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Rai Gulp, “Le Cronache di Nanarìa”: La dislessia spiegata in una serie tv per ragazzi

Da lunedi 3 aprile 2023 tutti i giorni alle ore 14.10 e 19.10 su Rai Gulp e in anteprima su RaiPlay dal 31 marzo 2023
 
 
 
Da lunedì 3 aprile 2023 arriva su Rai Gulp “Le Cronache di Nanarìa”, la prima serie tv rivolta ai giovanissimi che esplora l’universo della dislessia, prodotta da Rai Kids e Aurora tv,in onda tutti i giorni alle ore 14.10 e 19.10 su Rai Gulp e, in anteprima su RaiPlay dal 31 marzo 2023.
 
Nanarìa è Arianna, undicenne brillante e sognatrice, che inizia la prima media scoprendo che il problema che aveva incontrato nella scuola primaria ha un nome, dislessia: inizia così a conoscerlo e a comprenderlo. E piano piano ad accettarsi sempre di più.
 
La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta nella correttezza e/o nella velocità  di lettura. Ancora oggi, pur riguardando quasi 1 alunno per classe in Italia e circa 3 milioni di persone, è sorprendentemente poco conosciuto sia dai genitori che dai ragazzi, un disturbo invisibile spesso non diagnosticato in tempi adeguati. Una tardiva diagnosi non solo può compromettere la carriera scolastica, ma l’intero percorso di crescita dei ragazzi con il rischio di crisi di autostima e episodi di bullismo.
 
Èd è proprio quello che succede ad Arianna (Valentina Filippeschi), protagonista della storia, ragazzina brillante che alle elementari è stata perseguitata da “inspiegabili” problemi di rendimento, accompagnati dalle prese in giro di alcune compagne di classe. Attraverso un video diario la ragazza racconta il suo tragicomico ingresso alle medie con le disavventure scolastiche dovute anche al suo disturbo ma soprattutto la scoperta del corso di teatro, attività che sembrerebbe la meno indicata per lei… Ma è cosìche incontra l’estrosa Nora (Francesca Carrain), un’insegnante attenta e pronta all’ascolto, e alcuni meravigliosi compagni di viaggio con cui trova la forza per superare ogni difficoltà. Calcando il palcoscenico, fra improvvisazioni brillanti ed esercizi di immedesimazione, Arianna impara a esprimere tutto il suo potenziale di creatività e ad accettarsi: allora, l’errore che fa quando deve scrivere il proprio nome davanti a tutti, con un piccolo colpo di genio diventa un sofisticato nome d’arte: Nanaria.
 
“Le Cronache di Nanaria”, che gode del patrocinio di AID (Associazione Italiana Dislessia), non solo vuole informare e sensibilizzare su questa tematica con un linguaggio corretto e vicino ai ragazzi, ma anche superare lo stigma legato a questo disturbo dell’apprendimento, mettendo in scena con leggerezza ed ironia temi universali durante la crescita, come la scoperta e l’accettazione di sé e dell’altro, l’importanza della solidarietà e dell’amicizia, l’esplorazione delle proprie capacità e la scoperta dei propri talenti.
 
Sfondo delle avventure teatrali di Nanaria, una splendida opera del pittore Enrico Benaglia, artista contemporaneo che si è confrontato con una diagnosi tardiva di dislessia. Una sua opera impreziosisce il fondale del palcoscenico su cui si muovono i ragazzi, dandogli un’atmosfera magica e sognante, rendendolo il luogo dove tutto è possibile, basta saper immaginare.
 
“Le Cronache di Nanaria” è una serie in 15 episodi da 25 minuti, diretta dal regista appena trentenne Matteo Gentiloni, che con la sua opera “Mollami” ha suscitato interesse con il racconto originale di un’adolescenza difficile. Con lui un cast di giovanissimi talenti tutti di età compresa fra i 13 e 14 anni.
 
Associazione Italiana Dislessia (AID) – www.aiditalia.org
 
AID – Associazione Italiana Dislessia – nasce nel 1997 con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità verso i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia), che in Italia si stima riguardino quasi 3 milioni di persone. L’Associazione conta, oggi, 13.000 soci e 85 sezioni attive distribuite su tutto il territorio nazionale. AID lavora per approfondire la conoscenza dei DSA; promuovere la ricerca; accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie inclusive a scuola e nel mondo del lavoro; affrontare e risolvere le problematiche sociali legate ai DSA.
 
L’Associazione è aperta ai genitori e familiari di bambini dislessici, agli adulti con DSA, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).
 




“Caccia all’uomo. Cesare Battisti una vita in fuga”: su Rai 3 la docufiction sul terrorista pluriomicida

Saranno gli investigatori i protagonisti dell’indagine e dell’arresto a raccontare la lunga caccia a Battisti

Andrà in onda il 1° aprile in prima serata su Rai 3 “Caccia all’uomo. Cesare Battisti una vita in fuga”, la docufiction coprodotta da Rai Fiction e Indigo Stories per la regia di Graziano Conversano che racconta la fine della fuga lunga trentasette anni e l’arresto dell’ex terrorista pluriomicida Cesare Battisti.

Una grande “caccia all’uomo”, frutto di una operazione internazionale che grazie alla costanza della Polizia di Stato e alla collaborazione delle forze dell’ordine boliviane, ha così reso giustizia alle vittime e ai loro parenti, con la condanna all’ergastolo in via definitiva in Italia, per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta.

Trentasette anni tra Europa e Sud America, polemiche, intercettazioni e pedinamenti, durante i quali Battisti ha sempre trovato il modo di sottrarsi alla giustizia. Fino al 12 gennaio del 2019. Viene arrestato a Santa Cruz de la Sierra da una squadra speciale dell’Interpol formata da poliziotti italiani e boliviani. Al momento del fermo ha 64 anni, era in fuga più o meno dal 13 dicembre, quando la Corte Suprema del Brasile, paese in cui viveva dal 2004, ne aveva ordinato l’arresto in vista di una possibile estradizione in Italia, negata in precedenza dall’ex Presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

In Caccia all’uomo saranno gli investigatori i protagonisti dell’indagine e dell’arresto a raccontare la lunga caccia a Battisti: non solo strategia investigativa, tecnologia e mezzi innovativi, ma anche le emozioni di chi quotidianamente compie con abnegazione e grande professionalità il proprio mestiere nell’ombra. Una ricerca incessante, serrata e densa di colpi di scena per scovare il latitante in un territorio sconfinato del Sud America, con poche tracce da seguire, fatta da uomini e donne dello Stato abituati a lavorare lontano dai riflettori, con dedizione e spirito di gruppo.

Le testimonianze e le ricostruzioni dei poliziotti che hanno condotto le ricerche negli ultimi anni della sua clandestinità – Eugenio Spina, Giuseppe Codispoti, Emilio Russo e Cristina Villa – ci guidano in tutte le complesse fasi dell’operazione.

Caccia all’uomo ripercorre le contraddizioni dell’Italia degli anni di piombo, i complicati rapporti diplomatici tra i paesi coinvolti, ricostruisce le tante maschere e le mille vite di Battisti anche attraverso le testimonianze dei protagonisti di quegli anni e dei parenti delle vittime: Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi Torregiani, il gioielliere ucciso in un agguato dei PAC perché ritenuto un “giustiziere di proletari”, e Maurizio Campagna, fratello di Andrea Campagna, il giovane agente della Digos freddato da cinque colpi di pistola alla schiena esplosi proprio da Battisti. E ancora, Arrigo Cavallina, l’ex terrorista fondatore dei Proletari Armati per il Comunismo, Michele Valsenise, ambasciatore d’Italia in Brasile tra il 2004 e il 2009, lo storico Alessandro Giacone, i giornalisti Giovanni Bianconi e Carlo Bonini.

A corredo della narrazione materiale esclusivo fornito dalle forze dell’ordine: interviste agli investigatori e documenti che ricostruiscono la storia criminale di Cesare Battisti e la sua latitanza.

Caccia all’uomo. Cesare Battisti una vita in fuga è prodotto da Rai Fiction e Alessandro Lostia per Indigo Stories. Regia di Graziano Conversano; soggetto e sceneggiatura Giovanni Filippetto e Jan Ronca; direttore della fotografia Luigi Montebello; scenografia Barbara Vandi, Emanuela Rota; costumi Daniela Guastini; montaggio Michele Castelli; musiche Giorgio Spada; casting My casting; aiuto regia Adriano Candiago; fonico Davide Pesola; direttore di produzione Luca Guerra; produttore esecutivo Andrea Magnaschi; produttore RAI Lorenza Bizzarri.

Cast artistico: Andrea Cagliesi (Cesare Battisti); Alessandra Cheli (Cristina Villa); Martino D’Amico (Emilio Russo); Rosario Terranova (Giuseppe Codispoti).




Colonna, un borgo pieno di strade dedicate alle donne

Il Comune ha deciso di cambiare la toponomastica per ben sei vie cittadine e contrastare così la forte disparità di genere

Ci sono storie di donne che hanno contribuito a rendere ricca di valori la società. Vanno ricordate e il fatto che esistano amministrazioni talmente sensibili da intraprendere un percorso virtuoso in questa direzione è qualcosa che dona speranza e desiderio di coltivare ancora quei valori che un tempo erano molto floridi. Ci sono sei strade dedicate alle donne che si sommano alle altre quattro già esistenti . È  nel piccolo borgo di Colonna ai Castelli Romani che il Comune ha deciso di cambiare la toponomastica per ben sei vie cittadine e contrastare così la forte disparità di genere che, censimento alla mano, esiste nelle titolazioni. 

Da oggi nella cittadina che conta poco più di 4 mila abitanti, troveremo via Rosalia Marazzano, la storica levatrice di Colonna e poi via Rita Atria, la collaboratrice di giustizia che si uccise pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio e via Eunice Kennedy, figlia della famiglia stanutitense Kennedy impegnata nel sociale e nella disabilità e fondatrice di Special Olympics.

Oltre a queste tre grandi donne le cui storie sono ricche di valori, ci sono tre strade che omaggiano tutte le lavoratrici della terra di Colonna, terra ricca di vigneti e di uliveti: via delle Sermentatrici, via delle Scacchiatrici e via delle Legatrici: «Ci alzavamo alle quattro e andavamo nei campi – ha raccontato una donna di 96 anni –oggi i ragazzi che fanno i vandali dovrebbero andarea lavorare in campagna per capire bene il valore della vita». 

Sabato alla presentazione di queste sei nuove strade c’è stata una grande partecipazione da parte della comunità colonnese, donne e uomini del territorio che hanno apprezzato: «Ci siamo mossi – ha detto il sindaco Fausto Giuliani – ancor prima che l’Anci esortasse in maniera virtuosa i Comuni a dedicare tre aree a tre donne, una di rilevanza locale, una nazionale e una straniera. Noi questo percorso lo abbiamo già intrapreso diverso tempo fa, oggi abbiamo cambiato la toponomastica di sei strade e possiamo raccontare le storie delle donne che abbiamo scelto».

E  l’assessora alla Scuola e Pari Opportunità Valeria De Filippis insieme all’assessora alla Cultura Serena Quaglia hanno aggiunto: «Il nostro percorso teso a colmare il divario di genere – dice – non si esaurisce con questa iniziativa perché intraprenderemo prossimamente un progetto con le scuole per titolare alcune classi alle donne costituenti».

Chi era Rosalia Marazzano? La levatrice del paese che tra il 1950 e il 1975 fece nascere a Colonna 625 bambini e bambine. Oggi la strada a lei intitolata si trova in pieno centro storico, sotto palazzo Colonna e ha sostituito una parte di via Della Madonnella che continua ad esistere. Una donna, tra le prime negli anni ’60  a prendere la patente, costantemente aggiornata e soprattutto empatica con le famiglie e con le donne che ha aiutato a partorire: «dare il nome di una strada alla levatrice del paese – ha detto l’insegnante Rossana Laterza dell’associazione Toponomastica Femminile – significa contribuire a dare una identità a questo luogo. La media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5 per cento e sono in prevalenza sante, mentre quelle dedicate agli uomini sono circa il 40 per cento. C’è ancora molta strada da fare».

E poi l’assessora alla Cultura serena Quaglia ha fatto un passaggio su via Via Rita Atria, che si trova nella parte superiore di Colle Sant’Andrea: «È stata una testimone di giustizia – ha detto – che ha 17 anni si è tolta la vitauna settimana dopo che venne ucciso il magistrato Borsellino. Era una donna che ha deciso di mettersi contro la mafia e di credere nella giustizia».

Via Eunice Kennedy prende una parte di via Colle Sant’Andrea di Sopra e un pezzo di via dei Mattei: «Una donna che ha fatto la differenza per le persone con disabilità intellettive – hanno detto l’insegnante Gabriella Giuliani e la responsabile di Special Olympics Silvia Merni – ha coltivato una cultura del rispetto e inclusione che passa anche per una pratica sportiva condivisa».  




Meta non rinnova l’accordo con la Siae, via la musica italiana da Facebook e Instagram

Meta, la holding proprietaria di Facebook e Instagram, ha reso noto di non aver raggiunto un accordo con la Siae per il rinnovo della licenza sul diritto di autore. Di conseguenza sui social vengono bloccati o silenziati i brani che rientrano nel repertorio Siae, gli altri continuano ad essere disponibili. ”Una decisione unilaterale che lascia sconcertati”, dichiara la Società degli autori ed editori italiani. “Abbiamo accordi di licenza in oltre 150 paesi nel mondo, continueremo a impegnarci per raggiungere un accordo con Siae che soddisfi tutte le parti”, ribatte la società di Mark Zuckerberg. “No al far west, i colossi rispettino le opere d’ingegno e la sovranità legislativa degli Stati”, sottolinea il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che aggiunge: “La indiscutibile libertà di mercato va esercitata all’interno di regole condivise e rispettate da tutti: è il fondamento di una convivenza pacifica e produttiva”. “La scelta di Meta è un danno enorme che preoccupa” dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione a all’editoria, Alberto Barachini. Meta per consentire l’uso della musica sui social, che rende più accattivanti i post di creator e influencer, stringe accordi sul copyright con i titolari dei diritti musicali in tutto il mondo. Nel territorio europeo ha partner in Spagna, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Turchia. La rottura con la Siae rappresenta un precedente mondiale per il colosso di Menlo Park. Ha un impatto sui Reels (i video brevi su Facebook e Instagram), sul flusso delle notizie di Instagram, e sulle Storie di Facebook e Instagram. Su Facebook i contenuti impattati vengono bloccati, su Instagram silenziati. “Purtroppo non siamo riusciti a rinnovare il nostro accordo di licenza con Siae – rende noto Meta – da oggi avvieremo la procedura per rimuovere i brani del loro repertorio nella nostra libreria musicale. Continueremo a impegnarci per raggiungere un’intesa che soddisfi tutte le parti, crediamo sia un valore per l’intera industria musicale permettere alle persone di condividere e connettersi sulle nostre piattaforme utilizzando la musica che amano”. ”A Siae viene richiesto di accettare una proposta unilaterale di Meta prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell’effettivo valore del repertorio – ribatte la Società degli autori ed editori italiani – Tale posizione, unitamente al rifiuto da parte di Meta di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo, è evidentemente in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright per la quale gli autori e gli editori di tutta Europa si sono fortemente battuti. Siae ha continuato a cercare un accordo con Meta in buona fede, nonostante la piattaforma sia priva di una licenza a partire dal 1 gennaio 2023″. Per Mogol, presidente onorario di Siae e celebre autore e compositore, la battaglia in difesa degli autori “è sacra, queste piattaforme guadagnano miliardi e sono restie a pagare qualcosa”. L’industria musicale, attraverso il suo presidente Enzo Mazza, auspica che “Siae e Meta trovino presto un accordo nell’interesse del crescente mercato musicale in Italia e degli aventi diritto”. “Chiediamo che Meta riapra immediatamente in buona fede un tavolo negoziale con Siae”, gli fa eco il presidente della Federazioni Editori Musicali, Paolo Franchini. L’associazione influencer, in una nota, auspica “che il dialogo tra le due realtà abbia un epilogo costruttivo”, nella convinzione che, “specialmente per quanto concerne le professioni creative, sia importante ripristinare il precedente stato dell’arte”. Infine, rilievi anche da parte di Soundreef, gestore indipendente dei diritti d’autore. “Sappiamo che il take down dei brani da parte di Meta sta riguardando anche il repertorio integralmente amministrato da Soundreef e i repertori esteri – sottolinea il gruppo – È evidente che l’esito della trattativa tra Meta e Siae sta danneggiando tutte le società di collecting operanti, in Italia e non. Stiamo contattando entrambe le parti per capire come l’intera negoziazione sia stata condotta e stiamo lavorando per ripristinare sulle piattaforme Meta tutti i brani di cui amministra totalmente i diritti”.

F.P.L.




Apple Music Classical, l’app definitiva per gli amanti dei grandi compositori

Apple Music Classical è, come suggerisce il nome, un’app tutta dedicata alla musica classica, con un catalogo composto da oltre 5 milioni di brani a cui si affiancano le biografie dei principali compositori e approfondimenti sulle opere. Per l’offerta di musica classica, il colosso di Cupertino ha badato soprattutto alla qualità: alcuni brani potranno infatti essere ascoltati con risoluzione Hi-Res Lossless, ossia la migliore possibile oggi su dispositivi della Mela, con migliaia di registrazioni composte con audio spaziale, più avvolgente. Apple Music Classical offrirà inoltre una serie di ritratti digitali ad alta risoluzione completamente restaurati di molti dei più grandi compositori della storia. Si tratta di lavori, spiega la società, “appositamente commissionati a un gruppo eterogeneo di artisti e artiste. Le immagini fondono la ricerca storica con i colori e i riferimenti artistici del relativo periodo classico. I risultati mostrano un’attenzione ai dettagli, portando il pubblico faccia a faccia con i volti più importanti della musica classica”. L’app offre la possibilità di effettuare ricerche per compositore, opera, direttore d’orchestra o anche per numero di catalogo, per trovare immediatamente registrazioni specifiche. Al momento, non è prevista una versione per iPad o Mac ma solo su iPhone con sistema operativo iOS 15.4 o successivo. Nel corso dei prossimi mesi, Music Classical arriverà anche su Android. Il download è gratuito ma sarà richiesto un abbonamento Apple Music per la fruizione. In un breve video introduttivo l’azienda di Tim Cook definisce l’app “a new dawn in classical music”. Sicuramente questa operazione fa bene a tutto il “mondo classica”. Le persone che utilizzano prodotti Apple sono prevalentemente giovani, grandi consumatori di musica e pieni di curiosità, per i quali la piattaforma propone una serie di playlist capaci di intercettare i loro gusti. Anche il mondo discografico, ancora troppo legato al disco fisico e ai tanti costi, può trarne benefici. Non solo. C’è la possibilità che aumentino gli spazi per nuovi e promettenti progetti. Apple pare stia già facendo accordi con artisti di musica classica e istituzioni musicali per offrire contenuti e registrazioni esclusive. Bisogna capire se l’azienda vuole lanciarsi stabilmente anche nel mondo della produzione approcciandosi con la stessa strategia usata per Apple TV: produrre poco a livello quantitativo ma di altissimo livello qualitativo.

F.P.L.




Al Senato della Repubblica conferito il marchio “Sagra di qualità” a 18 manifestazioni italiane

Questa mattina la cerimonia promossa da Unpli

Da nord a sud, le sagre sono certezza di chi ama scoprire e apprezzare le tante declinazioni di prodotti enogastronomici stagionali e legati ai differenti territori. A salvaguardare e promuovere questi appuntamenti rappresentativi di storia e tradizione si impegna l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli).

È nella sala Koch del Senato della Repubblica che stamattina si è tenuta la cerimonia di consegna del marchio ‘Sagra di qualità’. Su iniziativa del senatore questore Antonio De Poli, alla presenza del presidente dell’Unpli, Antonino La Spina, del consigliere del ministro delle Politiche Agricole, on. Angelo Rossi e del consigliere Enit, Sandro Pappalardo, introdotti e moderati da Adriana Volpe, ecco le 18 sagre certificate nel 2022 con un marchio attribuito al termine di un iter documentale e di rigorose verifiche sul campo, come da apposito disciplinare.

Pietanze legate alla storia e alle tradizioni dei territori; ricette che si tramandano
segretamente, di padre in figlio; piatti strettamente legati a riti centenari e ancora oggi
osservati; ricette semplici e con ingredienti naturali che rappresentano veri e propri spaccati di cultura popolare. Eventi storici che, a testimonianza del loro radicamento nel territorio, hanno superato anche le quaranta edizioni.

“Quando si lavora insieme, in maniera proficua si realizzano le cose più belle- dichiara il
senatore Antonio De Poli – I 600mila volontari delle Pro Loco italiane hanno il cuore e l’anima per le proprie comunità, per i propri territori e per i propri cittadini. Insieme ai sindaci sono il
cuore pulsante dei nostri piccoli grandi comuni. Credo che questo sia il vero significato oggi
della ‘Sagra di qualità’. Il cosiddetto turismo ‘lento’, che significa conoscere i nostri borghi,
le nostre campagne, le nostre montagne, rappresenta l’aspetto fondamentale di un’Italia che deve far innamorare non solo gli italiani ma il mondo intero”.

“Il marchio ‘Sagra di qualità’- spiega il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina- è la
certificazione rilasciata dall’Unione Nazionale Pro Loco e identifica le manifestazioni che
promuovono prodotti tipici storicamente legati al territorio, rappresentative della storia e
della tradizione, che puntano alla promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali.

La nostra organizzazione che in Italia organizza attraverso le Pro Loco circa 20mila sagre, vuole migliorarsi e farsi sempre di più eccellenza.

Attraverso questo marchio di qualità si dà l’occasione ai territori di mettere in mostra i propri
prodotti e le proprie eccellenze locali. Il marchio non è una premiazione ma il riconoscimento per il grande lavoro che viene svolto”.

Le 18 sagre certificate nel 2022, si aggiungono alle 27 che hanno ottenuto il riconoscimento nel 2019 e alle 20 del 2020.

“Le sagre oltre che eventi di promozione della cucina italiana sono eventi culturali. La pandemia ha segnato la vita di tutti di noi- afferma il consigliere del ministro delle Politiche Agricole, on. Angelo Rossi- e le sagre rappresentano uno strumento incredibile nel ricostruire questo senso di comunità: lo stare insieme in nome di un prodotto agro-alimentare e in nome della cucina italiana. Non è giusto che per realizzare manifestazioni del genere si debba stare dietro a una burocrazia a volte dannosa, che ne ostacola l’organizzazione. Essere qui in Senato è certamente un punto di arrivo. Tutto il patrimonio che queste manifestazioni portano con sé è solo italiano.

L’Unpli e le Pro Loco sono dei presidi preziosissimi che valorizzano I nostri territori e per
questo a loro volta vanno valorizzati”.

Fra gli ulteriori requisiti necessari all’attribuzione del riconoscimento ‘Sagra di qualità’, la
promozione degli operatori locali del settore eno-gastronomico e turistico (quali produttori,
ristoratori, artigiani, albergatori) come attività economiche correlate alla cultura del cibo, la
storicità di almeno 5 anni; inoltre, la richiesta di valutazione deve essere inviata almeno 180
giorni prima dell’evento, cui seguono, un’analisi della documentazione e una verifica sul
campo.

“Come agenzia nazionale del turismo siamo molto vicini all’Unpli perché abbiamo tra l’altro firmato un protocollo d’intesa- racconta il consigliere Enit, Sandro Pappalardo- Le Unpli e le Pro Loco sono un valore aggiunto per la nostra nazione. Riescono a rendere vivi quei borghi e quelle aree interne che altrimenti sarebbero forse poco attenzionate. Le sagre sono una grandissima risorsa per il turismo italiano e permettono ai territori di essere vivi e riconoscibili.

Crediamo in questa bellissima iniziativa organizzata dall’Unpli perché valorizzazione dei territori significa anche passare attraverso la vivacità di questi territori e le sagre sono un punto di eccellenza”.

LE SAGRE CERTIFICATE NEL 2022

Sagra dei Fagioli (Cellole, Caserta); Sagra Agosto Donadese (Donada, Rovigo); Sagra del
Maccheroncino di Saragolla (Garrufo, Teramo); Sagra dei maccaruni (Gavignano, Roma); Festa dell’Uva (Giovo, Trento); Sagra del pesce, (Letojanni, Messina); Sagra del Melone (Massanzago, Padova); Sagra dell’Asparago Rosa di Mezzago (Mezzago, Monza e Brianza); Sagra dei Sughitti (Montecassiano, Macerata); Sagra dei ceci e dello zafferano (Navelli, L’Aquila); Sagra degli
Scarpinòcc (Parre, Bergamo); Sagra del Cecatiello (Paupisi, Benevento); Sagra delle Cozze (Pedaso, Fermo); Sagra della Paccozza (Pesco Sannita, Benevento); Sagra della Zucca e del Cappellacio Ferrarese (San Carlo, Ferrara); Sagra del Bacalà (Sandrigo, Vicenza); Sagra delle
Radici di Soncino (Soncino, Cremona); sagra Tovena in festa (Tovena, Treviso).




Rai Gulp e RaiPlay, arriva “Look at me”: 14 documentari per ragazzi sui giovani d’Europa

Un progetto di documentari per ragazzi di Rai Kids insieme alle televisioni pubbliche europee, promosso dall’EBU-UER
 
Appuntamento da lunedì 20 marzo, tutti i giorni, alle ore 17.40. La serie è composta da 14 documentari di 15 minuti: una serie di “ritratti” di bambini e ragazzi che abitano in diversi paesi europei, dall’estremo nord del Continente fino al Mediterraneo, più due episodi ambientati in Giappone. Ciascun documentario accompagna il protagonista nel suo viaggio intimo verso il raggiungimento di un obiettivo personale, raccontandone la dedizione, la passione e il coinvolgimento emotivo. Il loro motto è “I can do it!”, “Posso farcela!”.
 
In rappresentanza dell’Italia c’è Thomas Quaranta, 11 anni, che abita in Valle Gesso (Cuneo). Thomas da grande vorrebbe fare il pastore, ama gli animali e possiede già alcune mucche di cui si prende cura amorevolmente. Il suo sogno è quello di partecipare alla transumanza, una grande tradizione della sua zona in cui i pastori accompagnano le mucche verso i pascoli delle zone montane in cerca di erba più fresca. Thomas non è mai stato in alpeggio da solo e deve prima convincere i suoi genitori. Riuscirà a resistere una settimana senza elettricità né telefono cellulare?
 
Il viaggio prosegue in Portogallo dove Carlota fa gare di motociclismo su pista; Chirsty Bella vuole invece imparare a usare il telaio per tenere in vita l’antica tradizione scozzese dell’Harris Tweed; Grga suona il fagotto per le strade della sua città, in Croazia, per raccogliere i soldi necessari a volare in mongolfiera; Hanka vive in Slovacchia, adora la falconeria e cresce un’aquila sin dalla nascita. I paesi partecipanti al progetto, oltre all’Italia, sono Croazia, Germania, Grecia, Giappone, Irlanda, Montenegro, Portogallo, Scozia, Slovacchia e Slovenia.
 
Che abbiano successo o meno, i protagonisti sono uniti dal desiderio di intraprendere una piccola o grande impresa: dal coltivare e veder crescere una pianta di riso al riuscire in un’attività sportiva, dal tentativo di superare le difficoltà che la propria disabilità impone alla scelta di vivere a contatto con la natura e con gli animali. Un viaggio in Europa e in Giappone alla scoperta dei giovani, dei loro sogni e della loro tenacia.
 
La puntata girata in Italia è stata realizzata da Rai Kids in collaborazione con il Centro di produzione di Torino.
 




A Leolandia arriva Bluey la nuova stella dei cartoni

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Al via una stagione incentrata sul divertimento e sulla sostenibilità, con tante sorprese
Leolandia, il parco a tema più amato dai piccoli, inaugura una stagione ricca di novità che si avvicenderanno nel corso dei prossimi mesi, per stupire grandi e piccini e offrire momenti di spensieratezza e allegria. In programma nuovi personaggi dei cartoni animati, eventi speciali con youtuber e influencer per bambini e ragazzi e tante altre sorprese.
Si parte con l’arrivo al parco di Bluey, la divertente ed energica cucciola di Blue Heeler protagonista di una serie seguitissima in TV e sulle piattaforme online per bambini, pronta a lasciare a bocca aperta i suoi piccoli fan dal 18 marzo. Per la sua inesauribile voglia di giocare e di conoscere il mondo attraverso tante avventure, Bluey non solo è amatissima dai bambini, ma ha saputo conquistare anche gli adulti, grazie ai valori positivi della serie e alla rappresentazione di una genitorialità moderna. Durante tutta la primavera, i piccoli visitatori di Leolandia potranno partecipare al mini-live show mai visto prima in Italia e divertirsi con Keepy Uppy, il gioco del pallone che non deve mai cadere a terra. Gran finale, i bambini presenti a Leolandia avranno la possibilità di incontrare Bluey per scattare una simpatica foto e portare a casa con loro un magico ricordo che custodiranno a lungo.
David Tommaso, direttore Marketing & Sales di Leolandia, dichiara: “Dopo il successo della nostra prima apertura per Carnevale, non vediamo l’ora di svelare tutte le novità che si susseguiranno nel corso della stagione già a partire dalla primavera con l’arrivo dell’amatissima Bluey grazie ad un accordo con l’inglese BBC Studios. Ma un’altra grande novità è già in cantiere per rendere ancora più divertente e fresca l’estate di Leolandia, con una nuova area acquatica, il cui tema cambierà il volto di una zona importante del parco. Le nostre attrazioni, gli spettacoli e i personaggi sono pensati per offrire storie e contenuti che i bambini possono vivere da protagonisti mentre si divertono. Questo ci permette anche di veicolare messaggi positivi, come quelli legati all’ambiente e al rispetto degli altri, arricchendo così di valore l’esperienza di visita”.
Continua a questo proposito l’impegno di Leolandia sul tema della sostenibilità, non solo come obiettivo aziendale volto a ridurre l’impatto ambientale del parco, ma anche come concetto da sviluppare coinvolgendo direttamente i bambini, che potranno imparare a conoscere, amare e rispettare la natura attraverso nuove e coinvolgenti iniziative. Tra queste, TrenOrto: un divertente trenino, adatto anche ai bimbi più piccoli, circondato da un vero orto con colture stagionali, realizzato in collaborazione con HiPP, leader di mercato nell’alimentazione biologica per la prima infanzia. A bordo del trenino, i piccoli potranno scoprire la magia che trasforma un piccolo seme in un germoglio e, contemporaneamente, vedere quanto lavoro, attenzione e dedizione sono necessari per portare ogni giorno sulle nostre tavole i frutti della natura. Una volta raccolti, i prodotti del TrenOrto saranno utilizzati come mangime per gli animali della Fattoria, altro fiore all’occhiello del parco, per un perfetto esempio di economia circolare.
TrenOrto e Bluey sono solo le prime di una serie di novità: nel corso del 2023, ad esempio, saranno rinnovati tutti gli show della LeoArena che si avvicenderanno nel corso della stagione, già a partire da aprile. Spettacoli che, insieme alle attrazioni e all’allegra brigata di personaggi dei cartoni animati, come i PJ Masks, Masha e Orso, Bing e Flop, Ladybug e Chat Noir di Miraculous e il Trenino Thomas, regalano avventure indimenticabili ai bambini di ogni età… e ai loro genitori!




Disagio e violenza giovanile: lo sport come prevenzione

Lo sport come strumento di prevenzione del disagio e della violenza giovanile. Di questo ha discusso l’Assemblea dell’associazione Olimpici e azzurri d’Italia che, a Roma, ha affrontato il tema del riconoscimento a livello costituzionale del valore educativo dell’attività sportiva; il ruolo che lo sport può svolgere per ridurre la sofferenza psicologica, l’abbandono scolastico precoce fino ai fenomeni delle gang giovanili. La Senatrice e atleta paralimpica Giusy Versace, promotrice della proposta di legge per inserire lo sport in Costituzione ha ricordato che il provvedimento è in dirittura di arrivo. “Il riconoscimento della pratica sportiva nella nostra Carta Costituzionale – ha detto – garantira’ pienamente questo diritto individuale, al pari dell’istruzione e della salute”. Il 13 dicembre 2022 l’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge e il testo passato ora alla Camera è stato approvato all’umanità in commissione Affari costituzionali. “Lo sport, insieme alla famiglia e alla scuola, costituisce l’asse dei tre principali ambiti di formazione dei ragazzi, affinché da adulti diventino cittadini consapevoli e può prevenire la fragilità e il disagio psichico e psicologico di molti giovani che cadono nella rete della peggiore emulazione dei cattivi educatori, fino ai fenomeni delle gang giovanili”, ha dichiarato il Prefetto Francesco Tagliente,Presidente della sezione romana dell’Associazione. Dell’importanza dello sport come prevenzione al disagio giovanile ha parlato lo psichiatra e neuroscienziato della Scuola IMT Alti Studi di Lucca,Pietro Pietrini, che ha affermato: “Nel mantenimento del benessere psicofisico di un ragazzo gioca un ruolo importante anche l’impegno sportivo che, con le sue buone prassi educative, rafforza l’equilibrio e trasmette i valori di condivisione.

Sicuramente lo sport favorisce la crescita della personalità e previene il disagio psicologico alle origini del bullismo. Il bullo, infatti, è una persona fragile, che rivela nella sua aggressività verso i compagni, la sua interna fragilità”. La presidente nazionale dell’associazione, Novella Calligaris, ha infine annunciato i tre progetti per celebrare il 75° anniversario della Fondazione dell’Associazione Azzurri d’Italia: una staffetta con un percorso a tappe Cortina- Milano, la traversata a nuoto dello Stretto di Messina e la mostra fotografica itinerante per promuovere l’etica e la cultura ispirata agli ideali olimpici.




Non conclude tutti gli esami, studentessa si suicida. Marta Elisa Bevilacqua: «Perdiamo un po’ di tempo a dire ai nostri ragazzi che l’affetto, la stima, il rispetto non hanno nulla a che fare col successo»

di Marta Elisa Bevilacqua

Un’altra studentessa si è suicidata.
Di nuovo, pare che ciò che l’ha indotta a questo gesto estremo sia stato il fatto che non avesse sostenuto tutti gli esami e, quindi, non potesse, come invece aveva detto, avviare il percorso per la discussione della tesi.
Dove stiamo portando, tutti noi comunità educante, questa generazione?
Schiavi di una tecnica che non controlliamo più, abbiamo perso di vista l’ecceitas, quello che ci contraddistingue come singoli esseri umani.
Platone, in un dialogo che ha scatenato più discussioni sull’autenticità che sul contenuto, nell’Alcibiade I, immagina un confronto tra Socrate e Alcibiade, in procinto di scegliere che cosa fare di sè: un maestro, una guida, che si confronta col proprio amato, ma tracotante, pupillo.
Platone, per mezzo di Socrate, dà una propria interpretazione del motto “gnothi s’autòn”, “conosci te stesso” e sostiene, tra le altre cose, che la conoscenza di sè sia la precondizione per ogni altra conoscenza (οὐκ ἄρα πάνυ τι ὀρθῶς ὡμολογοῦμεν ὁμολογοῦντες ἄρτι εἶναί τινας οἳ ἑαυτοὺς μὲν οὐ γιγνώσκουσιν, τὰ δ᾽ αὑτῶν, ἄλλους δὲ τὰ τῶν ἑαυτῶν. ἔοικε γὰρ πάντα ταῦτα εἶναι κατιδεῖν ἑνός τε καὶ μιᾶς τέχνης, αὑτόν, τὰ αὑτοῦ, τὰ τῶν ἑαυτοῦ). La conoscenza di se stessi passa, anche, per la capacità di specchiarsi negli occhi dell’altro, infatti poco prima di questa affermazione c’è la famosa metafora dell’occhio: ὀφθαλμὸς ἄρ᾽ εἰ μέλλει ἰδεῖν αὑτόν, εἰς ὀφθαλμὸν αὐτῷ βλεπτέον, καὶ τοῦ ὄμματος εἰς ἐκεῖνον τὸν τόπον ἐν ᾧ τυγχάνει ἡ ὀφθαλμοῦ ἀρετὴ ἐγγιγνομένη: ἔστι δὲ τοῦτό που ὄψις;
Noi comunità educante dovremmo essere, per chi si sta formando, quello specchio, quella pupilla in cui specchiarsi e in cui cogliere la propria unicità.
Un’unicità che è fatta di limiti e possibilità per ognuno. Noi, comunità educante, la società nel suo complesso, vediamo come unica possibilità il progresso e il dominio della tecnica, pieghiamo questi ragazzi e queste ragazze verso standard irraggiungibili, perchè abbiamo confuso l’uguaglianza dei diritti con l’uguaglianza delle inclinazioni.
E l’ecceitas si ribella.
Che fare?
Perdiamo un po’ di tempo a dire ai nostri ragazzi che ognuno deve raggiungere il suo optimum, accettando i propri confini.
Perdiamo un po’ di tempo a dire che l’affetto, la stima, il rispetto non hanno nulla a che fare col successo.
Torniamo comunità – ognuno col proprio ruolo, ognuno ricoperto della fiducia dell’altro – pronta a far acquisire consapevolezza di sè alle persone perchè la consapevolezza di sè, forse, è, banalmente, cognizione delle proprie potenzialità e dei propri limiti.




Salute mentale, una nuova rinascita per i pazienti psichiatrici: da vedere “Il Natale non è come un film”

Da Paliano a Roma: la rete delle realtà che si occupano di riabilitazione psichiatrica per educare la comunità sociale all’inclusione e all’integrazione

Organizzata per venerdì 10 marzo 2023 alle ore 10:30 nella sala polivalente della Struttura Residenziale Psichiatrica Samadi di Roma la proiezione del cortometraggio Il Natale non è come un film basato su storie vere, racconti e ricordi di persone con disagio.

Nel cast del corto alcuni ospiti delle strutture riabilitative residenziali socio riabilitative Casa Johnny e Casa Mary di Paliano che grazie ad un team multi-disciplinare creato ad hoc per prepararli a stare davanti ad una macchina da presa, interpretano se stessi e una parte del loro vissuto. A condurre l’opera l’autrice e regista romana Barbara Patarini insieme con Vincenzo Prisco, amministratore unico delle residenze psichiatriche palianesi. I due hanno insieme lavorato all’idea di attivare questo progetto cinematografico a tema sociale e hanno concretizzato l’iniziativa coinvolgendo diverse strutture a collaborare con l’invio di racconti e ricordi legati al Natale.

Grazie infatti alla rete instaurata nel corso degli anni fra alcune strutture che si occupano di salute mentale e riabilitazione socio-sanitaria è stato possibile raccogliere, condividere e selezionare esperienze reali, storie di Persone che hanno visto mai creata o distrutta la magia delle festività natalizie.

Il focus dello short-film Il Natale non è come un film è su tematiche quali infanzia difficile, futuro incerto, progresso della malattia mentale e sopratutto sull’indispensabilità di percorsi di riabilitazione: le storie selezionate e raccontate nel cortometraggio Il Natale non è come un film hanno una loro personalità ben delineata, sono toccanti, emozionanti e forti. Trovano però tutte una matrice che le accomuna: all’interno del percorso comunitario e riabilitativo avviene una rinascita interiore.

Il cortometraggio è stato realizzato grazie all’importante patrocinio dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma. Il Natale non è come un film è stato iscritto a numerosi festival ed è già semi – finalista al Robinson Film Awards (RFA) festival cinematografico indipendente certificato da IMDb e FilmFreeway.

Dopo il successo della prima proiezione in Regione Lazio lo scorso 20 dicembre organizzata dall’ente patrocinante il cortometraggio sarà trasmesso nella Sala Polivalente della clinica Samadi di Roma struttura residenziale psichiatrica dedicata alla salute mentale e ai disturbi correlati.

Farà seguito alla proiezione un incontro interattivo con gli ospiti di Casa Johnny&Mary e l’amministratore delle strutture psichiatriche e direttore artistico del festival “Corto ma non troppo” Vincenzo Prisco, con il Responsabile della Direzione medica della SRP Samadi Dott. Antonio Buonanno e con l’autrice e regista del cortometraggio Barbara Patarini Valenza.

Durante l’incontro verranno analizzate insieme ai partecipanti le fasi organizzative, tecniche e l’esperienza emotiva. L’accesso in Struttura è libero ma sarà consentito, nel rispetto delle norme vigenti, ai visitatori muniti di mascherina.