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Bracciano, archiviazione Sala? Ecco i fatti (reali) dopo le fake news circolate sul web. Atti in allegato

BRACCIANO (RM) – Non è stato archiviato tutto e purtroppo girano false informazioni riguardo la notizia sull’archiviazione del procedimento relativo l’associazione per delinquere che ha visto coinvolto l’ex Sindaco di Bracciano Giuliano Sala ed altri esponenti politici ed amministrativi.

È da mettere in chiaro che non tutto è stato archiviato ma soltanto uno stralcio

Ciononostante circolano affermazioni molto gravi dettate, si
presume e si spera, dalla totale ignoranza dovuta ad una mancata lettura degli
atti o ad una errata lettura di essi a causa di manifesta incapacità. Non
vorremmo pensare che chi ha sfornato quest’altra falsità possa averlo fatto di
proposito, sotto dettatura.

Purtroppo, ormai, c’è chi annega nel fango più assoluto
propinando in giro notizie false ricucite ad hoc per compiacere i propri
“padroni”.

C’è chi è palesemente portavoce di esponenti politici e non si nasconde affatto perché invia personalmente comunicati stampa di politici pur conscio/a di dover invece, quantomeno per onestà intellettuale e per deontologia, mantenere un doveroso distacco e distinguere con ogni mezzo l’attività del giornalista da quella del produttore di fake news.

Purtroppo invece, senza la benché minima vergogna dell’attività denigratoria, becera e di bassa lega che mette in atto,  prova a denigrare il giornalismo onesto e indipendente che è attaccato soltanto da chi è rimasto deluso dal giusto dovere di cronaca che questa redazione da sempre salvaguarda.

Chi condivide le fake news mostra soltanto di essere debole
e perdente da ogni punto di vista.

Veniamo alle doverose precisazioni che riguardano l’ultima sparata senza senso di un sito degno solo di essere oscurato.

L’archiviazione del 12 dicembre 2018 disposta dal Giudice Francesco Filocamo riguarda fatti successivi all’ottobre 2014 e ciò è facilmente desumibile dal fatto che il procedimento archiviato, infatti, riporta il numero 3354/18, quale, appunto, stralcio del procedimento 3731/2014.

Da notare che nell’archiviazione del 12 dicembre, a pagina 71 e 72 mancano alcune lettere in progressione che invece sono ben presenti nel procedimento 3731/2014.

Più precisamente nel decreto di archiviazione sono assenti le lettere r) –s)- t) che invece si trovano nel 3731/2014 e che riguardano accuse rivolte a Carlo Medici, Orazio Scopetti e Stefano Ravenda (r), Orazio Scopetti e Luciano Ripanti (s), Orazio Scopetti e Marco Spinaci (t).

Decreto 3731/2014 lettere r, s, t

Peraltro il decreto archiviazione non riguarda nella maniera più assoluta fatti denunciati dal Dottor Arturo Cimaglia e dall’attuale sindaco Armando Tondinelli come invece falsamente asserito da alcuni siti e pertanto appaiono fuorvianti e prive di fondamento anche le paventate iniziative di carattere legale per il reato di calunnia che si presume siano state avanzate dall’ex amministratore.

I fatti non archiviati

L’avviso di conclusione indagini relative al fascicolo
3731/14  della Procura di Civitavecchia
del 12 settembre 2016 evidenziava ipotesi associative per la commissione di
vari reati , tra i quali “…..e quelli per i quali sono in corso procedimenti e
processi penali (innumerevoli e tra i quali si ricordano, in particolare,
quelli relativi alla gestione del settore dei lavori pubblici — ad es. impianto
antincendio della Scuola Tittoni – e di quello urbanistico edilizio – gestione
delle lottizzazioni La Lobbra, Villette del Sassone, Prato Giardino, nonchè dei
procedimenti derivanti dalla gestione delle pratiche Cimaglia e via del
Sassone)………. in Bracciano, partire dal 2008”, questa parte della vicenda non
rientra nella maniera più assoluta tra i fatti oggetto di archiviazione come al
contrario viene detto nel sito di disinformazione su Bracciano.

L’archiviazione della denuncia di Giuliano Sala nei confronti di Arturo Cimaglia

Tra l’altro è d’obbligo chiarire che l’ex sindaco Giuliano Sala ha già denunciato Arturo Cimaglia per calunnia per le denunce da lui presentate e oggetto del procedimento penale rgnr 3731/14 e che il GIP ne ha disposto l’archiviazione il 15 marzo 2017 su richiesta della Procura della Repubblica del 03 ottobre 2016.

Il sito di fake news non pubblica i documenti

Cimaglia probabilmente auspicava di veder pubblicate sul
sitarello che ha diffuso false informazioni gli atti giudiziari a sotegno delle
sue asserzioni ma non ha avuto questo piacere. Le carte che lui ha allegato
alla smentita sono state omesse perché la buona condotta da certe parti è merce
rara. Quindi meglio non pubblicare la verità dei fatti se risulta scomoda per
alcuni.

Nessuna calunnia perpetrata da Arturo Cimaglia nei confronti di Giuliano Sala

È doveroso fare presente che nel decreto di archiviazione che riguarda il Cimaglia si legge “in questa sede preme rilevare che – impregiudicata ogni questione relativa all’infondatezza di ogni ipotesi di reato per il quale è stato adottato un avviso di conclusione delle indagini preliminari – la lettura delle dichiarazioni accusatorie rende chiaro come il Cimaglia riteneva le stesse del tutto conformi alla realtà delle vicende che lo hanno riguardato e, pertanto sia certamente – aldilà del torto o della ragione – neanche lontanamente configurabile il dolo tipico del delitto di calunnia che presuppone la certezza delle falsità delle accuse”.

“Sciatteria e superficialità nella gestione amministrativa del Comune di Bracciano”

C’è da aggiungere un fatto molto rilevante di cui si può venire a conoscenza soltanto leggendo gli atti: nella richiesta di archiviazione del 3 luglio 2018 e nel decreto del GIP relativo al procedimento 3354/2018  del 12 dicembre 2018  si legge chiaramente: “Le singole condotte emerse, attribuibili ai vari soggetti indagati, non paiono integrarsi l’un l’altra e deve rimarcarsi che, come emerge dalla lettura delle comunicazioni intercettate che, rappresentano  – ed esauriscono – la gran parte del compendio probatorio, sciatteria, superficialità connotano la gestione amministrativa e politica del comune di Bracciano. Tuttavia il patrimonio probatorio acquisito se consente di dare un giudizio di riprovazione morale, non altrettanto può dirsi circa la rilevanza penale dei comportamenti in contestazione”.

Sicuramente un giudizio che non fa onore al buon nome del
Comune di Bracciano in quanto si parla espressamente di comportamenti riprovevoli
moralmente e dunque discutibili e che meritano disapprovazione ma non
perseguibili penalmente.  Una
archiviazione che ha sicuramente un certo peso e da cui certamente non si può
uscire con la piena soddisfazione.

L’archiviazione riguarda le posizioni di Giuliano Sala, Giampiero Nardelli, Remo Eufemi, Nardella Stefano e Ripanti Luciano mentre non compaiono i nomi di Biancamaria Alberi (già capo area Sviluppo economico ed altro) e Roberto Razzino (già capo area affari generali) che sono presenti invece nel procedimento 3731/2014 dove sono elencati i capi d’imputazione per fatti dal 2008 e dove i due funzionari sono stati accusati di associarsi insieme ad altri (tra cui, Di Matteo, Signore, Capparella ecc..) al fine di compiere una serie di reati contro la pubblica amministrazione. Basta consultare l’avviso di conclusione delle indagini del fascicolo 3731/14 del 12 settembre 2016

Il sito di fake news invece fa di tutta l’erba un fascio dimostrando di essere diretto da persona che oltre a non essere in grado di leggere gli atti giudiziari tantomeno è in grado di capire che c’è una consistente parte che non rientra nell’archiviazione

C’è da aggiungere inoltre che le indagini oggetto del fascicolo 37/31 sono state tutte effettuate dal Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Bracciano e non svolte dalla Guardia di Finanza come asserito sempre dal solito sito macina fake news. Tant’è. E se vi pare poco…

Tondinelli: “Menzogne di Mauro e Gentili evidenziano superficialità”

“Non voglio entrare sulle decisioni della Magistratura che voglio e devo rispettare. – dichiara il sindaco di Bracciano Armando Tondinelli – Ma le menzogne dette da Mauro e Gentili – prosegue il primo cittadino – evidenziano la loro superficialità in quanto dimostrano di parlare senza conoscere gli atti, considerando che avendo la possibilità di poter conoscere e comprendere pienamente gli atti di cui si parla, non vorrei che queste false parole, tese a mistificare la realtà dei fatti, stessero ad indicare che i consiglieri si facciano portavoce di qualcuno che ancora oggi, dopo aver portato Bracciano alle soglie del lastrico, – conclude Tondinelli – continua ancora a mistificare i fatti accaduti”.




Bracciano, maxi tegola sull’ex sindaco Pd Giuliano Sala: a giudizio per gravi irregolarità nella discarica di Cupinoro. Chiesto maxi risarcimento di oltre 4 milioni di euro

BRACCIANO (RM) – Bracciano ancora in cima alle cronache dopo la notizia che la Corte dei Conti ha bocciato il piano di riequilibrio predisposto dal Comune di Bracciano in relazione alle deliberazioni del giugno 2016 da parte del Commissario Prefettizio, con i poteri del Consiglio Comunale, e del settembre 2016 da parte del nuovo Consiglio Comunale, a soli 2 mesi dal suo insediamento. La Corte dei Conti colpisce ancora. E la tegola, questa volta, piomba direttamente sulla testa dell’ex sindaco del Partito Democratico Giuliano Sala che ha governato la città di Bracciano per due mandati.

La Procura regionale della Corte dei Conti ha convenuto in giudizio Giuliano Sala per gravi irregolarità nella gestione della discarica di Cupinoro.

Secondo la procura si prefigura un danno erariale per cui non è ravvisabile nessun obbligo giuridico in capo alla società partecipata dal Comune Bracciano Ambiente Spa bensì in capo all’ex sindaco Pd Giuliano Sala. L’atto di citazione è già stato notificato alla parte per il risarcimento del danno. La Procura regionale ha chiesto alla sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti di condannare Sala a risarcire i danni per 4 milioni e 400 mila euro in favore della Bracciano Ambiente. L’udienza è fissata per il 15 gennaio 2019. Il Comune di Bracciano ha la possibilità di costituirsi in giudizio in quanto parte lesa.

I precedenti

A giugno del 2017 L’Osservatore d’Italia ha dato la notizia che il sindaco Sala era stato condannato a risarcire 900.000 euro per il danno erariale alla Società pubblica Bracciano Ambiente SpA. Lo ha stabilito la sentenza del 6 agosto scorso N.367/2015 della sezione regionale della Corte dei Conti del Lazio. Il danno quantificato è stato imputato per “sprechi di denaro pubblico” connessi alla gestione e realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato presso la discarica di Cupinoro, di proprietà del Comune e concesso in gestione alla società, unitamente al servizio di discarica dei rifiuti connessi alla inefficienza dell’impianto a causa della insufficiente alimentazione energetica. Senza contare le spese extra sostenute per lo smaltimento del percolato causando così un danno al Comune di Bracciano perché socio unico della società. Parliamo degli anni 2011, 2012 e 2013 quando l’impianto del percolato o non è funzionato per nulla o comunque parzialmente.

E per la Corte dei Conti che ha emesso la sentenza il responsabile è Giuliano Sala perché il Comune, socio unico, risponderebbe direttamente degli sprechi derivanti dal mancato guadagno su un investimento così grande e sarebbe reo anche di non aver effettuato il controllo analogo. Poi l’ex sindaco ha fatto ricorso ed è stato accolto perché il giudice di prime cure, aveva spiegato Sala all’epoca, non avendo risposto e proceduto nel merito ha prodotto un vizio. Il danno ha riguardato il patrimonio della Bracciano Ambiente e, secondo l’arringa di Sala, non poteva richiamare la responsabilità diretta degli amministratori anche perché non era la fattispecie sui cui doveva pronunciarsi la sezione regionale della Corte dei Conti.

Adesso Sala è stato chiamato a giudizio e la somma di risarcimento per cui è stata chiesta la condanna è davvero molto alta.




Bracciano, discarica di Cupinoro: ecco perché Giuliano Sala è stato assolto

 

di Chiara Rai

 

BRACCIANO (RM) – Il tema è come sempre tutti gli strascichi della “mala gestio” della discarica di Cupinoro a Bracciano. La Corte dei Conti, sezione terza centrale di appello, ha accolto il ricorso dell’ex sindaco Pd Giuliano Sala sul quale era piombata un sentenza di risarcimento per danno erariale di quasi un milione di euro. Il sindaco Sala era stato infatti condannato a risarcire 900.000 euro per il danno erariale alla Società pubblica Bracciano Ambiente SpA. Lo ha stabilito la sentenza del 6 agosto scorso N.367/2015 della sezione regionale della Corte dei Conti del Lazio. Il danno quantificato è stato imputato per “sprechi di denaro pubblico” connessi alla gestione e realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato presso la discarica di Cupinoro, di proprietà del Comune e concesso in gestione alla società, unitamente al servizio di discarica dei rifiuti connessi alla inefficienza dell’impianto a causa della insufficiente alimentazione energetica.

Dunque un impianto rivelatosi inefficiente e vanificata la spesa per la sua realizzazione per non parlarlare delle spese extra sostenute per lo smaltimento del percolato causando così un danno al Comune di Bracciano perché socio unico della società. Parliamo degli anni 2011, 2012 e 2013 quando l’impianto del percolato o non è funzionato per nulla o comunque parzialmente. E per la Corte dei Conti che ha emesso la sentenza il responsabile è Giuliano Sala perché il Comune, socio unico, risponderebbe direttamente degli sprechi derivanti dal mancato guadagno su un investimento così grande e sarebbe reo anche di non aver effettuato il controllo analogo.

 

Poi che succede? Giuliano Sala fa ricorso in appello avverso questa sentenza giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Lazio notificata a settembre del 2015 che di fatto s’impernia sul difetto di prova della sussistenza del danno imputato. Nel ricorso Sala dice sostanzialmente che il Giudice ha sostanzialmente sentenziato su un fatto diverso da quello sottopostogli che si sostanziava in via esclusiva nella imputazione dei costi al convenuto per la realizzazione dell’impianto nonché dei costi extra per lo smaltimento del percolato all’esterno. I costi, ha puntualizzato Sala nel ricorso, non sono stati sostenuti dal Comune (ndr come si capisce nella sentenza) bensì dalla società.

Inoltre si specifica che la Procura non ha mai prodotto bilanci della società (ndr per dimostrare l’effettiva perdita di efficacia dell’investimento). Non ultimo la società per l’appellante non sarebbe neppure inquadrabile come in house in quanto gestisce la discarica di Cupinoro non solo per il Comune di Bracciano ma anche per diversi altri Comuni. 

Insomma il ricorso di Sala è stato accolto perché il giudice di prime cure non avendo risposto e proceduto nel merito ha prodotto un vizio. Il danno ha riguardato il patrimonio della Bracciano Ambiente e non può richiamare la responsabilità diretta degli amministratori anche perché non è la fattispecie sui cui doveva pronunciarsi la sezione regionale della Corte dei Conti. La mala gestio grava dunque solo sul patrimonio della società stessa soggetta a regole privatistiche e di autonomia rispetto ai soci. 




Bracciano, nulla da fare per l'ex sindaco Pd Giuliano Sala e consorte: annullato il fondo patrimoniale sugli immobili di proprietà

 

Red. Cronaca


BRACCIANO (RM) – Niente da fare per l'ex sindaco di Bracciano Giuliano Sala e consorte che si sono visti revocare un atto di costituzione di fondo patrimoniale  fatto a febbraio del 2012 relativo diversi immobili, definiti dall'Agenzia del Catasto con la classificazione di  abitazioni, stalle, scuderie, autorimesse, magazzini e uffici di loro proprietà.

La Procura della Corte dei Conti ha di fatto dichiarato l'inefficacia nei confronti dell'erario, in persona dei pubblici Ministeri della Corte dei Conti e dell'amministrazione pubblica danneggiata – il Comune di Bracciano – dell'atto notarile che costituiva il fondo e che rendeva i beni insequestrabili e impignorabili.

Il fondo patrimoniale, infatti, è uno strumento attraverso il quale uno dei coniugi, entrambi o un terzo (ad es.: un genitore) vincolano determinati beni destinandoli ai bisogni della famiglia. La proprietà dei beni che costituiscono il fondo, infatti, salvo diversa disposizione nell'atto che costituisce il fondo, spetta ad entrambi i coniugi. Tale strumento è stato introdotto con la riforma del diritto di famiglia del 1975 che ha sostituito il precedente strumento del patrimonio familiare con il quale la titolarità dei beni e, quindi, l'amministrazione, restava in capo al coniuge costituente.


I beni del fondo e i relativi frutti non possono essere sottoposti ad esecuzione forzata, cioè non possono essere liquidati per soddisfare un creditore, per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.


 




Bracciano: pioggia di imputazioni per l'ex sindaco Pd Sala


di Ivan Galea


BRACCIANO (RM) – Associazione per delinquere a partire dal 2008, questa la conclusione delle indagini preliminari portate avanti dalla Procura di Civitavecchia per mano del Pm Lorenzo Del Giudice nei confronti di alcuni ex amministratori del Comune di Bracciano tra i quali l'ex sindaco Pd Giuliano Sala, l'ex vice sindaco Gianpiero Nardclli, l'ex presidente del Consiglio comunale Maurizio Capparella, l'ex assessore Remo Eufemi, l'ex capo area ai lavori pubblici Stefano Ravenda, l'ex funzionario comunale addetto alla manutenzione delle aree pubbliche Luciano Ripanti, l’ex capo area Urbanistica Luigi Di Matteo, l’ex Segretario Comunale Roberto Signore Roberto, l’ex capo area Affari Generali Roberto Razzino Roberto e la capo area Ufficio Tributi Biancamaria Alberi.




Bracciano: La Procura chiede il rinvio a giudizio per gli ex amministratori

Red. Cronaca


BRACCIANO (RM) – A 10 mesi dalla caduta della giunta Pd guidata dall’ex sindaco Giuliano Sala, si sono concluse le indagini della magistratura per presunti reati contro la Pubblica Amministrazione relativi il Comune di Bracciano.

Venti gli avvisi inviati agli indagati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, tra i quali spiccano i nominativi dell'ex sindaco di Bracciano Giuliano Sala, l’ex vice sindaco Gianpiero Nardelli, l’ex presidente del Consiglio Comunale Maurizio Capparella, l’ex Segretario Comunale Roberto Signore, l’ex assessore ai Lavori Pubblici Remo Eufemi, il  capo area Lavori Pubblici Stefano Ravenda, l’ex capo area Urbanistica Luigi Di Matteo, il funzionario comunale addetto alla manutenzione delle aree pubbliche Luciano Ripanti, l’ex capo area Affari Generali Roberto Razzino, la capo area Ufficio Tributi Biancamaria Alberi.

Gli altri nominativi riguardano invece 10 imprenditori privati: Rinaldo Bernardini, Massimo Cenciotti, Raffaele Cardone, Pietro Lisii, Carlo Medici, Pierluigi Fiori, Marcello Lollobattista, Marco Spinaci, Orazio Scopetti, Guerino Di Domenico.

I numerosi reati contestati nei capi d’imputazione si aggiungono quelli tuttora in corso di accertamento e quelli oggetto di procedimenti e processi penali già avviati. Tra questi si fa riferimento alla violazione delle norme nel separare le funzioni politiche da quelle amministrative, la commistione di ruoli e  interessi pubblici con quelli privati, gli ingiusti vantaggi procurati nell’accelerazione di certe pratiche, la gestione del protocollo generale, la omissione di provvedimenti d’urgenza per garantire la sicurezza e sanità dell’acqua potabile pubblica, la mancata attivazione di procedimenti disciplinari per i dipendenti “fedeli” coinvolti in processi penali, bensì affidando loro particolari incarichi,  le indebite omissioni riguardanti gli abusi edilizi, la violazione delle norme sugli appalti e le procedure di alcune gare d’appalto, la turbativa d’asta, la fuga di notizie riservate mirate ad agevolare gli interessati, il dichiarato, seppure inesistente, stato d’urgenza per alcuni lavori pubblici.

I capi di imputazione, tra cui l’associazione per delinquere, avevano fatto scattare il 26 novembre scorso diversi blitz dei carabinieri sia presso la sede del Comune di Bracciano, ma anche negli uffici e nelle abitazioni di 17 persone. Il 30 novembre seguirono le dimissioni del sindaco e di dieci consiglieri della maggioranza, per cui saltò il Consiglio Comunale convocato d’urgenza che avrebbe dovuto approvare la “Variazione di assestamento generale del bilancio comunale di previsione dell’esercizio 2015”.  La conseguenza fu il commissariamento del Comune.

Questo quanto reso noto dall'associazione Salviamo Bracciano attraverso una nota.
 




BRACCIANO: GIULIANO SALA CONDANNATO A RISARCIRE CON 200MILA EURO IL COMUNE

Red. Cronaca

Bracciano (RM) – La Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio ha condannato l'ex sindaco Pd di Bracciano Giuliano Sala al risarcimento del danno nei confronti dell’ente locale Comune di Bracciano della somma di  200 mila euro compresa rivalutazione monetaria, oltre interessi legali
 
I fatti: La condanna per l'ex sindaco di Bracciano nasce dall'indagine portata avanti dalla Procura contabile in merito all'enorme danno arrecato al patrimonio della società partecipata Bracciano Ambiente spa e di conseguenza al Comune di Bracciano, quest'ultimo socio unico proprietario della Bracciano Ambiente spa, da parte di amministratori e dirigenti del Comune di Bracciano e di altri enti locali limitrofi, per un danno di svariati milioni di euro che ha determinato la decozione della società partecipata ovvero l'impossibilità di quest'ultima a poter onorare regolarmente, con mezzi normali di pagamento, le obbligazioni assunte alle scadenze pattuite, provocando quindi lo stato di pre-dissesto del comune di Bracciano di recente commissariato.

Condotta omissiva gravemente colpevole dell'ex Sindaco di Bracciano Nella sentenza di condanna la Procura contabile ha evidenziato il fatto che la società Bracciano Ambiente spa essendo una società in house di diritto privato, interamente partecipata dal Comune di Bracciano, è stata considerata a tutti gli effetti come articolazione interna dello stesso ente locale il quale, in relazione alle attività gestorie svolte dalla medesima, sia per conto dello stesso ente sia per conto di altri enti locali, come pure avuto riguardo alla tutela del patrimonio di risorse pubbliche alla stessa intestato, avrebbe dovuto svolgere quella puntuale attività di controllo, conosciuta con l’espressione di “controllo analogo”, attività quest'ultima che comporta un controllo non meramente formale sulla società, limitato cioè alla nomina degli amministratori, ma sostanziale e strutturale e, quindi, indirizzato a definire congiuntamente gli obiettivi gestionali da perseguire, le scelte gestionali strategiche da adottare, la quantità e la qualità dei servizi da erogare, il tutto in regime di continuo monitoraggio da parte dell’ente locale sui risultati raggiunti e sugli equilibri di bilancio da rispettare al fine di non travolgere i vincoli derivanti dal Patto di stabilità interno.
Sulla configurazione della società Bracciano Ambiente s.p.a. come società in house soggetta a forme di controllo puntuale e non diverso da quello esercitato dall’ente locale sui propri organi ed uffici, l’atto di citazione argomenta in modo alquanto esteso, richiamando in punto di diritto le conclusioni alle quali è approdata la giurisprudenza di legittimità, e in punto di fatto, i contenuti dello Statuto societario approvato nel 2004 e successivamente modificato nel 2008 e nel 2013, i verbali dei revisori dei conti dell’ente locale, nonché le indicazioni fornite a più riprese dalla stessa Sezione regionale di controllo di questa Corte nelle delibere nn. 37/2012 e 50/2013, indirizzi e valutazioni confermate, da ultimo, nella recente delibera n. 2/2015.
La presente fattispecie ha per oggetto il dissipamento della partecipazione sociale del Comune di Bracciano nella società partecipata in house Bracciano Ambiente dovuta, secondo parte attrice, alla condotta omissiva gravemente colpevole del Sindaco che, nella sua qualità di capo dei servizi comunali e rappresentante dell’ente locale nel Consiglio di amministrazione della stessa società, aveva l’obbligo di vigilare sulla gestione delle attività in generale ed, in particolare, sull’amministrazione dei beni comunali conferiti con specifico vincolo di destinazione al raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente locale.
Tali beni, stimati nella somma di €. 2.600.000,00, conferiti alla società partecipata in data 29 dicembre 2010 e iscritti nel bilancio 2011, hanno configurato un’operazione di ricapitalizzazione del patrimonio sociale che, grazie all’apporto suindicato, ha consentito di iscrivere in bilancio una posta attiva pari a €. 3.217.113,00.

Una scelta arbitraria e disastrosa: L’operazione suindicata, però, si sarebbe rivelata una scelta arbitraria e disastrosa in quanto, al 31 dicembre 2012 il patrimonio netto era passato da €. 3.217.113,00 ad €. 1.945.704,00, con una perdita secca di €. 1.271.409,00, che la Procura ha ritenuto voce dannosa attribuita, inizialmente, al dirigente pro-tempore dell’area economico-finanziaria dell’ente locale Silla Marinella e ai membri del collegio di revisione del Comune di Bracciano Ferri Maurizio, Giulianelli Giorgio e Parroni Paola, destinatari di un primo invito a dedurre.
A seguito delle deduzioni opposte, la Procura ha ritenuto valide le giustificazioni opposte dagli invitati, giungendo alla archiviazione delle relative posizioni.

Del danno prodotto la Procura ha, allora, ritenuto responsabile il Sindaco pro-tempore Sala Giuliano, al quale è stato notificato apposito invito a dedurre cui hanno fatto seguito le deduzioni dell’interessato, le quali, però, non sono state ritenute sufficienti a superare l’addebito contestato che è così sfociato nell’atto di citazione all’esame del Collegio. Nell’atto introduttivo del giudizio, l’attore ha ritenuto che l’evento dannoso sia imputabile al Sindaco Sala che, a fronte di questa operazione di ricapitalizzazione non opportunamente seguita da una condotta degli amministratori della società finalizzata al raggiungimento di particolari obiettivi, non avrebbe intentato nei confronti di quest’ultimi la prevista azione di responsabilità volta al risarcimento dell’ingente danno prodotto, in aperto contrasto con la norma dell’articolo 2392 c.c., dimostrando, per di più, di non avere alcuna considerazione per l’utilizzo delle risorse pubbliche conferite alla società che le ha impiegate in modo del tutto arbitrario e antieconomico, anche a causa della violazione degli obblighi di vigilanza imposti al vertice dell’ente locale dalla norma dell’articolo 239, 1^ comma lettera C) del decreto legislativo n. 267/2000. L’obbligatorietà dell’azione a tutela del patrimonio sociale con la piena responsabilità del Sindaco per aver omesso, quale socio unico della società partecipata e legale rappresentante dell’ente locale, di attivare lo strumento normativo, configurerebbe circostanza aggravante per il fatto che la società Bracciano Ambiente s.p.a. è società in house: infatti, la caratteristica di questa società che consiste nell’essere interamente partecipata dall’ente locale che detiene la totalità del patrimonio sociale ha comportato che qualsiasi danno prodotto dagli amministratori nominati dal socio unico si riflette immancabilmente sul patrimonio dell’ente locale per cui, in assenza di specifico organo preposto alla cura di questo pubblico interesse, sussiste la competenza del Sindaco ad esercitare le azioni previste a tutela delle risorse pubbliche nei confronti degli amministratori sociali.

Ulteriore colpevole inadempimento contestato dalla Procura al sindaco Sala è quello di non aver istituito lo specifico organo deputato allo svolgimento del cosiddetto controllo analogo che, per quanto già detto, sarebbe destinato ad una verifica capillare delle attività poste in essere dalla società e avrebbe, quindi, evitato il dissipamento della partecipazione sociale.
Nell’atto di citazione è stata pure confutata l’eccezione di prescrizione dell’azione di responsabilità formulata dal convenuto sul presupposto che sarebbe decorso il quinquennio dall’adozione della delibera di ricapitalizzazione n. 104 del 29 dicembre 2009 rispetto alla data dell’invito a dedurre del luglio 2015, primo atto interruttivo della prescrizione; in effetti la delibera di ricapitalizzazione cui fare riferimento non sarebbe quella indicata dal convenuto, dove è stata adottata la semplice decisione di provvedere in tal senso, bensì la n. 101 del 29 dicembre 2010 nella quale la decisione è stata assunta in via definitiva con riferimento a specifici beni di proprietà comunale, il cui valore di stima è stato conosciuto solo dopo la predisposizione della perizia giurata. La Procura ha, comunque, ritenuto che l’operatività dell’intervenuta ricapitalizzazione del patrimonio sociale con le voci contabili iscritte in bilancio di esercizio dell’anno 2011 si sia realizzato soltanto a seguito della delibera dell’Assemblea straordinaria degli azionisti del 29 marzo 2011, atto notarile scritto avente rilevanza sia verso l’ente che verso i creditori della società. Trattandosi di conferimento di beni al patrimonio della società, la procedura da seguire, indicata dall’articolo 2343 c.c., dimostrerebbe l’infondatezza della tesi del convenuto e la correttezza di quella dell’attore che riconduce l’operatività del conferimento dei beni in natura alla descrizione e alla conseguente attestazione del valore di stima contenuta nella perizia giurata, valutazioni che fin tanto che decorre il termine di 180 giorni possono essere opposte, riviste e dar luogo anche ad una riduzione del capitale sociale con annullamento delle azioni che risultano scoperte, salvo il diritto del socio ad un’integrazione in denaro.

Da ultimo, la Procura, anche al fine di giustificare la richiesta di sequestro conservativo formulata contestualmente all’atto di citazione, ha rappresentato una serie di avvenimenti oggettivi e riscontri di atti giuridici a comprova della gravissima situazione in cui versa attualmente la società Bracciano Ambiente che ha indotto l’Autorità Giudiziaria penale di Civitavecchia a chiederne il fallimento. Con memoria depositata in data 1 aprile 2016, il convenuto, dopo aver brevemente riassunto la vicenda, ha nuovamente eccepito la prescrizione dell’azione di responsabilità, il cui dies a quo sarebbe da individuarsi nel dicembre 2009, quando l’ente locale, con la delibera consiliare n. 104, manifestava l’intenzione di procedere alla ricapitalizzazione della società e non quella successiva n. 101/2010 che, dopo aver effettuato la stima dei beni, dava atto dell’intervenuta ricapitalizzazione.
Nel merito, il Sala ha precisato che le due delibere con le quali si decideva di capitalizzare la società e successivamente si procedeva alla capitalizzazione con il conferimento dei beni immobili sono state assunte previa acquisizione dei pareri favorevoli del dirigente tecnico, del responsabile dell’area economico finanziaria e del collegio dei revisori dei conti :a tale delibera del Consiglio comunale risultano aver partecipato e votato con voto favorevole altri undici consiglieri ma nessuno dei soggetti indicati è stato citato dalla Procura. Inoltre, lamenta il convenuto, nessun riferimento ai presunti atti dannosi compiuti dagli amministratori della società sarebbero stati indicati dall’attore a fondamento della necessità di adozione dell’azione di responsabilità da parte del socio unico o della vigilanza sui beni comunali conferiti. In effetti, la perdita di esercizio rilevata al dicembre 2012, non sarebbe da ricollegare ad atti di mala gestio quanto alla riduzione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e all’incremento della voce di costo di bilancio “ammortamenti e svalutazione dei crediti” per circa €. 600.000,00.
Con riguardo alla contrazione dei ricavi, la stessa sarebbe giustificata sia dalla riduzione dei conferimenti in discarica sia dalla contrazione dei consumi dovuti alla crisi economica, mentre la svalutazione dei crediti che all’epoca ammontavano a circa €. 10.748.285 sono stati oggetto di prudente valutazione, tenendo conto sia di situazioni di inesigibilità già manifestate sia di inesigibilità future. In ogni caso, si è trattato di condotte legittime degli amministratori a fronte delle quali nessuna azione di responsabilità poteva e doveva essere esercitata dal socio unico. La società, peraltro, si sarebbe trovata in una situazione di grave difficoltà economica determinata proprio dalla necessità di gestire per oltre un decennio percolato esistente nei precedenti invasi gestiti dal pregresso concessionario senza ottenere il giusto riconoscimento economico dalla Regione Lazio.

Vengono, infine, citate nella memoria difensiva una serie di provvedimenti adottati dal convenuto a riprova del fatto che il medesimo non si sarebbe completamente dimenticato di vigilare sui beni comunali conferiti e a dimostrazione comunque di assenza di colpa grave nella condotta posta in essere. Alla pubblica udienza, il Pubblico Ministero ha richiamato l’atto introduttivo del giudizio, specificando che la chiamata in giudizio del convenuto nella sua qualità di Sindaco si fonda sul dovere imposto dalle norme di proteggere i beni comunali e di evitare lo sperpero delle risorse affidate per la cura dei servizi dell’ente locale.
La difesa, ribadendo la richiesta di rinvio del presente giudizio in quanto connesso all’altro discusso oggi nella stessa udienza e per il quale il Collegio ha disposto il rinvio, ha, preliminarmente, eccepito la nullità dell’atto di citazione per indeterminatezza del petitum, in quanto non sarebbe comprensibile se la condotta erronea del Sindaco Sala sia quella che ha determinato la capitalizzazione della società o se, invece, la mancata tutela dei beni comunali sia stata determinata dall’assenza di controllo sui medesimi affidati ad un organo che non ha correttamente svolto i compiti affidati. Nel primo caso, ha precisato che la responsabilità della capitalizzazione della società ricade sul Consiglio comunale che ha adottato la relativa delibera ma la Procura non ha ritenuto di convenire in giudizio i membri dell’organo collegiale, per cui il Sindaco, come organo esecutivo, non avrebbe potuto fare altro che dare esecuzione a tale deliberato. Nel secondo caso, invece, la mancata istituzione dellì’organo di controllo analogo rileverebbe esclusivamente per i servizi affidati dall’ente socio alla propria partecipata in house ma, nella specie, tale requisito non sussisterebbe in quanto la Bracciano Ambiente non è società in house e, comunque, i servizi di raccolta rifiuti sono stati in massima parte svolti a favore degli enti locali diversi dal Comune di Bracciano, socio unico, per cui nessun organo di controllo analogo avrebbe dovuto essere istituito.
Il convenuto ha tenuto a precisare, inoltre, che la gestione dei rifiuti, attività che ha determinato la pesante esposizione debitoria della società partecipata, era comunque un’attività da svolgere obbligatoriamente per motivi di ordine pubblico, per cui i flussi finanziari impiegati non potevano essere fonte di danno erariale, né gli amministratori della società potrebbero ritenersi responsabili per un’attività che doveva essere svolta. Inoltre, se la società è da ritenersi in house, come mai gli amministratori non sono stati citati in giudizio e poi se il danno è stato prodotto dal mancato pagamento delle fatture da parte degli enti locali conferenti, con l’attuale richiesta si duplicherebbe il danno già chiesto in refusione con il giudizio n. 74189, oggi rinviato.

In sede di replica, il Pubblico Ministero ha dedotto che l’istruttoria esitata nell’atto di citazione ha tratto origine dal parere negativo dell’organo di revisione del Comune di Bracciano e dalla delibera della Sezione regionale di controllo di questa Corte che ha ben scandito i termini della mala gestio; per quanto riguarda la mancata evocazione in giudizio del Consiglio comunale ha fatto presente che i membri dell’organo collegiale non avrebbero una cognizione tecnica della materia esprimendo solo un voto politico, affermazione che la difesa del convenuto ha respinto, riaffermando il contenuto gestionale delle delibere del Consiglio comunale che approvano il bilancio e il relativo assetto finanziario dell’ente locale.
 




BRACCIANO, ALTRA DOCCIA FREDDA PER L'EX SINDACO PD: GIULIANO SALA E 2 EX ASSESSORI RINVIATI A GIUDIZIO

Red. Cronaca

Bracciano (RM) – L'ex sindaco PD di Bracciano Giuliano Sala e due ex assessori, Ivano Michelangeli (Lavori Pubblici) e Claudio Ciervo (Bilancio) sono stati rinviati a giudizio.

La Procura della Repubblica del  Tribunale di Civitavecchia questa volta contesta loro le “false dichiarazioni con le quali i tre negavano di non aver mai commissionato i lavori pubblici elencati nella fattura n.11 del 14.8.2014, che la ditta Lisii Pietro aveva emesso a carico del Comune” (art.479 del c.p) per un importo di oltre 120.000 euro, mai saldata. Inoltre si legge nel dispositivo: “nelle rispettive qualità di Sindaco e Assessori del Comune di Bracciano,  procuravano intenzionalmente un ingiusto profitto a Lisii  Pietro, incaricandolo verbalmente … dell’esecuzione dei lavori pubblici…, in violazione della normativa” (Art. 323 del c.p.).

Pare che i lavori siano stati commissionati a voce, addirittura con procedura per “somma urgenza”. La legge vuole che, se le opere sono eseguite in assenza di impegno contabile, le paga colui che le ha commissionate. Il rischio per i cittadini è che questa spesa possa finire tra i debiti fuori bilancio e potrebbe costituire inoltre ipotesi di danno erariale.

Il consigliere di opposizione Tondinelli ha fatto sapere che dopo aver effettuato alcune verifiche negli uffici del Comune di Bracciano, che hanno dato esito negativo, è scattata la denuncia penale che ha dato il via alle indagini della magistratura. "E come mai la fattura in questione, anziché riportare l’indirizzo della ditta Lisii, riporta l’indirizzo della residenza del consigliere Ivano Michelangeli (stessa via, diverso numero civico)?  Semplice refuso?" Hanno commentato dall'Associazione Salviamo Bracciano  

Queste ultime imputazioni si aggiungono quindi a quelle che hanno già colpito l'ex primo cittadino Giuliano Sala e parte delle sue ultime due giunte, Ciervo e Michelangeli compresi. Senza contare  gli avvisi di garanzia per associazione a delinquere, ai quali si sommano i rinvii a giudizio di altri tre dipendenti per le false dichiarazioni rese al PM nella vicenda del Protocollo  generale; le ipotesi di falso contestate dalla Procura ad altri due dipendenti; la situazione dell’ex Comandante della Polizia Locale imputato per non avere denunciato gli abusi accertati;  il disastro della Bracciano Ambiente Spa con i vertici rinviati a giudizio, disastro per il quale la Corte dei Conti ha condannato l’ex sindaco PD di Bracciano a risarcire 900 mila euro al Comune per i danni provocati alla cittadinanza.

Intanto in questi giorni  c'è attesa per la conferma della sentenza sull’istanza di fallimento della partecipata del Comune e nel frattempo, aumentano le preoccupazioni, da parte della cittadinanza, per il rischio di disastro ambientale che incombe sull’area di Cupinoro.  I tre imputati per la vicenda Lisii dovranno presentarsi in tribunale il 15 aprile prossimo.
 




BRACCIANO, BUFERA SULLA GIUNTA DEL SINDACO PD GIULIANO SALA: DIMISSIONI DI MASSA

Redazione

Bracciano (RM) – Nella giornata di lunedì 30 novembre 10 consiglieri comunali di maggioranza di Bracciano hanno presentato le dimissioni contestuali dal ruolo ricoperto, come previsto dal decreto legislativo 267/2000 comma 3 articolo 141 capo 2.

Le stesse sono state sottoscritte anche dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala. Martedì alle 18.30 presso la sala dell’archivio storico comunale di Bracciano in piazza Mazzini 5 è in programma una conferenza stampa nel corso della quale verranno illustrate le motivazioni della scelta. 

Evidentemente il fatto che la Procura di Civitavecchia stia indagando sulla regolarità di appalti pubblici e presumibilmente su questioni che riguardano la potabilità dell'acqua ha inciso notevolmente rispetto a questo vero e proprio tsunami che ha sconvolto la maggioranza di Giuliano Sala.

Cosa avrà spinto i consiglieri a dimettersi? Qualche giorno fa si è scatenata una vera vera e propria bufera giudiziaria sull'amministrazione comunale di Bracciano: giovedì 26 novembre è scattato il blitz dei carabinieri presso la sede del Comune e presso gli uffici e le abitazioni di 17 persone, tra cui imprenditori locali, indagate dalla Procura di Civitavecchia per reati contro la pubblica amministrazione.

Le perquisizioni sono state ordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Civitavecchia dr. Lorenzo Del Giudice e sono state effettuate al fine di acquisire la documentazione relativa le varie procedure di affidamento per i lavori pubblici degli ultimi anni al fine di verificarne la correttezza.
Con tutta probabilità nel fascicolo della Procura anche la presunta irregolarità del protocollo.

Lo scorso 9 ottobre su questo quotidiano abbiamo evidenziato come la sequenza degli atti, così come risulta dallo storico dell’Albo Pretorio del Comune di Bracciano per gli anni 2011-2012-2013, denoti la mancanza del numero degli atti per ben due documenti oltre al fatto che non si comprende la logica di inserimento degli atti stessi sull'Albo Pretorio rispetto la numerazione delle pagine. Evidenziavamo quindi il fatto che le pagine dell'Albo Pretorio del Comune di Bracciano non corrisponderebbero alla effettiva consequenzialità delle date, con il risultato di una scarsa chiarezza nel comprenderne la logicità.
 




BRACCIANO, BUFERA SULLA GIUNTA DEL SINDACO PD GIULIANO SALA: DIMISSIONI DI MASSA

Redazione

Bracciano (RM) – Nella giornata di lunedì 30 novembre 10 consiglieri comunali di maggioranza di Bracciano hanno presentato le dimissioni contestuali dal ruolo ricoperto, come previsto dal decreto legislativo 267/2000 comma 3 articolo 141 capo 2.

Le stesse sono state sottoscritte anche dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala. Martedì alle 18.30 presso la sala dell’archivio storico comunale di Bracciano in piazza Mazzini 5 è in programma una conferenza stampa nel corso della quale verranno illustrate le motivazioni della scelta. 

Evidentemente il fatto che la Procura di Civitavecchia stia indagando sulla regolarità di appalti pubblici e presumibilmente su questioni che riguardano la potabilità dell'acqua ha inciso notevolmente rispetto a questo vero e proprio tsunami che ha sconvolto la maggioranza di Giuliano Sala.

Cosa avrà spinto i consiglieri a dimettersi? Qualche giorno fa si è scatenata una vera vera e propria bufera giudiziaria sull'amministrazione comunale di Bracciano: giovedì 26 novembre è scattato il blitz dei carabinieri presso la sede del Comune e presso gli uffici e le abitazioni di 17 persone, tra cui imprenditori locali, indagate dalla Procura di Civitavecchia per reati contro la pubblica amministrazione.

Le perquisizioni sono state ordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Civitavecchia dr. Lorenzo Del Giudice e sono state effettuate al fine di acquisire la documentazione relativa le varie procedure di affidamento per i lavori pubblici degli ultimi anni al fine di verificarne la correttezza.
Con tutta probabilità nel fascicolo della Procura anche la presunta irregolarità del protocollo.

Lo scorso 9 ottobre su questo quotidiano abbiamo evidenziato come la sequenza degli atti, così come risulta dallo storico dell’Albo Pretorio del Comune di Bracciano per gli anni 2011-2012-2013, denoti la mancanza del numero degli atti per ben due documenti oltre al fatto che non si comprende la logica di inserimento degli atti stessi sull'Albo Pretorio rispetto la numerazione delle pagine. Evidenziavamo quindi il fatto che le pagine dell'Albo Pretorio del Comune di Bracciano non corrisponderebbero alla effettiva consequenzialità delle date, con il risultato di una scarsa chiarezza nel comprenderne la logicità.

 




BRACCIANO, IL SINDACO SALA: A CHI FA COMODO IL FALLIMENTO DELLA BRACCIANO AMBIENTE?

Redazione
Bracciano (RM)
– ”A chi fa comodo il fallimento di una azienda al 100 per cento pubblica? Forse ai privati professionisti del rifiuto? Sono queste le domande che mi pongo oggi. Sono queste le mie preoccupazioni”.  E’ quanto si è chiesto il sindaco di Bracciano Giuliano Sala ieri nel corso di una intervista per un servizio che andrà in onda su La7.   “Con una Autorizzazione Integrata Ambientale, approvata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la quale si rinnova il decreto che autorizza a realizzare nel sito un impianto di trattamento meccanico biologico e un impianto di trattamento della frazione organica con digestore anaerobico, gli unici due impianti autorizzati nella Regione Lazio ultimamente, Cupinoro – ha detto Sala – è un sito che può valere milioni di euro, in grado  di attrarre sul territorio molti “appetiti” di imprenditori privati che puntano al business dei rifiuti”.
 
“Qualora la Bracciano Ambiente non riesca a superare la fase critica della richiesta di fallimento, per la  mancata approvazione del  piano di continuità aziendale – ha precisato ancora Sala-  la Società andrebbe in fallimento e con pochi spiccioli si potrebbero acquisire le autorizzazioni dei due progetti approvati, previsti nell’autorizzazione integrata ambiental”.
 
Ed ancora “La conseguenza sarebbe  che chi, come il privato, persegue il profitto e non l’interesse pubblico, potrebbe nuovamente avere il controllo e gestire il sito di Cupinoro. E l’ultimo esempio di privati che hanno gestito il sito e l’impiantistica, lo abbiamo avuto con la Soc. S.E.L., a.r.l. ,che nel 2004 è scappata, o messa nella condizione di scappare (direi ben volentieri), dalla gestione di Cupinoro, proprio nel momento in cui doveva sostenere i costi elevatissimi della gestione post-operativa. E il tutto è avvenuto nell’assordante silenzio delle varie autorità commissariali o regionali, che non hanno nemmeno preteso il rilascio delle garanzie finanziarie previste nel D.lgs. 36/2013”. 
 
Rispondendo alle domande sui monitoraggi ambientali in atto, Sala ha sottolineato che la Bracciano Ambiente, come prescritto dall’AIA, attua i monitoraggi di propria competenza secondo i tempi e le modalità stabiliti nella stessa autorizzazione e sotto il controllo del direttore tecnico dell’impianto. Ha aggiunto inoltre che Arpa Lazio compie i propri monitoraggi in autonomia e che pertanto sarebbe da chiedere all’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Regionale perché, come risulterebbe da una risposta inviata dall’Agenzia al sindaco di Cerveteri, gli ultimi monitoraggi risalirebbero al 2010.
 
Riguardo la messa in sicurezza della discarica, Sala ha inoltre ribadito, come ha già fatto più volte, che è stata la Bracciano Ambiente a farsi carico della tenuta in sicurezza, del controllo e della  bonifica dell’area coltivata dal privato sino al 2004, accollandosi tutte le spese necessarie dal 2004 , anno in cui fu costituita la multiservizi  Bracciano Ambiente Spa, ad oggi e che la Regione Lazio, a ristoro parziale delle spese relative sostenute, con un recente delibera di Giunta Regionale,  ha disposto l’assegnazione a titolo di risarcimento di una somma di oltre 10 milioni di euro al Comune di Bracciano, in qualità di socio unico della Bracciano Ambiente.
 
Nel sottolineare poi che la discarica è chiusa al conferimento dal 31 gennaio 2014, Sala ha precisato che il 10 agosto scorso si è conclusa la conferenza di servizi per l’approvazione del progetto di modellazione morfologica finale e della realizzazione del capping definitivo, ai sensi del Decreto legislativo. 36/2003, presentato sull’intero sito di Cupinoro, dalla Bracciano Ambiente Spa, “passaggio amministrativo propedeutico – ha concluso il sindaco di Bracciano – alla emissione del decreto di chiusura che dovrà emettere la Regione Lazio. Successivamente, ricevuto detto decreto, si provvederà alla sistemazione del sito, seguendo i passaggi previsti nel progetto approvato, sino alla piantumazione finale delle essenze arboree”.