Reality Pro, Apple si prepara al lancio del visore per la realtà mista entro l’anno

Reality Pro diventerà presto realtà, almeno stando alle parole di Tim Cook. L’amministratore delegato di Apple, infatti, avrebbe spinto il lancio entro quest’anno del primo visore di realtà mista della Mela. La decisione sarebbe arrivata anche contro il parere dei tecnici del colosso di Cupertino, convinti invece che il prodotto debba essere ancora migliorato prima di uscire dai laboratori dell’azienda per raggiungere gli scaffali dei negozi. Come riporta il Financial Times, la genesi del visore capace di riprodurre contenuti sia in realtà virtuale che aumentata, ossia anche sovrapponendo le immagini nell’ambiente fisico circostante, sta durando più del previsto, ovvero da almeno sette anni, il doppio rispetto a quelli necessari per realizzare il primo iPhone. Il momento migliore per svelare il dispositivo potrebbe essere la World Wide Developer Congress 2023, la conferenza annuale per gli sviluppatori di Apple che si terrà a giugno. Per le date è attesa una conferma da parte dell’azienda. Tim Cook‌, che è stato a capo delle operazioni della società prima di diventarne amministratore delegato, secondo quanto riferito dalle fonti ascoltate dal Financial Times, avrebbe ignorato le indicazioni dei designer di Apple sullo spostare il lancio del dispositivo più avanti, lavorando maggiormente sull’aspetto oltre che sulla dotazione tecnologica in sé. I tecnici hanno parlato della “enorme pressione per la spedizione” del visore, che deve avvenire non più tardi del 2023. La società prevede di vendere circa un milione di unità di Reality Pro durante il suo primo anno di disponibilità, a un prezzo di oltre 3 mila dollari. Ad oggi, il principale produttore di visori di realtà mista è Meta, che ha lanciato da qualche mese Meta Quest Pro. A fine febbraio, Sony ha svelato PlayStation V2, dedicato ai videogame mentre Samsung collaborerà con Qualcomm per la realizzazione di un visore con il proprio marchio.

F.P.L.




Colonna, stadio pieno per i funerali del senatore Bruno Astorre, signore della Politica con la maiuscola

Francesca Sbardella: «Ciao amore mio. Ti amo tanto»

Lacrime, sorrisi, abbracci, grandi emozioni: Venerdì 9 marzo il campo sportivo di Colonna ai Castelli Romani, ha accolto migliaia di persone riunitesi per dare l’ultimo saluto al senatore Bruno Astorre, segretario del Lazio per il Partito Democratico, signore della politica, quella con la maiuscola, sempre dalla parte delle persone semplici e pronto ad ascoltare il territorio.

Tra tutti i primi cittadini della provincia anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il procuratore capo della Repubblica di Velletri Giancarlo Amato con sua moglie, il presidente della regione Lazio Francesco Rocca, il presidente Pd Paolo Gentiloni, l’amico ed ex governatore Nicola Zingaretti, il “fratello politico” Daniele Leodori, Michela Califano, Alessio D’amato, il ministro Francesco Lollobrigida, il segretario del PD Elly Schlein. Il figlio Francesco in composto silenzio insieme alla madre e ai parenti, la sua Francesca sposata da due anni, la grande partecipazione di ieri è stata un riconoscimento per tutto l’impegno umano e politico di un uomo delle istituzioni: «Oggi avrebbe compiuto 60 anni» ha ricordato Monsignor Mauro Meacci Abate del monastero di Subiaco che si è commosso durante l’omelia parlando del fratello Bruno che ha deciso di porre fine alla sua vita:«Bruno diceva sempre – ha ricordato monsignor Meacci – la gente bisogna vederla in faccia, chiedere che cosa gli serve e trovare le risposte concrete. Era un uomo desideroso di sedersi all’ombra degli insegnamenti di San Benedetto, alla ricerca di bene, pace e serenità. Un chirichetto come amava farsi chiamare orgoglioso. Il tuo faccione sempre sorridente nascondeva la sofferenza che ti dilaniava. Perdonaci Bruno!».

Come lettura, «la vigna del Signore è la casa d’Israele», parole cucite per Bruno Astorre, uomo di Chiesa e persona cresciuta con il valore per la terra, le origini contadine i valori della famiglia e dell’amicizia. Un gran bel momento quello dello scambio del gesto di pace, il sole ha fatto capolino tra il cielo biancastro e le nuvole grigie, molte persone si sono strette le mani e hanno sorriso come faceva il loro amico Bruno:«Bruno – ha detto commosso il suo caro amico Massimo Gargano – è stato e rimane un grande interprete vero e probabilmente irripetibile di tutto il territorio, uomo di grande umanità e di intelligenza vivacissima. Ci mancherà a tutti». Dopo la cerimonia, l’ultimo saluto della moglie Francesca Sbardella, sindaca di Frascati:«Ciao amore mio – ha detto – “Grazie” per tutto, per i sorrisi, per le risate, per le braccia sempre aperte, per le nostre giornate insieme. Grazie per aver accolto le mie difficoltà e i miei difetti. Scusa se non ho capito fino in fondo, mi porterò tante domande e anche senzi di colpa. Grazie per il cammino che abbiamo fatto insieme e continueremo mano nella mano per sempre, ti amo tanto».

Poi la presidente dei senatori del PD Simona Malpezzi:«Piazza Sant’Eustacchio era l’ufficio di Bruno, “piazza Astorre” perché Bruno stava tra la gente per la gente. Bruno hai fatto un miracolo ci hai costretto a fermarci. Ci hai fatto sedere, a guardarci negli occhi e a chiederci se siamo capaci di conoscerci e riconoscerci l’uno nell’altro». I saluti di Lollobrigida da parte del Governo e personali:«Voglio ricordare una persona che mi ha insegnato tanto, credeva nell’amore, nella passione».

Toccanti le parole dell’amico fraterno e sindaco di Colonna Fausto Giuliani: «Ti lascio con una canzone che ti accompagni in cielo tra i colori dell’arcobaleno, ciao fratello nostro». Fuochi d’artificio che a Bruno piacevano tanto quando partecipava alle feste e processioni nei borghi, un grande applauso e poi il silenzio. Il corpo cremato e sepolto nella sua Colonna.




Twitter dice basta ai post violenti. In arrivo nuove regole

Twitter dice basta ai post e ai linguaggi violenti. La piattaforma social rimette così in piedi, almeno in parte, alcune delle regole precedenti l’acquisizione da parte di Elon Musk, stringendo le maglie su quello che gli utenti possono pubblicare sulla piattaforma. Un tentativo di riabilitarsi dopo la riammissione di profili, come quello di Trump, che erano stati censurati online per comportamenti non idonei alle policy del gruppo. Tra gli aggiornamenti, Twitter ha introdotto nuovi divieti sui post che includono non solo minacce fisiche a persone ma anche a edifici e strutture, sia private che pubbliche. Il profilo ufficiale TwitterSafe scrive: “abbiamo apportato alcuni cambiamenti alla nostra policy sui contenuti e linguaggi violenti. Oggi vogliamo lanciare ufficialmente la nostra ‘Violent Speech Policy’, che proibisce le minacce e gli inviti alla violenza, la glorificazione di quest’ultima e l’incitazione alla forza bruta”. Nella sezione di domande e risposte del social network è apparso un nuovo box informativo che recita “non potrai minacciare di infliggere danni fisici ad altri, il che include (ma non si limita a) minacce di morte, tortura, molestie sessuali o altre forme di violenza su terzi. Ciò include anche la minaccia di danneggiare la casa o il rifugio di un civile o delle infrastrutture che sono vitali per le attività civili, economiche e quotidiane”. La mossa è un’inversione di tendenza rispetto a quello che l’attuale proprietario di Twitter, Elon Musk, aveva affermato in passato, ossia la volontà di rendere il social network un luogo per la libertà di espressione. Visti i licenziamenti, che hanno ridotto, dallo scorso ottobre, la forza lavoro di Twitter da 7.500 a meno di 2.000 dipendenti, non è chiaro come il team rimasto potrà far fronte alle nuove norme, seppur gran parte del sistema di monitoraggio del social sia informatizzato e basato su controlli automatici.

F.P.L.




Meta, occhiali per la realtà aumentata definitivi nel 2027

Attesi all’inizio per la fine del 2024, i primi “veri” e propri occhiali di realtà aumentata targati Meta dovrebbero vedere la luce solo nel 2027. A darne notizia è il sito The Verge, che avrebbe appreso la notizia da alcuni dipendenti del colosso americano. Stando alle indiscrezioni, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg si sarebbe mosso per condividere internamente i piani di sviluppo in merito ai prodotti di realtà aumentata e virtuale, focalizzando la concentrazione sul 2027, quando ciò dovrebbe lanciare i suoi occhiali di realtà aumentata (AR) definitivi, ossia con tutte le tecnologie che l’azienda ha, almeno in parte, anticipato finora, declinate in dispositivi differenti, tra cui i Rayban Stories e i Meta Quest Pro. Proprio la seconda versione degli occhiali classici Rayban Stories, prodotti insieme a EssilorLuxottica, vedrebbero la luce già quest’autunno, mentre per la fine del 2023 arriverà il Quest 3, meno costoso del Quest Pro e, come quest’ultimo, dotato di fotocamere per visualizzare l’ambiente reale circostante, senza togliere il dispositivo dal volto. Stando a Mark Rabkin, vicepresidente dell’azienda per la realtà virtuale, Meta ha venduto quasi 20 milioni di visori Quest fino ad oggi. Anche questi dettagli sono stati condivisi con migliaia di dipendenti della divisione Reality Labs durante una presentazione della tabella di marcia e, per The Verge, dimostrano come il gruppo voglio continuare a investire nell’hardware di consumo, dopo una serie di battute d’arresto e una corposa riduzione di costi e del personale in tutte le sue principali aree di business. In ogni caso, se tali voci si dovessero rivelare vere, prima di vedere gli occhiali “delle meraviglie” in azione dovrà ancora passare un discreto numero di anni.

F.P.L.




Acqua e vino alleati contro la crisi climatica: la lungimirante esperienza della Franciacorta

Dopo l’inaugurazione della prima ex cava trasformata in bacino di raccolta idrica a Castrezzato, la Lombardia si conferma regione-pilota negli interventi di contrasto alla crisi climatica: ANBI Lombardia, Consorzio di bonifica Oglio Mella e Consorzio Franciacorta hanno, infatti, concordato un protocollo d’intesa con l’obbiettivo di migliorare l’efficienza e l’estensione del servizio irriguo nel territorio delle eccellenze enoiche bresciane e per individuare soluzioni in grado di gestire le emergenze.

“Grazie a questa intesa ed al finanziamento regionale, che copre in parte i costi – spiega Gladys Lucchelli, Direttore di ANBI Lombardia – si è avviato uno studio per verificare la fattibilità tecnico-economica dell’ampliamento dell’attuale reticolo irriguo, gestito da Consorzio di bonifica Oglio Mella; inoltre sarà valutata la fattibilità tecnico-economica di nuovi pozzi consortili ed invasi per lo stoccaggio d’acqua, nonchè per la realizzazione della relativa rete distributiva”.

In particolare, la ricerca punta ad individuare le migliori soluzioni per lo stoccaggio e la distribuzione dell’acqua, in modo da renderla disponibile per l’irrigazione delle superfici agricole franciacortine. La stima dei fabbisogni irrigui si articolerà in diverse fasi per arrivare ad una proiezione, che consideri le variabili meteorologiche fino al 2050.

“Le conseguenze dei cambiamenti climatici si stanno evidenziando con velocità imprevista e, in attesa di cospicui investimenti statali per indispensabili interventi infrastrutturali, i territori si stanno attrezzando per aumentare la propria resilienza. Grazie alla consolidata sinergia fra Regione e Consorzi di bonifica, la Lombardia si conferma un punto di riferimento nazionale” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

La Franciacorta è un’area di grande pregio: 3500 ettari di superfici vitate, dove si coltivano le uve, da cui si producono i rinomati vini D.O.C.G. (Denominazione d’Origine Certificata e Garantita).

“E’ un territorio da tutelare – aggiunge il Presidente di ANBI – soprattutto alla luce di cambiamenti climatici, che provocano eventi meteo estremi: dalle gelate tardive ai lunghi periodi siccitosi, accompagnati da temperature elevate, come lo scorso anno.”

Negli anni, il distretto della Franciacorta ha visto un numero crescente di vigneti ed attualmente la superficie vitata occupa circa il 18% delle superfici agricole; di queste, però, solo una piccola parte è servita da impianti irrigui.

Lo studio lombardo si avvarrà della consulenza scientifica del Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università Statale di Milano, che ha sviluppato in questi anni una ricca attività di ricerca, mettendo a punto strumenti di indagine, sistemi di monitoraggio e modelli di simulazione, che permettono di stimare con buona approssimazione i fabbisogni irrigui della vite. Obbiettivo della ricerca è di quantificare i fabbisogni irrigui del territorio del  Franciacorta nelle attuali condizioni agroclimatiche ed in quelle prevedibili sulla base delle proiezioni di cambiamento climatico. In questo modo sarà possibile valutare la possibilità di estendere la copertura del servizio irriguo all’intero territorio consortile, con sempre maggiore efficienza orientata al risparmio idrico.

“Alla luce di queste indicazioni – evidenzia Cesare Dioni, Direttore del Consorzio di bonifica Oglio Mella – potremo attuare, insieme al Consorzio Franciacorta, risposte concrete per rispondere agli effetti della crisi climatica, puntando sull’innovazione nella gestione ottimale delle risorse idriche.”

“L’adozione di una rete funzionale unitamente all’impiego di efficienti tecniche irrigue è diventata una necessità impellente” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Quanto allo studio in Lombardia è anche in piena sintonia con la strategia del Piano Laghetti proposto a livello nazionale con Coldiretti e che prevede 10.000 bacini medio-piccoli e multifunzionali da realizzarsi entro il 2030 in sintonia con l’ambiente e le comunità locali.”

“L’innovazione irrigua è fondamentale in epoca di cambiamenti climatici, così come l’utilizzo dei dati scientifici per la programmazione agricola. Efficientare la rete irrigua significa dare ulteriore valore al lavoro delle aziende ed avere uno strumento in più per vincere sui mercati” conclude Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia.

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Auguri Spotify, da 10 anni la musica è cambiata anche in Italia

Tanti auguri Spotify, buon decimo anniversario tricolore. La popolarissima piattaforma streaming di origine svedese è stata lanciata nel 2008 ma in Italia è arrivata solo nel 2013. Grazie a Spotify in questi due lustri gli artisti italiani hanno registrato un incremento del numero di “stream” nel mondo, arrivato a 22 miliardi nel 2022 (+1200%). La piattaforma ha anche sperimentato i podcast, il format che ha arricchito il panorama dell’intrattenimento digitale e la creazione di contenuti. Nel 2021 è stato lanciato anche il primo podcast firmato Spotify “The Jackal: tutto Sanremo ma dura meno”. “Spotify ha donato nuova linfa all’industria audio italiana, permettendole di tornare ai massimi livelli grazie soprattutto alla spinta dello streaming – dice Federica Tremolada, Managing Director Spotify per il Sud e Est Europa – Le dimensioni del mercato della musica registrata nel 2012 rispetto al 2021 sono più che raddoppiate passando da 150,9 milioni di euro a 332 milioni di euro secondo gli ultimi dati Fimi. Nessun altro servizio di streaming è posizionato come Spotify per la capacità di identificare, amplificare e contribuire a plasmare la cultura locale in Italia e nel mondo”. Il numero totale di artisti italiani presenti sulla piattaforma è ora di 196 mila con un incremento del 650% registrato negli ultimi 10 anni. Quelli più ascoltati sono Sfera Ebbasta e Madame, la canzone più sentita Il cielo nella stanza (Salmo feat. Nstasia). I generi di podcast più ascoltati in Italia negli ultimi 10 anni sono news, società e cultura e commedia. I podcast più ascoltati quelli di Muschio Selvaggio, seguono The Essential e i podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia. I podcast in lingua italiana sulla piattaforma sono più di 50.000. Negli anni più recenti, Spotify ha lanciato in Italia anche due suoi programmi: Radar e Equal, la campagna dedicata a promuovere la parità di genere. Spotify rappresenta il nuovo modo di vivere la musica per averla sempre con se, sul telefonino, sul computer, sulla tv, sulla console, ma anche in macchina, insomma, Spotify ha rivoluzionato il modo di vivere la musica e ha cambiato un po’ il modo di ascoltarla. Chissà cosa accadrà nei prossimi 10 anni? Non resta altro che scoprirlo vivendoli insieme alle nostre canzoni preferite.

F.P.L.




Tecnologia blockchain: una rivoluzione da sfruttare in tutti settori

La tecnologia blockchain è stata introdotta nel 2008 come il cuore della criptovaluta Bitcoin, ma negli ultimi anni si è diffusa in molti settori, dimostrando il suo enorme potenziale. La blockchain è un registro digitale decentralizzato e immutabile, in grado di mantenere e condividere informazioni in modo sicuro e trasparente senza l’ausilio di intermediari.

Questa tecnologia è stata in grado di rivoluzionare molti settori, dal finanziario all’industriale, dal turismo alla logistica, poiché offre la possibilità di effettuare transazioni in modo più veloce, sicuro ed economico, riducendo la necessità di intermediari e di conseguenza i costi di transazione.

Tuttavia, nonostante il suo enorme potenziale, la blockchain è ancora una tecnologia in evoluzione e presenta alcune sfide. Una di queste è la scalabilità, ovvero la capacità di gestire grandi volumi di transazioni in modo efficace, soprattutto quando si tratta di blockchain pubbliche.

Nonostante ciò, molti esperti vedono nella blockchain una grande opportunità per migliorare l’efficienza, la trasparenza e la sicurezza in molti settori, e molte imprese stanno già sfruttando questa tecnologia per innovare i propri processi e servizi.

In questo articolo, esploreremo le potenzialità della tecnologia blockchain, illustrando i principi fondamentali che la governano e le principali applicazioni in vari settori. Inoltre, analizzeremo le principali sfide che questa tecnologia deve ancora affrontare e le prospettive per il futuro. L’obiettivo è fornire ai lettori una panoramica completa sulla blockchain e sulle opportunità che questa tecnologia potrebbe offrire nei prossimi anni.

La tecnologia blockchain: principi fondamentali e potenzialità

La tecnologia blockchain ha il potenziale di rivoluzionare il modo in cui le informazioni vengono gestite e condivise in molti settori. La sua architettura decentralizzata consente a molte parti di condividere informazioni in modo sicuro e affidabile, eliminando la necessità di intermediari e di conseguenza riducendo i costi di transazione. Inoltre, la blockchain è in grado di garantire la sicurezza delle informazioni, rendendo difficile le attività fraudolente e di hacking.

Il principio fondamentale della blockchain è quello di avere un registro digitale immutabile e decentralizzato, in cui le informazioni vengono archiviate in blocchi che sono collegati tra loro in modo cronologico e crittografato. In questo modo, ogni blocco contiene un insieme di transazioni che sono state convalidate dalla rete e che sono registrate in modo permanente. Ogni blocco contiene anche un “hash” che funge da impronta digitale unica, che viene utilizzata per garantire l’integrità del blocco.

Grazie a questo approccio innovativo, la blockchain ha il potenziale di eliminare la necessità di intermediari, come banche, notai, broker e altri intermediari, che tradizionalmente sono coinvolti nei processi di scambio di informazioni e di valore. Ciò può portare a un significativo aumento dell’efficienza e della trasparenza, nonché a una riduzione dei costi e dei tempi di transazione.

Casino online e blockchain: come la tecnologia sta trasformando il settore

Il gioco online è un settore in continua espansione, che ha visto un forte aumento di popolarità negli ultimi anni. Tuttavia, questo settore è ancora soggetto a diverse problematiche, come la sicurezza dei dati personali, la trasparenza dei giochi e la gestione dei pagamenti.

La tecnologia blockchain offre una soluzione ideale per affrontare queste problematiche, consentendo di creare giochi più sicuri e trasparenti e semplificare le transazioni di denaro tra giocatori e casino online.

In particolare, la blockchain può essere utilizzata per garantire l’equità dei giochi, eliminando la possibilità di manipolazioni o frodi. La natura decentralizzata della blockchain consente di creare un sistema di gioco completamente trasparente, in cui ogni giocatore può verificare in tempo reale il risultato delle proprie giocate. In questo modo, la blockchain può contribuire a ridurre i rischi di truffe e di hacking.

Inoltre, la blockchain può semplificare le transazioni di denaro, eliminando la necessità di intermediari e riducendo i costi. Utilizzando la blockchain, i pagamenti tra giocatori e casinò possono essere effettuati in modo immediato e sicuro, senza la necessità di utilizzare intermediari come banche o altri istituti finanziari. Ciò può portare a una significativa riduzione dei costi di transazione, nonché a una maggiore velocità e sicurezza delle transazioni.

Applicazioni della blockchain in altri settori: dal turismo alla logistica, passando per il finanziario e l’industriale

Altri settori che stanno sfruttando il potenziale della tecnologia blockchain includono la logistica, la sanità, l’energia e l’agricoltura. La blockchain può fornire una soluzione per la tracciabilità dei prodotti lungo l’intera catena di approvvigionamento, migliorando la trasparenza e la sicurezza. Inoltre, la blockchain può essere utilizzata per la gestione dei dati medici, consentendo ai pazienti di controllare e condividere in modo sicuro i propri dati medici con i fornitori di assistenza sanitaria.

Nel settore energetico, la blockchain può essere utilizzata per creare una rete energetica decentralizzata, consentendo ai consumatori di condividere l’energia in modo più efficiente e riducendo la dipendenza dalle grandi società energetiche. Inoltre, la blockchain può consentire di tracciare e verificare l’origine dell’energia, migliorando la trasparenza e la sostenibilità.

Infine, nel settore dell’agricoltura, la blockchain può essere utilizzata per garantire la tracciabilità degli alimenti lungo l’intera catena di approvvigionamento, migliorando la sicurezza e riducendo il rischio di frodi. Inoltre, la blockchain può consentire di pagare in modo più equo i produttori agricoli, eliminando la necessità di intermediari e garantendo che i produttori ricevano un compenso giusto per il loro lavoro.

In ogni caso, l’adozione della tecnologia blockchain in questi settori richiederà una certa collaborazione tra le parti interessate e una certa esperienza tecnica. Tuttavia, i vantaggi offerti dalla blockchain sono significativi e possono portare a un miglioramento della trasparenza, dell’efficienza e della sicurezza in molti settori diversi. Con l’ulteriore sviluppo della tecnologia blockchain e l’aumento della consapevolezza delle sue potenzialità, è probabile che vedremo un’adozione sempre maggiore della blockchain in molti altri settori.

Sfide e prospettive future della tecnologia blockchain

Nonostante le promettenti potenzialità della tecnologia blockchain, ci sono ancora diverse sfide da affrontare per consentirne una diffusione su larga scala. Tra queste ci sono problemi di interoperabilità tra le diverse implementazioni della blockchain, la necessità di standardizzazione e regolamentazione per garantire la sicurezza e la privacy degli utenti, nonché la questione della scalabilità delle attuali implementazioni che sono ancora limitate in termini di velocità e capacità di elaborazione.

Tuttavia, nonostante queste sfide, il futuro della tecnologia blockchain sembra essere promettente. L’adozione della blockchain sta crescendo in vari settori, come la finanza, la logistica e il settore immobiliare, e molte organizzazioni stanno sperimentando soluzioni innovative per sfruttare appieno il potenziale della tecnologia. Inoltre, lo sviluppo di nuove tecnologie come le blockchain di nuova generazione e l’implementazione di soluzioni di interoperabilità e scalabilità potrebbero consentire una diffusione ancora più ampia della tecnologia blockchain in futuro. In conclusione, la tecnologia blockchain è destinata a rivoluzionare molti settori e rappresenta un’opportunità di innovazione e progresso per il futuro.




Renato Zero torna in tour: fissati i primi 23 appuntamenti con Sorcini d’Italia

Il 7 marzo al Mandela Forum di Firenze il primo appuntamento

Zero a zero e palla al centro per Renato Zero che torna in tour per fare anche un po’ i conti con se stesso.

‘Zero a Zero – Una sfida in musica’ è anche il titolo della nuova tournée che porterà in giro il cantautore romano per i palasport di gran parte d’Italia, a partire dal prossimo mese di marzo e con la prima data fissata il 7 al Mandela Forum di Firenze.

Ventitré appuntamenti di musica live già fissati sul calendario, per rimettere a confronto due anime diverse e complementari, Renato da una parte e Zero dall’altra, per tirare, magari, qualche somma.

“Quando fai molto e lo fai con tanta passione – ha spiegato Renato Zero – qualcosa ti sfugge sempre. E’ un po’ come quando a un certo punto della tua vita ti chiedi quanti abbracci in più avresti potuto dare e a cosa sarebbe successo se lo avessi fatto. Per me è il momento di chiudere un po’ di conti e confrontarmi con me stesso, guardarmi dentro e fare i conti anche con quella trasgressione che mi è stata imputata e che ho accettato come abito. Quell’accezione mi ha permesso di guardarmi continuamente dentro e di voler essere sempre credibile”.

La nuova carrellata di concerti, che dopo Firenze, con varie date per ciascuna tappa, sbarcherà nei palazzetti dello sport di Conegliano, Torino, Mantova, Bologna, Pesaro, Milano, Livorno, Eboli e Roma, è anche quella che riporta in scena Renato Zero dopo i concerti-evento dello scorso autunno al Circo Massimo, dove aveva celebrato i 55 anni di attività e, in ritardo, i suoi settant’anni.

“Il mio – ha commentato Zero – è un mestiere che, nella bellezza di essere tanto amato, ti crea anche tanta solitudine.
Il mondo non ha sempre luci accese e non sempre è in grado di ascoltarti. Il nome ‘cantante’ può avere un significato brutto.
Non voglio essere un cantante ma un interprete di vita, sentimenti, disagi e amicizia. La mia, però, è una solitudine attiva, che mi fa lavorare e che probabilmente ha anche un sindacato tutto suo”.

Per il nuovo tour, la voce di ‘Mi vendo’, ‘I migliori anni della nostra vita’ e tutte le innumerevoli altre, ha annunciato che in programma ci saranno sorprese, momenti inediti e occasioni speciali. “Non anticipo nulla – ha ribadito sibillino Zero – ma in occasione di questo tour succederà qualcosa di importante tra Renato e Zero. Quando abbiamo un ospite a casa ci abituiamo a lui alle sue abitudini, anche se russa, parla o mangia troppo. Poi ad un certo punto ti trovi a un bivio e ti chiedi se ‘sopportarlo’ ancora oppure poterne fare a meno”. In occasione della presentazione del nuovo tour, Renato Zero è tornato anche al Festival di Sanremo appena concluso. “Sono stato interpellato da Amadeus – ha spiegato – che mi ha chiesto se avessi avuto piacere di esserci come ospite. Io venivo dal Circo Massimo e stavo già preparando il nuovo tour.

Semplicemente ho preferito rimandare”.
A proposito di Sanremo, il nome di Renato Zero è tornato alle cronache anche quest’anno in occasione di alcune esibizioni accostate al suo modo di fare arte, da sempre. “L’originale vince sempre e mi sono accorto che i miei sosia sono tantissimi – ha scherzato Zero – tanto da diventare un popolo di potenziali elettori. Vorrei che oggi i ragazzi potessero godere di una preparazione adeguata, prima di essere mandati su un palco”.




Primarie Partito Democratico: partito il count down per eleggere il nuovo segretario nazionale

L’appuntamento politico con le primarie del Partito Democratico per scegliere il nuovo segretario nazionale è fissato per domenica 26 febbraio dalle ore 8 alle 21.

Le votazioni saranno aperta dalle 8.00 alle 20.00 del 26 febbraio 2023 con un’unica modalità di voto possibile per la quasi totalità dei partecipanti: il voto in presenza presso i gazebo del Partito Democratico che saranno disseminati nelle piazze di tutta Italia.

La candidata Elly Schlein aveva chiesto la possibilità di una votazione online, così da rendere la partecipazione ancora più massiccia e permettere il voto anche a chi vive lontano dai seggi. Niente da fare, la tradizione non è stata cambiata, ma un piccola concessione è stata fatta: solo in pochissime circostanze sarà possibile votare online.

Le eccezioni al voto in presenza

Le eccezioni al voto in persona ai gazebo del PD sono state messe nero su bianco sul nuovo regolamento:

persone residenti e/o domiciliate all’estero
persone impossibilitate a recarsi ai seggi per condizioni di disabilità, malattia o altri impedimenti definiti dalla Commissione nazionale per il Congresso, che autocertifichino tali condizioni persone residenti in località la cui distanza dai seggi renda particolarmente difficoltoso l’esercizio del voto, sulla base di criteri determinati dalla Commissione nazionale per il Congresso.
Chi rientra in queste eccezioni si deve essere pre-registrato entro il 12 febbraio 2023 sull’apposita piattaforma, compilando il modulo con i dati richiesti e fornendo un documento di riconoscimento. Per gli utenti residenti in Italia sarà sufficiente utilizzare lo SPID per le operazioni di identificazione.

Il Partito Democratico è alla ricerca di una nuova guida dopo i risultati tutt’altro che soddisfacenti del 25 settembre 2022. Enrico Letta, in carica come segretario del PD dal 14 marzo 2021, sta guidando ormai da settimane quella che dovrebbe essere una rivoluzione per il PD, ma quale sarà la direzione che il partito prenderà dipenderà da chi sarà scelto per sostituire Letta.

I candidati sono:

Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo

Mozione Bonaccini

La mozione di Stefano Bonaccini, presidente in carica della Regione Emilia-Romagna, è la più lunga e si intitola “Energia popolare per il Pd e per l’Italia”. Il testo, di 44 pagine, è suddiviso in nove capitoli, che affrontano diversi temi, dall’organizzazione del partito all’obiettivo di arrivare al governo nel 2027, passando per i diritti. Il documento dà ampio spazio al lavoro, in particolare al ruolo degli imprenditori, suggerendo un nuovo ‘contratto sociale’, una nuova intesa tra governo, imprese e lavoratori. Bonaccini, come evidenzia il sito Pagella Politica, è il candidato alla segreteria che nella sua mozione nomina di meno la parola ‘sinistra’: 12 volte, in media circa una volta ogni quattro pagine. Riserva, invece, grande attenzione agli avversari del Partito democratico: la parola ‘destra’ viene nominata 52 volte

Mozione Cuperlo

La mozione presentata da Gianni Cuperlo, deputato Pd e già candidato alla segreteria nel 2013, è lunga 43 pagine ed è intitolata “Promessa democratica”. Dedica due pagine esclusivamente alla Costituzione, che definisce “la nostra bussola”, richiamando una serie di articoli. Tra questi, l’articolo 11, che impone all’Italia il rifiuto della guerra come strumento di offesa. La mozione di Cuperlo è l’unica che contiene delle immagini. Per quanto riguarda gli altri contenuti, si concentra soprattutto sull’organizzazione futura del partito e chiede, tra le varie cose, di eliminare la possibilità per i dirigenti del partito di svolgere “doppi e tripli incarichi”. Tra le altre cose, la mozione si concentra sul tema del lavoro, chiedendo l’abolizione del Jobs act, la riforma del mercato del lavoro introdotta nel 2014 dal governo guidato da Matteo Renzi. Il documento affronta poi i temi della tutela dell’ambiente e del welfare state.

Mozione De Micheli

La mozione della deputata ed ex ministra dei Trasporti Paola De Micheli è intitolata “Concretamente, prima le persone”: è lunga 18 pagine, suddivise in altrettanti capitoli. Uno dei temi principali è quello del “nuovo umanesimo”, che per l’ex ministra significa tornare a mettere al centro del discorso politico la “dignità umana”, invece degli “astratti dati economici e modelli finanziari”. De Micheli propone di far valere doppio il voto degli iscritti nelle consultazioni interne del Partito democratico e di ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti. Tra le altre cose, suggerisce la riduzione dell’orario di lavoro, l’introduzione di un reddito universale, per garantire a tutti “una vita dignitosa” e l’introduzione del cosiddetto ‘ius scholae’ per fare ottenere la cittadinanza italiana ai minori stranieri che abbiano frequentato le scuole italiane. Nella mozione De Micheli viene poi data molta attenzione al tema della transizione ecologica, mentre non ci sono riferimenti ai diritti della comunità Lgbt

Mozione Schlein

La mozione di Elly Schlein, deputata ed ex vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, è lunga 33 pagine ed è intitolata “Parte da noi!”, che è anche lo slogan della sua campagna elettorale. Il testo è definito “un progetto collettivo per cambiare il Pd e l’Italia, una visione di futuro che coniuga giustizia sociale e climatica” al cui centro ci sono “tre sfide cruciali e intrecciate che le destre non nominano mai: disuguaglianze, clima e precarietà”. La mozione di Schlein è quella più vicina alle istanze della sinistra: nel testo viene data molta attenzione ai diritti della comunità Lgbt, all’accoglienza dei migranti e alla redistribuzione della ricchezza. Inoltre, questa è l’unica mozione che dedica un capitolo intero alla legalizzazione della cannabis. Schlein propone anche l’introduzione in Italia del cosiddetto ‘ius soli’, che estenderebbe la cittadinanza a tutti i bambini nati sul suolo italiano. Per quanto concerne l’organizzazione del partito, propone di adottare il voto online per tutte le votazioni interne, e di riformare il finanziamento pubblico alla partiti attraverso una maggiorazione dell’attuale sistema del 2 per mille.




I leader indigeni al cospetto di Papa Francesco per chiedere giustizia climatica

Incontrando Papa Francesco, il 10 febbraio 2023, 40 leader indigeni hanno espresso le loro preoccupazioni per il prezzo che le industrie estrattive e di sfruttamento che alimentano l’economia globale stanno avendo sulla crescente disuguaglianza, impedendo l’accesso ai diritti umani fondamentali e ostacolando l’ambiente sostenibilità.
 
I leader indigeni, che erano a Roma per partecipare al 6° Incontro Globale del Forum dei Popoli Indigeni ospitato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), hanno consegnato il loro messaggio durante un’udienza privata con Sua Santità, Papa Francesco.
 
“I pericoli che il nostro mondo deve affrontare non solo sono persistiti dal nostro ultimo incontro nel 2019, ma sono diventati ancora più terribili sotto molti aspetti. Gli esseri umani continuano a distruggere la natura, inquinare le nostre acque e incendiare le nostre giungle e foreste”, hanno affermato i leader indigeni nel loro messaggio.
 
La lotta per le risorse naturali nelle aree in cui vivono, comprese le foreste pluviali ricche di legname e le aree minerarie ricche di minerali, continua a vedere l’invasione delle terre e dei territori delle popolazioni indigene da parte delle industrie estrattive. La mancanza di un sostegno e di una protezione efficaci porta spesso a una varietà di episodi di intimidazione, violenza estrema e persino assassinio. Nel 2020, oltre un terzo dei 227 attivisti per il clima e l’ambiente assassinati a livello globale proveniva da comunità indigene; quasi tre omicidi su quattro sono avvenuti in America Latina.
 
Il Presidente dell’IFAD Alvaro Lario, anch’egli presente, ha sottolineato il ruolo delle popolazioni indigene come leader climatici che sono essenziali per proteggere la biodiversità e garantire un futuro vitale sulla Terra per le generazioni future. “Nessuno, nessun agronomo o professionista dello sviluppo comprenderà mai la natura così profondamente come le popolazioni indigene. Coltivata nel corso di millenni, la loro conoscenza della vita vegetale e animale della Terra rimane impareggiabile”, ha affermato Lario.
 
Più di 476 milioni di persone provenienti da 90 paesi si definiscono Popoli Indigeni. E mentre rappresentano circa il 6% della popolazione mondiale, rappresentano il 18% delle persone più povere del mondo. Sette su dieci sono originari della regione dell’Asia e del Pacifico. Le popolazioni indigene aiutano a preservare una parte significativa della biodiversità mondiale che si estende su un quarto della superficie terrestre. “Le popolazioni indigene stanno dimostrando un’enorme capacità di recupero e creatività come leader climatici e custodi della natura. Stanno elaborando pratiche e applicando approcci unici che hanno un valore inestimabile nell’affrontare la crisi climatica”, ha aggiunto Lario. Nonostante le loro conoscenze tradizionali, la crisi climatica sta seriamente minacciando i loro mezzi di sussistenza. L’agricoltura, la pastorizia, la coltivazione in movimento, l’agricoltura a rotazione, la pesca, la caccia e la raccolta dipendono tutte da un clima prevedibile. Le popolazioni indigene sono particolarmente vulnerabili agli effetti della crisi climatica a causa del loro stretto rapporto con l’ambiente. Le comunità continuano a difendere i propri diritti, come si evince dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, e cercano spazi per un’efficace collaborazione e difesa nei forum nazionali e internazionali come il forum di questa settimana all’IFAD, mentre lottano per un posto nel mondo globale dibattito sul clima e prendere parte alle decisioni che li riguardano. Nel frattempo, il diritto al consenso libero, preventivo e informato, compreso il diritto delle popolazioni indigene a partecipare a qualsiasi processo decisionale che le riguardi, continua a essere trascurato da molti, a causa della mancanza di consapevolezza, comprensione e riconoscimento delle loro prospettive, azioni e sistemi di amministrazione.
 
Anche il popolo Sámi (Lapponi), unico popolo indigeno d’Europa, è impegnato da tempo, sia nei tre paesi nordici ove è distribuito che a livello di organismi internazionali, a sensibilizzare i propri governi ad una maggiore tutela delle risorse naturali che costiotuiscono la ricchezza e la cultura delle aree da esso abitate ed ad una maggiore attenzione e difesa dai rischi che lo sfruttamento di foreste e miniere pone all’habitat naturale e climatico. Lo scorso 6 febbraio, Giornata nazionale Sámi ha rappresentato un momento di celebrazione e di particolare consapevolezza per i Sámi nel mondo nel sottolineare la gravità degli effetti del cambiamento climatico su un popolo che ancora vive di risorse naturali sempre più scarse e messe in pericolo da sconsiderato sfruttamento.
 
 
IFAD, in difesa delle popolazioni indigene
 
Il 6° Incontro Globale del Forum dei Popoli Indigeni presso il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo delle Nazioni Unite (IFAD), che si conclude il 13 febbraio a Roma, riunisce oltre 100 rappresentanti e osservatori dei Popoli Indigeni provenienti da tutto il mondo. Il Forum è una piattaforma per un dialogo significativo in cui i rappresentanti delle popolazioni indigene esprimono le loro preoccupazioni, richieste e raccomandazioni per migliorare la collaborazione con l’IFAD verso una trasformazione rurale sostenibile. L’esito del Forum sarà presentato dai rappresentanti delle Popolazioni Indigene al Consiglio dei Governatori dell’IFAD, la settimana successiva.
 
I Premi IFAD per le popolazioni indigene riconoscono gli sforzi e i risultati dei progetti di sviluppo che si impegnano con successo con le popolazioni indigene che vivono nelle aree degli Urali.
 
L’IFAD ha aggiornato la sua Politica sull’impegno con le popolazioni indigene lo scorso dicembre, riconoscendo le popolazioni indigene come partner orizzontali e una priorità per l’IFAD. In qualità di unica istituzione finanziaria internazionale a includere impegni e obiettivi sui popoli indigeni nei suoi documenti aziendali, l’IFAD si impegna a continuare a sostenere il loro ruolo essenziale per preservare la biodiversità grazie alla loro conoscenza ancestrale e alla loro tutela.
 
Dal 2010, quasi un terzo del programma di prestiti dell’IFAD ha sostenuto iniziative di sviluppo con le popolazioni indigene. Un totale di 83 progetti finanziati dall’IFAD hanno raggiunto circa nove milioni di popolazioni indigene in 46 paesi. Si stima che l’investimento dell’IFAD in questi progetti sia di circa 1 miliardo di dollari USA, con un cofinanziamento di circa 2 miliardi di dollari USA.
 




Sostituire gli elettrodomestici per consumare meno

Un numero elevato di famiglie italiane ha consumi elevatissimi per luce e gas. Questa situazione è particolarmente sentita in questi ultimi mesi, a causa degli aumenti del costo dell’energia. Un modo per diminuire le bollette in maniera rapida effettivamente c’è e consiste nel sostituire gli elettrodomestici più antiquati, con modelli nuovi e a bassi consumi. Si tratta comunque di una scelta costosa, che non tutti si possono permettere.

Cambiare la caldaia
Una vecchia caldaia può consumare fino a più del doppio rispetto a un modello di nuova generazione, a condensazione. Ricordiamo che ad oggi sono disponibili interessanti agevolazioni fiscali, che consentono di ottenere fino al 65% delle spese sostenute per cambiare la caldaia, da suddividere in 10 rate annuali, detratte dall’IRPER del singolo contribuente che sostiene le spese per l’acquisto della caldaia. È possibile però approfittare delle offerte di alcune compagnie di fornitura di gas, per pagare la caldaia a rate in bolletta. In questo modo l’azienda di fornitura permette al cliente di godere delle agevolazioni sotto forma di sconto in fattura: si paga solo per il 35% del totale delle spese, il restante 65% rimane come agevolazione fiscale all’azienda che fornisce la caldaia. Le aziende poi si occupano di tutto, dal preventivo allo smaltimento della vecchia caldaia, fino all’installazione del nuovo modello a condensazione, scelto tra quelli approvati per poter godere dell’agevolazione fiscale. L’ammontare totale dei lavori, detratto il 65%, si può saldare in comode rate direttamente in fattura. Alcune società di fornitura offrono questo servizio anche a chi non è cliente della fornitura di gas; in alcuni casi chi ha anche questa caratteristica può godere di ulteriori sconti.

Cambiare frigorifero, lavatrice e lavastoviglie
Tra gli elettrodomestici che consumano una maggiore quantità di energia elettrica sicuramente dobbiamo annoverare frigoriferi, freezer, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici. Effettivamente i primi due non presentano un massiccio consumo istantaneo di energia elettrica, ma si deve notare che sono sempre attivi, notte e giorno, 24 ore su 24. Lavatrice, lavastoviglie ed asciugatrice hanno invece un importante picco di consumo istantaneo, quando sono attive. Sostituire questi vecchi elettrodomestici con nuovi modelli può ridurre significativamente i consumi mensili, anche per più del 30% sul totale. L’importante sta nello scegliere elettrodomestici di nuova generazione a basso consumo, ricordando che si stanno sostituendo le vecchie denominazioni con quelle nuove. Un elettrodomestico di classe A+++ è oggi indicato come di classe A, quindi una lavatrice che in passato poteva essere classificata di classe A++ è oggi inserita in classe B, e così via.

Lampadine a LED
Le lampadine a LED sono un altro miglioramento tecnologico che ci permette di consumare molta meno energia. Rispetto ai vecchi faretti alogeni o alle lampadine a incandescenza consumano molto meno, anche meno del 30% rispetto ai modelli del passato. Chiaramente più lampadine si sostituiscono e maggiore sarà il vantaggio, soprattutto per le lampade a maggior consumo, come i faretti alogeni da esterno, che in alcune abitazioni sono accesi per l’intera notte. In passato le lampadine a Led erano particolarmente costose, oggi la loro ampia diffusione le ha rese oggetti a basso costo e facili da reperire ovunque.