava per poi accompagnarle sulla “strada della prostituzione”.

Nel corso della giornata si preoccupava poi di portare acqua, refrigeranti e quanto richiesto dalle donne e, a richiesta di queste ultime, le riaccompagnava in hotel. Pertanto, acclarate le oggettive responsabilità penali, durante l’ultimo servizio l’uomo è stato bloccato mentre lasciava per l’ennesima volta una donna straniera, sorpresa mentre scendeva dall’auto ed entrava nella roulotte. La giovane, dall’interno dell’autovettura, prelevava un borsone contenente profilattici, gel lubrificanti ed igienizzanti, pertanto per G.F. sono scattate le manette con il contestuale sequestro del mezzo utilizzato per favorire la prostituzione nonché del borsone e del relativo contenuto.

Per l’uomo si sono aperte quindi le porte della casa circondariale di Bari dove è attualmente ristretto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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Lago di Garda, la traversata di uno psichiatra di 76 anni: torniamo a vivere dopo il Covid

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L’intervista rilasciata a TG com 24

Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe. “Ho visto la morte in faccia, ora rinasco”, dice a Tgcom24

A 76 anni ha deciso di fare il giro del Lago di Garda a nuoto per lasciarsi alle spalle il Covid e “rinascere”. Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe giornaliere del periplo che farà, per un totale di 140 chilometri, nuotando a dorso e stile libero. “Non è una competizione, una gara – spiega a Tgcom24. – Ad ogni bracciata guardo al futuro da persona viva e vitale, così come progettavo di fare durante la malattia”.

Come si sente dopo la prima nuotata?
“Dico la verità, avrei voluto proseguire, ma poi mia figlia Charlotte, che è il mio preparatore atletico, e l’amico Mario, che mi segue in barca per darmi la rotta, mi hanno consigliato di fermarmi, perché ho bisogno di energie anche per domani e per le prossime due settimane. Certo, 40 anni fa ci avrei messo di meno, ma mi accontento delle quasi 5 ore di oggi necessarie per coprire i primi 10 chilometri”.

Cosa è già riuscito a lasciarsi alle spalle dopo le prime bracciate?
“L’idea di questa impresa è nata in un momento molto brutto, perché ammalandomi di Covid ho visto la morte in faccia. Era il 20 marzo 2020 quando ero il numero 34 sotto il tendone degli Spedali civili di Brescia. Ho provato angoscia anche nel post ricovero: io psichiatra ero vittima del disturbo post-traumatico da stress. Non dovevo farlo diventare cronico e ho pensato che desiderare di compiere un’impresa alla mia età mi avrebbe fatto sentire vivo. Così, durante la quarantena, ho progettato questo periplo, allenandomi a casa, perché non volevo solo superare un trauma ma tornare diverso, un altro Camillo. E con le prime bracciate devo dire che ho potuto staccare dal mondo e dal lavoro”.

Come si è preparato atleticamente?
“A casa e in palestra da mia figlia una volta guarito. Ma durante la malattia e in attesa di negativizzarmi facevo tanta ginnastica respiratoria. Sa, al liceo ero un campioncino di nuoto, avrei dovuto partecipare alle Olimpiadi del ’64, ma ho dovuto ubbidire a mio padre e quindi rinunciare all’evento per conseguire la Maturità”.

Che messaggio vuole lanciare con questa impresa?
“Non voglio solo far promozione al Lago di Garda, ma voglio far capire che è importante tornare a vivere e fare sport, dopo il Covid. E soprattutto mi rivolgo ai miei coetanei. Li aspetto, con tanti altri giovani e adulti, l’anno prossimo, per il periplo di gruppo che organizzerò. Non bisogna lasciarsi andare, come succede spesso nella terza età, quando molti stanno davanti alla tv e l’unico movimento che fanno è quello del pollice per cambiare canale”.

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