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Riano, chiuso il bar delle risse

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Riano hanno notificato un provvedimento di sospensione della licenza per 7 giorni, ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S, al titolare della società che gestisce un bar nei pressi di via Rianese.

Il provvedimento è stato emesso dal Questore di Roma su richiesta dei Carabinieri che, a seguito di numerosi eventi delittuosi avvenuti presso l’esercizio commerciale, hanno riscontrato, anche grazie a mirati servizi di osservazione e altre attività dedicate, che il locale era abituale ritrovo di persone pregiudicate, pericolose per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

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Anguillara Sabazia, furti auto di turisti in sosta: 2 arresti

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Era da qualche tempo che i Carabinieri di Anguillara Sabazia ricevevano segnalazioni per furti su autovettura, in particolare ai danni di turisti che, dopo avere parcheggiato su via Trevignanese, si recavano in spiaggia.Per arginare il fenomeno che stava turbando l’usuale serenità del comune sabatino, i Carabinieri hanno quindi organizzato un mirato servizio di osservazione nel corso del quale hanno notato due soggetti avvicinarsi con aria furtiva ad un’autovettura parcheggiata. I due, dopo avere infranto un finestrino laterale del veicolo, sono stati sorpresi a impossessarsi di un trolley e a tentare di allontanarsi immediatamente ma sono stati inseguiti e raggiunti dai Carabinieri, che li hanno bloccati e perquisiti. In loro possesso, i Carabinieri hanno rinvenuto due cassette degli attrezzi e un trapano, risultate provento di furto perpetrato poco prima con le medesime modalità e restituiti al legittimo proprietario.Gli arrestati, due uomini di 29 e 38 anni, dopo una notte passata in camera di sicurezza, sono stati sottoposti a giudizio con rito direttissimo presso il Tribunale di Civitavecchia, dove il loro arresto è stato convalidato, applicando la misura della custodia cautelare in carcere.

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Guidonia, TMB dell’Inviolata: il sindaco Lombardo annuncia ricorso al TAR, ma Roma insiste con l’ordinanza Gualtieri

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GUIDONIA MONTECELIO – L’amministrazione di Guidonia Montecelio ha conferito l’incarico all’avvocato Xavier Santapichi di ricorrere al TAR contro l’ordinanza di Roberto Gualtieri emessa nelle funzioni di sindaco della Città Metropolitana lo scorso 20 luglio, con la quale dispone alla società Guidonia Ambiente srl il collaudo del TMB dell’Inviolata, propedeutica alla sua attivazione. A dare la notizia il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo.

“Più volte è stata ribadita la contrarietà di questa amministrazione all’entrata in funzione dell’impianto con procedure accelerate ed emergenziali”, spiega. “Una posizione condivisa dal Consiglio comunale che, nella seduta dello scorso 26 luglio, si è espressa in maniera inequivocabile votando un ordine del giorno che impegna il sindaco ad adottare ogni atto necessario per non consentire a Roma Capitale di scaricare i propri rifiuti nel territorio del nostro Comune”.

L’atto, anche sintesi di un importante percorso partecipato sviluppato con le associazioni ambientaliste del territorio, è stato approvato con 21 voti favorevoli e 2 astensioni, quelli dei consiglieri di maggioranza Michele Venturiello e Arianna Cacioni della lista civica Città Nuova. Compatta invece l’opposizione, centrodestra da un lato e Claudio Zarro (Uniti in Comune) dall’altra, che, comunque, non ha lesinato critiche. In un comunicato la Lega ha evidenziato che “se il TMB non ha le carte per entrare in funzione che venga demolito – afferma il capogruppo Alessandro Messa – in caso contrario, deve decidere Guidonia come e per chi deve essere utilizzato. I no ideologici di questi anni ci hanno portato i rifiuti della Capitale, l’esatto contrario dell’obiettivo che si voleva ottenere. E non escludo che qualcuno l’abbia fatto di proposito”. Mentre in un altro Adalberto Bertucci, capogruppo di FDI, ha spiegato di aver “firmato e votato perché se c’è una possibilità di vincere anche grazie alla nostra firma, noi lo faremo sempre sulle problematiche relative alla salute”. Poi l’affondo al PD locale, oggi affianco a Lombardo: “non si può essere opposizione e maggioranza nello stesso luogo, e non si può essere qui opposizione, in merito ad una scelta del partito romano e regionale, e magari da oggi al 25 settembre fare campagna elettorale per quei candidati alle politiche che, invece, sostengono l’attivazione del TMB. Cosa diranno quando si troveranno davanti Zingaretti, Gualtieri o l’Alfonsi? Diano le dimissioni, diventino civici, tanto già sono in maggioranza, e continuino la lotta”.

È una contrarietà “fondata non solo sui timori e sulle preoccupazioni dell’impatto che una struttura come questa potrebbe avere sulla Città e sui territori limitrofi ma anche e soprattutto sulle modalità impositive dell’iter”, è il commento granitico del sindaco. “Hanno scelto una struttura di un altro Comune, ancora priva del collaudo definitivo – rincara -, che deve essere oggetto degli interventi previsti da Arpa Lazio, su cui pende un ricorso al TAR per l’autorizzazione ambientale rilasciata nel 2020, e con una parte della proprietà dell’impianto su cui è in corso un procedimento relativo ad un’interdittiva antimafia”.

Criticità non certo secondarie, sulle quali pesano “dubbi e le paure di una Città che, anche allora con provvedimenti urgenti e temporanei, ha visto purtroppo crescere metro dopo metro la discarica dell’Inviolata ancora oggi non bonificata. Guidonia Montecelio ha già pagato un caro prezzo in termini ambientali e non ritengo giusto aprire il TMB ai rifiuti di Roma o di altri comuni che non siano del nostro ATO”. Da qui la delibera di giunta al fine di conferire all’avvocato Santapichi l’incarico di ricorrere al TAR, “a cui chiederemo – conclude il primo cittadino – l’annullamento dell’ordinanza Gualtieri. Non lascerò intentata nessuna strada che ritengo utile a scongiurare l’entrata in funzione dell’impianto”.

Basilare sarà il sostegno del sindaco di Fonte Nuove Angelo Presutti, con il quale Lombardo ha stretto un’alleanza NO-TMB, il cui rispettivo Consiglio ha votato all’unanimità, parallelamente ai colleghi del vicino comune, un dispositivo simile che dà mandato a Presutti di attivare l’ufficio legale per proporre intervento ad adiuvandum al ricorso di Guidonia.

Intanto dal Campidgolio, l’assessora capitolina ai rifiuti Sabrina Alfonsi ha dichiarato, nell’intervista rilasciata la scorsa settimana, che la decisione del sindaco Gualtieri è “l’unica azione possibile di fronte dell’incendio a Malagrotta“. E ha aggiunto: “Ci sono delle difficoltà e delle emergenza che ci costringono ad azioni come queste, che costringono il sindaco ad ordinanze come quella dell’apertura del TMB di Guidonia”.

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Bracciano, Tondinelli – Marini – Alimenti: “La giunta Crocicchi manda in tilt l’area tecnica. La segretaria scrive al Sindaco”

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“Già l’oggetto non promette nulla di buono: “Rilievi in merito all’affidamento dell’area Tecnica al Segretario comunale”. 

Una lettera dai toni molto importanti è stata scritta dal Segretario Generale del Comune di Bracciano Dottoressa Venera Diamante al sindaco Marco Crocicchi, al vicesindaco Alfredo Massi, alla giunta tutta e al presidente del Consiglio Giulia Sala. Il problema è che nonostante al Comune di Bracciano ci siano tre architetti e ingegneri, la responsabilità dell’area Tecnica sia stata affidata proprio a lei, una figura che di fatto non ha le competenze tecniche per ricoprire tale ruolo. Questo significa assenza di strategia e pianificazione da parte di un Ente che crea dei rallentamenti e disorganizzazione nella macchina amministrativa che chiaramente non conosce perché altrimenti non si sarebbe arrivati al clamoroso episodio di una Segretaria comunale che deve spiegare ufficialmente al sindaco quello che può e non può fare.  

Già nella premessa il Segretario specifica che non può avere competenze tecniche specifiche tali da ricoprire il ruolo cui attualmente le hanno affidato. Un ruolo chiave che prevede di seguire e pianificare il territorio, seguire i Lavori Pubblici, le manutenzioni, la tutela dell’ambiente. 

“È doveroso evidenziare – si legge nella lettera – che non è possibile l’assunzione di specifiche responsabilità in capo alla scrivente in relazione a possibili carenze e/ o profili di deficitarietà dell’azione che potrà essere espletata dalla sottoscritta in un’area così complessa e articolata”. 

Detto in soldoni la Segretaria non può e non vuole che gli effetti che ci saranno da questa gestione di un’area così vasta e che richiede specifiche competenze non potranno ricadere sotto la sua responsabilità. Tradotto: c’è caos e soprattutto disagi e problemi per i tecnici e le imprese che contano come giusto che sia sulla certezza di poter affrontare in maniera ‘normale’ disbrighi amministrativi. C’è caos per i permessi di costruire, le ristrutturazioni, le ordinanze sul ripristino degli abusi, le concessioni in sanatoria, le richieste di cambio di destinazione d’uso, di ampliamento. Tutto è come sospeso e congelato. E le cose che passano per silenzio assenso, di fatto con questa lettera paiono anche essere “in dubbio”. Questa condizione la si capisce bene dalla lettera della Segretaria Generale che non è una politica ma un funzionario pubblico che scrive nero su bianco che se tra gli effetti che potrebbe produrre questa sua condizione c’è anche il “concretizzarsi di un silenzio assenso che non si sarebbe dovuto concretizzare. Tradotto: si potrebbero creare dei danni erariali e degli effetti anche molto pesanti per le casse comunali e la posizione dell’Ente. Verrebbe da dire una gestione alla “carlona”. Altro passaggio della lettera: “Rimane pertanto l’impossibilità di sottoscrivere atti di natura prettamente tecnica […] le pratiche che la scrivente è impossibilitata a sottoscrivere rimarranno, pertanto, inevase a nocumento dell’interesse dei cittadini richiedenti. Assumere in ogni caso i desideri dei dipendenti di non voler assumere responsabilità che l’Ente ha tutto il diritto di pretendere – a nocumento del Comune e di altri oltrettutto – non si ritiene che risponda all’interesse generale dell’Ente e nemmeno a quello dei cittadini”. 

A questo punto, è evidente che quello che abbiamo detto per mesi corrisponde alla più disarmante e sconcertante verità: c’è una incapacità cronica di questa amministrazione nel gestire la cosa pubblica. Non lo diciamo noi consiglieri di opposizione ma lo dice un funzionario pubblico: la Segretaria Comunale. Credo che una lettera del genere non sia mai stata scritta da un segretario comunale l’amministrazione dove presta servizio. Come ha potuto Crocicchi dopo aver scelto personalmente la Segretaria non ascoltarne i suoi consigli e costringerla a mettere ufficialmente nero su bianco le gravissime criticità in cui versa il Comune di Bracciano? Inoltre con la nuova dotazione organica, il segretario non ha più neppure un aiuto che la assista nello svolgere le funzioni basilari che le spettano. Ormai questa giunta sembra alla deriva. I Revisori dei Conti hanno espresso gravissime riserve sull’approvazione del rendiconto e la Segretaria è in palese condizione di disagio. Chiediamo alla Prefettura di ascoltare il Collegio dei Revisori dei Conti e la Segretaria e a prendere i necessari provvedimenti poiché ormai le innumerevoli carenze amministrative, ampiamente certificate dalla Segretaria, non consentono il normale svolgimento dell’attività amministrativa all’interno del comune di Bracciano.A nostro avviso, quando non si è capaci di amministrare si può fare soltanto una cosa: ammettere l’inadeguatezza e dimettersi!”. Così in una nota i consiglieri comunali Armando Tondinelli, Roberta Alimenti e Claudia Marini

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