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Roma-Viterbo, è scontro tra Regione e Comitato: A.a.a. cercasi nuovo orario

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Le promesse dell’assessore Alessandri non soddisfano il Comitato Pendolari che promette battaglia

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Sarebbe andato bene, così almeno pare, il confronto con l’assessore regionale ai trasporti Mauro Alessandri del 4 settembre, “al fine di risolvere le criticità createsi nel mese di luglio a seguito dell’applicazione delle nuove normative ANSF entrate in vigore anche sulla ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo”. Recitava il comunicato congiunto dei sindaci dell’asse Flaminia.

A presenziare, oltre all’assessore e ai dirigenti regionali, lo stato maggiore di Atac SpA, con il Direttore delle ex-concesse Giovanni Battista Nicastro, e i rappresentati di ANAS. L’Azienda Capitolina “ha presentato il nuovo piano ferroviario calibrato sui flussi reali dei passeggeri, in linea con il piano dello scorso anno, da avviare dal 16 settembre, con la sola sostituzione di alcuni treni contro flusso con bus gestiti direttamente da Atac. Rispetto alle ipotesi iniziali sono stati ridotti i tempi di percorrenza dei treni, con un ritardo massimo presunto di soli 10 minuti da Montebello a Catalano. I sindaci hanno chiesto di anticipare l’entrata in vigore almeno qualche giorno prima”. Così come suggerito dal Comitato Pendolari RomaNord, è bene sottolinearlo.

“È stato inoltre presentato”, continua il comunicato, “il cronoprogramma dei lavori di ammodernamento [altra richiesta avanzata dal Comitato, ndr], dell’intera infrastruttura per un importo lavori previsto di circa 400 milioni di euro in tre anni. I Sindaci si sono riservati di valutare la proposta di orario, una volta ricevuta in forma cartacea e più dettagliata, e di presentare a ATAC, nei prossimi giorni, eventuali proposte di miglioria”.

Fissata per il 18 settembre la firma del protocollo per la formazione dell’Osservatorio sulla mobilità e poi “nella stessa occasione, “sindaci e gestori saranno ascoltati per verificare la possibilità di potenziare il Trasporto Pubblico Locale su gomma in sinergia tra i Comuni, per garantire con maggiore facilità il trasporto da e per le stazioni di Montebello e Monterotondo. I sindaci inoltre si sono accordati affinché venga stabilito un calendario di incontri in ciascun comune, con la partecipazione dell’assessore ai Lavori Pubblici e dei dirigenti regionali, per illustrare la situazione ai cittadini”.

Da Viterbo è stata l’assessore Laura Allegrini a tirare le somme: “Alessandri ha assicurato che per l’anno scolastico 2019/2020 saranno ripristinate le corse dello scorso anno. Saranno quindi soppresse le corse sostitutive degli autobus. Sarà anche ripristinato lo scambio a Vignanello. Ci saranno inoltre corse col sistema del cadenzato mnemonico ogni due ore sull’ora pari al minuto 30 in partenza da Catalano, e al minuto 21 in partenza da Viterbo. Entro due anni inizieranno i lavori per 105 milioni di euro, già disponibili per tutti i lavori tecnologici riguardanti l’intera linea, il cui soggetto attuatore è RFI. Durante la riunione è stato affrontato anche il problema dei passaggi a livello privati: due per il Comune di Viterbo. La Regione chiederà al Comune di rendere pubbliche le strade interessate in modo da poterli mettere in sicurezza. Con il consigliere Panunzi abbiamo ribadito la necessità che la carrozza 59 ritorni a Viterbo, quale pezzo di storia del nostro territorio”.

Insomma, tutto sarebbe andato nei migliori dei modi. “Come Regione Lazio abbiamo inoltre illustrato il quadro degli interventi già avviati, per un costo complessivo di circa 100 milioni di €, che saranno realizzati da RFI SpA quale soggetto attuatore ai sensi dell’art. 47 comma 1 del Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50”. Ha dichiarato, gongolando, Alessandri: “A tal fine è in corso di approvazione la convenzione che regola i rapporti tra Regione Lazio ed RFI per la realizzazione dei suddetti provvedimenti. Inoltre, per quanto concerne il parco rotabile, la gara in atto prevede un vero e proprio rinnovo: 12 treni sulla tratta urbana; 6 sulla tratta extraurbana; manutenzione per 10 anni e materiale di scorta”.

“Per monitorare il corretto funzionamento di questi provvedimenti”, ha poi concluso, “nonché per avanzare segnalazioni o proposte atte a migliorare la qualità del servizio per i cittadini, è prossima l’istituzione dell’Osservatorio di Vigilanza, organismo di concertazione tra la Regione Lazio e i Comuni. Ringrazio i consiglieri Minnucci e Panunzi per aver partecipato ai due incontri confermando nuovamente la loro grande validità di interlocutori e rappresentanti dei territori”.

Ma del nuovo orario, quello impacchettato da Atac, ancora nessuna traccia. Doveva essere consegnato ai primi cittadini al massimo ieri, 5 settembre, invece la cosa sarebbe slittata all’inizio della prossima settimana. Perché tanto mistero? C’è o non c’è? E quali sono i timori? Quel poco che si conosce, frutto di indiscrezioni, è stato anticipato in anteprima da l’Osservatorio d’Italia. Per il resto, buio pesto.

“Come un dejavu”, attacca Fabrizio Bonanni portavoce del Comitato Pendolari. “Esatto, tutte cose già sentite anni fa e che si ripropongono di solito o prima delle elezioni o quando si debbono scusare per i tanti errori che fanno continuamente, come fossero in stato confusionale. La sensazione è proprio questa: per cercare di calmare le acque che di solito i pendolari agitano a ragione, se ne escono in Regione e (sempre meno) in Atac con ‘faremo, investiremo, programmeremo, stiamo per…’, le solite litanie che sentiamo dal 2012”.

“Questo accade perché fondamentalmente non conoscono la nostra ferrovia, non viaggiano con noi, non soffrono con noi. Questo gli manca per capire bene come si sta dalle nostre parti. Se da lunedi 16 il nuovo orario fatto vedere da ATAC (ma che nessuno, nemmeno i sindaci riescono ancora ad averne copia) produrrà ancora più disservizi (e stranamente i nuovi avvisi di ATAC sul nuovo orario iniziano a essere pieni di scuse, perché forse già sanno che saranno dolori per noi utenti) non basterà nemmeno il Comitato a calmare gli animi degli utenti ancora alle prese con soppressioni, ritardi al posto dei ‘faremo, investiremo…’. Con le promesse non ci facciamo nulla e restiamo sorpresi dalle posizioni di alcuni sindaci che invece di attaccare e farsi sentire duramente verso chi non mantiene gli impegni, sembrano essersi tranquillizzati con quelle 4 promesse buttate sul tavolo dall’assessore e da Atac che è sempre più fuori dalla gestione della nostra ferrovia”.

“Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di partecipare all’incontro del 4 settembre insieme ai Sindaci, nonostante la preventiva richiesta, perché la Regione ha ritenuto opportuno vedere solo i primi cittadini dei comuni interessati…quando chi sta sul pezzo e ed è a fianco dei pendolari è solo questo Comitato. La cosa non ci ha sorpreso più di tanto, ce l’aspettavamo. Come ci aspettavamo che la Regione per riparare al torto ci convocasse lunedì 9, per darci evidenza del nuovo orario e degli investimenti previsti, che ormai conosciamo a memoria da anni. Non essendo abituati a perdere tempo nelle fresche stanze degli enti pubblici ma a stare sul campo, in stazione e sui treni a fianco dei nostri amici pendolari, abbiamo declinato l’invito certi che con il nuovo orario dal 16 settembre ci sarà da soffrire. Sicuramente l’incontro è solo rimandato a tempi peggiori, di questo ne siamo purtroppo certi”.

“Avevamo chiesto di anticipare di qualche giorno l’entrata in vigore del nuovo orario per permettere a tutti di prendere confidenza con i nuovi treni e le nuove soppressioni che immancabilmente ci saranno, e invece nemmeno quello: si comincia con il primo giorno di scuola, quasi a ripetere lo stesso errore del 1 luglio scorso, ma si sa che Regione Lazio e Atac ripetono facilmente gli stessi errori: abbiamo tanti esempi lampanti a proposito. Insieme all’associazione TrasportiAmo era stata presentata ai Sindaci e ai cittadini di Sant’Oreste, Rignano e Sacrofano (gli unici a fare incontri con i cittadini prima del 4 settembre, con Sindaco e Giunta di Sant’Oreste ‘fastidiosi’ capofila coraggiosi!) sia lo stato del servizio dal 1 luglio al 30 agosto che una proposta di orario nel rispetto del regolamento ANSF vigente, e speravamo che questo nostro lavoro, insieme alla richiesta di avere un dettagliato cronoprogramma dei lavori, fosse soddisfacente per dare l’idea alla Regione e Atac che il servizio può essere migliorato. Invece, non solo non ci hanno invitato il 4, ma non hanno nemmeno preso in considerazione le nostre proposte, veicolate dai sindaci presenti all’incontro”.

“Adesso ci aspettiamo che ogni Comune che non abbia ancora provveduto, convochi prima del 16 una assemblea pubblica per informare i cittadini delle novità recepite in regione, che vanno oltre il comunicato congiunto pubblicato recentemente. Il risultato migliore in questo periodo è sicuramente aver ricompattato e avvicinato sindaci e comuni anche nella prospettiva della costruzione di una rete di trasporto locale, anche per sopperire temporaneamente (si spera) alle lacune del treno che collega questi comuni”.

“Il Comitato Pendolari”, conclude Bonanni, “sarà sempre al fianco degli utenti della romanord e rappresenterà la voce e il baluardo di tanti cittadini che si sentono abbandonati dagli enti e che pagano biglietti e abbonamenti per avere un atroce servizio pubblico che dal 1 luglio al 30 agosto ha funzionato al 100% solo per 6 giorni su 60. Questo è il vero dato che fa riflettere e che ci invoglia ad andare avanti anche con la nostra petizione che vi invitiamo a firmare e a condividere”.

Per firmare la petizione:
https://www.change.org/p/regione-lazio-potenziare-la-ferrovia-roma-civita-castellana-viterbo

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Castelli Romani

Nemi, 10 mila euro a una famiglia indigente per affittare un villino… a Rocca di Papa: 3 piani, 4 bagni e un castagneto privato

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NEMI (RM) – Quella che vogliamo raccontare è una gran bella storia come non se ne sentono molte ai giorni d’oggi. I servizi sociali al Comune di Nemi funzionano meglio che in Svizzera. Prima ci si accontentava di tre cuori e una capanna, oggi la musica è cambiata.

Il protagonista è il Comune di Nemi la cui area Servizi Sociali ha scongiurato l’ipotesi che una famiglia con tre bambini potesse “vedersi privata dei propri diritti” come frequentare con regolarità la scuola e servirsi dei servizi scolastici accessori, vivere insieme ai genitori e in una casa idonea alle loro esigenze).

In concreto i servizi sociali hanno trovato una abitazione a questa famiglia residente a Nemi che stava per essere sfrattata. Non è il primo aiuto che i servizi sociali danno loro.

Già con determinazione n.126/2019 al nucleo familiare era stato concesso un primo contributo straordinario di €500,00 per soddisfare le immediate necessità dei minori.

Ebbene il Comune di Nemi si è attivato immediatamente chiedendo contributi economici, tant’è che la direzione regionale ha concesso la somma di € 8.500,00 e il Comune di Nemi di 1.500,00 euro per un valore complessivo di dieci mila euro. Una cifra importante che è servita alla famiglia per trovare una bella casa, anzi non una casa ma addirittura un villino, anche se con contratto per 18 mesi (dal 20 giugno 2019 al 19 dicembre 2020) e anche se in un altro Comune e cioè a Rocca di Papa.

QUESTA LA DETERMINA [CLICCARE PER LEGGERE]

QUESTO IL CONTRATTO [CLICCRE PER LEGGERE]

Si Rocca di Papa con cui Nemi ha comunque già un legame per il fatto che il Comandante Gabriele Di Bella dirige anche il comando della municipale rocchegiana dopo la tragica esplosione del palazzo Comunale.

L’affitto non è certo dei più bassi, si parla di mille e cento euro al mese. Una sistemazione non certo sacrificata per una famiglia indigente date le caratteristiche: il villino è addirittura senza mobili che vanno comunque messi (o comprati o regalati la bella casa va ammobiliata). C’è un piano terra grande open space con angolo cottura, una camera , un bagno e il giardino. Al primo piano c’è un salotto, un’altra cucina , un bagno e giardino con portico, al secondo piano tre camere, due bagni e terrazza. Poi c’è anche un bel garage e un castagneto.

Le risorse reperite per questa famiglia indigente, per cui si è lieti che abbia trovato un bella sistemazione, non potevano essere ripartite per più nuclei familiari con un ridimensionamento delle spese? Anziché un villino a mille e cento euro al mese non si sarebbe potuto trovare un appartamento spazioso a 800 euro nel comune di residenza che è Nemi? Non sarebbe stato meglio che la famiglia rimanesse a Nemi che ha una scuola vicino ed è il territorio che elargisce l’aiuto economico? Se tutte le famiglie in difficoltà e con uno sfratto sul groppone si ritrovassero spesato l’affitto di un villino con 4 bagni, due cucine, salotti, terrazza, giardino, garage e persino un castagneto allora in questo comune dei Castelli è certo, si sta meglio che in Svizzera.

Che il Comune voglia fare concorrenza al reddito di cittadinanza dei pentastellati? Ironia a parte, la realtà a volte lascia a bocca aperta. E questa storia non è affatto fantastica. In allegato all’articolo i documenti direttamente scaricabili.

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Costume e Società

Sociale, Cangemi: “Seconda edizione No Bulli Cup, vince il gioco di squadra”

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In campo per dire no al bullismo: 108 atleti delle scuole calcio di SS Lazio, AS Roma e Frosinone Calcio hanno disputato il Trofeo No Bulli nell’ambito della campagna di contrasto al bullismo e al cyberbullismo ‘No Bulli’ promossa dal vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi, insieme alle tre società di calcio professionistiche.

Dopo la prima edizione della No Bulli Cup, organizzata dalla AS Roma nel maggio scorso, sabato 12 ottobre il secondo appuntamento promosso dalla SS Lazio presso il centro Sportivo Armata del Mare per un’altra giornata di sport e gioco all’insegna della cultura del rispetto.

Nove le squadre che hanno partecipato al mini torneo guidate dai responsabili delle scuole calcio, Stefano Pasquinelli (SS Lazio) che ha curato l’organizzazione dell’evento, Mirko Manfré (AS Roma) e Luigi Lunghi, presidente della Academy Calcio Frosinone. In campo per i biancocelesti SS Lazio, ASA e Campus Eur; per i giallorossi AS Roma, Acquacetosa e Salaria Sport Club e per i gialloblu Frosinone Calcio, Accademia gialloazzurri e Academy Ferentino. Dopo la sfilata di presentazione, i piccoli calciatori si sono scatenati sul tappeto verde dell’Anfield Road, del Camp Nou e del Parco dei Principi sostenuti dal tifo entusiasta e divertito delle tante famiglie presenti.

Al termine dei triangolari, a tutte le formazioni è stata consegnata la coppa No Bulli e la maglia No Bulli in ricordo della giornata.

“Ancora una volta ha vinto il gioco di squadra ha commentato Cangemi durante le premiazioni – La campagna ‘No Bulli’ sta diffondendo tra i giovani un messaggio forte contro il bullismo e, per questo, ringrazio ancora una volta Lazio, Roma e Frosinone per aver accettato di condividere con noi questo percorso di educazione rivolto ai bambini delle scuole calcio. Non solo quelli delle tre società, che giocano con il logo No Bulli sulle maglie ufficiali, ma anche i tanti calciatori in erba che coinvolgiamo con queste ulteriori iniziative. Un contagio positivo contro qualsiasi forma di prepotenza e a beneficio del rispetto reciproco sul campo, negli spogliatoi, a scuola e più in generale nella vita”.

Prossimo appuntamento della campagna No Bulli sui campi del Frosinone Calcio.

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Cronaca

Frosinone, sgominato il business dei migranti nel Lazio, Campania e Molise: coinvolti anche sindaci e pubblici ufficiali

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Sin dalle prime luci dell’alba, gli uomini della Polizia di Stato e della Guardai di Finanza di Frosinone stanno eseguendo, su disposizione del G.I.P. Dott. Domenico di Croce, ordinanze di applicazione di misure cautelari personali e reali in tre diverse Regioni (Lazio, Campania e Molise) e cinque Province (Frosinone, Latina, Rieti, Caserta ed Isernia), nei confronti degli appartenenti a due sodalizi criminosi attivi nel settore dell’accoglienza ai migranti.

Le indagini, dei Poliziotti del commissariato di Cassino e della squadra Mobile,e del Comando Provinciale GdF di Frosinone, coordinate dal Sost. Proc. Dott. Alfredo Mattei, hanno acceso i riflettori su un articolato sistema di frode che, anche grazie alla corruzione di pubblici ufficiali preposti ai controlli e Sindaci, ha consentito ai sodali di appropriarsi indebitamente di ingenti somme di denaro.

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