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Libertà di stampa e tutela delle minoranze linguistiche. Mattarella: “Sono due valori correlati, e sanciti dalla Costituzione”

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“La libertà di stampa e la tutela delle minoranze linguistiche sono due valori correlati, e sanciti dalla Costituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Merano alla cerimonia per i 130 anni del gruppo editoriale Athesia. Il Presidente ha ricordato l’impegno dell’Athesia per questi due valori e le persecuzioni subite in epoca del nazifascismo.
Il gruppo Athesia, che edita i quotidiani Dolomiten e L’Adige e tramite la società Seta i giornali Alto Adige e Trentino, conta 1.200 dipendenti e opera, oltre che nell’editoria, anche nel turismo e nel settore energetico. “La casa editrice Athesia – ha proseguito Mattarella – è stata un punto di riferimento per la tutela della cultura e dell’identità del gruppo tedesco del Sudtirolo. La nostra Costituzione prevede la tutela delle minoranze e della libertà di stampa. Sono due valori che hanno una legame tra di loro”. Il Presidente della Repubblica ha sottolineato “il diritto di manifestare il pensiero e di esercitarlo nella propria lingua e cultura. Il rapporto tra minoranze e stampa è un elemento importante nella nostra Repubblica”. “Non è soltanto un diritto fondamentale di quelli che la Repubblica deve promuovere concretamente ma è anche un interesse generale della Repubblica perché il confronto tra le varie identità e’ una ricchezza per qualunque paese democratico e questa esigenza si è espressa in questi 130 anni da parte del gruppo Athesia”, ha aggiunto Mattarella. “L’integrazione europea – ha detto Mattarella – ha messo in comune il futuro dei suoi popoli per cancellare frontiere e superare divisioni. Questo ha creato una prospettiva crescente che mette in comune tutti i popoli europei ciascuno con la propria identità, cultura e carattere ma accomunati da questa comune prospettiva di pace e collaborazione e di crescita comune”, ha aggiunto.

#OFFICINASTAMPA 15/11/2018
#GIULEMANIDALLINFORMAZIONE L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI #CARLOVERNA AL SEGUENTE LINK https://www.youtube.com/watch?v=ZfOmemi3pbY

 

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Calenda: “L’accordo con Renzi è raggiunto”

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Un incontro con Matteo Renzi “non è fissato, ci siamo visti i scorsi giorni, ora stanno andando avanti gli staff a lavorare ma ci sentiamo. Sulle questioni di fondo però l’accordo è raggiunto e ora si discute su altre cose rilevanti”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda a Omnibus su La7.Il sondaggio che darebbe Iv-Azione al 4% “non mi preoccupa. Il 4% ce lo dà il sondaggista del Pd e Più Europa… l’ho visto in azione alle amministrative… In questo momento i sondaggisti seri non stanno rilevando perchè la gente è al mare”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda a Omnibus su La7 contestando alcune rilevazioni demoscopiche di ieri peraltro sottolineando che “altri ci danno al 6%, al 15%, al 75%… Poi arriverà il 25 settembre e se gli italiani voteranno, voteranno. Sennò è un’altra storia”

INTANTO BERLUSCONI

“Penso che mi candiderò al Senato, così faremo tutti contenti, dopo aver ricevuto pressioni da tanti, anche fuori da Forza Italia”.Lo annuncia il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a “Radio Anch’io” su Rai Radio 1.

“Non mi interessa la lotta sulla leadership, i nomi imi appassionano poco. Mi interessano di più le cose da fare, la battaglia contro l’oppressione fiscale, contro l’oppressione giudiziaria”.

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Cronaca

Covid e varianti: a settembre i nuovi vaccini

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“Per garantire al meglio la nostra preparazione comune” contro il Covid in autunno e inverno, “gli Stati membri devono disporre degli strumenti necessari. Ciò include i vaccini adattati alle varianti, come e quando saranno autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali” (Ema).

Lo afferma la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, sottolineando che l’accordo tra l’Ue e Moderna per ri-programmare le consegne dei vaccini contro il Covid-19 a settembre “garantirà che i paesi abbiano accesso alle dosi di cui hanno bisogno al momento giusto per proteggere i cittadini”. L’intesa riguarda anche i vaccini adattati alle nuove varianti BA.4 e BA.5 Omicron, in attesa di autorizzazione da parte dell’Ema. “Ciò garantirà alle autorità nazionali di avere accesso ai vaccini nel momento in cui ne avranno bisogno per le loro campagne nazionali”, annuncia Bruxelles in una nota.

“L’accordo – spiega la Commissione europea – garantisce che, se uno o più vaccini adattati ricevono l’autorizzazione all’immissione in commercio, gli Stati membri possano scegliere di ricevere i vaccini adattati nell’ambito del contratto attuale” e prevede anche la consegna di “ulteriori 15 milioni di dosi” dei vaccini adattati “previa autorizzazione all’immissione in commercio entro tempi che consentirebbero l’uso di queste dosi per le loro campagne di vaccinazione”.

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Ambiente

ANBI, all’indomani del del decreto “Aiuti bis” prosegue il paradosso di non permettere lo scambio elettrico sul posto

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Vincenzi: “Far pagare, a prezzi di mercato, l’energia necessaria alla gestione idraulica per la salvaguardia dalle alluvioni e la distribuzione irrigua per produrre cibo, è come far pagare l’acqua ai vigili del fuoco per spegnere gli incendi.”

La bolletta dell’energia elettrica, a carico dei Consorzi di bonifica (e quindi dei cittadini) sta assumendo dimensioni insostenibili: in media, il sistema consuma annualmente 600.000 MegaWattora, ognuno dei quali sul mercato libero, nel 2021, costava € 125,46, oggi invece è salito a € 441,65!

A ciò si aggiunge un incremento del 30% nei costi e nei consumi per il 2022, dovuto alla necessità di contrastare siccità ed alte temperature nelle campagne; il che significa una previsione di spesa complessiva pari a € 344.487.000, cioè circa 269.211.000 euro in più rispetto all’anno scorso!

Così, all’indomani del decreto “Aiuti bis”, ANBI torna a proporre la paradossale vicenda del cosiddetto “scambio elettrico sul posto”.

“L’esempio che segue è quanto mai esemplificativo, – precisa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) –considerato l’interesse pubblico di entrambe le attività: far pagare, a prezzi di mercato, l’energia necessaria alla gestione idraulica per la salvaguardia dalle alluvioni e la distribuzione irrigua per produrre cibo, è come far pagare l’acqua ai vigili del fuoco per spegnere gli incendi.”

“Non solo – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono produttori di energia rinnovabile, idroelettrica e fotovoltaica, ma ne possono utilizzare solo la minima parte necessaria all’esercizio dell’impianto in loco; il resto della produzione la devono cedere ad un ente gestore per poi riacquistarla ad un prezzo maggiorato. La nostra richiesta, già prevista in un emendamento al precedente Decreto Aiuti ma mai arrivato in Aula, è di poter utilizzare l’energia autoprodotta per la gestione di tutti gli impianti dell’ente consortile.”

La vicenda ha assunto contorni di straordinaria importanza di fronte ad una bolletta quadruplicata nel giro di un anno.

“A questo punto – aggiunge il Presidente di ANBI – è bene ricordare che i costi della gestione ordinaria dei Consorzi di bonifica sono suddivisi fra i consorziati, che sono proprietari di immobili e, nel caso dell’irrigazione, aziende agricole. E’ evidente che le amministrazioni consortili, che non hanno scopo di lucro e non possono chiudere i bilanci in rosso, riverseranno i maggiori oneri sull’ammontare dei contributi consortili con scontate conseguenze sui bilanci familiari e sul costo dei prodotti agricoli. Questo, nonostante ci sia la palese possibilità di abbassare sensibilmente i costi energetici!”

“Quello elettrico è un onere (a carico della comunità anche attraverso un inevitabile aumento dei costi dei prodotti alimentari), che potrebbe essere in larga parte abbattuto permettendo, ai Consorzi di bonifica ed irrigazione, l’utilizzo dell’energia autoprodotta per tutti i compiti d’istituto e non solo a servizio dell’impianto di produzione. La soluzione – conclude il DG di ANBI – è talmente lapalissiana e nell’interesse collettivo che la domanda sorge spontanea e la risposta è pressoché scontata: a chi giova non permetterlo?”

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