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Lanuvio, rifiuti: in tilt la raccolta dell’umido, decine di Comuni in crisi. Volpi: “La Regione non risponde”

LANUVIO (RM) – Il Comune di Lanuvio, alla stregua di molti altri Comuni della Città metropolitana di Roma e della Provincia di Latina, non ha più un sito idoneo e autorizzato per conferire l’umido. Ciò comporterà inevitabilmente (e speriamo solo temporalmente) la rimodulazione del servizio e quindi un passaggio in meno di raccolta. A darne notizia è il consigliere metropolitano Fdi Andrea Volpi che al contempo è assessore del Comune di Lanuvio: “Da cinque giorni – dice –  stiamo gestendo con tutte le nostre forze questo disagio e ci stiamo impegnando al massimo per fronteggiare questa emergenza. Insieme ai rappresentanti degli altri Comuni abbiamo contattato ed informato gli organi competenti (Regione, Prefettura, Città metropolitana) responsabili di questa situazione e sempre insieme stiamo provvedendo all’individuazione di un nuovo sito idoneo allo smaltimento. Le uniche disponibilità riscontrate fino ad ora le abbiamo ottenute da siti che si trovano fuori Regione (Toscana, Veneto) e se queste risultassero le uniche soluzioni la conseguenza sarà quella di un aumento della Tari. La Regione Lazio è l’unica Istituzione che in questa fase potrebbe fare qualcosa, ma ad ora nessuno ha risposto alle nostre istanze! Seguiranno aggiornamenti perchè quanto scritto non è definitivo. Se avete notato o noterete qualche disservizio i motivi sono quelli sopra elencati”.




Palermo, rifiuti e decoro: entro il 10 ottobre la nomina dei vertici Rap

PALERMO – Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha incontrato nella sede di villa Niscemi il Collegio dei Sindaci della Rap che da martedì ha assunto la gestione ordinaria dell’Azienda a seguito della decadenza del Consiglio di Amministrazione avvenuta secondo statuto 90 giorni dopo insediamento della nuova amministrazione. Presenti, il vicesindaco Sergio Marino, gli assessori Iolanda Riolo e Gaspare Nicotri, il Comandante Vincenzo Messina e il suo Vice Luigi Galatioto. Preliminarmente il primo cittadino ha ringraziato il collegio dei sindaci per l’impegno assunto in questa fase di transizione assicurando ai partecipanti che entro il 10 ottobre la Rap avrà il nuovo vertice.

 

Durante la riunione tecnica operativa Orlando ha dettato le linee guida e ha dato precise disposizioni sulle priorità e gli obiettivi da raggiungere in tempi brevi sul campo dell’igiene ambientale e del decoro cittadino.

Particolare priorità alla raccolta differenziata con l’obiettivo di arrivare al 40% nei tempi più brevi possibili; pertanto ha disposto la razionalizzazione e il potenziamento del personale impegnato sui servizi esterni e ha chiesto di avviare quanto prima il secondo step della raccolta “porta a porta”. Riorganizzazione del piano di spazzamento non più in itinerari ma in ambiti come è avvenuto nei primi anni della nascita di Rap. Particolare attività si svolgerà nel controllo del territorio con la Polizia Municipale; si prenderanno contatti con la Regione per coinvolgere anche il corpo forestale per le attività di controllo e prevenzione degli illeciti ambientali.

Inoltre il sindaco ha disposto che la Rap venga supportata in questo momento di emergenza sia da Reset che, ove possibile, anche da ville e Giardini. Al fine di garantire il raggiungimento nei tempi brevi di un aumento della percentuale di raccolta differenziata è stato previsto il trasferimento delle 70 unità lavorative di Palermo Ambiente della S.S.R. ” Palermo Area Metropolitana” a Rap per le attività di informazioni e sensibilizzazione, di cui alcune da destinare alla Polizia Municipale per le attività di controllo. Sul fronte del rafforzamento dei controlli e della sanzione degli illeciti, sono in fase di acquisto 4 nuove telecamere mobili ed è stato potenziato il personale con altri 13 agenti che saranno a supporto dell’’unità organizzativa “Tutela, decoro e igiene urbana” per azioni di repressione contro chi abbandona illegalmente gli ingombranti in città nonché tutte quelle forme di abbandono irregolare dei rifiuti (es. migrazione dei rifiuti da area porta a porta ad area servita da cassonetti; migrazione dei rifiuti da parte dei comuni limitrofi nell’area urbana di Palermo, sia Nord che Sud, abbandoni sacchetti area porta a porta).

Il Sindaco ha inoltre chiesto al vicesindaco Sergio Marino e all’assessore alle partecipate Iolanda Riolo di convocare le associazioni di categoria per avviare una collaborazione che attraverso una comune sinergia consenta di potenziare e migliorare il sistema di raccolta differenziata. Si chiederà massima collaborazione ai centri commerciali affinchè si eviti il volantinaggio non autorizzato invitando ad utilizzare altre forme di comunicazione per la promozione dei loro prodotti.




Albano Laziale, Urban Wins: si torna a parlare di gestione dei rifiuti

ALBANO LAZIALE (RM) – Martedì 3 ottobre, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, presso Palazzo Savelli in Piazza della Costituente 1, si terrà il secondo incontro pubblico (Agorà Face to Face) del progetto europeo Urban Wins, al quale il Comune di Albano Laziale partecipa in qualità di Città Pilota. L’iniziativa, finanziata dal Programma Ricerca e Innovazione Horizon2020, si prefigge l’obiettivo di progettare e implementare piani strategici, innovativi e sostenibili per la riduzione e la gestione dei rifiuti in vari contesti urbani. Al progetto partecipano partner di sette Paesi diversi (Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Romania, Svezia e Austria). La Città Metropolitana di Roma Capitale è tra i nove partener italiani, insieme a varie Università, Istituzioni e Fondazioni. Oltre ad Albano Laziale, sono coinvolte altre sette città europee: Cremona, Pomezia, Torino, Bucarest, Leiria, Sabadell e Manresa. Durante l’Agorà di martedì prossimo si incontreranno cittadini, imprenditori, liberi professionisti e mondo dell’associazionismo e tutti gli stakeholder del territorio che diranno la loro opinione su tematiche inerenti la gestione e il ciclo dei rifiuti. Pertanto sarà promosso ed incoraggiato il confronto per creare soluzioni e promuovere schemi di consumo e produzione più sostenibili. All’Agorà di martedì prossimo, ne seguiranno altre sino alla scadenza del progetto, prevista per giugno 2019, attraverso le quali gli stakeholder potranno esprimere la loro opinione sulle tematiche inerenti la gestione e il ciclo dei rifiuti.




Nemi, rifiuti: un quadro ormai fuori controllo

NEMI (RM) – Mobili, pneumatici, cartoni, materiale elettrico, buste in plastica e chi più ne ha più ne metta: via della Radiosa a Nemi è diventata ormai una discarica abusiva dove chiunque butta rifiuti: sia ingombranti che indifferenziato e umido. Del resto la raccolta differenziata a Nemi non è ancora partita su tutto il territorio e la società “Lazio Ambiente” ultimamente si dedica solo al servizio minimo indispensabile di raccolta dell’immondizia vuoi perché Nemi, come del resto altri Comuni castellani, deve circa 100mila euro alla società di proprietà della Regione Lazio.

Dunque diversi problemi “spazzatura” su più fronti per la città delle fragole che ci si augura si possano risolvere al più presto. Multare i trasgressori non dovrebbe essere un problema perché con l’ausilio del servizio di videosorveglianza (le cosidette foto trappole) gli “incivili” ormai non avranno più vita facile.

 

Resta il problema di rimuovere quella sorta di area di gestione rifiuti in via della Radiosa a soli 60 metri dal pozzo dell’acqua che rifornisce il paese. Quell’area non dovrebbe essere dove si trova e a dirlo è la legge che tutela le acque e il suolo. La risoluzione di tutto potrebbe essere nel tanto atteso avvio del servizio “porta a porta” sul territorio che, secondo quanto annunciato dagli attuali amministratori durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative (pochi mesi fa, dunque), avrebbe dovuto essere un’operazione imminente grazie ad un accordo con il Comune di Ariccia che avrebbe condiviso con Nemi l’isola ecologica. Ma nei fatti il quadro rifiuti a Nemi è ancora allarmante: il freno va messo quanto prima.

 




Palermo, gestione rifiuti: incontro tecnico per rilancio azienda Rap

PALERMO – Gli assessori Iolanda Riolo e Sergio Marino, e il presidente di Rap, Roberto Dolce, parteciperanno domani ad un incontro tecnico per valutare la situazione dell’azienda che gestisce l’igiene ambientale in città e gli aspetti tecnici legati all’attuale situazione di difficoltà della partecipata. A seguito di tale incontro il sindaco Leoluca Orlando convocherà le organizzazioni sindacali dei lavoratori per discutere i successivi passi da compiere per il rilancio dei servizi aziendali




Avellino, scoperto trasporto illecito di rifiuti a Partenopoli

AVELLINO – Intercettato e controllato un camion con a bordo due persone che, per le contrade del comune di Paternopoli, raccoglievano rottami ferrosi per poi smaltirli illegalmente.
L’attività rientra in una serie di servizi dei Carabinieri della Compagnia di Montella, finalizzati all’accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica e, in particolare, al contrasto dello smaltimento e del trasporto illecito di rifiuti e sostanze inquinanti.
Grazie all’approfondita conoscenza del territorio e delle realtà locali, i Carabinieri della Stazione di Paternopoli hanno intercettato e controllato un autocarro che trasportava rifiuti costituiti da ferraglia come pezzi di autovettura, parti di elettrodomestici non bonificati, reti di recinzione, secchi, lamiere e pezzi di ferri scarto di costruzioni edili.
I controlli dei Carabinieri hanno permesso di verificare che i due romeni, provenienti dal salernitano, stavano effettuando il trasporto senza essere in possesso di alcuna autorizzazione o iscrizione all’Albo Nazione Gestore Rifiuti, necessaria per effettuare la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti di ogni genere.
Per i due soggetti, ritenuti responsabili di raccolta e trasporto illecito di rifiuti, è dunque scattata la denuncia in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria.
Immediatamente, al fine di interrompere l’illecita attività appena contestata, i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro sia l’autocarro utilizzato che i rifiuti ferrosi trasportati e proceduto alla contestazione della sanzione amministrativa pari a circa tremila euro.
Inoltre, attesa l’illiceità della condotta posta in essere che rendeva ingiustificata la loro presenza in quel Comune, gli stessi venivano proposti per l’emissione della misura di prevenzione del Rimpatrio con Foglio di Via Obbligatorio.
Sono in corso accertamenti per individuare sia il luogo dove sono stati prelevati i rottami ferrosi che i siti dove sarebbero stati poi smaltiti.




Cesano, rifiuti: la raccolta differenziata un miraggio. E la notizia dell'autodemolitore


CESANO (RM) – "Nonostante gli sforzi degli operai AMA, la raccolta dei rifiuti è ormai un miraggio. La raccolta differenziata, obiettivo raggiunto dopo venti anni nel Municipio XV, non sembra più essere la priorità. Se non bastasse oggi dobbiamo apprendere dai giornali e dalle parole del'Assessore Montanari, che ad Ostia rassicura i cittadini, la proposta di ospitare un impianto di compostaggio in particolare nell'area compresa tra Cesano ed Osteria Nuova, dove per anni abbiamo combattuto per non ospitare gli autodemolitori.
Non vogliamo essere noi quelli che si oppongono alla risoluzione del sistema di trattamento dei rifiuti, ma il modo, la poca chiarezza, la mancanza di informazioni e di trasparenza ci lascia a dir poco perplessi, soprattutto perchè la nostra Giunta aveva dato come indicazione in quell'area non per il sistema di compostaggio, ma per l'isola ecologica a servizio dei cittadini, a supporto della raccolta differenziata e per il ritiro di rifiuti ingombranti. Se da una parte siamo consapevoli che ormai non possiamo più pretendere niente dal Movimento 5 Stelle, per la nullità delle proposte, dell'azione e della presenza, dall'altra chiediamo la fine di questa supponenza amministrativa supportata da una incompetenza ormai acclarata, ma soprattutto, per questioni di tale rilevanza, chiediamo chiarezza nelle scelte, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. L'ora degli slogan è finita e dopo un anno chiediamo il rispetto dei cittadini e del lavoro fatto con fatica nei tre anni passati". Lo comunica Daniele Torquati Capogruppo Pd XV Municipio.




Roma e Lazio, emergenza rifiuti: "Il Governo nomini un commissario"

 

di Donato Robilotta – Energie per l'Italia
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L'emergenza rifiuti è sotto gli occhi di tutti, con la situazione che è sfuggita di mano a tutti gli attori istituzionali locali. L'insufficienza impiantistica è nota da tempo tanto che il decreto sblocca impianti del Governo Renzi dell'Agosto del 2016 prevede per Roma e il Lazio altri due impianti di incenerimento.
Regione e Roma Capitale continuano a beccarsi e a giocare a scaricabarile invece che assumersi l'onere della decisione, come spetta a chi governa.
L'amministrazione capitolina continua a parlare di piani futuri irrealizzabili ma non fa niente per il presente.
La Regione ha rinunciato in questa legislatura alla sua competenza sulla programmazione, dimostrando tutta la propria incapacità a varare un piano rifiuti annunciato da oltre due anni. Il Governo ne prenda atto e nomini, prima che sia troppi tardi, un commissario per l'attuazione del decreto sblocca impianti e per prendere quelle decisioni, termovalorizzatore e discarica di servizio, che i vertici delle istituzioni locali non riescono a prendere.




Rifiuti, l'Italia deferita alla Corte Ue per le discariche

 

La Commissione Europea ha deciso di portare l'Italia davanti alla Corte di Giustizia dell'Ue perché non ha messo a norma o chiuso 44 discariche di rifiuti, discariche che "rappresentano un serio rischio per la salute umana e per l'ambiente". Malgrado precedenti avvertimenti della Commissione, l'Italia "non ha adottato misure volte a mettere a norma o chiudere le discariche, come richiesto dalla direttiva in materia". Come gli altri Stati membri, l'Italia era obbligata, entro il 16 luglio 2009, a mettere a norma le discariche autorizzate o già operative prima del 16 luglio 2001, oppure a chiuderle. A causa dei progressi insufficienti, la Commissione aveva già inviato un parere motivato aggiuntivo nel 2015, esortando l'Italia a trattare 50 siti in modo adeguato, siti che costituivano un rischio per la salute della popolazione e per l'ambiente. Malgrado "alcuni progressi", le misure necessarie non sono state adottate entro maggio 2017, sicché la Commissione ha deciso di portare l'Italia in Corte di Giustizia, per velocizzare il processo. Ci sono molti modi per disfarsi dei rifiuti: seppellirli sotto terra, nelle discariche, è il metodo "meno sostenibile dal punto di vista ambientale e dovrebbe essere tenuto al minimo assoluto", nota la Commissione.




Frosinone, rifiuti: scoperto un traffico illecito, sequestrati 10 impianti di trattamento

 

FROSINONE – Il gruppo carabinieri forestale di Frosinone, coadiuvato dal gruppo carabinieri forestale di Latina e di Roma, nonché dal Comando provinciale carabinieri di Frosinone, dal Noe di Roma e dalla sezione di P.G. della Procura di Cassino, stanno eseguendo due decreti di sequestro emessi dal gip del tribunale di Roma, su richiesta della Dda presso il Tribunale di Roma, nei confronti di 10 impianti di trattamento rifiuti e una discarica per rifiuti non pericolosi, e di un decreto di perquisizione emesso nei confronti delle stesse aziende, di laboratori di analisi. Venticinque le persone indagatee, alle quali vengono – a vario titolo – contestati i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e violazione di prescrizioni Aia. Vengono inoltre sottoposti a sequestro più di 26 milioni di euro come profitto delle attività contestate. In particolare, sono due i filoni d’inchiesta. Con la prima si ipotizza che 10 aziende di trattamento rifiuti, conferissero alla discarica per rifiuti non pericolosi situata nella provincia di Frosinone ingenti quantità di rifiuti pericolosi declassificati come rifiuti non pericolosi. La “declassificazione” ha consentito alle società di smaltire ingenti quantità degli stessi presso la discarica, non abilitata alla gestione di rifiuti pericolosi, con il conseguimento di enorme profitto derivante dalla differenza dei costi di smaltimento, ben superiore relativamente ai rifiuti pericolosi. Un secondo filone d’indagine riguarda il recupero dei rifiuti solidi urbani da parte di una società pubblica alla quale vengono conferiti tutti i rifiuti provenienti dai comuni della Provincia di Frosinone. Le verifiche in base alle conclusioni dei consulenti della procura di Roma, ipotizzano uno scarso e/o inefficace trattamento dei rifiuti urbani, sia indifferenziati che differenziati. Proprio lo scarso trattamento determinava una maggiore quantità di rifiuti conferiti alla discarica.In riferimento alla produzione di compost, i consulenti della procura di Roma ritengono che l’azienda abbia recuperato una parte insignificante dei rifiuti organici provenienti dai comuni della provincia di Frosinone, che invece hanno pagato un corrispettivo alla Saf proprio affinchè tali rifiuti venissero recuperati. Le società sequestrate sono state affidate ad amministratori giudiziari, deputati alla gestione delle aziende, assicurando che il ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si interrompa.




Rifiuti e corruzione: arrestato il direttore dell'Ato Toscana sud

Redazione

FIRENZE – Arresti domiciliari per il direttore dell'Ato Toscana sud, l'autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti per i comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, e interdizione dai pubblici uffici per tre professionisti toscani: queste le misure cautelari eseguite stamani dalla guardia di finanza di Firenze per un'inchiesta della procura del capoluogo toscano per turbativa d'asta e corruzione. 'Clean city' il nome dell'operazione.

Riguarda un appalto ventennale per un totale di circa 3,5 miliardi di euro l'inchiesta della procura di Firenze e della Gdf con cui è stato arrestato il direttore dell'Ato Toscana sud e sono stati interdetti 3 professionisti. La gara era per la gestione completa del ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto. Per le indagini il bando era strutturato per favorire un raggruppamento di imprese capeggiato da Siena Ambiente.

Secondo le indagini della Fiamme gialle è emerso un sistema di "commistione" tra controllori e controllati per cui gli indagati avevano concordato preliminarmente, nonostante i ruoli distinti ed incompatibili fra loro, i dettagli della procedura di aggiudicazione nonchè la redazione materiale dei documenti. Così, in una conferenza stampa, gli inquirenti hanno spiegato che di fatto il bando di gara era strutturato "su misura" per favorire il raggruppamento con a capo Siena Ambiente e per scoraggiare eventuali altri concorrenti inserendo nel bando stesso clausole particolarmente vessatorie. L'appalto nel 2013 fu effettivamente aggiudicato a Siena Ambiente con un consorzio di 6 imprese. Sempre per le indagini, il direttore generale dell'Ato Toscana sud avrebbe ottenuto guadagni illeciti per oltre 380mila euro, tramite compensi che figuravano come consulenze, prestazioni d'opera professionale o altri costi tipo rimborsi spese. L'indagine, come hanno evidenziato il procuratore Giuseppe Creazzo e il procuratore aggiunto Rodrigo Merlo, è scaturita da una segnalazione anonima molto dettagliata, "con particolari che non si potevano trascurare".

"Questa è un'altra tappa del tentativo di combattere la corruzione in ambito pubblico, fenomeno da cui pare che nemmeno in Toscana si sia immuni": è il commento del procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo all'inchiesta sul maxi appalto da 3,5 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti ad Arezzo, Siena e Grosseto, che ha portato all'arresto del direttore generale dell'Ato Toscana sud e all'interdizione dai pubblici uffici di 3 professionisti, tra cui un avvocato fiorentino. "Il direttore generale dell'Ato Toscana sud – ha spiegato Creazzo – ha fatto mercimonio delle proprie funzioni pubbliche al fine di favorire un intreccio di intese davvero sconcertante a vantaggio dell'aggiudicatario dell'appalto e traendone vantaggi personali. Ha agito nonostante le incompatibilità funzionali. Controllati e controllori agivano insieme per raggiungere il risultato comune di far ottenere l'appalto ad un preciso raggruppamento di imprese". Il procuratore aggiunto di Firenze, Rodrigo Merlo, parlando delle indagini della guardia di finanza, ha riferito che "l'inchiesta è partita dalla nota di un anonimo indirizzata a questa procura, alla Gdf e alla Corte dei conti. Sono scritti che spesso non vanno molto al di là del pettegolezzo quelli anonimi, ma stavolta c'erano informazioni di dettaglio che non potevamo trascurare. Così la guardia di finanza, partendo da fonti aperte, materiali reperiti su Internet, ha dato il via alle indagini", iniziata nel 2014, mentre la gara di appalto era stata bandita nel 2010 e assegnata nel 2013. "E' emerso che l'appalto ha favorito un privato da parte di una realtà pubblica – ha aggiunto Merlo – quando invece sarebbero dovuti sussistere criteri di imparzialità per evitare commistioni e conflitti di interessi".