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COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA ā€“ SESTA PARTE: MANUTENZIONE ESTERNA FUORI CONTROLLO. ALTO RISCHIO DI FRODE

 

E' emerso come su 22.531 fatture registrate ben 9.381 fatture presentavano importi ricorrenti, parliamo di quasi il 50 percento di fatture con stessi importi.

 

di Chiara Rai

Cotral / L'inchiesta – Nel mirino la gestione degli acquisti di servizi di manutenzione esterna di Cotral S.p.A. Torniamo a parlarne con ancora più dettagli e più precisione. Le immagini che immortalano l’officina Arma piena di mezzi Cotral è una ennesima dimostrazione di come gran parte del

le manutenzioni esterne siano affidate a discrezione del Cda Cotral, senza gara di appalto.

Arma ha un volume di affari con Cotral di circa 1 mlione e 600 mila euro l’anno. In questa sesta puntata della nostra inchiesta ci soffermeremo in particolare, sugli aspetti di gestione di chi autorizza. Insomma, la lingua batte dove il dente duole.

E’ utile ricordare che la nostra inchiesta è partita con foto e video di mezzi Cotral in officine private. Ci siamo chiesti se ci fosse stata qualche gara di affidamento della manutenzione esterna ed i pezzi di carta ci hanno confermato che quelle autofficine, così come altre, non hanno vinto appalti di manutenzione e quei mezzi entrano ed escono da alcuni siti privati, ma ripetiamo ce ne sono anche altri, perché qualcuno a sua totale discrezione e senza gara di appalto ha deciso che finissero lì.

Dunque gran parte dei servizi e le attività di manutenzione esterna avvengono sulla base di “proroghe tacite” o altri accordi. E’ il caso di dire che l’amministratore delegato Vincenzo Surace insieme al Cda decidono il bello e il cattivo tempo in Cotral, addirittura accentrando mansioni che dovrebbero essere “controllate” da terzi, come la divisione ingegneria ad esempio, che invece vedono un solo uomo artefice di tutto il processo di affidamento: lui accentra e sceglie, ordina e affida.

Questo modo di operare rende labile il sistema e porta ad un rischio frode molto alto.

C’è dunque anche discrezionalità nell’affidamento all’esterno dei servizi di manutenzione. Ricordiamo che la manutenzione è divisa tra circa 20 ditte delle quali soltanto tre o quattro hanno vinto, di recente, l’appalto per la esternalizzazione della manutenzione, tra cui Ceriv, Palleschi, Officina Pontina.

Ma ci si domanda, queste ditte hanno i requisiti che Cotral sembra richiedere?

Poi ci sono le altre: Pennesi, Amati, Arma, Effedi e Amiata Motori che non hanno partecipato a gara pubblica ma rispettivamente hanno migliaia e migliaia di euro di manutenzioni effettuate per Cotral nel 2013:

Pennesi ha manutenzioni per circa 2 milioni di euro, Amati (tra Officina 2000 e Drive Line Service) circa 5 milioni di euro, Arma circa 1 milione e 600 mila euro, Effedi circa 1 milione e 700 mila euro, Amiata Motori circa 1 milione e 200 mila euro.

Chi ha vinto l’appalto, ha manutenzioni per costi decisamente inferiori rispetto a chi non ha neppure partecipato alla gara. Palleschi ad esempio si aggira intorno 95 mila euro mentre Ceriv ai 63 mila euro.

Qual è la prassi che Cotral utilizza per la gestione degli affidamenti della manutenzione esterna dei bus? La manutenzione esterna, saltata la gara non aggiudicata proprio dalla solita commissione nominata dall’AD, viene affidata sulla base di contratti quadro formalmente scaduti e, in certi casi, assenti ovvero a discrezione.

L’eccessivo accentramento di poteri e l’assenza di adeguate deleghe operative provoca l’ingessamento del rilascio e dell’invio degli ordini di acquisto: gli ordini di acquisto di manutenzione esterna sono firmati all’Amministratore Delegato. Di conseguenza le officine esterne non inseriscono in fattura i riferimenti all’ordine di acquisto, necessari per la corretta contabilizzazione dei documenti, con inevitabili ritardi nello smaltimento di tali autorizzazioni e difficoltà di riscontro tra prestazioni fatturate e prestazioni ordinate.

Fatto ancora più grave è che aumenta notevolmente il rischio di doppia fatturazione della stessa prestazione di manutenzione dovuta a una prima registrazione manuale della fattura senza riferimento all’ordine e, a distanza di tempo, all’invio di una nuova fattura contenente il riferimento all’ordine.

Non ci risulta che ci sia un monitoraggio di massimali annui sul valore complessivo delle forniture per singola officina che garantisca un esatto controllo del numero delle manutenzioni affidate. Dopo la scadenza degli ultimi contratti quadro in essere (risalenti al periodo 2008-2009) sono andate a buon fine procedure di gara per l’affidamento dei servizi e le attività di manutenzione esterna? Non dovremmo essere noi a dover rispondere a queste domande, ma in mancanza di interlocuzione, in attesa di smentita ben argomentata, a noi risulta ancora di no.

Altre criticità in questo opinabile sistema di gestione, che appare fuori controllo, risiedono proprio nella fase di definizione e approvazione dei preventivi di manutenzione.

Vediamo nel dettaglio cosa succede:

Il responsabile locale di manutenzione del deposito predispone l’ordine di manutenzione a sistema, rendendolo così visibile all’officina esterna. Sulla base di tale ordine l’officina predispone un preventivo che diviene visibile al responsabile locale di manutenzione, il quale, in completa autonomia, lo approva.

Questo comporta sempre la cosiddetta adozione del criterio di “discrezionalità”: le differenze tra gli ordini di manutenzione e i preventivi predisposti dalle officine esterne vengono di fatto approvate dalla stessa persona che emette l’ordine di manutenzione e non da un terza funzione (che per ipotesi dovrebbe essere la divisione di ingegneria DIVING e il Magazzino come era in procedura ). Ciò determina il rischio che il valore delle lavorazioni preventivate possano essere differenti dal valore equo delle manutenzioni necessarie. Nel predisporre il preventivo, il sistema informatico Cotral, teoricamente, obbliga l’officina ad utilizzare l’anagrafica dei materiali, delle prestazioni e dei tempi standard per l’esecuzione delle manutenzioni che di fatto sono già codificati in SAP e stabiliti sulla base di riferimenti interni a Cotral.

Il SAP non è altro che un sistema informatico automatico interno a Cotral creato appositamente per garantire trasparenza e per seguire dalla A alla Z tutta la procedura di affidamento della manutenzione.

Succede però frequentemente che nel SAP ci sono perlopiù le richieste di affidamento però poi, fato vuole, che spesso e volentieri si proceda manualmente.

E inoltre, le officine esterne hanno la possibilità di inserire nei preventivi prestazioni di tipo generico in cui, discrezionalmente, possono determinare tempi e tariffe orarie differenti da quelle standard e che non rientrano quindi nel protocollo stabilito da Cotral e quindi codificati nel sistema informatico SAP.

Poi che succede?

Il responsabile locale di manutenzione mezzi, alla riconsegna del veicolo riparato, compila a sistema il verbale d’ispezione finale (VIF), richiamando il numero dell’ordine di acquisto nel frattempo creato. Tale controllo viene eseguito perlopiù analizzando la documentazione dell’officina esterna (verbale di collaudo e scheda di lavorazione), senza effettuare, in diversi casi, una verifica fisica sul mezzo o prove funzionali.

A seguire, il verbale d’ispezione finale (VIF) diviene visibile al responsabile di manutenzione che procede al suo rilascio dopo aver verificato, manualmente, la coerenza rispetto all’ordine di acquisto. Il responsabile della divisione ingegneria/manutenzione rilascia il verbale d’ispezione finale, creando in questo modo l’entrata in servizio nel sistema informatico SAP e contestualmente la cosidetta entrata merce che costituisce il benestare al pagamento della prestazione.

Questa dinamica non consente una corretta e completa valutazione della lavorazione dell’officina esterna e, di conseguenza, la possibilità di verificare eventuali comportamenti delle officine non conformi agli ordinativi emessi.

Si capisce bene che in questo modo c’è un forte rischio di frode.

Dunque ci soffermiamo su questa modalità gestionale che di fatto produce un alto rischio di doppia fatturazione della stessa prestazione di manutenzione dovuto a una “prima registrazione manuale” della fattura senza riferimento all’ordine e, a distanza di tempo, all’invio di una nuova fattura contenente il riferimento all’ordine inserita a sistema. Può accadere quindi che l'Ente pubblico paghi, con soldi pubblici, due volte lo stesso servizio!

Questa procedura è stata ufficialmente analizzata nel periodo 1 gennaio 2011 / 28 maggio 2012, studiando proprio i costi di manutenzione registrati sul sistema SAP e considerando ben 51 fornitori.

Ebbene, occorre prestare molta attenzione a questo prossimo dato perché è emerso come su 22.531 fatture registrate ben 9.381 fatture presentavano importi ricorrenti, parliamo di quasi il 50 percento di fatture con stessi importi.

Inoltre, esiste la coesistenza di attività incompatibili in capo ad uno stesso utente. Sono state identificate 6.466 situazioni di incompatibilità distribuite tra 3.371 coppie di transazioni tra loro incompatibili. Ciò significa in soldoni che l’inserimento manuale non corrisponde a quanto effettivamente caricato sul sistema informatico.

Cosa produce nel concreto questo modo di operare?

La possibilità di modificare arbitrariamente le condizioni previste per la fornitura di materiali all'officina esterna in termini di prezzo di acquisto dell'articolo codificato a sistema. Le officine possono effettuare modifiche su preventivi già approvati. Presenza di fatture registrate manualmente. Ma sono in effetti registrate?

In assenza di ordine di acquisto creato a sistema e teoricamente emesse dal fornitore prima della creazione a sistema dell’ordine. Presenza di ordini di acquisto aperti per cui sono già state registrate fatture. Rischio di mancata chiusura di un ordine di acquisto e quindi di doppia fatturazione. Presenza di doppia fattura a causa ad esempio della registrazione manuale della fattura e della contemporanea presenza di entrata merci.

Alla luce di tutto quanto narrato è naturale che la nostra attenzione si sia soffermata su dei documenti che chiaramente dimostrano come chi è preposto a dare indirizzi politici subentri in realtà in decisioni gestionali di stretta competenza delle divisioni preposte all’interno di Cotral e indirizzi in merito a cifre molto alte. Cifre che addirittura non ritornano al gestore del contratto (DIVING – Divisione Ingegneria dell’azienda Cotral) e conseguentemente non ritenute attestabili al pagamento.

Sono stati leciti i nostri dubbi precedentemente sollevati nelle scorse puntate?

Noi pensiamo di sì perché si tratta di dubbi circa i limiti di discrezionalità messi alla prova dall’AD Vincenzo Surace e dal consigliere di amministrazione Giovanni Libanori nel firmare un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalora un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl che si occupa della pulizia in Cotral. Questa somma, addirittura emerge da conteggi presenti in una presunta perizia stilata dal dottor Salvidio, incaricato di redigere la stessa proprio dall’amministratore delegato Vincenzo Surace, della quale però non vi è traccia come allegato al verbale stesso.

Il dato eclatante è che questo riconoscimento economico viene messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING essendo, di fatto, il gestore del contratto con Cometa srl.

Ma la divisione ingegneria non solo non ha potuto verificare il contenuto della famosa perizia tecnica perché “non in possesso” e non allegata al famoso verbale firmato da Vincenzo Surace e Giovanni Libanori, ma addirittura nel parlare delle “effettive prestazioni rese” conferma che l’importo corrispondente che Cotral deve a Cometa Srl è di circa 535 mila euro iva inclusa anziché 1 milione e 700 mila euro iva inclusa e che per quanto riguarda altra fattura, di importo pari a 988 mila euro e rotti per la manodopera dal 1 marzo 2009 al 28 febbraio 2011, deve essere verificata.

Dunque, tutto in mano a pochi soggetti che fanno il brutto e il bel tempo? Sembrerebbe proprio di sì ma non è così che dovrebbe funzionare un’azienda pubblica che viene gestita con i soldi dei cittadini.

Nella prossima puntata altri particolari su come vengono gestiti i soldi pubblici.

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COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA ā€“ QUINTA PARTE: ERG, TRASFERIMENTI MILIONARI E DIRIGENTI INTOCCABILI

di Chiara Rai

Cotral – L'inchiesta – Senza voler entrare nel merito di precisazioni recenti che non aggiungono ne tolgono nulla alla nostra inchiesta, fondata su documenti scritti e prove documentali, continuiamo ad approfondire altri temi che come sempre focalizzano l’attenzione sullo sperpero di soldi pubblici.

All’interno di questa nostra inchiesta COTRAL, APRIAMO IL VASO DI PANDORA non si può tralasciare la bigliettazione e la verifica dei titoli di viaggio: due facce della stessa medaglia.

Nell’aprile del 2012 c’è una delibera, approvata dal Cda di Cotral all’unanimità, che destina quasi 11 milioni di euro a Cotral Patrimonio per la Claves, Ex Erg.

La nostra attenzione allora si concentra maggiormente su questa storia perché proprio la Erg è al centro della bufera in Atac, nell’inchiesta sulla bigliettazione per truffa ai danni dei cittadini e delle aziende. Questa delibera Cotral suscita una domanda più che legittima: quanto costa questo sistema? Sicuramente conosciamo con precisione il costo del trasferimento del Sistema di Bigliettazione Elettronica da Cotral Spa a Cotral Patrimonio Spa avvenuto di fatto nell’aprile del 2012. Ben 10 milioni 923 mila e 445 euro per validatori, localizzatori, server depositi, access point, palmari, POS e terminali di gestione Smart Card.

Il trasferimento è avvenuto su indicazione della direzione regionale Trasporti, ai tempi del centrodestra. Secondo gli accordi, a Cotral Patrimonio rimane in capo l’assegnazione del sistema di bigliettazione elettronica, dei beni che la compongono e della relativa manutenzione mentre a Cotral Spa la gestione della rete di vendita e dei ricavi da traffico. I terminali di vendita POS e i terminali di gestione Smart Cards rappresentano un ingente patrimonio acquisito con soldi pubblici che giace, perlopiù, inutilizzato.

Ma vogliamo essere più specifici. Dal 2010: 1 terminale POS è in esercizio test presso la biglietteria di Viterbo, Riello 2 terminali POS sono sempre in test nella sede di via Alimena Oltre mille terminali POS sono nella sede di via Mirri I terminali di gestione Smart Cards si trovano a via Alimena e nel deposito di via Mirri. Quali risultati ha prodotto questo passaggio milionario? Era necessario? Sono stati montati tutti i mille e passa POS?

Ma esploriamo l’altra faccia della medaglia. Parliamo infatti del servizio di verifica titoli di viaggio (si chiama Comov) cioè quello che per missione deve lottare e stanare l’evasione tariffaria, e che invece non ha mai colpevolmente funzionato come avrebbe dovuto e potuto.

La storia è questa. E’ dal almeno il 2006 che questo servizio è diretto dal dirigente Silvio Blasucci che, per inciso, è insieme ad altri due dirigenti il più pagato al Cotral. Il costo del dirigente è di circa 160 mila euro l’anno, cui si aggiunge un premio di risultato annuo che va dal 35 al 40 per cento dello stipendio (circa altri 40 mila euro netti). Questo servizio ha anche dei quadri. Sotto questi “capi”, dirigente e quadri appunto, ci sono circa quaranta verificatori, considerati da essi stessi insufficienti come numero.

Allora al dirigente Silvio Blasucci viene un’idea: si fa affiancare per farsi spiegare (a lui che è appunto fra i più pagati) come lottare meglio contro l’evasione tariffaria. Quindi in affidamento diretto sceglie (di gare di appalto non se ne parla), lui e l’amministratore delegato di allora, la società Sbc.

Questi della Sbc gli “insegnano” come combattere e stanare gli evasori e prevedono anche che questo nuovo metodo comporti un tot di aumento di entrate per il Cotral. Il paradosso del contratto, previsto tra le parti, è che in base alle nuove entrate presunte, la Sbc prende a monte, in soldi veri, la percentuale prevista. E così nel 2010 e nel 2011 la Sbc incassa 400 mila euro l’anno sui presunti risultati conseguiti. Mentre, ovviamente le entrate previste per il Cotral non sono quelle che avrebbero dovuto essere.

Quindi il servizio Comov più costoso d’Italia, ha prodotto risultati che lo vedono fanalino di coda nella classifica nazionale della lotta all’evasione tariffaria delle aziende di trasporto pubblico. Su segnalazione dei dirigenti interni che evidenziano il paradosso del contratto, il Collegio dei Sindaci denuncia il tutto alla Corte dei Conti e Cotral “straccia” il contratto. A quel punto la Sbc fa ricorso e nasce un contenzioso.

E allora che succede, vi chiederete? Il Cda, preoccupato, prendendo atto dell’operato di Silvio Blasucci affida a Paolo Toppi, consigliere d’amministrazione Cotral, di seguire quel servizio (anche qui ritorna questa ingerenza dei consiglieri politici di un Cda nella gestione quotidiana che è campo dei dirigenti, come per esempio ha fatto Giovanni Libanori nei confronti della Cometa Srl).

E allora Paolo Toppi che fa? Come prima cosa distoglie una verificatrice e la rende momentaneamente impiegata e amministrativa ( al momento fino a tutto luglio 2014). Poi resuscita la Sbc. Perché? Su suggerimento di chi? Paolo Toppi racconta che grazie a lui gli introiti sono aumentati di tre milioni di euro mentre il dirigente Arcangeli dice ufficialmente ai sindacati l’esatto contrario.

Sembra il solito balletto di dichiarazioni contraddittorie, ma il dramma è che la gestione Cotral appare critica e spesso ai limiti della liceità. Qualcuno si chiederà ma Silvio Blasucci? Non preoccupatevi, Silvio Blasucci continua a prendere non solo lo stesso stipendio ma addirittura fino all’anno scorso anche il premio di risultato. Il risultato è opinabile e a nostro avviso scarso ma lui guadagna lo stesso. Addirittura nasce una forte alleanza con l’Ad Vincenzo Surace nominato sotto il governo in Regione di Renata Polverini il quale addirittura encomia Silvio Blasucci per il lavoro svolto.

Tra l’altro, del Cda di cui faceva parte Vincenzo Surace era presente il segretario generale della Regione Lazio Ronghi, collega di sindacato dell'ex governatore Renata Polverini venuto appositamente dalla Regione Campania e che aveva come capo de suo staff la cosiddetta “Dama Bianca”, Federica Gagliardi, la signora accusata di traffico internazionale di stupefacenti e che solo quattro anni fa accompagnava Silvio Berlusconi al G8 di Toronto e poi a Panama e in Brasile.

Grazie ai suoi “ottimi risultati”, il dirigente Silvio Blasucci viene rimesso a capo del personale come ai tempi di Francesco Storace. E rimane lì il tempo necessario per presiedere una commissione interna che appare illegittima in quanto esiste l’Audit per statuto per giudicare il lavoro dei suoi colleghi, poi inopinatamente licenziati senza attendere il corso della Magistratura. E tra l’altro l’accusa principale, quella di falso sollevata da Silvio Blasucci e Vincenzo Surace, è stata archiviata.

Il tempo necessario per svolgere questo lavoro, illegittimo appunto, (si pensi che gli altri dirigenti si sono rifiutati a presiedere tale commissione) ed ecco che Silvio Blasucci viene non solo tolto da capo del personale ma il Cda decide di licenziarlo. Ma Silvio Blasucci, a questo punto, si ammala (sei mesi, caso vuole, è il limite del computo allo scadere del quale il dirigente scende ad un terzo dello stipendio). Torna dopo sei mesi di grave malattia. Blasucci deposita il ricorso contro Cotral per la sua “dequalificazione” e continua con dichiarazioni contro Domenico De Vincenzi e Vincenzo Surace, “due uomini contrapposti ma che trovano sempre la quadra sulle cose” (come dice negli interrogatori, dove attacca pesantemente Domenico De Vincenzi).

Da voci interne all’azienda, si racconta che lui si sarebbe aspettato almeno 500 mila euro, con la formula di accompagnamento alla pensione “per il lavoro che aveva svolto”. D’altronde se erano legittimi per Pasqualino Siggillino 200 mila euro a un mese dal compimento dei suoi 66 anni, perché non concedere 500 mila euro a lui che ne ha solo 63? Il Cda non lo licenzia più. Lo mettono a disposizione dell’Ad Vincenzo Surace: insomma pur rimanendo il più pagato rimane nei fatti pur senza compiti da svolgere. Questa è la storia della bigliettazione a Cotral, nelle prossime puntate andremo ancora più a fondo sui criteri gestionali adottati da Cotral e conseguenti rischi che ne conseguono.

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NEMI, LA GIUNTA DI ALBERTO BERTUCCI E LA CRONACA DI UN GIORNALISTA LIBERO

 

[ CLICCARE QUI O ANDARE IN FONDO ALL'ARTICOLO PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL SINDACO DI NEMI ALBERTO BERTUCCI CHE ORDINA AD UN AGENTE DI POLIZIA DI VERIFICARE IL CELLULARE DI CHIARA RAI ]

 

di Chiara Rai

Nemi (RM) – Così è se vi pare. Probabilmente, la cronaca di quanto sto per mettere nero su bianco susciterà attributi qualificativi quali fantascientifica, terrificante, tragicomica, inquietante, persecutoria. Quest’ultimi due si vestono a pennello per la sottoscritta.

Ho deciso di scrivere quello che mi succede perché ritengo che sia un diritto – dovere nei confronti della categoria di quei giornalisti degni di questo nome che fanno dell’informazione indipendente un modus vivendi. La passione per la libera informazione ce l’ho sin da bambina. Alle elementari facevo già i temi di denuncia ed ero particolarmente concentrata sulla tutela ambientale. Quando seppi che addirittura un articolo della nostra Costituzione era dedicato alla libertà di stampa rimasi positivamente meravigliata. Lo lessi a mio padre e lui mi guardava come una meravigliosa e ingenua credula sognatrice che informava un adulto dell’esistenza di una libertà di informare incontaminata e tutelata dal diritto: I primi due capoversi: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” Concetti che esprimono la piena facoltà del diritto di cronaca e di critica e anche che ogni avvenimento può essere sentenziato da qualsiasi cittadino.

Naturalmente il giudizio deve poggiarsi su un fatto vero o collettivamente riconosciuto. Se il giudizio riguarda un fatto di cronaca la veridicità risiede nello stesso, ma se invece ha per oggetto qualcosa che si protrae nel tempo, come una situazione alla quale si è arrivati dopo anni di scelte o comportamenti sbagliati, allora la critica si basa maggiormente sul dissenso per quello che è avvenuto e avviene. Non mi ha mai spaventato la naturale e democratica contestazione che suscita il diritto di critica. Ne la mia critica è stata fomentata da momentanee approvazioni e condivisioni. L’informazione viaggia su un campo minato. La realtà è talmente mutevole che quello che a me pare bianco ad un altro può sembrare grigio o addirittura sporco. Adesso il senso di inquietudine e persecuzione è come una costante presenza ogni qualvolta decido di informare liberamente e senza bavaglio.

Come tutti vivo anch’io in un Comune d’Italia e il non aver condiviso il modo di operare di chi amministra è stato come concimare il campo della persecutio. Presa dall’entusiasmo di persone che credono nella giustizia, avendo avuto anche l’onore, di intervistare uomini come il giudice Ayala, dissi quantomeno che chi si appropinqua ad amministrare la cosa pubblica e quindi i soldi dei cittadini e quindi la casa di tutti, dev’essere quantomeno persona che conosca e rispetti l’articolo 54 della Costituzione, che recita testualmente che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Quindi mi sembrava normale avvisare la collettività che tra i candidati in corsa a sindaco nel Comune dove risiedo, ce n’era uno indagato per turbativa d’asta e frode nei pubblici incanti rispetto allo stesso Comune per il quale si candidava a primo cittadino. Ieri era indagato e oggi è rinviato a giudizio e sotto processo.

Il fedele rispetto di questo articolo della Costituzione della Repubblica Italiana, legato al buon gusto e alla volontà di presentarsi di fronte la collettività senza macchie o ombre di possibili infausti risvolti giudiziari, avrebbe potuto evitare nella politica italiana il riproporsi di innumerevoli personaggi che in ultimo si sono rivelati pregiudicati. La presunzione d’innocenza vige fino all’ultimo grado di giudizio ma il buongusto è tutt’altra cosa. Comunque la mia “critica” e mi si permetta dire “temerarietà” nell’informare della posizione di un candidato rispetto la giustizia ha prodotto una serie di casuali eventi di fatto lesivi e restrittivi della mia libertà di informazione. Eventi letti dalla sottoscritta come tentativi di mettere un bavaglio mai andati a buon fine. E finché lo riterrò giusto, continuerò nella mia linea, senza paura. Fato vuole che vinse proprio il candidato oggi rinviato a giudizio con l’accusa di turbativa d’asta e frode, parlo del sindaco di Nemi Alberto Bertucci. Vox populi…, andai per stringergli la mano perché comunque avrei avuto a che fare con lui a causa della mia attività e perché comunque restava sempre e anche il sindaco del Comune che mi ospita. “Con Lei non parlo”, mi disse. E io ritenni che la sua reazione a caldo poteva essere anche comprensibile, in fondo fui l’unica giornalista a scatenare il caso. Ma mi accorsi quasi subito che non si trattava di una semplice reazione, era come se fossi stata iscritta un libro nero, mi sembrava di vedere “wanted” con la mia foto.

Infatti già dalle primissime sedute di consiglio comunale, mentre ad altri colleghi e giornali non fu negato di scattare foto e fare video, a me sì. Tentarono di umiliarmi come professionista quando, nonostante le mie formali e scritte richieste di videoregistrare il consiglio comunale o comunque fare fotografie, mi fu sistematicamente negato di svolgere la mia attività, senza motivare il diniego. Mentre altre testate, una in particolare molto vicina al sindaco, potevano fare tutto. Essendo persona che rispetta le regole, una volta capito che tutte le mie richieste sarebbero state negate, mi presentai alle sedute di consiglio munita di taccuino e penna. Per fortuna che più di un cittadino ha registrato e registra l’audio delle sedute che mi consentirà nelle opportune sedi di dimostrare la veridicità di quanto asserisco. Intanto, fui letteralmente estromessa dal mio diritto – dovere di ricevere informazioni istituzionali da parte del Comune di Nemi. Il responsabile ufficio stampa, consigliere di maggioranza Giovanni Libanori ritenne opportuno non inviarmi più i comunicati stampa del Comune. Non avrei potuto più dare notizie sull’andamento del palazzo comunale, perché o si pubblica tutto e subito o si viene eliminati (su questo ho delle email scritte a proposito).

Quindi sono finita per essere considerata colei che non voleva dare le “buone” notizie su Nemi, senza che si sapesse che in realtà mi è stato vietato di darne. Tentai di parlare con il consigliere di maggioranza Gianni Ibba, l’unico che mi saluta ancora, ma non ci fu nulla da fare, il “niet” era definitivo. Nel frattempo, quando dovetti recarmi in Comune per un semplice certificato presso l’ufficio anagrafe, caso vuole che feci un’anticamera dal sindaco in persona di ore ed ore per ottenere un semplice pezzo di carta, in un Comune quel giorno deserto (ricordiamo che risiedono duemila anime a Nemi), senza file.

Dopodiché in una delle sedute di Consiglio, addirittura il sindaco Alberto Bertucci ha chiesto ad alta voce ad un agente di polizia municipale di verificare se il mio cellulare stesse registrando. [ CLICCARE QUI PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE OPPURE ANDARE IN FONDO ALL'ARTICOLO ] Insomma mi ha fatto perquisire, additandomi come la sovversiva che infrangendo il regolamento comunale registrava la seduta. Acconsentii alla richiesta dell’agente di consegnargli l’apparecchio (forse avrei dovuto rifiutarmi) perché non avevo nulla da nascondere e quest’ultimo verificò che il telefono era addirittura spento.

Ma oggi, per far capire il tenore della questione vi riporteremo uno stralcio di quella seduta, pervenutoci da un cittadino presente, che fortunatamente ha registrato tutto. Dico fortunatamente perché esistono ancora cittadini partecipi e attenti che non si lasciano intimorire da imposizioni dittatoriali. Nel frattempo mi arrivò addirittura una querela firmata dalla giunta di Alberto Bertucci a seguito di un articolo pubblicato sul mio giornale che affermava che il cimitero era chiuso quando invece doveva essere aperto. La vicenda si è conclusa con un’assoluzione nei miei confronti in quanto le accuse del sindaco di Nemi Alberto Bertucci, del vicesindaco Edy Palazzi e dell’assessore Pietro Pazienza sono risultate del tutto infondate. Chissà quanto ha pagato per le spese legali il sindaco?

Non vorrei che il vezzo di querelarmi alla fine si fosse ripercosso sulle tasche dei cittadini. E intanto la giunta di Alberto Bertucci ha palesato una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini negando che il cimitero fosse chiuso domenica 28 ottobre 2012, ultima settimana che prelude alla festività di Ognissanti e alla commemorazione di tutti i fedeli defunti. Alle ore 16 i cancelli si presentavano chiusi e diversi visitatori rinunciarono all’idea di andare a trovare i loro cari.

Se la sottoscritta dovesse intentare una causa civile di risarcimento danni, chi pagherà le spese? I cittadini o Bertucci, Palazzi e Pazienza di tasca loro? Non contento, il sindaco Alberto Bertucci ha fatto affiggere manifesti dappertutto addirittura utilizzando l’indirizzo e-mail istituzionale per esortare i cittadini a denunciare la stampa (e la collettività sa bene a chi si riferiva il sindaco) e a intentare quindi una causa di risarcimento danni al fine di tirare su qualche centesimo per rimpinguare le casse comunali e dare servizi ai cittadini. Chi ha pagato la stampa di quei manifesti?

Sono madre di tre bambini che hanno dovuto subire l’umiliazione di vedere il proprio genitore oggetto di una vera e propria “gogna istituzionale” sulla pubblica piazza. E preferisco non ripercorrere e descrivere il clima di ostruzionismo che mi ha portato a trasferire i miei figli in un altro istituto scolastico presso un altro Comune per evitare di sottoporli al continuo stress dovuto da un clima avverso nei miei confronti nel Paese da parte di alcuni fedelissimi. Scuola esclusa.

Tra questi in prima fila, oltre agli stretti famigliari del primo cittadino, c’era Giovanni Libanori il quale mi ha notoriamente offesa anche sul suo social network pur senza fare il mio nome. “Pennivendola” e tante parolacce e calunnie che conservo e che la collettività mi ha “girato” riconoscendo nella sottoscritta l’unico destinatario. Oggi quest’azione è punibile penalmente.

Ma non è tutto. Sempre con il giornale L’osservatore d’Italia, abbiamo seguito, insieme a molti cittadini, la questione dello sbancamento in località Pentima Pizzuta a Nemi ad opera di uno dei maggiori sostenitori del sindaco in campagna elettorale finito poi con un sequestro della magistratura. Poi abbiamo sollevato il caso di una lottizzazione ai Corsi, purtroppo non lontana dalla mia abitazione, e abbiamo seguito la vicenda fino all’arrivo del diniego da parte dell’Ente Parco Regionale dei Castelli Romani. Tra gli attori di Pentima Pizzuta e dei Corsi ritorna il nome di Renzo Cavaterra detto Massimo il quale, fato ha voluto, ha iniziato a farsi sentire.

Dopo la pubblicazione degli tabella mi ha scritto numerose missive tra lettere e telegrammi dove veniva confusa la mia attività giornalistica con la mia persona fisica, confinante di terreno con Cavaterra (ahimé non lo sapevo ma quando seppi di essere sua vicina, continuai la mia attività giornalistica) e venivo invitata dal Cavaterra a non scrivere più tabella. A queste sono seguiti messaggi che conservo sul mio cellulare da parte della moglie di Cavaterra, dove mi minaccia palesemente e per i quali ho presentato un esposto.

La cosa grave è che Cavaterra Renzo, amico e sostenitore del sindaco Alberto Bertucci, ha addirittura presentato un esposto nei miei confronti chiedendo all’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi di verificare presunte violazioni urbanistiche e di edilizia riferite alla mia casa. Ovvero se la mia casa sia stata edificata nel rispetto di tutte le norme previste. Dunque l’esposto non è su presunto abuso in corso mai esistito ma è stato avanzato per accertare presunte violazioni di urbanistica ed edilizia.

Premesso che ho acquistato (pago il mutuo) l’immobile dove vivo nel 2005 bello che fatto e che non vi ho apportato alcuna modifica strutturale, intendo narrare la solerzia nel dare seguito all’esposto di Cavaterra. Mi è stato chiesto di poter verificare il mio immobile e dato che non ho nulla da nascondere, senza mandato del magistrato, ho spalancato le porte a tutti e permesso le misurazioni della casa e del giardino. All’ispezione, il 22 gennaio del 2014 alle ore 10, c’erano tutti: Carabinieri, polizia locale e ufficio tecnico. Tutti molto gentili, l’ufficio Tecnico, con solerzia e attenzione come giusto che sia, ha misurato tutte le stanze, verificato le finestre, ha verificato i confini del giardino, tutto insomma. Ripeto facendo esplicitamente il suo lavoro. Dunque ho dovuto sopportare dal signor Cavaterra Renzo, amico e sostenitore in campagna elettorale di Alberto Bertucci, anche questo ennesimo atto.

Dopo tre mesi, trascorsi fino ad oggi, non conosco ancora l’esito del controllo di competenza, caso vuole, puramente AMMINISTRATIVA. Lo conoscerò e sono pronta a conoscere anche le eventuali e presunte violazioni. Ma ricordo che ho aperto le porte di casa senza problemi di sorta. Intanto, la valle del lago di Nemi prolifera di abusivismo edilizio, mi auguro soltanto che vengano controllate al medesimo modo e tutte a tappeto su esposti dei cittadini. Peccato che facemmo un servizio (con tanto di riprese video) nel quale un consigliere di maggioranza ha avuto il tempo di smontare una casetta sul lago. I controlli, fato ha voluto, sono arrivati dopo lo smontaggio.

Sugli abusi di Cavaterra pesa un’ordinanza di messa in pristino con relativo pagamento di multa. Ha pagato, ha rimesso in pristino? Ma non è tutto.

Non contento, Alberto Bertucci, ha sporto un’altra querela nei miei confronti a causa di un articolo dove evidenziavo e chiedevo chiarimenti allo stesso in merito al fatto che il sindaco Alberto Bertucci ha percepito una indennità piena in qualità di Sindaco pari a 1.353, 51 euro lordi al mese oltre di quando era vice sindaco e assessore negli anni precedenti e allo stesso tempo è risultato essere lavoratore a tempo determinato nel 2012 e negli anni precedenti.

La legge stabilisce (Tuel – Testo Unico degli Enti Locali) che un sindaco se è lavoratore dipendente e non ha richiesto l’aspettativa deve prendere l’indennità dimezzata del 50%. La mia è stata una richiesta di chiarimento, ma al giornale non sono arrivate richieste di rettifica o smentite. Purtroppo è arrivata un’altra querela. Chi pagherà il legale del sindaco Alberto Bertucci?

Risulta sull’albo pretorio del Comune di Nemi che l’avvocato che ha ottenuto ultimamente un mandato presso il Comune di Nemi sia lo stesso avvocato che ha difeso Alberto Bertucci nell’udienza preliminare del caso che lo vede imputato per turbativa d’asta contro lo stesso Comune che amministra e sempre lo stesso avvocato ha rappresentato Bertucci nella querela fatta contro la mia persona sull’articolo del cimitero di Nemi. Un caso che si è risolto con l’assoluzione a mio favore e quindi l’accusa in questo caso “ha perso”. Perché lo stesso legale difende l’amministrazione pubblica? Il soggetto pubblico preposto al perseguimento di un certo interesse pubblico deve agire osservando i contenuti ed i confini stabiliti dalla legge ed operare nel modo ritenuto come migliore possibile alla stregua dei criteri di adeguatezza, convenienza e opportunità. L'operatore pubblico è investito di ampie facoltà decisionali in relazione all'assetto da attribuire agli interessi ( pubblici, diffusi, privati) coinvolti nell'azione amministrativa Il soggetto pubblico può scegliere tra più comportamenti, tutti in astratto egualmente possibili e giuridicamente consentiti, quello maggiormente conforme per opportunità, adeguatezza o convenienza alla dimensione degli eterogenei interessi concretamente coinvolti, nell'ottica del perseguimento dell'interesse pubblico. La dottrina è andata alla ricerca del significato di opportunità, che da semplice attributo di un atto può assumere rilevanza come vizio sanzionabile. Nessuno ha mai saputo con precisione quali fossero queste regole meta- giuridiche e,comunque, non si è andati oltre l'affermazione che tali regole corrispondono ad equità, imparzialità e buona amministrazione, cioè quei principi ora enunciati nella legge n. 241/90.

Ma non è tutto, quasi sempre durante le sedute di consiglio, il mio quotidiano (che non viene esplicitamente chiamato per nome) viene appellato con dispregiativi. Il riferimento è comunque chiaro e inequivocabile, ma chi lo nomina si guarda bene dal fare nome e cognome. Dopo questo excursus di accadimenti, chiedo, ai lettori: quanto costa la libertà di stampa al giornalista e soprattutto alla collettività? Non volevo tacere su questi fatti salienti (sono molti e non li ricordo tutti). In Italia periodicamente c’è un giornalista malmenato, minacciato o addirittura ucciso. Così è se vi pare. Aspetterò di collezionare altre azioni che mi vengono avanzate da coloro che per la natura della mia attività giornalistica sono protagonisti dei mie tabella di critica e di cronaca. Ma il bavaglio non lo metterò mai.

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COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA ā€“ QUARTA PARTE: ACCORDO MILIONARIO TRA VINCENZO SURACE, GIOVANNI LIBANORI E LA COMETA SRL

di Chiara Rai

Cotral – L'inchiesta – La discrezionalità del consiglio di amministrazione Cotral SpA nell’attività gestionale è regolata dallo statuto della stessa quale società in house a totale partecipazione pubblica e prevede dei limiti ben precisi.

L’osservatore d’Italia si vuole soffermare su dei documenti che chiaramente dimostrano come chi è preposto a dare indirizzi politici subentri in realtà in decisioni gestionali di stretta competenza delle divisioni preposte all’interno di Cotral e indirizzi in merito a cifre molto alte. Cifre che addirittura non ritornano al gestore del contratto (DIVING – Divisione Ingegneria dell’azienda Cotral)  e conseguentemente non ritenute attestabili al pagamento.

Quanti soldi prenda la Cometa srl per le pulizie in Cotral è ormai un dato noto quanto altissimo.

Si pensi soltanto che il 9 maggio 2013 la Cometa Srl si è aggiudicata l’appalto per l'affidamento del  servizio  di pulizia degli autobus, delle sedi, dei  depositi  e  degli  impianti della Cotral S.p.A. per un importo di 8.999.641,81 piu' I.V.A.

Chiediamo ai fruitori dei mezzi, ovvero ai pendolari del Lazio, se gli risulta una efficiente pulizia degli autobus. Le cronache hanno quasi sempre smentito la presunta efficiente pulizia dei mezzi sui quali persino il Comitato dei Pendolari Reatini ha trovato addirittura delle zecche sui sedili.

Ma come detto poc’anzi non vogliamo disertare su un argomento abbastanza affrontato che è quello della pulizia dei mezzi, quanto piuttosto sul modus agendi dell’attuale Cda Cotral sia rispetto alla discrezionalità nel prendere iniziative di un certo peso in merito ad atti puramente gestionali che anche rispetto al sovente ricorso agli affidamenti diretti e alle proroghe che di certo non sono ben viste dal Collegio Sindacale che ha l’onere di controllare il Consiglio d’Amministrazione.  

La relazione del collegio sindacale in merito al bilancio al 31 dicembre 2012 dice tutto sul modus operandi di Cotral Spa e semina ancora più dubbi a questo punto sui documenti in nostro possesso e che suscitano dubbi circa i limiti di discrezionalità messi alla prova dall’Ad Vincenzo Surace e dal consigliere di amministrazione Giovanni Libanori nel firmare un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalora un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl.

Questa somma, addirittura emerge da conteggi presenti in una presunta perizia stilata dottor Salvidio, incaricato di redigere la stessa proprio dall’amministratore delegato Vincenzo Surace, della quale però non vi è traccia come allegato al verbale stesso.

Il dato importante è che questo riconoscimento economico viene messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING essendo, di fatto, il gestore del contratto con Cometa srl.

Ma la divisione ingegneria non solo non ha potuto verificare il contenuto della famosa perizia tecnica perché “non in possesso” e non allegata al famoso verbale firmato da Vincenzo Surace e Giovanni Libanori, ma addirittura nel parlare delle “effettive prestazioni rese” conferma che l’importo corrispondente che Cotral deve a Cometa Srl è di circa 535 mila euro iva inclusa anziché 1 milione e 700 mila euro iva inclusa e che per quanto riguarda altra fattura, di importo pari a 988 mila euro e rotti per la manodopera dal 1 marzo 2009 al 28 febbraio 2011, deve essere verificata.

Il responsabile DIVING in questione che di fatto non ha dato il benestare per l’intera cifra alla data del 21 febbraio 2012, fato vuole, è stato licenziato a marzo del 2012 e la Cometa successivamente è stata liquidata.

Chi ha autorizzato il pagamento?

Il 10 giugno del 2013, il collegio sindacale composto dall’avvocato Pasquale Improta, dal dottor Alessandro Morani e dal dottor Francesco Settimi si esprime in relazione al bilancio 2012.

“Il Collegio ha più volte segnalato che le osservazioni sostanzianti il controllo preventivo sono pervenute a ridosso immediato dell’adunanza del Consiglio e che qualche volta in corso di seduta, come si evince dai verbali consiliari approvati; a ciò non sono estranee le carenze e le tardività di istruttoria già segnalate.
Trattandosi molte volte di questioni complesse all’odg e che NON infrequentemente affondano le premesse in atti e anni precedenti, il Collegio lamenta l’estrema difficoltà di valutare “ictu oculi” la portata delle osservazioni del controllo analogo. Ciò soprattutto in ragione che il Cda di una società in house NON può avere rilevanti poteri gestionali e l’Ente pubblico (Regione Lazio) che non è terzo, deve poter esercitare maggiori poteri rispetto a quelli che il diritto societario riconosce alla maggioranza sociale (l’Ente è addirittura socio unico). Pertanto non è sempre agevole calibrare le eventuali modifiche alle proposte di delibera in base alla segnalazione del controllo preventivo pervenuto immediatamente a ridosso, se non a delibera in corso di discussione”.

Secondo statuto, l’amministratore delegato ha rilevanti poteri di spesa fino a 700 mila euro, dunque il Collegio ha un ruolo di controllo di legittimità sulle modalità con cui gli amministratori compiono le scelte di gestione.

Ma se l’Ad ha poteri di spesa fino a 700 mila euro perché firma un verbale insieme a Giovanni Libanori e all’amministratore delegato Cometa s.r.l. nel quale ci sia accorda per un eventuale riconoscimento economico pari a quasi 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società di pulizie?

Perché viene chiesta una perizia tecnica esterna quando è disponibile il DIVING preposto a tali verifiche?

Il Consiglio di Stato sezione II parere del 18 aprile del 2007 n°456 e anche adunanza plenaria 3 marzo 2008 n°1 ha ribadito che per una società “in house” i requisiti individuati dalla Giurisprudenza comunitaria e nazionale impongono che:

–         Il Consiglio di Amministrazione della società “in house” NON DEVE AVERE RILEVANTI POTERI GESTIONALI e l’Ente pubblico deve poter esercitare maggiori poteri rispetto a quelli che il diritto societario riconosce alla maggioranza sociale

–         L’impresa non deve aver acquisito una vocazione commerciale che rende precario il controllo da parte dell’Ente pubblico.

–         Le decisioni più importanti devono essere sottoposte al vaglio dell’Ente affidante

Oltre a tutto ciò finora esposto Cotral si dimostra “insufficiente” sul nodo delicatissimo come quello delle gare e contratti. Certo è che, secondo il collegio sindacale, l’istituto della proroga così massicciamente utilizzato (49 proroghe rilevate soltanto nel 2012) si situa in un area di dubbia legittimità.

La perdita dell’esercizio nel 2012 è stata di circa 26 milioni di euro si sofferma proprio sulle modalità di gestione in house che non fanno presumere un risultato dell’esercizio 2014 sensibilmente diverso.
Dunque quando L’osservatore d’Italia ha dei dubbi sulla liceità del modus operandi del Cda, quest’ultimi non appaiono poi così infondati. Soprattutto se si accostano i pareri ai proclami del Cda Cotral, si riescono a registrare diverse incongruità.

Questi ragguardevoli quesiti sulla gestione dei soldi pubblici da parte della “politica” ancora non trovano risposte ma potrebbero essere certamente materiale utile in sedi più appropriate.

Non  dimentichiamo che gli  amministratori sono  chiamati  ad  "agire in modo informato" ed hanno al contempo il diritto individuale all'informazione.

Essi non potranno, in presunte altre sedi d’indagine, invocare la carenza di informazioni per alleviare le loro responsabilità.
Ma in merito al riconoscimento di questa cifra milionaria, non solo non c’è stata la possibilità per la divisione ingegneria di leggere la perizia, ma neppure c’è stata la possibilità da parte della stessa DIVING di poter gestire tale ingente riconoscimento economico alla Cometa tramite una approfondita verifica delle prestazioni effettive operate dalla stessa società di pulizie.

Evidentemente le deleghe date all’interno di Cotral spa ad un politico qual’è Giovanni Libanori consentono allo stesso di spaziare ad ampio spettro in ambiti e competenze di tale portata. Ciononostante Giovanni Libanori non sia un dirigente e neppure un tecnico bensì un ex iscritto UDC, fedelissimo sostenitore dell’ex vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti. Infatti, Giovanni Libanori, il cui curriculum dice essere diplomato al liceo e di possedere attestati di formazione professionale in materia assicurativa, è diventato membro del Consiglio di Amministrazione Cotral e dopo anche presidente della controllata Stl e poi ancora consigliere di maggioranza al Comune di Nemi in quota Udc, proprio con l’avvento di Luciano Ciocchetti in Regione e il cambio di guardia da Piero Marrazzo a Renata Polverini. Adesso la coppia Libanori – Ciocchetti dopo aver transitato per un breve periodo in altri partiti ha deciso di entrare in Forza Italia e per Giovanni Libanori può sostanzialmente dirsi un ritorno di fiamma.

Chissà quali altre poltrone sia in grado di riservare la politica in questo dato momento storico? Noi crediamo che il cerchio si stia stringendo e nell’era del dovere di trasparenza, i fatti fin qui narrati siano un ennesimo colpo di coda, seppur grosso e incancellabile, pur sempre la fine di un capitolo. 

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NEMI SCHIAFFINI SCUOLABUS: TRA PROROGHE, GARE A RIBASSO E… PANE E NUTELLA

di Angelo Parca

Nemi (RM) – Il Comune di Nemi e il nome Schiaffini che ricorre sempre con tanto di soldi pubblici che non sono certamente pochi. Il tutto si risolve non a tarallucci e vino, bensì a pane e nutella e vediamo come. Il Comune di Nemi con determina dirigenziale 173 dello scorso 8 aprile 2014 ha liquidato alla società Schiaffini Travel S.p.A., la somma complessiva di 44.697,01 euro per il servizio di Trasporto Pubblico Scolastico e per le agevolazioni tariffarie del 2011 e 2012.

Vale la pena ricordare che il Comune di Nemi, con contratto stipulato nel mese di dicembre 1998, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 85 del 22 novembre 1998, ha affidato alla Società Schiaffini Travel, con decorrenza 1 gennaio 1999, in concessione il servizio di Trasporto Pubblico Urbano per una durata di tre anni. Il contratto fu poi integrato con successivo atto che affidava sempre alla Schiaffini Travel anche il servizio di Trasporto Scolastico.

Nel corso degli anni seguirono ulteriori proroghe al contratto con la Schiaffini Travel, senza che nel frattempo venisse indetta una nuova gara pubblica per il Trasporto Pubblico Urbano e per quello scolastico.

E così, di proroga in proroga arriviamo ai giorni nostri in cui l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Bertucci, rinviato a giudizio per turbativa d’asta e frode nei pubblici incanti insieme a Riccardo Schiaffini e ad altri soggetti, indice una gara pubblica che viene vinta, caso vuole, dalla Schiaffini Travel S.p.A. e con un ribasso record del solo 1,017 per cento rispetto alla società concorrente che proponeva un ribasso del 12 percento. Ma quest’ultima offerta è stata reputata dall’amministrazione di Alberto Bertucci “anormalmente bassa” e le giustificazioni richieste dal Comune all'antagonista di Schiaffini Travel non sono state ritenute congrue.

In un precedente articolo evidenziavamo il fatto che il consigliere di maggioranza al comune di Nemi Giovanni Libanori, ricopre anche la carica di consigliere di amministrazione della società di Trasporto Pubblico Cotral. Evidenziavamo anche che Cotral è socio di maggioranza insieme a Schiaffini Travel Spa della società, sempre di trasporto Pubblico, Atral Scrl.

Secondo il nostro parere, quindi Giovanni Libanori consigliere di maggioranza del Comune di Nemi e al contempo consigliere di amministrazione di una società, la Cotral, che insieme alla Schiaffini Travel controllano una società di trasporto pubblico la Atral, avrebbe potuto rinunciare ad una delle due poltrone.

Per’altro, a tal proposito, il Consiglio di Stato,  ricorda che  ogni Pubblica Amministrazione deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione, al principio generale di imparzialità e di trasparenza ex art. 97 Cost., tanto che secondo ius receptum – le regole sull'incompatibilità, oltre ad assicurare l'imparzialità dell'azione amministrativa, sono rivolte ad assicurare il prestigio della Pubblica Amministrazione ponendola al di sopra di ogni sospetto, indipendentemente dal fatto che la situazione incompatibile abbia in concreto creato o non un risultato illegittimo.

In tutto questo excursus, succede anche che qualche giorno fa, il sindaco della comunità di Nemi Alberto Bertucci , ha inaugurato a suon di pane e nutella offerta ai bambini,  il pulmino messo a riposo per ben due anni e acquistato grazie all’impegno del Commissario Prefettizio Fabio Maurano, il quale nel periodo di commissariamento del Comune, ha ricominciato tutto l’iter dall’inizio (ricordiamo che per la precedente gara è iniziato un processo al Tribunale di Velletri che vede imputato il primo cittadino) utilizzando il finanziamento della Provincia più venticinquemila euro delle casse comunali, ovvero di soldi pubblici dei cittadini di Nemi, per un totale di circa 70 mila euro.

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NEMI: TRA FATTURE, PROROGHE, TRASPORTO SCOLASTICO, GARE A RIBASSO Eā€¦ PANE E NUTELLA

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COTRAL, APRIAMO IL VASO DI PANDORA – TERZA PARTE: QUELLA GROSSA GRASSA MANUTENZIONE PRIVATA

di Chiara Rai

Regione Lazio [ L'inchiesta su Cotral ] – Un mare di soldi pubblici che fuoriescono da un’azienda – Cotral – che continua ad arrancare nel servizio nonostante i proclami dei vertici Cotral Spa che aumentano anno dopo anno, lasciando di fatto incongruenze macroscopiche tra il detto e il fatto.

L’osservatore d’Italia continua ad inoltrarsi negli abissi oceanici di questa gestione del servizio pubblico sempre più costellata da interrogativi rispetto ai quali finora nessuno ha provato a rispondere, neppure la Regione Lazio che di fatto è proprietaria della società di trasporto pubblico su gomma Cotral e dovrebbe vigilare affinché la stessa operi in maniera efficiente e trasparente. [ Dal 1 aprile attendiamo risposte dall'assessore regionale Michele Civita riguardo 9 domande ]

Ma di efficienza e trasparenza al momento si difetta in quanto c’è un aumento esponenziale di corse che saltano per un servizio di trasporto pubblico che dovrebbe invece subire un potenziamento.

Se si pensa addirittura che in coincidenza con i proclami dell’Amministratore Delegato Cotral Vincenzo Surace rispetto alla entrata in vigore di una nuova turnazione degli autisti che consente all'azienda di assicurare un numero maggiore di servizi giornalieri, di fatto il sistema delle corse è entrato in tilt. Un caos talmente grande che ad esempio, a Genazzano, sono saltate addirittura circa 170 corse in un giorno (martedì 16 aprile 2014) rispetto alle 449 programmate. Questo inferno di corse che continuano a saltare stride con gli intenti.

Ne citiamo uno di intento che è molto importante ma prima è doveroso ricordare che ci sono quattro dirigenti apicali Cotral che sono tra i più pagati del Tpl nazionale (si pensi che il premio di risultato raggiunge addirittura il 40 % dello stipendio che arriva a 160 mila euro e il premio di risultato è stato da questi percepito nel 2012 nonostante l’enorme deficit accumulato) e che in questa azienda succede anche che un pensionato di 72 anni, tale Giorgio Da Ros, viene messo come amministratore unico a Cotral Patrimonio e con un contratto triennale nonostante Cotral Patrimonio debba confluire nell’agenzia della mobilità regionale entro pochi mesi. Ma sui dirigenti torneremo a breve, sempre in questa sede.

Il 15 ottobre del 2012 è stato firmato un verbale da Adriano Palozzi, Vincenzo Surace, Giovanni Libanori, Paolo Toppi, Carlo Arcangeli, Silvio Blasucci, Antonio Ricevuto, Monica Boccanera, Elena Eusepi in presenza delle organizzazioni sindacali finalizzato a garantire il carattere PUBBLICO della società oltre al principale particolare che “parte dei recuperi economici conseguiti” avrebbe dovuto essere equamente ridistribuito al personale direttamente interessato ai Piani Operativi. In questo verbale si fa il quadro sui progetti operativi e le priorità quali: esternalizzazione al 10% a fronte di un 30% di internalizzazione della manutenzione, rinnovo del parco aziendale fino a 600 nuovi autobus, ristrutturazione e messa a norma degli impianti.

A fronte di un pezzo di carta firmato dai vertici della Cotral Spa nel 2012 che cosa è stato fatto dopo due anni? A quanto ci risulta anche dalle recenti immagini scattate dove i mezzi sono in manutenzione dai privati, non è stata raggiunta la percentuale di internalizzazione sperata. C’è stata forse una gara pubblica indetta da Cotral e che sia stata vinta da Amati e Pennesi che hanno numerosi mezzi nelle loro officine? La risposta è no. Eppure queste due officine sono piene di mezzi.
Anzi proprio in questi giorni è andata in gara l’esternalizzazione della manutenzione e su 9 lotti, sei sono andati deserti e solo tre sono stati assegnati. Gli altri sei naufragati potranno trovare un porto sicuro negli affidamenti diretti ai privati, una condizione dunque che volge a loro favore. Si tratta di un bando scaduto ad ottobre 2013 suddiviso in 12 lotti per l’affidamento dei servizi di manutenzione meccanica per autobus della flotta Cotral per un’importo da capogiro di € 4.440.400,00 (quasi 5 milioni di euro) che non sono certo bruscolini.

Il costo orario di aggiudicazione è di circa 30 euro l’ora contro i 18,90 euro di circa due anni fa che l’Amministratore Delegato Vincenzo Surace  e la commissione non ritennero “congruo” da potersi applicare e tale da non aggiudicare le gare.

Altri 800 mila euro per un bando scaduto a novembre 2013 per l’affidamento dei servizi di Assistenza all’Uscita per autobus della flotta Cotral, suddiviso in 8 (otto) lotti. Altri 700 mila euro è il totale dell’importo per l’affidamento del servizio di accertamento e controllo dell’idoneità fisica e psico-attitudinale del personale addetto ai servizi di trasporto e non della Cotral S.p.A. scaduto a gennaio 2014. 

Il 30 aprile scade il bando con importo di 1.632.000,00 euro per l’affidamento dei servizi di revisione dei cambi automatici ZF installati sugli autobus della flotta Co.Tra.L. S.p.A. Quindi negli intenti c’è l’internalizzazione ma i fatti ancora sono ben lontani dalle intenzioni.

E se le premesse di cui sopra non fossero sufficienti, andiamo a snocciolare altri importantissimi dati: nel 2011 il consumo in euro per la manutenzione tra ricambi e ore di lavoro è ammontato a circa 15 milioni. Nel 2013, lo stesso servizio è costato a Cotral circa 53 milioni di euro, registrando un aumento pari a tre volte e mezzo.

E non è tutto, detta manutenzione è divisa tra circa 20 ditte delle quali soltanto tre o quattro hanno vinto l’appalto ovvero Ceriv, Palleschi, Officina Pontina.

Addirittura Pennesi, Amati, Arma, Effedi e Amiata Motori non hanno partecipato alla gara ma rispettivamente hanno migliaia di euro di manutenzioni effettuate per Cotral nel 2013:  Pennesi ha manutenzioni per circa 2 milioni di euro, Amati (tra Officina 2000 e Drive Line Service) circa 5 milioni di euro, Arma circa 1 milione e 600 mila euro, Effedi circa 1 milione e 700 mila euro, Amiata Motori circa 1 milione e 200 mila euro. 

Chi ha vinto l’appalto ha manutenzioni per costi decisamente inferiori rispetto a chi non ha neppure partecipato alla gara. Palleschi ad esempio si aggira intorno 95 mila euro mentre Ceriv ai 63 mila euro. 

E le officine interne alla Cotral quanto hanno lavorato rispetto a queste cifre altissime che Cotral paga ai privati? Se si pensa che addirittura un operaio è stato distolto dal lavoro ed è finito nella segreteria del consigliere di amministrazione Cotral Giovanni Libanori.

Inoltre i soccorsi sono espletati molto spesso e volentieri dalle officine private. Dunque, con i furgoni attrezzati, gli operai Cotral vanno spesso a fare visita alle officine dei privati. E un soccorso in linea costa alla Cotral oltre mille euro. E’ da evidenziare che ai manutentori interni alla Cotral è stato bloccato il limite annuale di straordinario.

E se da un lato parlano i dati dall'altro rimane un dato di fatto che la politica abbia deciso il bello e il brutto tempo all’interno dell’azienda di trasporto regionale del Lazio Cotral: Oggi, alla luce di inchieste della Magistratura, intercettazioni ambientali shock, archiviazioni, disservizi, buone uscite d’oro, nessuno degli attori politici ha chiesto le dimissioni dei tre Cda di maggioranza per far decadere tutto il consiglio.

Eppure questa dinamica è avvenuta in tempi recenti quando Domenico De Vincenzi, allora presidente Cotral con il centrosinistra, si dimise e di conseguenza decadde l’allora Cda e ne venne nominato uno nuovo sotto la giunta di Renata Polverini. E oggi, Domenico De Vincenzi è di nuovo presidente oltre che candidato sindaco di Guidonia. Comunque, grazie alle dimissioni dell’allora presidente Domenico De Vincenzi, Renata Polverini insediò un Cda cosiddetto tecnico tra cui era presente anche il segretario generale della Regione Lazio Ronghi, collega di sindacato dell'ex governatore Renata Polverini venuto appositamente dalla Regione Campania e che aveva come capo del suo staff la cosiddetta “Dama Bianca”, Federica Gagliardi, la signora accusata di traffico internazionale di stupefacenti e che solo quattro anni fa accompagnava Silvio Berlusconi al G8 di Toronto e poi a Panama e in Brasile. 

Ma sull'accortezza che avrebbe dovuto avere la politica nel NON entrare nell'ambito gestionale, parleremo molto presto perché quando la politica ci mette lo zampino c'è sempre un effetto distorto rispetto a quello reale. Ad ognuno il suo, almeno così dovrebbe essere.

Alla prossima puntata…

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COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA: NOVE DOMANDE ALL'ASSESSORE REGIONALE AI TRASPORTI MICHELE CIVITA

 

[ CLICCARE QUI PER ASCOLTARE LA TELEFONATA DEL DIRETTORE CHIARA RAI ALL'ASSESSORATO DI MICHELE CIVITA ]


di Chiara Rai

Dato che Cotral non risponde nel merito delle numerose questioni sollevate dalle prime due pubblicazioni dell’inchiesta COTRAL: APRIAMO IL VASO DI PANDORA, abbiamo chiesto a Michele Civita, in quanto assessore regionale di riferimento per i Trasporti di voler rispondere a delle domande (inviate anche a mezzo posta elettronica il 31 marzo 2014), ma non siamo stati fortunati perché, una volta letti i quesiti, l’assessore, tramite, una impiegata delle addette alla sua segreteria, ci ha fatto sapere che “Non intende rilasciare alcuna intervista” in quanto trattasi di una questione che riguarda Cotral.

Inoltre siamo stati informati che lo stesso Michele Civita avrebbe telefonato in Cotral per chiedere delucidazioni e gli avrebbero risposto che tra Cotral e l'osservatore d'Italia  ci sarebbe un contenzioso di cui la sottoscritta direttrice responsabile del quotidiano, eccezion fatta per gli annunci telefonici di querele comunicati dall’ufficio stampa Cotral Claudia Cortegiani, a tutt’oggi non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Bensì è arrivata da Cotral soltanto una richiesta di rettifica che è stata puntualmente pubblicata. [ 19/03/2014 COTRAL REPLICA ALL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA: " MACROSCOPICHE FALSITA' " ]

Senza voler entrare nel merito della evidente scortesia con la quale risponde agli utenti e agli addetti ai lavori “indipendenti” la segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti del Lazio, ricordo che mi è stato persino detto che “Cotral avrà avuto i suoi BUONI motivi” per querelare la sottoscritta, proseguiamo nella nostra opera di informazione senza timori di sorta.

Dunque l’assessore ai Trasporti Michele Civita non risponde e la Cotral annuncia querele. Inoltre, ci sarebbe un presunto contenzioso che fungerebbe da congelatore o capro espiatorio in maniera tale da “impedire” all’assessore  di rispondere a domande di interesse pubblico sulla gestione delle risorse impiegate nel Trasporto Pubblico Regionale.

La domanda sorge spontanea: ma che significa che non si risponde ad un giornalista perché c’è un contenzioso? Forse se avessi scritto che “Cotral è uno splendore” avrei ricevuto altro trattamento.

Dunque, da oggi, si apre ufficialmente la campagna de L’OSSERVATORE D’ITALIA che pubblica le domande rivolte all’assessore ai Trasporti Michele Civita, il quale, da quanto abbiamo potuto apprendere, ritiene che tali quesiti siano strettamente affare di Cotral.

Ciò non toglie che se al Presidente Cotral Domenico De Vincenzi, attualmente candidato a sindaco di Guidonia (Rm), venisse in mente di voler rispondere nel merito ai nostri quesiti sarebbe, oltre che nostro ospite, anche l'unica voce fuori da un coro di silenzio.  

Ecco le 9 domande che rivolgiamo pubblicamente all'assessore regionale ai Trasporti Michele Civita:

1) Come mai si consente che decine e decine di bus, in affidamento diretto, siano fermi per mesi negli impianti delle officine dei privati Amati e Pennesi? La permanenza dei mezzi Cotral produce il consequenziale aumento dei costi manutentivi e il crollo dei servizi ai cittadini con la cancellazione di corse, la perdita di utenti e gli interventi di bus privati su alcune tratte.

2) Perché il precedente piano di reinternalizzazione delle manutenzioni, che portò all’assunzione nel 2008 e 2009 dei nuovi operai e che prevedeva il 66 per cento delle manutenzioni all’interno, è saltato? E oggi il costo delle manutenzioni è aumentato, nonostante ci siano impianti Cotral per la manutenzione che sono eccellenze come quello di Latina ad esempio ed altri che erano già nel progetto impianti manutentivi approvato dalla Regione Lazio.

3) Come mai il capo della manutenzione oggi (l’ex Ad ai tempi di centrosinistra di Rifondazione Comunista) è un ragioniere indagato alla stregua degli altri tre dirigenti licenziati, ma non ha ricevuto pari trattamento? Anzi, è stato liquidato un ingegnere e promosso a capo manutenzione un ragioniere che si occupa appunto di “manutenzioni”, tema al centro delle indagini della Magistratura.  

4) Come mai uno degli ex responsabili della manutenzione, Pasqualino Sigillino, poco prima del compimento dei 66 anni ha avuto 200 mila euro non dovuti di scivolo per accompagnarlo alla pensione mentre per un altro ex dirigente, Di Prete, con le stesse pretese ma non responsabile della manutenzione è stato mandato a casa e la Cotral ha persino vinto il ricorso contro di lui per non dargli la “buonauscita” che invece è stata concessa a Siggillino?

5) Come mai questa azienda sottoposta a controllo analogo (la Regione, proprietaria di Cotral, ha il diritto dovere di controllare e impedire eventuali azioni negative) non è intervenuta?

6) Perché Polo Toppi, consigliere di amministrazione, pur ricoprendo una carica politica entra nella gestione, ripristina la società SBC (oggetto delle prossime pubblicazioni all'interno dell'inchiesta su COTRAL) e addirittura permette che venga distolta una verificatrice dalle proprie mansioni con lettere di trasferimento provvisorio di tre mesi in tre mesi?
Questa verificatrice risulta essere distolta dalle proprie mansioni fino a tutto luglio 2014 per svolgere funzioni amministrative all’interno del servizio di Paolo Toppi.  Stesso caso per Giovanni Libanori che ha nella sua segreteria un operaio distolto dalle proprie mansioni. Che ha da dire in proposito?

7) Il servizio erogato da Cotral agli utenti è ai minimi storici senza precedenti nel passato e le cause, oltre che nella manutenzione, sono anche imputabili alla mancanza di autisti. Il consiglio di amministrazione con Surace in primis non risulta abbia fatto un piano industriale ma solo linee guida e tra queste, si noti bene,  fino ad un anno fa si parlava di trecento autisti in eccedenza e riorganizzazione dei turni in itinere. Con l’avvento del centrosinistra alla Regione Lazio, l’attuale A.D. Surace ha iniziato a dichiarare che gli autisti mancano e che la riorganizzazione dei turni è fallita. Ma ormai il disservizio e lo spreco di ulteriori fondi per affittare autisti è uno sfacelo.Che ha da dire in proposito?

8) Al momento dell'insediamento l’attuale presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, tra i suoi primi provvedimenti, sanò il deficit 2012 di Cotral Spa, impegnandosi contestualmente a cambiare AD e Cda e macrostruttura altrimenti si rischiava di continuare a impiegare i soldi dei cittadini in un meccanismo troppo evidentemente dispendioso in cambio, tra l'altro, di un servizio ai minimi storici. Il Cda e' ancora li e il deficit del bilancio 2013 è cresciuto. Ci chiediamo perché nonostante tutto quanto sopra premesso, i dirigenti hanno comunque preso il premio di produzione?

9) Sono tollerabili bus sporchi con addirittura episodi di zecche nonostante l’appalto dei 5 milioni euro annui alla Cometa? Cooperativa di pulizie che percepisce più due milioni annui di extra.

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NEMI, SERVIZIO TRASPORTO SCUOLABUS: GARE, TRASPARENZA E PRESUNTE INCOMPATIBILITA'…

di Chiara Rai
 
Nemi (RM) – Ricorrono sempre gli stessi nomi di società nella gestione dei trasporti nei vari Comuni del Lazio. Uno di questi è la fortunata società di trasporto Schiaffini Travel Spa.

Nel Comune di Nemi è stato affidato il servizio di trasporto scolastico proprio alla Schiaffini Travel Spa la quale ha vinto la gara di appalto con un ribasso dell’1,017 per cento rispetto all’altra concorrente Consorzio Ecos European Consortium Services che invece ha proposto un ribasso addirittura del 12 per cento.

In soldi significa che rispetto all’importo triennale a base d’asta di 101.400,00 (centounomila e 400 euro) euro oltre iva, il ribasso di Schiaffini è stato di soli 970,22 euro cioè neppure mille euro di sconto in tre anni. Mentre lo sconto del Consorzio che ha perso sarebbe stato del 12 per cento pari a 11.448,00 euro (undicimila e 448 euro) in tre anni.

Ma, fato ha voluto, che l’offerta sia stata considerata dal Comune di Nemi “anormalmente bassa” e le giustificazioni richieste dal Comune al Consorzio non siano state ritenute congrue e pertanto il consorzio, che ha motivato nei tempi di legge le cause di tale ribasso, è stato escluso dalla gara.

Dunque, il servizio di trasporto scolastico a Nemi se lo è garantito per i prossimi tre anni la Schiaffini Travel Spa. E’ utile in ultimo evidenziare che nel corso della gara ad evidenza pubblica rispetto l’affidamento del trasporto scolastico, si sono verificati svariati inciampi che sono stati definiti dal Comune stesso dei “refusi”.

Le imprese partecipanti alla gara hanno infatti richiesto al Comune di Nemi dei chiarimenti nei quali veniva addirittura evidenziata la “mancanza di chiarezza del bando percepita dalle imprese” e per tali motivi veniva richiesto al Comune di prorogare i termini per la presentazione delle offerte. E il Comune cosa ha fatto? Ha prorogato i termini proprio in virtù delle segnalazioni delle imprese partecipanti, liquidando appunto l’inciampo con l’ammissione che si sarebbero verificati dei refusi.

Tutto ciò si aggiunge al giudizio negativo attribuito dalla Bussola della trasparenza dei siti web del Governo italiano al sito istituzionale del Comune di Nemi con 65 criteri non soddisfatti sulla base di 66. Dunque il Comune soddisfa soltanto un criterio di trasparenza che è quello della sezione link che si trova nella posizione prevista e con denominazione così come indicato dalle linee guida del Governo. Tutto il resto rimane insoddisfatto tra cui proprio i bandi di concorso.

Inoltre ci chiediamo come mai da dicembre 2013 ad oggi non sia stato ancora utilizzato il pulmino in dotazione del Comune bensì sembrerebbe che continui a circolare il mezzo di Schiaffini che fa ancora servizio promiscuo di scuolabus e trasporto pubblico locale; servizio quest’ultimo in contrasto con la normativa vigente che in sostanza non consentirebbe l’utilizzo del mezzo adibito al trasporto pubblico locale per il servizio di scuolabus (i motivi sono ovvi: dall’igiene, ai sedili non a norma per i bambini ecc). Perché non tirare fuori dal magazzino il pulmino costato ben 70 mila euro di soldi pubblici?

Detto questo torniamo alla considerazione fatta nell’incipit: Schiaffini, abbiamo detto, ricorre spesso come nome.

Atral Scrl, società controllata Cotral, è costituita con atto del 22 giugno 2004, da Cotral Spa (che detiene il 70 per cento delle quote) e dalla società Schiaffini Travel Spa che ne detiene il 30 per cento e con amministratore delegato Maurizio Schiaffini.

In tutto questo s’inserisce anche la presunta incompatibilità di Giovanni Libanori, consigliere di maggioranza al Comune di Nemi, il quale ricopre anche la carica di consigliere di amministrazione Cotral. Cotral è socio insieme a Schiaffini Travel Spa nella Atral Scrl.

Dato che oltre al trasporto scolastico nel Comune di Nemi, dal lontano 1998 Schiaffini Travel Spa  gestisce il trasporto pubblico locale nel Comune di Nemi non sarebbe stato opportuno che Giovanni Libanori, una volta candidato a consigliere di maggioranza del Comune, avesse rinunciato ad una delle due cariche?

 Il Consiglio di Stato, tra l’altro,  ricorda che  ogni Pubblica Amministrazione deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione, al principio generale di imparzialità e di trasparenza ex art. 97 Cost., tanto che secondo ius receptum – le regole sull'incompatibilità, oltre ad assicurare l'imparzialità dell'azione amministrativa, sono rivolte ad assicurare il prestigio della Pubblica Amministrazione ponendola al di sopra di ogni sospetto, indipendentemente dal fatto che la situazione incompatibile abbia in concreto creato o non un risultato illegittimo.

Domandare è lecito, certo è che il buon gusto avrebbe potuto suggerire al signor Giovanni Libanori di rinunciare ad una delle due poltrone.

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COTRAL: APRIAMO IL VASO DI PANDORA – PRIMA PARTE INCHIESTA L'OSSERVATORE D'ITALIA

 

La Cotral, oltre la nuova sede legale di Roma in via Bernardino Alimena ha in locazione altri 64 immobili tra officine, magazzini, depositi e uffici. Però spesso e volentieri i mezzi anziché finire nelle officine dell’Azienda di trasporto pubblico fanno avanti e indietro presso officine di privati come quella in via Campana 53 a Nettuno in provincia di Roma – Officine Meccaniche Amati Carlo & C. Snc – dove sostano diversi mezzi Cotral e altri ancora entrano ed escono con cadenza che arriva a toccare anche un autobus ogni 15/20 minuti così come immortalato dall’Osservatore d’Italia.

Per il momento il nostro quesito maggiore è concentrato sugli sprechi dovuti alla manutenzione affidata a privati per di più senza gara di affidamento ad evidenza pubblica: che fanno tutti quei mezzi Cotral in via Campana a Nettuno? E’ lecito tutto questo?

 

di Chiara Rai

Il carrozzone che controlla, nelle cinque province del Lazio, il trasporto extraurbano per conto della Regione Lazio sta per subire cambiamenti ai vertici. Il Cda (Consiglio di Amministrazione) attuale dovrebbe levare le tende tra circa due mesi, ovvero ad approvazione bilancio al 31/12/2013. I numeri raccolti sono, per la stragrande maggioranza, vertiginosamente negativi.  

Vincenzo Surace amministratore delegato è accusato di abuso di ufficio  a causa dell’allontanamento di tre dirigenti: il precedente capo del personale, Vincenzo Maccauro, il dirigente ingegneria e manutenzione, Giuseppe Cherubini, e la direttrice d’esercizio, Daniela De Gregorio. I tre sono indagati per il famoso caso di “parentopoli Cotral”, a seguito dell'esposto presentato da Surace, con l’accusa, detta per le vie brevi, di avere una responsabilità nelle procedure sospette dei concorsi, che avrebbero finito per privilegiare i nomi indicati da diverse sigle sindacali, e, soprattutto, per lasciare senza lavoro altri concorrenti che avevano raggiunto un punteggio maggiore. Maccauro, Cherubini e De Gregorio non risultano ancora imputati.

Sulle vicende dei concorsi la Magistratura dovrà andare fino in fondo ma per quanto riguarda l’allontanamento dei tre ex dirigenti, il loro licenziamento potrebbe essere stato pilotato e illegittimo e quindi Cherubini, De Gregorio e Maccauro potrebbero essere reintegrati.

Cherubini nel 2012 decide di registrare Surace, e dalla testimonianza audio si evince chiaramente come la politica abbia pilotato le assunzioni. [ PER ASCOLTARE LE REGISTRAZIONI CLICCA QUI ] Nelle registrazioni, Surace parla di Maccauro. Ecco un pezzo delle asserzioni del presidente Cotral: “Ci hanno detto per un orecchio ‘licenziateli quando potete perché ci stanno creando troppi problemi’ io ho capito che non dovevo farlo, perché sono loro che volevano mandarli via, ma si ricompattavano, quindi come vedi uno può pensare ‘forte Maccauro, ma forte un par de palle!’ Allora, io ho accettato questa situazione perché nel frattempo era partita quest’altra,per cui vabbè… dopodiché anziché andare via e magari qualcosa poteva essere trattata andranno via malamente, forse, ma non perché questo lo deciderò io, difatti oggi hanno deciso proprio questo”.

E mentre la giustizia fa il suo corso, si tiranno le somme rispetto ciò che i cittadini stanno pagando di tasca loro: disservizi, turnazioni obsolete, trasporto pubblico spesso e volentieri da terzo mondo. Ma il biglietto non diminuisce, anzi i controlli aumentano. 

Nonostante i proclami rispetto ad una rivoluzione del trasporto pubblico fatti da Surace e dai consiglieri Cotral, basti ricordare anche le tante promesse del consigliere Giovanni Libanori, la situazione Cotral è di fatto critica.

Anche Giovanni Libanori, ex quota Udc entrato in Cotral sotto il governo regionale della Polverini con vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti e presidente Cotral l’attuale consigliere regionale Adriano Palozzi, perderà la carica di consigliere Cotral probabilmente intorno a maggio ma potrebbe mantenere la carica di presidente della controllata STL (Società Trasporti Laziali, controllata al 51 per cento da Cotral e 49 per cento da Ago Uno srl) che negli ultimi tempi ha preso piede nel territorio laziale e spesso ha sostituito alcune corse Cotral che l’azienda non è riuscita ad eseguire per svariati e numerosi motivi che riconducono per lo più ad una problematica globale.

La Cotral non è stata messa nelle condizioni di avere delle officine interne efficienti con pezzi di ricambio disponibili e manodopera manutentiva sul posto. I ritardi nei rifornimenti delle officine Cotral hanno portato l’azienda di trasporto ad affidare i servizi ad imprese esterne e senza bandi pubblici ma sulla base di una sorta di pesca nella lista di fornitori della società con la quale la stessa prende “accordi bonari” per quanto riguarda i pagamenti. Singolare è il fatto che Giovanni Libanori insieme a Paolo Toppi siano consiglieri di amministrazione Cotral e al contempo Presidente e consigliere della controllata STL. In che misura vengono garantiti gli interessi Cotral? 

Le percentuali che snoccioleremo parlano chiaro, la produzione Cotral diminuisce progressivamente rispetto a quelle delle controllate Stl e Atral. Quest'ultima, di proprietà Cotral al 70 per cento e Schiaffini Travel Spa al 30 per cento con amministratore Maurizio Schiaffini e presidente Domenico De Vincenzi, (anche in questo caso è singolare il fatto che Domenico De Vincenzi sia Vice Presidente di  Cotral e al contempo Presidente  della controllata Atral) non risparmia richieste alla Cotral di finanziamento infruttifero in conto soci per svariate centinaia di migliaia di euro.

Tutto questo nonostante il bilancio Cotral chiuso al 31 dicembre 2012 evidenzia una perdita pari a 25.959.055,00 euro – venticinquemilioni e rotti – (il patrimonio netto, è, al 31 dicembre 2012, negativo per 14.915.831,00 euro – quattordicimilioni e passa euro).

Tutti frutti delle gestioni Cotral. Ad esempio se i vertici della società avessero predisposto un adeguamento dell’impianto antincendio avrebbero evitato che tanti mezzi prendessero fuoco e provocassero così soppressioni di corse e disservizi vari. Anche sulla materia delle corse, molte di queste risultano essere a vuoto in quanto di fatto il piano turno risulta tutt’ora obsoleto. L’Atral e la Stl così, spesso e volentieri, sopperiscono ad un lavoro che “mamma Cotral” dovrebbe essere in grado di espletare.  I costi per la manutenzione della flotta Cotral sono aumentati esponenzialmente nell’anno 2013 toccando una punta massima di 0,74 euro per km sul bacino di Frosinone e minima 0,37 nel bacino di Terracina incassando quindi un aumento del 214,8 per cento rispetto alla media di 0,27 euro per chilometro degli anni precedenti.

Quindi, in tutto questo, ad ingrassarsi sono i privati grazie ad una gestione che certamente non brilla per quantità di gare pubbliche espletate rispetto invece ad una consuetudine nell’affidare i servizi con procedura negoziata. (Affidamento diretto)

La Cotral, oltre la nuova sede legale di Roma in via Bernardino Alimena ha in locazione altri 64 immobili tra officine, magazzini, depositi e uffici. Però spesso e volentieri i mezzi anziché finire nelle officine dell’Azienda di trasporto pubblico fanno avanti e indietro presso officine di privati come quella in via Campana 53 a Nettuno in provincia di Roma – Officine Meccaniche Amati Carlo & C. Snc – dove sostano diversi mezzi Cotral e altri ancora entrano ed escono con cadenza che arriva a toccare anche un autobus ogni 15/20 minuti così come immortalato dall’Osservatore d’Italia.

Per tutto il 2012 la produzione totale di Cotral e delle controllate Atral e STL è stata pari a 77.091.849 km effettivamente svolti. Le soppressioni sono pari a 1.614.800 km attestando il chilometraggio a 78.706.649. La produzione esclusivamente svolta da Cotral pari a 76.772.648 vetture-km ha subíto un decremento pari al 3,02% rispetto al 2011 ciò è dovuto anche a causa della mancanza di nuovi bus da immettere in servizio e l’elevato numero di quiescenze. Ma non dovevano essere immessi nuovi ed efficienti mezzi?

Che ne pensa di tutto questo il proprietario di tutte le quote Cotral, la Regione Lazio? Per il Governatore Nicola Zingaretti fare chiarezza rispetto alle inefficienze ancora in piedi sarebbe un dovere nei confronti dei contribuenti e dei fruitori del servizio.

E da indiscrezioni sembrerebbe che circa 30 persone assunte in qualità di meccanico, anziché stare nelle officine si troverebbero nella centrale di via Alimena e tra questi ci sarebbe anche un operaio di cognome D.C. che sarebbe poi finito a fare il collaboratore del consigliere Giovanni Libanori.

In tutta questa storia dunque, i dati parlano chiaro. La mancata produzione per carenza di personale (malattia, rinuncia straordinario, ritardo in servizio e assenza arbitraria) aumenta di 0,98 punti percentuale rispetto al 2011 aumentando il loro impatto sul ser vizio reso dall’1,27% del 2011 al 2,25% del 2012 e con un’incidenza del 51,4% sul totale delle soppressioni, rispetto al 41,4% del 2011. Scioperi e agitazioni sono in esponenziale aumento.  Ma prendiamo ad esempio dati più freschi facendo un confronto tra le soppressioni sulla terza settimana di febbraio del 2013 rispetto a febbraio del 2014 delle corse Cotral. Ad esempio a Frosinone, Villa Santa Lucia su 230 corse programmate  ne sono state soppresse 17,6 nel 2013 e 26,4 nel 2014, a Priverno in provincia di Latina su 271 corse programmate ne sono state soppresse 41,6 nel 2013 e 50,4 nel 2014. A Terracina su 250 corse ne sono state soppresse 10,4 nel 2013 e addirittura 29,8 nel 2014 mentre a Velletri su 322 corse programmate, 37 nel 2013 e ben 41,6 corse soppresse nel 2014. Dati impresisonanti per il reatino, basti pensare che a Poggio Mirteto su 359 corse programmate 22,4 sono state soppresse nel 2013 contro addirittura 64,4 corse soppresse nel 2014.

Adesso è stato aperto il vaso di pandora rispetto al fenomeno Cotral, qualche capitano si appresta ad abbandonare l’ammiraglia per restare forse aggrappato alle controllate e qualcuno riciclerà la sua immagine candidandosi a sindaco di un comune della provincia di Latina e qualcun altro come assessore nella cosiddetta perla dei Castelli Romani. Per il momento il nostro quesito maggiore è concentrato sugli sprechi dovuti alla manutenzione affidata a privati per di più senza gara di affidamento ad evidenza pubblica: che fanno tutti quei mezzi Cotral in via Campana a Nettuno? E’ lecito tutto questo?

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NEMI, CAMPO SPORTIVO LUCIANO IORIO: "NEMI PER SEMPRE" FA IL PUNTO SUL "RAS" DEL QUARTIERINO

Angelo Parca

Nemi (RM) – Tornano ad accendersi le polemiche sulla gestione del campo sportivo Luciano Iorio di Nemi che sostanzialmente non ha come padrone di casa i nemesi che hanno costituito la Nuova Diana Nemi ma bensì gli stessi si trovano come “ospiti” di una non meglio identificata Diana Cynthia che sembrerebbe essere una giovane costola della genzanese Cynthia calcio.

Infatti a firma del consigliere di maggioranza del Comune di Nemi Giovanni Libanori, il quale sul sito ufficiale dell’Associazione sportiva dilettantistica Cynthia 1920 risponde alla voce di Vicepresidente della stessa, c’è un comunicato stampa che riporta testualmente, tra l’altro: "Abbiamo risollevato la societa' genzanese e abbiamo eseguito importanti interventi di ristrutturazione, sia dei campi che degli spalti, offrendo maggiori spazi grazie all'utilizzo del "Luciano Iorio" di Nemi…”.

E mentre la Cynthia 1920 si vanta di essersi dotata dello stadio nemese c’è chi non appare così di frequente sulle cronache sportive ma bensì paga 36 mila euro l’anno, almeno sulla carta, non si sa per quale intrinseco spirito di sacrificio. Si tratta, appunto, della nuovissima ASD Diana Cynthia, l’associazione residente sì a Nemi, ma con il presidente di Genzano Erminio Tardioli.

Tra l’altro Giovanni Libanori è risultato indagato per falso ideologico riguardo lo stadio di Nemi perché addirittura si sarebbe spacciato per il sindaco di Nemi attestando la perfetta idoneità del campo sportivo. Insomma su questo campo sportivo se n’è parlato e ancora se ne parla.

A tornare sul tema scottante è la lista civica “Nemi per Sempre” il cui leader è Vairo Canterani, la quale attraverso un manifesto, in poche righe conferma un modus operandi più che criticabile da parte di Giovanni Libanori:

“Le amministrazioni di centro – destra non hanno saputo far altro che tanti pasticci – si legge nel manifesto di Nemi per Sempre – fino a portare a sequestri ed inchieste. Ora, infine, il campo non è più della comunità nemese che, semmai, tutt’al più può essere “ospitata”.

I cittadini, però, sanno che questo campo è stato costruito con i soldi loro.  Lo sappia anche Libanori, il quale ha creduto di poterne disporre come ha voluto; da vero “Ras”!”

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