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NEMI, CONSIGLIO COMUNALE: "I PANNI SPORCHI" SI PROFUMANO CON UNA MOZIONE

Riceviamo e Pubblichiamo da "Insieme per Nemi"

Nemi (RM) – E pensare che poteva essere una cosa seria, anche se, oggettivamente, inusuale per l’Amministrazione di Alberto Bertucci.
Prima i fatti.
Il Consigliere Comunale di Opposizione di “Insieme per Nemi” Cinzia Cocchi, nonché ex – Sindaco e da lustri Consigliere Comunale, in forza di quanto previsto dal regolamento comunale e dalle leggi vigenti, aveva richiesto ufficialmente al Sindaco di indire una seduta del Consiglio straordinaria ed aperta al pubblico, considerata l’urgenza di un confronto dialettico sulla condizione della Scuola di Nemi, le cui profonde criticità sono apparse in crescita esponenziale dopo le recenti vacanze natalizie.
Le posizioni delle parti sono ben note a tutti i cittadini:
1) genitori e bambini lamentano il quotidiano verificarsi di gravi disservizi; primo fra tutti il pessimo funzionamento dell’impianto di riscaldamento; e, poi, ma non da ultima, la contingenza di uno stato di assoluto abbandono del plesso scolastico che ha causato il bivacco dei gatti e l’effluvio delle loro deiezioni…..ma non solo!
2) il Sindaco minimizza o nega, a seconda del momento, tenta di gettare fumo negli occhi e, peggio, si sforza di volgere il disagio generalizzato a proprio vantaggio, provando ad accreditarsi come salvatore della Patria, come quando ebbe a sfidare “i ratti uniti di tutta la zona”, ordinandone il genocidio mediante la determina di derattizzazione (determinazione n°10 del 16-01-2014), unita alla disinfezione dei locali.
3) il Corpo Docente nei riguardi della problematica è algido ed asettico nel disperato tentativo di dimostrarsi neutrale….. come la Svizzera. Perché, poi? Loro non lo hanno spiegato e nessuno può comprenderlo
Comunque sull’argomento scuola ci sono stati manifesti, polemiche, proteste: proprio come è giusto che sia quando un servizio primario, pagato dai contribuenti, non funziona, o funziona molto male. 

In questo contesto la richiesta del Consigliere Cocchi, oltre che essere ineccepibile sul piano formale, è stata più che opportuna per cercare verità e riportare serenità nell’ambiente e nei rapporti tra genitori e scuola, con l’unico scopo di migliorare il servizio.

Ma il Sindaco Alberto Bertucci ha disposto diversamente: si è limitato ad indire un Consiglio non come correttamente richiesto dall’Opposizione, ma con altri punti all’ordine del giorno, tra i quali, e solamente al quarto posto, l’argomento scuola, senza accennare in alcun modo all’istanza regolamentare del Consigliere di Opposizione Cocchi.
Questa condotta costituisce una vera e propria barbarie verso i principi della rappresentanza istituzionale; connota un profondo ed immotivato disprezzo verso i cittadini che, nonostante Bertucci e C., la Cocchi rappresenta; dimostra pochezza culturale, protervia ed arroganza inarginabili, nonché volpina furbizia. Una furbizia che ha mostrato tutta la sua ferina lucidità, oltre che nell’aver impedito di fatto ai genitori di intervenire nel Consiglio Comunale (Consiglio aperto, così come aveva richiesto la Cocchi), anche nella scelta dell’orario (inizio alle 18,30) fatto per di più slittare alle ore 19,00 in modo da essere sicuro che le mamme, a quell’ora, sarebbero state in casa per la cena.
Quindi il Consiglio Comunale si è risolto in una seduta senza genitori, senza personale della Scuola e senza gli Ispettori della ASL che avevano effettuato i sopralluoghi. Senza pertanto riscontri di verità.
Si doveva stabilire se, oltre ai gatti, la scuola ha ospitato anche i topi. Il Sindaco giura di no, ma su disposizione della ASL ha ordinato la derattizzazione e la disinfezione degli ambienti.
Qualcuno ha detto che è stato per zelo. Ma come mai questo scrupolo si è manifestato soltanto adesso e perché mai non è stato disposto anche negli altri anni?
Negare l’evidenza infastidisce ed inasprisce.

Sarebbe stato molto semplice, probabilmente, ammettere l’accidentalità dell’evento, chiedere scusa e tirare avanti.
Evidentemente non è stato possibile, poiché l’onestà intellettuale non trova ospitalità alcuna fra gli attuali illustri inquilini del Municipio di Nemi.
Per loro vale esercitare una sorta di oggettivamente impotente volontà di potenza che si appalesa anche negli imbarazzanti motteggi ed ammiccamenti che di sovente alcuni degli appartenenti alla maggioranza usano scambiarsi durante la seduta di Consiglio.
A fronte della lucida diagnosi della Cocchi e delle sue incalzanti argomentazioni nel silenzio assoluto degli altri Consiglieri di Maggioranza: il Sindaco non ha fornito spiegazione alcuna come sarebbe stato in suo dovere; il Consigliere Osmari è stata coerente nella sua linea di neutralità condita di soave accondiscendenza alle pur inesistenti argomentazioni del Bertucci; il sedicente Presidente del Consiglio Comunale è uscito per un istante dal meditabondo riserbo che spetta di diritto a tutte le eminenze grigie che si rispettino. Quando, poi, la seduta volgeva al termine, inaspettata è scoppiata la farsa: la Giunta propone al Consiglio di votare una mozione in favore della Scuola, come se qualcuno si fosse dichiarato contrario alla Scuola. È come se il Medico quando diagnostica una malattia dichiarasse Guerra alla vita del paziente.
È accaduto pertanto che la Maggioranza che appoggia Bertucci si è comportata come quelle dame che nel ‘600 e nel ‘700, invece di lavarsi, si limitavano a cospargersi di profumi…..illudendosi di coprire la puzza.
Meditiamo gente!…….Meditiamo

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NEMI, DISSERVIZI TRASPORTO PUBBLICO: OSCAR AL CONSIGLIERE COTRAL PER L'IMPEGNO PROFUSO

Redazione

Nemi (RM) – Un cittadino di Nemi scrive alla nostra redazione per segnalare i continui disagi del trasporto pubblico su gomma che deve affrontare quotidianamente.  Le lamentele sul Cotral a Nemi, purtroppo, sono molto frequenti.

Pensare che l'attuale consigliere di maggioranza ed ex aspirante presidente del consiglio comunale di Nemi Giovanni Libanori ricopre anche la carica, almeno fino ad oggi, di consigliere d'amministrazione dell'azienda di trasporto. Infatti lo stesso non ha risparmiato promesse su quella che doveva essere una grande rivoluzione dei trasporti a Nemi grazie al suo intervento. Adesso riecheggiano quegli slogan roboanti soprattutto quando si perde l'autobus o quando questo non arriva dove dovrebbe.

E allora sale la rabbia dei fruitori del servizio pubblico che non hanno un'autista personale che li porta a destra e a manca.

Per questi motivi il nostro quotidiano L'osservatore d'Italia nella nostra vignetta satirica "all'ultimo grido" ha deciso di assegnare l'oscar realizzato ad hoc per il pluri consigliere, sicuri che saprà apprezzare con i suoi soliti epiteti fiammanti questa nostra iniziativa. 

Di seguito la lettera del cittadino di Nemi inviata oltre che al Cotral e al comune di Nemi anche alla nostra redazione:

"Buon pomeriggio!
Vi riscrivo per la seconda volta per congratularmi con quel genio che ha elaborato gli orari degli autobus Cotral. da e per il comune di Nemi. Da informazioni ricevute da persone anziane del paese, una volta l'autobus partiva circa alle 6,00 verso la capitale. Eh! altri tempi!!  (Abbiamo interpellato un altro cittadino ormai conosciuto dalle cronache locali come "inc…….to" e che in passato ha segnalato altre situazioni di disagio e che non è il cittadino che scrive questa lettera il quale ci dice che una volta gli autobus partivano anche alle 5) – ..Ritornando al Genio – sicuramente un dottore – per "lui" una persona che lavora a Roma e abita a Nemi, non dovrebbe usare i mezzi pubblici e quindi.. può anche cambiare città!! Eh! si perchè il primo autobus utile , secono il vostro orario , per la più vicina cittadina fornita di notevoli corse Velletri-terminal anagnina / Velletri terminal laurentina ed innumerevoli altre località partirebbe, è alle ore 7,20!!!! …complimenti !! Ciò vuol dire arrivare a Roma alle 9,30-10,00! … che soddisfazione!! E' semplicemente scandaloso che un paese come Nemi – perla dei Castelli Romani – non possa rientrare nella immensa rete di comunicazione laziale, sarebbe da dire uno dei casi che ci equiparerebbe al terzo mondo! Gli italiani sono abituati a capire sempre tutto e quindi anche le difficoltà ormai note …… ah!! per non parlare della domenica!! .. i turisti di tutto il mondo, vi ringraziano coralmente!!
Noi pendolari e Italiani pensiamo che il peggio non finisca mai quindi non possiamo che affidarci alla santa speranza! nel caso specifico per un migliore servizio pubblico primario dei trasporti!! Riepilogo dei collegamenti come dal sito Cotral (quando sono confermati dalla presenza reale dell' autobus nel paese)
per Genzano di Roma: 7,20 – 8,40 – 10,50 ns – 11,20 sa – 13,15 – 14,20 sa – 14,40 ns – 16,25 – 17,25 – 18,50
da Genzano di Roma: 7,00 – 8,20 – 10,40 ns – 11,00 sa – 13,00 – 14,10 – 16,15 – 17,15 – 18,40

Ringrazio anche perchè se perdo o non passa l'auto dell 18,40 torno a casa a piedi Genzano-Nemi 6km anche al buio!!!  (Anche qui abbiamo sentito l'altro cittadino conosciuto come "inc……….to" di Nemi il quale ci dice che i Km sono circa 3,6) Saluti cordiali! ugualmente, anche se difficilmente troverò conforto da una risposta o troverò mai una risposta.
P.P.F."

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NEMI – GENZANO: TUTTE LE “CYNTHIA” PAZZE PER GIOVANNI LIBANORI

di Chiara Rai

Nemi / Genzano (RM) – E’ polemica sulla gestione dello stadio Luciano Iorio di Nemi strappato ai nemesi doc. Venire a capo delle vicende delle varie ASD non è semplice specialmente se c’è confusione tra nomi simili e denominazioni di società facilmente confondibili. Certo partendo da un semplice comunicato stampa, noi de L’osservatore d’Italia abbiamo ravvisato delle singolarità. Che vedremo e affronteremo con dovizia di particolari dopo aver raccontato il fatto scatenante che ci ha fatto appassionare alle vicende dello stadio Luciano Iorio di Nemi.

Tutto è iniziato nella vicina Genzano. Qui gira un volantino pubblicato anche sul sito ufficiale della ASD Cynthia 1920. Il volantino più che di carattere sportivo è palesemente di stampo politico. Si tratta di un attacco all’amministrazione Gabbarini per la gestione degli impianti sportivi genzanesi utilizzati dalla storica Associazione Dilettantistica Sportiva Cynthia 1920.

L’accusa agli amministratori è di non aver mantenuto le promesse fatte e quindi di non aver sufficientemente investito nelle strutture lasciando tutti gli oneri di manutenzione a carico della società sportiva Cynthia 1920. A firma del consigliere di maggioranza del Comune di Nemi Giovanni Libanori, il quale sul sito ufficiale risponde alla voce di Vicepresidente della Cynthia 1920, c’è un comunicato stampa che riporta testualmente: "Abbiamo risollevato la societa' genzanese e abbiamo eseguito importanti interventi di ristrutturazione, sia dei campi che degli spalti, offrendo maggiori spazi grazie all'utilizzo del "Luciano Iorio" di Nemi. Ora rischiamo di non poter svolgere gare ufficiali sui nostri campi e di dover dirottare le squadre altrove perche' sono scaduti i termini per il rinnovo delle autorizzazioni. Purtroppo il sostegno che l'Amministrazione ci aveva annunciato e le tante promesse fatte in realta' non sono state rispettate e a rimetterci saranno i calciatori genzanesi di tutte le categorie".

Sia il volantino che il comunicato fanno riferimento, tra l’altro, allo stadio di Nemi.

Rispetto al volantino pubblicato sul sito ufficiale Cynthia 1920, lo stesso presidente della ASD Cynthia 1920 Sandro Baldazzi si dissocia dalle parole scritte: “Mi dissocio dal volantino – dice Baldazzi – quelle sono parole che hanno un chiaro contenuto politico. Io non voglio assolutamente avere a che fare con la politica, la finalità della ASD Cynthia 1920 è sportiva. Fare questo manifesto è stato un errore. Ma comunque, circa 15 giorni fa si è dimesso da vicepresidente della ASD Cynthia 1920 Giovanni Libanori”.

L’assessore allo Sport del Comune di Genzano Patrizia Mancini direttamente colpita assieme al sindaco di Genzano Flavio Gabbarini da questo volantino firmato “Cynthia Calcio” ribadisce che si tratta di una mera strumentalizzazione politica: “Il presidente si è dissociato da questo volantino – dice Mancini – spiegherò nell’ambito di una conferenza stampa tutti i dettagli su quanto abbiamo investito a partire da 24 mila euro per fare il muro di recinzione al campo in questione a 5 mila euro per ripulire i bagni e via dicendo. Non confondiamo lo Sport con la politica e ai miei competitori politici dico di lasciar perdere i colpi bassi”.

Il continuo riferimento allo stadio di Nemi ci ha portato a fare delle serie riflessioni.

Giovanni Libanori nella sua nota parla di “utilizzo” e il volantino riporta “In questi mesi la nuova dirigenza, a proprie spese, ha: Dotato la società di un altro impianto sportivo (stadio Comunale di Nemi)”. Giovanni Libanori come da visura camerale della società di capitali Cynthia 1920 Srl aggiornata al 4 febbraio 2014 risulta essere tra gli amministratori con la carica di vicepresidente. Ma allora si è dimesso o no? Perché ad oggi agli atti ufficiali queste dimissioni non risultano.

Non vi è dubbio alcuno, quindi, sul fatto che la Asd Cynthia 1920 utilizzi e si pregii di essersi dotata dello stadio di Nemi.

Mentre la Cynthia 1920 si vanta di essersi dotata dello stadio nemese c’è chi non appare così di frequente sulle cronache sportive ma bensì paga 36 mila euro l’anno, almeno sulla carta, non si sa per quale intrinseco spirito di sacrificio. Si tratta della nuovissima ASD Diana Cynthia, l’associazione residente a Nemi ma con il presidente di Genzano Erminio Tardioli che sostanzialmente ha interrotto il sogno del gruppo storico di Nemesi di rimettere in piedi la Nuova Diana Nemi che si è costituita il 1 agosto 2013, e la cui presidenza fa capo allo storico allenatore Antonio Fortuna. L’associazione dilettantistica contava di rientrare il prima possibile nell’impianto sportivo e in merito avevano anche ricevuto delle rassicurazioni ma poi nei fatti è successo altro perché, si può facilmente presumere, che le capacità di contribuzione economica per la manutenzione dello stadio da parte della Nuova Diana Nemi non fosse tanto facinorosa quanto la nuovissima ASD Diana Cynthia.

Tutto inizia dai sigilli al campo sportivo che arrivano a luglio del 2012.

A novembre dello stesso anno si viene a sapere che oltre all’ex sindaco Cinzia Cocchi e all’ex sindaco Alessandro Biaggi, sono risultati indagati anche il sindaco di Nemi Alberto Bertucci, per “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”. Alberto Bertucci in veste di amministratore del Comune di Nemi, nell’ordinanza 21 del 26 agosto 2010 “falsamente attestava, riferendosi al campo sportivo Iorio di Nemi” l’idoneità del campo, visto il certificato di agibilità del campo di gioco che consente agli spettatori di accedere alle tribune in muratura e ciò sebbene l’impianto sportivo fosse privo di certificato di agibilità, privo di attestazione di allaccio alla pubblica fognatura, privo di certificazione antincendio e addirittura composto da alcuni manufatti abusivi (tribuna per ospiti, toilette, due magazzini, spogliatoi e club House).

E’ risultato indagato per lo stesso reato anche il consigliere di maggioranza del Comune di Nemi Giovanni Libanori perché addirittura si sarebbe spacciato per il sindaco di Nemi attestando la perfetta idoneità del campo sportivo. Insomma la Procura ha sequestrato tutto e ancora si attendono le conclusioni di queste indagini. A questo punto, l’amministrazione di Alberto Bertucci ha inizato a fare i lavori per poter rimettere in piedi il campo sportivo e ottenere quindi il dissequestro.

Per l’amministrazione di Alberto Bertucci arriva una schiarita di nubi grazie alla delibera di giunta del 19 giugno del 2013 nella quale si ripercorre con molta chiarezza l’escursus del campo sportivo Luciano Iorio. A maggio del 2013 viene concesso il dissequestro con utilizzo per svolgimento di incontri a porte chiuse dopo i lavori di adeguamento effettuati dall’amministrazione di Alberto Bertucci.

Il Comune di Nemi però deve essere in grado di coprire i costi gestione del campo come si legge nella delibera di giunta: “il Comune deve garantire una quota minima di copertura dei costi di gestione pari al 36% dei medesimi e può arrivare fino ad una copertura massima del 100%”. Per coprire i costi di gestione che ammontano storicamente a circa 36 mila euro l’anno l’Ente può ricorrere alle convenzioni. E allora che succede? Per non trovarsi pagamenti sulle spalle il Comune di Nemi ha indetto un bando di gara e, fato ha voluto, che rispondesse al bando un nuovo soggetto, non veterano del settore, disposto a pagare tale somma.

La curiosità ci spinge a chiederci: ma quali sponsor sono così coraggiosi da investire in una nuova ASD addirittura da permettere alla stessa di sostenere tali ingenti costi di gestione? E aggiungiamo che il Comune di Nemi (come da delibera del 19 giugno 2013) si è riservato la facoltà di permettere l’utilizzo anche ad altre ASD del territorio come ad esempio la Cynthia 1920 che si vanta addirittura di essersi dotata di tale impianto, previa richiesta di utilizzo del campo sportivo a mezzo apposito modulo allegato alla delibera 64 del 19 giugno 2013.

Queste ASD possono usufruire del campo a cifre irrisorie rispetto a quanto pagato dalla Diana Cynthia. Si parla di 3 mila euro oppure di 100 euro a seconda della frequenza o meno dell’utilizzo dello stadio nemese.

Dunque, la Diana Cynthia paga e le altre ASD si fanno belle con i dindi degli altri?

Ci sia consentita questa interrogazione. Ecco in conclusione come può essere spiegato il fatto che la Nuova Diana Nemi sia stata messa da parte e quindi non abbia stipulato convenzioni e non sia stata la squadra gestore dello stadio di Nemi: probabilmente non aveva 36 mila euro l’anno da corrispondere al Comune. Chissà se la Diana Cynthia, aldilà delle mere formalità abbia effettivamente versato nelle casse comunali cotanto importo. Ai tecnici l’arduo bilancio.

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NEMI: FACCIATE DA 200 MILA EURO PRESE PER I CAPELLI

di Angelo Parca

Nemi (RM) – Un nostro affezionato lettore avrebbe esordito con una esclamazione ormai nota: “strano, molto strano”. Mentre noi, come dire, la vogliamo raccontare come una vicenda tragicomica, a dire il vero più comica che tragica.

La vicenda dalle variegate sfumature è questa: il Comune di Nemi tutto ad un tratto si accorge che è tardi e che bisogna eseguire i lavori per il recupero del centro storico con i fondi ottenuti dall’amministrazione di Cinzia Cocchi e con il medesimo progetto approvato con la stessa. Dunque i tempi stringono e adesso è arrivato il momento di muoversi e allora per accelerare i tempi, passati ormai quasi due anni dall’insediamento del sindaco Alberto Bertucci venuto dopo il commissariamento, l’attuale Ufficio Tecnico pensa bene di adottare la procedura negoziata e quindi, senza previa pubblicazione del bando di gara, invita cinque ditte che ritiene essere interessate a partecipare alla gara.

Di questi tempi, con una crisi economica schiacciante dove quando capitano le offerte di lavoro la gioia viene equiparata ad una vincita al superenalotto, solo tre ditte invitate dal Comune di Nemi a formulare una proposta, trovano il tempo di rispondere.

Eppure si tratta di lavori di oltre duecentotredicimila euro. Non certo di bruscolini. Ebbene solo tre ditte trovano il tempo di rispondere all’offerta di cui una di queste tre ritiene di riferire che non può fare il lavoro. Le due rimanenti offrono un ribasso dell'1 per cento e del 3 per cento. Davvero pochino direbbe un saggio ma comunque sulle offerte non si discute e allora, chiaramente vince la gara quella che offre il 3 per cento di ribasso. Tutto a posto, pare, e quindi alla presenza della responsabile dell’Ufficio Tecnico Rosanna Galanti, di Stefania Rizza, del segretario comunale Ivano Moreschini e del geometra Andrea Bongianni si aggiudica la gara la società A.C.E. srl.

La A.C.E. srl ci ricorda, quantomeno per eguaglianza di denominazione anche se si tratta di altro soggetto giuridico, la ACE srl alla quale è sfumato il mega progetto di Panorama nella non lontana Ariccia. Insomma la ACE s.r.l. che acquisì la proprietà di parte dei terreni ricompresi nel “Programma integrato di intervento inserito nel Patto Territoriale delle Colline Romane Soc. Gessica 90 srl”, per una superficie complessiva 15.905 metri quadri di cui 6.330 ceduti poi gratuitamente al Comune di Ariccia. Per farla breve, ACE Srl è stata protagonista di una tentata “lottizzazione agricola per giunta percorsa dal fuoco”, così la definì il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli in un articolo uscito a giugno del 2012, prima approvata dal Tar e poi cassata dal Consiglio di Stato.

Sempre nel 2012 lo stesso primo cittadino evidenziò delle strane casualità quando parlò dei suoi avversari politici e di “enormi interessi economici” che ruotavano attorno ad Ariccia sulla quale vi sarebbe stato un interesse di speculazione illegale di decine di palazzine e villette.

All’epoca gli avversari politici di Cianfanelli risposero rispetto a queste accuse. E tra i contestatori dell’attuale sindaco ariccino, a studio dei costruttori Staccoli, caso vuole che ci fosse anche Giovanni Libanori il quale prese più volte la parola in merito.

Giovanni Libanori è attualmente consigliere di maggioranza del Comune di Nemi nonché ex aspirante presidente del consiglio comunale. Ma insomma il fato ci fa andare troppo fuori tema rispetto a una procedura negoziata per il rifacimento delle facciate del centro storico di Nemi cui non abbiamo ancora terminato di narrare le gesta.

Due giorni dopo l’aggiudicazione della gara da parte di ACE srl, la commissione (Galanti, Bongianni, Moreschini e Rizza) scopre che l’offerta di ACE srl non è firmata: otto occhi non sono bastati durante la gara, se ne sono accorti dopo mettendola nel cassetto.

E allora cosa fanno? Annullano tutto in autotutela e provvisoriamente affidano l’appalto all’unica società sopravvissuta che per altro ha offerto il misero ribasso dell’1 per cento.

Questa volta pare proprio che il fato ci abbia messo lo zampino: il Comune ha risparmiato ben poco e ha guadagnato un altro annullamento in autotutela come fu per la ormai famigerata gara per l’affidamento di un scuolabus per cui è imputato l’attuale sindaco (ex vicesindaco sotto la giunta Cocchi) di Nemi Alberto Bertucci accusato di frode e turbativa d’asta nei pubblici incanti.
 
 
 
 




NEMI, LOTTIZZAZIONE CORSI: ENDOPROCEDIMENTALMENTE PARLANDO

di Chiara Rai

Nemi (RM) – La vicenda i Corsi non è affatto conclusa. Anzi è davvero una matassa difficile da sbrogliare. Il nostro giornale ha introdotto già da tempo un termine dalla pronuncia ostica e se vogliamo per certi versi ambiguo: “parere endoprocedimentale”.

La parola “endoprocedimentale” in questa faccenda l’abbiamo sentita pronunziare per la prima volta dal direttore del Parco Regionale dei Castelli Tommaso Mascherucci, il quale, in maniera molto compiuta e precisa ci ha spiegato che il parere dell’Ente Parco Regionale dei Castelli Romani non è vincolante ai fini dell’esito della conferenza dei servizi, seppur lo stesso abbia senza dubbio un peso all’interno del paniere.

Il paradosso è quindi dato dal fatto che anche se l’Ente Parco ha detto "no", il finale della storia è ancora tutto da scrivere e ripetiamo che questa è una vicenda che il caso ha voluto fosse nata sotto fortuite congiunzioni astrali.

Insomma pare che il fato e l’evoluzione degli eventi in genere abbia aiutato gli audaci. Renzo Cavaterra detto Massimo, sostenitore in campagna elettorale dell’attuale sindaco Alberto Bertucci, conoscente dell’ex vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti di cui, tra l’altro, uno dei militanti di quest’ultimo è Giovanni Libanori consigliere di maggioranza di Nemi in squadra con Bertucci (quest’ultimo, a sua volta, sostenitore delle gesta del consigliere regionale capogruppo della lista Zingaretti Michele Baldi), potrebbe vedere approvato il programma integrato I Corsi a Nemi.

Il fato potrebbe produrre questo esito grazie proprio al termine “en-do-pro-ce-di-men-ta-le”.

Endoprocedimetale sembra quasi una muta da sub che impermeabilizza gli Enti dalle proprie responsabilità: “Io ho detto sì? ma sono endoprocedimentale!”, “ ho detto no? ma sono endoprocedimentale”.

Quindi, questo significa che se i pareri sono rossi, gialli e verdi possono sbiadire tutti quanti e produrre un grigiolino, per intenderci quel colore che ricorda i palazziI.

Fatto sta che, vincolanti o meno, i pareri hanno un peso, altrimenti perché esprimerli e acquisirli? Ma alla fine ci sarà pur qualcuno, tipo “uomo del monte” che dirà quel sì o quel no vincolante! E chi sarà? Si esprimerà, per quanto riguarda la Regione (Ente sovracomunale), la Direzione del Dipartimento Istituzionale e Territorio dopo aver tenuto conto, tra gli altri, sia del parere espresso dal dipartimento regionale di Urbanistica e Copianificazione Comunale, che potrebbe anche essere stato positivo a riguardo, sia del parere negativo del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Poi la palla tornerà nelle mani del proponente Comune che a questo punto potrà procedere oppure ripercorrere tappe già note, oppure ancora tentare degli originali colpi di coda. Se l’esito finale sarà quello che fu nel 2009 allora il Comune di Nemi si troverà di fronte ad una scelta: essere talmente convinti della positività del progetto a tal punto da sfidare i pareri negativi o prendere atto e chiudere la vicenda con un niente di fatto e consequenziali strascichi.

Endoprocedimentalmente parlando, come direbbe il goffo ma rappresentativo Cetto La Qualunque, non è una novità che in Italia leggi, leggine e pareri proliferano e mutano a tal punto da rendere di difficile individuazione e comprensione anche effetti all’apparenza di facile deduzione..

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NEMI: TRASPORTO INESISTENTE DI DOMENICA

Redazione

A Nemi c'è chi ha il coraggio di lamentarsi per il problema dei trasporti. Una carenza grave soprattutto per un paese a vocazione turistica come Nemi, paese delle fragole e ispirazione di poeti e pittori nonché dimora del terzo imperatore romano. Insomma a Nemi la domenica non vi sono pullman di linea ne’ bus navetta che possano servire i numerosi turisti e visitatori. Per fortuna che nella maggioraggioranza siede il consigliere Giovanni Libanori, il quale ancora siede nel Cda COTRAL e che dopo oltre un anno di amministrazione a Nemi, oltre allo slogan: "Fatti e non parole" non ha prodotto la tanto auspicata efficienza nei trasporti a Nemi.

Riceviamo e pubblichiamo da Laura Borgognoni


In una bellissima domenica di ottobre, Nemi è stata meta di tanti turisti. Molti hanno pernottato qui. La meraviglia del posto incanta tutti, ogni volta.
Ieri 13 ottobre “Giornata delle Bandiere Arancioni del Touring Club, garanzia di qualità turistico ambientale. L’ottenimento del marchio avvenne sotto l’allora Amministrazione Biaggi e proseguita con convinzione dal Sindaco uscente Cinzia Cocchi.
In campagna elettorale l’attuale Sindaco Alberto Bertucci dichiarò l’inutilità di tale riconoscimento, mentre ieri in piazza sembrava quasi il fautore di tale iniziativa.
La coerenza non è qualità di tutti ma è fondamentale comprendere l’importanza di mantenere questo marchio!
So soltanto che tante parole dette, lasciano il posto a fatti che non possono essere contraddetti perché veri e di pubblico dominio.
La domenica a Nemi non vi sono pullman di linea ne’ bus navetta.
L’autostop per i nemesi è diventato abitudine quotidiana.

Ma per chi ci viene a trovare dovrebbe, in un paese turistico, trovare dei collegamenti “decenti”.
Ieri non c’era possibilità di andar via se non chiamando un taxi.
Mio padre si è prestato ad accompagnare i turisti a Genzano, dove i pullman passano anche di domenica.
Vorrei ricordare a tutti, sostenitori o no dell’attuale Amministrazione, chi siede, urlando, alla destra del Sindaco ad ogni Consiglio Comunale, colui che copre un ruolo di primo piano all’interno del Consiglio di Amministrazione del COTRAL. Cosa ha fatto costui per risolvere i gravi problemi di collegamento di Nemi in tutto questo tempo?
Vorrei ricordare a tutti, anche a chi ha poca memoria, che noi nemesi, abbiamo comprato un pulmino da euro 70.000 che giace inutilizzato e che, in questo caso, sarebbe fondamentale.
Qualcuno che sa, riferisce che il “povero Sindaco” non ha soldi per l’autista.

Posso rispondere? Invece di assumere l’autista personale, nonché porta borse e segretario telefonico, avrebbe potuto, con lo stesso budget, anche solo la domenica, assumere un autista che guidasse il “nostro pulmino” a disposizione dei nostri turisti.
Se non ci sono soldi, cominciamo a risparmiare sulle cose futili (tipo i manifesti prodotti in quantità industriali). Convergiamo verso i servizi le poche risorse possibili!
Vogliamo incentivare le nostre potenzialità con progetti a lungo termine?
Collegamenti e punti di informazione turistica?
A quando un serio progetto agricolo per l’incentivazione alla coltivazione di fragole e fiori?
Ma quante risposte dovresti darci, caro Sindaco, ma che puntualmente non dai?
Una cosa è certa…. Si zittisce chi aspetta di riscuotere!
Per gli altri…ossia coloro a cui non interessano i “giochetti di potere”, la cosa più semplice è… Parlare tranquillamente di ciò che non va!




NEMI, LOTTIZZAZIONE CORSI E PARCO DEI CASTELLI: QUELLE STRANE COINCIDENZE

Chiara Rai

Nemi e Parco dei Castelli Romani (RM) – Questa è una storia che si trascina da anni e che lancia degli interrogativi quali:  può la politica influenzare l’andamento degli eventi?

Lo scorso 26 settembre del 2013 il responsabile dell’area Tecnica del Comune di Nemi pubblica una determina avente come oggetto: “Programma integrato di intervento di iniziativa privata in loc. Corsi annullamento determina n. 65 del 5 giugno 2009 conclusione della conferenza di servizi del giorno 3 aprile 2009, ai sensi dell'art. 14 ter l. N. 241/90". (CLICCARE QUI PER LEGGERE LA DETERMINA)

Questa determina ne annulla una precedente e al contempo preannuncia una conferenza dei servizi finalizzata a concludere un accordo di programma, cioè a permettere a un privato di costruire in cambio di servizi.

L’atto è il penultimo tassello di una storia che appare paradossale e che fa riflettere sulla “politica” che a volte potrebbe mettere il suo zampino per soddisfare le esigenze di coloro i quali danno il proprio consenso e quello dei loro famigliari. Un consenso concesso qualora in cambio, si ricevano altrettante “soddisfazioni” che in embrione hanno l’appellativo intenzionale di promesse.

I terreni in località Corsi (la parte alta di Nemi) le cui gesta sono narrate a partire dal 2005, sono di proprietà delle figlie di Renzo Cavaterra detto Massimo, lo stesso signore al quale la Procura della Repubblica di Velletri ha sequestrato l’area di Pentima Pizzuta sul lago di Nemi perché oggetto di movimenti di terra più volgarmente conosciuti come “sbancamenti”. Renzo Cavaterra è, per intenderci, amico e sostenitore dell’attuale sindaco di Nemi Alberto Bertucci, rapporto umano che non ha mai avuto modo di negare.

Renzo Cavaterra da diversi anni persegue la realizzazione di questo progetto che sostanzialmente consiste in una richiesta di cubatura abitativa in cambio di servizi che gioverebbero al Comune di Nemi e quindi alla località Corsi. Insomma si tratta di Programmi integrati di intervento che puntano a promuovere, coordinare ed integrare iniziative e risorse pubbliche e private, per migliorare la qualità urbana e la dotazione di servizi e infrastrutture di quartieri che ne sono carenti. Le amministrazioni che si sono susseguite a Nemi, a partire dalla Giunta Biaggi, almeno lo si evince dagli atti, sembrerebbe non gli abbiano mai dato problemi.

Il paradosso o se vogliamo, l’assurdità sta nei pareri “psichedelici” rilasciati dall’Ente Parco dei Castelli Romani negli anni e l’interrogazione sorge ancora più chiaramente spontanea: Può la politica averci messo lo zampino di mezzo?

Sotto l’era di Gianluigi Peduto, infatti, l’Ente Regionale Parco dei Castelli Romani diede un duro diniego all’iniziativa delle figlie e del nipote di Renzo Cavaterra in località Corsi e questo parere bloccò l’iter di approvazione del progetto e quindi la sua realizzazione. Ciononostante sotto la giunta di Alessandro Biaggi e poi di Cinzia Cocchi, lo stesso progetto abbia seguito l’iter di rito per l’approvazione senza incontrare, al livello di Ente comunale, paletti di sorta. L’alt è dunque arrivato dall’Ente Parco che sostanzialmente ha fatto saltare l’intero progetto.

Successivamente la situazione si è completamente ribaltata non appena è stato eletto Alberto Bertucci Sindaco Di Nemi (maggio 2012). E’ da quel momento che l’Ente Parco dei Castelli Romani ha assunto un comportamento “psichedelico”. Il colpo di scena è arrivato durante il periodo in cui è stato commissario straordinario del Parco Matteo Mauro Orciuoli, sostenitore anch’esso insieme all’allora assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei della candidatura dell’attuale sindaco di Nemi Alberto Bertucci.

In questo periodo Il Parco dei Castelli Romani è tornato indietro sui suoi passi e il 13 agosto del 2012 ha prontamente comunicato l’annullamento del precedente diniego rilasciato in data 28 aprile 2009. Parere negativo che, come si è già detto, ha di fatto impedito che si concludesse l’iter di approvazione del progetto delle figlie e del nipote di Renzo Cavaterra. Adesso solo delle figlie di Renzo Cavaterra in quanto il nipote non è più amministratore da marzo 2013 della società proprietaria dei terreni.

E’ assolutamente sbalorditivo dunque, come l’Ente Parco in piena autonomia abbia prima dato un parere negativo ben argomentato e poi sia tornato repentinamente sui suoi passi. Il Parco ha annullato il diniego dopo che il 1 agosto 2012, il Comune di Nemi ha chiesto al Parco di rivedere in autotutela il proprio provvedimento di diniego a seguito delle memorie formulate dai proponenti il Programma Integrato Loc. Corsi.

Dunque la storia è che il Comune di Nemi guidato da Alberto Bertucci ha chiesto al Parco guidato da Mauro Orciuoli di annullare il precedente parere negativo e, colpo di scena, dalla richiesta del Comune fino all’effettivo annullamento sono passati soltanto 12 giorni. Neppure due settimane ma dodici giorni per tornare sui propri passi.

A questo punto ci si chiede quale motivo abbia fatto cambiare idea all’Ente Parco in questa maniera. E’ forse una fatale coincidenza che il parere del Parco abbia subito un ribaltamento di opinione proprio durante il commissariamento di Mauro Orciuoli, sostenitore insieme all’ex assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei della candidatura dell’attuale sindaco Alberto Bertucci?

Matteo Mauro Orciuoli da qualche mese non è più commissario straordinario del Parco. Come si comporterà l’Ente nella prossima conferenza dei servizi che dovrebbe avvenire a breve?
 




NEMI: AL VIA LA ASD NUOVA DIANA NEMI

C. R. 

Nemi (RM) – Il campo sportivo di Nemi Luciano Iorio potrebbe avere nuovamente una sua squadra locale. Ieri pomeriggio, 1 agosto 2013, è stata costituita la Asd Nuova Diana Nemi il cui presidente è lo storico allenatore Antonio Fortuna.

Presente il vicesindaco Edy Palazzi oltre al dirigente Giacinto Bertucci insieme al direttivo della nuova associazione dilettantistica che conta di rientrare il prima possibile nell’impianto sportivo comunale del paese delle fragole. Difatti, i sigilli al campo sportivo sono stati tolti lo scorso maggio. Lo stadio era stato chiuso il 18 luglio del 2012 per dei manufatti abusivi e assenza delle autorizzazioni necessarie per l’impianto. Il dispositivo del Gip del Tribunale di Velletri, ha “rilevato che i manufatti sono stati soppressi, che è stata rilasciata l’autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura, che la posizione ai fini di prevenzione incendi risulta regolare”.

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NEMI, IL COMUNE AFFIDA INCARICO LEGALE ALL'AVVOCATO MARCO NAPOLEONI (UDC): UN TUFFO NEI RICORDI

 C.R.

Nemi (RM) – Risuonano ancora le parole della maggioranza in consiglio comunale quando con voce altisonante, nel mentre si trattava il tema del contenzioso ILCESA, sia il consigliere di maggioranza, ex aspirante presidente del consiglio comunale, Giovanni Libanori e sia il primo cittadino Alberto Bertucci sostenevano che “questa amministrazione” a differenza di quelle passate cercava di non creare contenziosi e anziché spendere soldi per difendere l’Ente, loro sono per cercare le soluzioni. Come nel caso de ILCESA: è arrivata la sentenza di condanna al pagamento di 300 mila euro e rotti e l’Ente si è affrettato a dichiarare di voler pagare questi costruttori "perseguitati" dalle varianti dell'ex sindaco Canterani.

Ebbene, man mano che si va avanti è facile leggere sull’albo pretorio di contenziosi, affidamenti di incarichi legali e via dicendo. Forse, anche quest’amministrazione, allora, deve fare i conti con le controversie come tutte le amministrazioni del mondo.

Tra le diverse delibere di giunta ci ha colpito quella del 1 luglio 2013: Un tuffo nei ricordi.[ CLICCARE QUI PER VISIONARE LA DELIBERA ]

Si perché in questa delibera, il Comune per difendersi dalla società di Giuseppe Settimi che ha fatto ricorso per l’annullamento di due ordinanze del sindaco Alberto Bertucci, affida un incarico legale all’avvocato di Albano Laziale Marco Napoleoni. Nulla da eccepire sulla professionalità dell’avvocato Napoleoni, ma, ci sembra di averlo già visto. Ah, giusto, era proprio quel Napoleoni che spesso in campagna elettorale era al fianco di Giovanni Libanori. Sovente i due, i quali indossano la stessa casacca politica Udc, si potevano scorgere affacciati dalla ex sede elettorale in piazza Roma, intenti ad attaccare manifesti o presenziare a iniziative elettorali. I due erano insieme anche a Genzano, in campagna elettorale nelle scorse amministrative.

Sicuramente è meglio affidare le difese legali in mani amiche piuttosto che a sconosciuti. In fondo Napoleoni ha sempre dimostrato lealtà e amicizia all’attuale consigliere Giovanni Libanori. 

Forse il conto finale per l’incarico affidato a Napoleoni dal Comune di Nemi sarà anche minore proprio in virtù di questa conoscenza. Come si dice “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Ma probabilmente è solo una casualità, fatta emergere tanto per ricordare i vecchi tempi.




COTRAL, PAGATI GLI STIPENDI: UNA RISPOSTA CON I FATTI ALLE PAROLE E ALLE STRUMENTALIZZAZIONI

Il fatto che i pagamenti della 14esima mensilità non fossero legati ai mancati versamenti di Atac della quota parte dei titoli metrebus spettante a Cotral spa, dimostra anche che questa tesi argomentata da Libanori non aveva fondamento. E' dunque evidente anche la scarsa conoscenza delle dinamiche Cotral spa da parte del Consigliere di amministrazione in quota Udc Giovanni Libanori.

 

Chiara Rai

Roma – Come volevasi dimostrare. Le parole strumentalizzazione, le asserzioni che i pagamenti della 14esima mensilità ai dipendenti Cotral non hanno nulla a che fare con il mancato versamento da parte di Atac spa della quota da parte dei titoli metrebus spettanti a Cotral S.p.a., è la chiusura di una convinzione che abbiamo sempre portato avanti: Il consigliere Giovanni Libanori facendosi promotore (come ha asserito lui stesso) della manifestazione di circa una decina di dipendenti pur sapendo che la Regione avrebbe pagato l’azienda di trasporto regionale entro l’8 luglio e la questione si sarebbe, quindi sbloccata, si è dimostrata una strumentalizzazione politica che non ha portato a nulla se non a polemiche su polemiche.

Infatti, fa sapere il presidente di Cotral spa, Domenico De Vincenzi, che l’azienda sta pagando la 14esima mensilità ai dipendenti, anche in anticipo rispetto alla data dell’8 luglio. Ciò, ha sottolineato il presidente Cotral: “grazie all'impegno del presidente Nicola Zingaretti  e dell'assessore Michele Civita che ha consentito di avere una rapida disponibilità delle somme necessarie.

Con questo si chiude, pertanto, la fase di strumentalizzazioni e di polemiche sollevate nei giorni scorsi sul ritardo dei pagamenti, e soprattutto si dimostra definitivamente che la vicenda non era affatto collegata al mancato versamento da parte di Atac spa della quota parte dei titoli metrebus spettante a Cotral spa. giungere a un accordo per il ripianamento di tale debito resta, comunque, un obiettivo che Cotral spa continuerà a perseguire con la collaborazione dell'assessorato regionale alla mobilità e del comune di Roma".

Giovanni Libanori, dopo le asserzioni del Governatore Nicola Zingaretti il quale ha dichiarato che è necessario cambiare governance, vede messa a rischio la propria poltrona e a conti fatti sembra abbia agito più per apparire che per “essere”. Altrimenti, perché farsi paladino di un gruppo sparuto di lavoratori dopo aver avuto certezza dell’erogazione di pagamenti da parte della Regione? I giornali hanno scritto di lui, è finito al Tg3 apparendo come salvatore dei diritti dei lavoratori. Si sarebbe potuto fare concretamente altro? Meno apparizione mediatica e più lavoro sodo dietro le quinte, lontano dai riflettori.

In una precedente richiesta di rettifica [ 02/07/2013 COTRAL, IL CONSIGLIERE CDA GIOVANNI LIBANORI CONTESTA TITOLO E PARTE DELL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE LAZIALE ] che il consigliere Cotral spa Giovanni Libanori si è affrettato ad inviare, quando abbiamo eccepito il fatto che da paladino avrebbe potuto rinunciare all’autista e al suo facoltoso stipendio, ha asserito che il suo stipendio di (circa 4mila euro lordi mensili più l’autista secondo i dati Regione Lazio 2012) non consiste in “una cifra così facoltosa come subdolamente si vuole far credere all'opinione pubblica”.

Vogliamo commentare questo schiaffo alla miseria? Lo sa il consigliere Giovanni Libanori che ci sono famiglie che vanno avanti con meno di mille euro al mese? Lo sa che ci sono anziani che prendono 400 euro di pensione e non riescono neppure a condirsi l’insalata?

Giovanni Libanori ha infine asserito che “la dotazione di un autista é legata alle esigenze di servizio: Cotral, come tutti sanno, é un'azienda di trasporto extraurbano, con strutture e impianti presenti in tutto il territorio del Lazio e va da se che si rendono spesso necessari spostamenti per risolvere le problematiche che, di volta in volta, si possono verificare”. Ad esempio, spesso si è visto con l’autista al seguito a scorrazzare in giro per Nemi, comune dove Libanori era ex aspirante presidente del Consiglio e attuale consigliere di maggioranza. Tra l’altro Nemi è un comune che da sempre subisce disservizi Cotral, nonostante le sfilate in auto del consigliere.

Dunque, la domanda sorge spontanea in un momento dove persino il Comune di Roma ha tagliato le auto blu, dove la Regione ha tagliato le auto blu e persino i buoni taxi, può un semplice consigliere d’amministrazione che occupa la poltrona grazie all’ex influenza del proprio partito pensare di rinunciare all’autista e al limite optare per un rimborso dei chilometri effettivamente percorsi per lavoro?

Meglio finirla qui, questi sono gli ultimi colpi di coda di nomine fedelissime. 

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NEMI, IL CENTROSINSTRA TORNA SUL CASO ILCESA: E' STATO GIUSTO O NO FERMARE LA CEMENTIFICAZIONE PREVISTA DAL PIANO REGOLATORE DEGLI ANNI '70?

Massimo Dionisi – Partecipazione Democratica 

[ LA VIDEO CONFERENZA DI VAIRO CANTERANI SULLA QUESTIONE ILCESA ]  Anche in fondo al presente articolo

Nemi (RM) – Nemi affascinante e particolare territorio,  meta preferita dai turisti italiani e stranieri che visitano Roma e i siti  più importanti e suggestivi della provincia romana. Scelgono  Nemi poiché,  nel tempo, ha, con caparbia fatica, mantenuto quasi inalterate le bellezze del suo territorio, diventando il fiore all’occhiello dei Castelli Romani.

 E non è stato facile, perché anche nel piccolo  territorio nemese, dagli anni “70 la spinta alla speculazione edilizia, all’equazione stolta- sviluppo=cemento- è stata fortissima come su tutti i Castelli Romani. 

Complice una classe di politici e amministratori locali incapace di resistere a quelle spinte, vuoi per mancanza di sensibilità e cultura dell’ambiente, vuoi perché  collusa con i costruttori, il territorio degli altri paesi Castellani è stato, nell’ultimo trentennio, devastato e degradato,  compromettendo irreparabilmente le risorse tipiche dell’intera area ricca invece di storia, cultura, folklore e non ultime tipicità agro-alimentari. Anche a  Nemi,  agli inizi degli anni ’70, le amministrazioni democristiane  approvarono  un  Piano Regolatore Generale (PRG) che da un numero di abitanti, da sempre stabile fra i 1600/1800 , prevedeva tante nuove abitazioni sparse ovunque,con un incremento abitativo che avrebbe portato il totale a  15000/16000 abitanti.

Uno scempio.

In pratica ogni pezzo di territorio, dalle Vallette a Pontecchio sarebbe potuto essere  coperto da una colata di cemento, con pesanti ripercussioni in termini di degrado ,  consumo di territorio  e risorse naturali, in primis l’acqua. Se oggi Nemi è rimasto un luogo di una bellezza estrema, come lo definì Byron, è perché quello scempio si è riusciti con fermezza a bloccarlo. Certo che cancellare previsioni di PRG pesantemente espansive e che avevano attirato su Nemi le mire di molti “palazzinari” castellani non è stato semplice e ancora adesso vi sono strascichi giudiziari con chi non avendo potuto speculare cerca “indennizzi”. Oggi, prima di qualunque disquisizione sull’argomento, prima di lanciare accusare e  “linciare” pubblicamente ex amministratori, prima di nascondere proprie presenti e future  incapacità dietro al risarcimento ILCESA, per correttezza le forze politiche nemesi  dovrebbero esprimersi pubblicamente  su di   un punto fondamentale: è stato giusto fermare quanto previsto da quel PRG? Noi siamo fermamente convinti che è stato giusto. Che  quelle previsioni urbanistiche, se attuate,  avrebbero aperto scenari disastrosi  con possibili effetti devastanti per la nostra comunità. Non solo. Siamo fermamente decisi a contrastare chiunque, in futuro,  abbia in mente qualcosa del genere.

 Le altre parti in campo, che nell’ultimo periodo, hanno detto di tutto  attraverso  l’etere o in sedute di consiglio comunale  contro quella strategia di tutela del territorio come la pensano? Chiariscano, una volta per tutte,  questo punto. Escano da un equivoca posizione che li ha visti in questi anni porsi solo come amministratori “vittime” di una situazione da altri creata e costretti a ripararne i guasti, continuando ad alimentare stucchevoli polemiche sull’argomento, dando l’impressione che alle amministrazioni di sinistra, che hanno cancellato quelle previsioni di insensato sviluppo edilizio, rimproverassero il fatto di  aver avuto l’ardire di mettersi contro  il potere dei costruttori castellani. Alberto Bertucci / Giovanni Libanori – Alessandro Biaggi / Cinzia Cocchi e gli  altri dell’ultima ora, prima di lanciare accuse chiariscano ai cittadini prima di tutto questo importante punto: 

È  stato giusto fermare lo scempio previsto da quel piano regolatore? 

Fermare quel PRG è stato un pericolo scampato per Nemi oppure una opportunità mancata?

All’inizio degli anni ’80 ad un’ amministrazione della democrazia cristiana ne subentrò una del  partito comunista, giovane e con grande sensibilità per la tutela ambientale, che ereditato quel PRG, lo modificò e ridusse, una prima volta nel 1985 da circa 16000 abitanti a 7000/8000, affrontando già allora cause e battaglie contro i “palazzinari”, per salvare in particolare, l’area pregiatissima di Pontecchio.

Nel frattempo  il partito della cementificazione castellano ( allora molto forte con padrini trasversali sia a destra che a sinistra ) si era messo  in moto,  acquistando i terreni interessati dal PRG. Numerose  società di costruzioni erano scese in campo “fiutando” l’affare Nemi. Quindi,  qualunque intervento riduttivo dei mc previsti da quel  piano, sarebbe andato a  colpire gli  interessi particolari di queste.   Nel 1992 con  una variante al PRG  di salvaguardia, si ridussero  ancor più drasticamente i  mc di cemento. Si avviò così  un’altra guerra dei ricorsi  dei costruttori fra Tar e Consiglio di Stato.  Nel ’95 la sentenza del Consiglio di Stato lo annulla con la motivazione che si erano ridotte le cubature solo all’edilizia privata mentre si erano lasciate intatte quelle di edilizia popolare. L’amministrazione reiterò il PRG di salvaguardia con modifiche di recepimento della sentenza, cancellando alcune cubature destinate a zone  167. Nel frattempo intervenne la perimetrazione del Parco dei Castelli Romani che includeva tutto il territorio comunale. Contestualmente l’amministrazione di sinistra agevolò l’ edilizia privata legata ai restauri ed al riuso di manufatti abbandonati o fatiscenti del centro storico ed urbano per non sacrificare ulteriormente quegli operatori privati che volevano investire in modo alternativo e sostenibile  in linea con la vocazione turistica e  di salvaguardia del territorio nemese.  Soluzione  intollerabile  per  dei costruttori che  avevano  come unico interesse quello di  costruire e far fruttare al massimo  i loro terreni e che perciò fecero altri ricorsi.  

Nel ’99 cambio di colore amministrativo. A Canterani (sinistra)  subentrò Biaggi(destra). Nel 2001 l’amministrazione comunale,  della quale erano parte attiva anche alcuni degli attuali amministratori, sindaco compreso, produsse un  nuovo PRG, attraverso  il quale  venivano  ripristinate alcune zone  abitative, precedentemente cancellate, destinandole all’edilizia pubblica.

Considerazione:  la strategia messa in atto dalle precedenti amministrazioni, al di là se condivisa in toto o  meno, mirava comunque  a  fermare un  progetto che, potenzialmente,  poteva avere effetti disastrosi per l’intera comunità nemese. E, poi,  c’erano le azioni giudiziarie in atto   dei costruttori contro il Comune. Sarebbe stato logico, quindi,  che i nuovi inquilini dell’Ente proseguissero nel solco tracciato dai predecessori  continuando  a sostenerne i provvedimenti. Eventuali ripensamenti avrebbero, infatti,  esposto l’Ente al pericolo di  soccombere  nei    ricorsi in atto.  Con il nuovo PRG invece si scelse di cambiare. Una evidente sconfessione dell’impostazione precedente e soprattutto un grave errore tattico. Vediamo perché.

Se ci fosse stata condivisione sul fatto che la posta in gioco  era quella di  un  territorio messo in pericolo da chi ne voleva fare solo un  affare personale,sarebbe stato logico proseguire nel solco tracciato dal predecessore  mantenendo il punto sulla non edificabilità in todo  e   affrontando i ricorsi dei costruttori che puntavano ad evidenziare la disparità dei provvedimenti dell’Ente che favorivano solo l’edilizia pubblica.  Invece si mise  mano ad un nuovo PRG con il quale l’amministrazione Biaggi  aprì ad un  nuovo e  parziale  consumo di territorio,  commettendo, secondo noi, un gravissimo errore  tattico,  destinando questa nuova edificabilità all’edilizia pubblica. Come dire,  a Nemi si poteva   tornare a costruire, però  solo case popolari. Un autogol clamoroso. Era proprio l’accusa che i costruttori sostenevano  nel ricorso contro la giunta Canterani.  Praticamente  andò a rafforzare  quella che era l’accusa dei costruttori nei confronti dell’Ente nei precedenti ricorsi. Infatti nel 2002 i costruttori chiesero  il dolo e quindi che venisse riconosciuto loro un risarcimento. Nel 2010 il TAR da  loro ragione. L’amministrazione  Cocchi/Biaggi/Libanori/Bertucci avrebbe avuto un’altra carta da giocarsi: quella di un ricorso al Consiglio di Stato , evidenziando le ragioni che a suo tempo motivarono l’azione dell’ente: l’interesse pubblico-la tutela dei valori storico-ambientali, archeologici, sociologici, territoriali della comunità nemese, riconosciuti in seguito da enti sovra comunali (regione-provincia-ente parco-sovrintendenza archeologica). Invece, inspiegabilmente,decisero  di non ricorrere al Consiglio di Stato e la  sentenza divenne esecutiva

Recentemente il TAR ha quantificato  il danno ai costruttori a 300.000 euro. Purtroppo Bertucci e la sua giunta hanno deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato contro questa sentenza. Altro errore gravissimo. Nell’interesse della nostra comunità,  il Comune di Nemi avrebbe avuto il dovere di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che condanna l’Ente a risarcire alla società Ilcesa circa 300 mila euro. 

All’azione ricorrente avrebbe dovuto  altresì garantire  adeguato e convinto sostegno inteso ad evidenziare, non solo la ingiusta pretesa di risarcimento a fronte di un già avvenuto sostanzioso guadagno, ma, soprattutto,  i principi che hanno ispirato  le scelte politico-urbanistiche delle amministrazioni di centrosinistra,  riconducibili esclusivamente all’obiettivo di salvaguardare la nostra cittadina  da un attacco speculativo imponente che avrebbe devastato  il  territorio e stravolto  la sua comunità. 

Invece in questo modo , la giunta Bertucci  oltre a sconfessare i principi ispiratori suddetti,  in modo implicito, fa un ulteriore ammissione di colpa  che, in caso di ricorso al Consiglio di Stato della contro parte (ILCESA)  pone  quest’ultima  in una posizione di indubbio vantaggio, ed espone l’Ente a rischi economici ben più elevati.

Da anni, ormai, la questione Ilcesa tiene banco nella quotidiana razione di critiche che investe Nemi.  Una  vicenda  che  oggi viene  evocata anche come spettro di future disgrazie economiche che porterebbero  l’ente al dissesto economico.

“Se in futuro verranno meno i servizi essenziali per la comunità, la colpa è degli ex amministratori (passati e recenti) che con i loro errori hanno  dato origine alla storia” sono più o meno le parole  usate dal sindaco Bertucci in uno degli ultimi Consigli  in cui venivano resi noti alla cittadinanza l’entità del risarcimento, stabilito dalla recente sentenza del TAR, (300 mila euro) che il Comune è chiamato a risarcire alla società Ilcesa.

Agitare questo “fantasma” è pretestuoso. Infatti nelle casse del Comune sono da tempo già state accantonate somme ampiamente sufficienti (avanzo economico già accantonato circa 500.000 Euro) senza dover intaccare i servizi ai cittadini. Non vorremmo che questo mettere le mani avanti del sindaco  Bertucci sia propedeutico a coprire eventuali mancanze conseguenti   la sua incapacità amministrativa. 

Ultima considerazione: se non avessimo avuto altre opzioni, se non ci fossero state strategie alternative a quelle che hanno portato all’ultima sentenza del TAR ( abbiamo visto che invece c’erano) , comunque crediamo che per la  comunità nemese, questi 300 mila euro sono un danno  infinitamente minore rispetto   allo sfracello ambientale che si prospettava sul suo territorio e i costi che avrebbe dovuto affrontare per servizi come strade-fogne-acqua– e quelli non quantificabili dovuti al fatto che alterare profondamente e irreversibilmente questo territorio ne avrebbe di fatto cancellato la vocazione altamente turistica e di attività legate alla cultura, alla storia e all’ambiente, settori che hanno potenzialità economiche nel tempo durature ed eco-compatibili.

Il consigliere Giovanni Libanori, in un recente Consiglio Comunale, ha promesso un dibattito pubblico sull’argomento.

Attendiamo fiduciosi !

 

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