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Cronaca

Loris Stival: Veronica Panarello accusa il suocero. Intervista esclusiva all'Avvocato dell'ex marito

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Avvocato Daniele Scrofani: "La verità è che lei dice delle cose che non sono riscontrate quindi è chiaro che non è credibile"

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di Angelo Barraco
 
Ragusa – Si è celebrato, davanti al gup di Ragusa, il processo svolto con rito abbreviato nei riguardi di Veronica Panarello accusata di aver cagionato la morte del figlio Loris Stival. Un’udienza decisiva quella di oggi, in cui la donna ha provato a convincere i giudici della sua estraneità nel delitto del figlio,  cercando di spiegare che il suo ruolo all’interno della scena delittuosa non è stato rilevante e attivo ma di complice poichè il delitto, a detta sua, sarebbe stato compiuto dal suocero Andrea Stival. Un’udienza tanto attesa dai numerosi giornalisti presenti sul posto che hanno visto sfilare una Veronica Panarello determinata, che mostrava una sicurezza che sradicava le precedenti sue incertezze emerse, con un capello lungo e un vestito nero, che veniva scortata dalle guardie penitenziarie fino all’aula del Tribunale. Sono passati quasi due anni dalla morte del piccolo Loris e quel delitto ancora senza movente ma compiuto con così tanta inumana ferocia nei confronti di un bambino innocente lascia ancora oggi una lunga scia di domande che aspettano una risposta. Nel corso del processo ha dichiarato davanti al Gup di Ragusa: “Sono pronta ad essere punita ma per quello che ho fatto e non per quello che non ho commesso. Se ci sono mie responsabilità pagherò, ma con me deve farlo anche l'esecutore materiale del delitto: mio suocero” puntando ancora una volta il dito contro  Andrea Stival. Una deposizione fiume in cui la donna ha ricostruito punto per punto il delitto, collocando il suocero in quella casa e specificando che sarebbe stato l’uomo ad ordinare alla donna di legare le mani al piccolo Loris. Successivamente lei si sarebbe allontanata un attimo per rispondere al telefono ma al suo ritorno avrebbe trovato il figlio privo di vita, ucciso mediante strangolamento con cavo usb grigio. Il corpicino sarebbe stato sceso e portato in contrada Mulino Vecchio. Ma le indagini svolte dagli inquirenti non collocano in nessun modo Andrea Stival all’interno della scena del delitto, ma a tal proposito la donna ha puntualizzato: “il fatto che non riesca a dimostrare che mio suocero fosse in casa con me al momento del delitto non significa che non ci fosse”.
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo intervistato in esclusiva l’Avvocato Daniele Scrofani, legale rappresentante di Davide Stival l’ex marito di Veronica Panarello che ci ha risposto ad alcune domande in merito a questa udienza. 
 
– Nell’udienza del processo davanti al Gup di Ragusa, Veronica ha detto che “Se ci sono mie responsabilità pagherò, ma con me deve farlo anche l'esecutore materiale del delitto: mio suocero”. Come reputa tali dichiarazioni?
Questo è un principio assolutamente condivisibile nella misura in cui si trovassero elementi a carico di chi viene chiamato in correità. In linea di principio è un discorso giusto ma da un punto di vista pratico non c’è alcun elemento che porti al coinvolgimento del suocero. Davide è sempre stato molto aperto agli sviluppi investigativi, ha sempre detto “chiunque sia stato paghi, anche se fosse mio padre” però se non c’è un elemento a carico del padre come si può pensare che debba pagare, per cosa.
 
– Nel corso della sua deposizione Veronica riferisce che il suocero si trovava in casa e avrebbe ordinato alla donna di legare il bambino con le fascette, successivamente lei sarebbe uscita per rispondere al telefono e avrebbe trovato Loris privo di vita. Gli inquirenti però non collocano Andrea Stival in quella casa. Quanto è credibile secondo lei Veronica?
Guardi secondo me non è credibile nella misura in cui nessun elemento di riscontro può essere individuato. Intanto lei ha cambiato versione più volte il che ovviamente in partenza rende una persona meno credibile, ma al di là di questo lei ha riferito degli elementi che non sono riscontrabili. Lei dice che il suocero l’avrebbe preso in un determinato punto della strada, coperto da telecamera, ma non viene riscontrato. La verità è che lei dice delle cose che non sono riscontrate quindi è chiaro che non è credibile. 
 
– Davide Stival come la vive tutta questa situazione?
Ovviamente con molta sofferenza, è una situazione che progressivamente gli ha portato sempre un accumulo di dolore e di angoscia perché prima ha perso il figlio, poi ha scoperto che sarebbe stata la moglie ad ucciderlo, poi sente che lei dice che è stato suo padre, insomma è chiaro che da questo punto di vista è chiaro che è una posizione sempre fortemente dolorosa però lui non ha mai perso la lucidità ed è sempre stato desideroso di arrivare ad un punto finale. Siamo ormai alle udienze finali e lui non ha perso la sua capacità reattiva per fortuna. 
 
– Qual è la vostra posizione oggi e quali saranno le prossime mosse?
La posizione oggi è una posizione di chi ha assistito ad un’udienza che se vogliamo possiamo definire inutile perché non ha portato ad un elemento in più rispetto all’interrogatorio reso al pubblico ministero in cui la signora ha accusato il suocero. Non c’è un elemento in più rispetto a quello quindi se vogliamo è un’udienza che poteva essere evitata. La nostra posizione in vista del processo è una posizione ormai chiara, noi siamo convinti della responsabilità della signora, chiederemo la condanna e insisteremo con la nostra posizione di Parte Civile nel processo. 

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Carabinieri, ammissione al corso triennale Allievi Marescialli: c’è tempo fino al 15 marzo

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La strada che porta ad indossare la divisa dei Carabinieri passa dai concorsi pubblici.
Per uno di essi, quello per l’ammissione all’11° corso triennale Allievi Marescialli, i termini di presentazione delle domande sono ancora aperti fino al 15 marzo. I dati relativi alle domande finora pervenute dimostrano un trend in forte incremento (+45%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con 13.506 domande presentate online sul portale www.carabinieri.it.
Possono partecipare al concorso tutti i cittadini italiani tra i 17 e i 25 anni compiuti in possesso di un diploma di istruzione secondaria di II grado (o che siano in grado di conseguirlo al termine dell’anno scolastico 2020-2021), nel pieno godimento dei diritti civili e politici, non condannati o imputati per delitti non colposi.

Lo svolgimento del concorso prevede l’effettuazione di una prova preliminare, prove di efficienza fisica, una prova scritta di conoscenza della lingua italiana, accertamenti psico-fisici e attitudinali e di una prova orale.
I vincitori del concorso sono chiamati a frequentare un iter formativo su impostazione universitaria della durata di 3 anni, al termine del quale, oltre al grado di Maresciallo, conseguiranno la laurea in “Scienze Giuridiche della Sicurezza”.
La formazione rappresenta certamente la più importante forma di investimento per il futuro dell’Arma: nella recente cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Comandante delle Scuole dell’Arma presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma, il Comandante Generale Teo Luzi ha evidenziato appunto la massima importanza dell’Organizzazione Addestrativa, che ha la delicata funzione di fornire la necessaria professionalità al personale reclutato, ma soprattutto di trasmettere ai giovani Carabinieri i valori dell’Arma.
Alla fine del triennio di formazione presso la Scuola Marescialli e Brigadieri, con sede in Firenze, coloro che vestiranno i panni di Marescialli del ruolo Ispettori dell’Arma dei Carabinieri, oltre ad espletare i propri compiti di carattere militare svolgeranno funzioni di sicurezza pubblica e di polizia giudiziaria. Potranno sostituire i diretti superiori gerarchici in caso di assenza o di impedimento e, dopo aver maturato alcuni anni di esperienza, potranno essere preposti al Comando di Stazioni Carabinieri, di unità operative o addestrative, nonché assumere la direzione di uffici o funzioni di coordinamento di più unità operative, con piena responsabilità per l’attività svolta.
Anche gli altri due concorsi indetti nell’ultimo periodo (termini scaduti), quello per l’ammissione al 203° Corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali e quello per il 140° corso Allievi Carabinieri, hanno fatto registrare dati incoraggianti: 7.485 domande ricevute nel primo caso e 42.694 nel secondo, con un incremento rispettivamente del 22,5% e del 14,8% rispetto al precedente anno, a testimonianza di un rinnovato interesse dei giovani nelle prospettive umane e professionali che una carriera nell’Arma può offrire.
Per raggiungere la platea più ampia di potenziali interessati e in particolare le fasce giovani che sono il target di riferimento, la campagna di informazione relativa al concorso viene condotta attraverso una vasta gamma di strumenti divulgativi. Agli spot televisivi e radiofonici e alla pubblicazione su internet si aggiunge in particolare la pubblicazione di post su tutti i principali social network (Facebook, Twitter, Instagram, Youtube) attraverso i canali dell’Arma con post e video appositamente realizzati per la pubblicizzazione dei concorsi.

Link concorsi
https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/concorsi-pubblici
https://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/concorsi-pubblici/concorso-pubblico-per-titoli-ed-esami-per-ammissione-11-corso-triennale-di-626-allievi-marescialli-ruolo-ispettori-arma-dei-carabinieri

video spot
https://we.tl/t-M3jv7fx57J

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Marsala, doppio intervento di pulizia per il Parco di Salinella

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MARSALA (TP) – Uno spettacolo indecoroso quello che si presentava ieri all’interno del Parco di Salinella di Marsala, un sito che viene periodicamente ripulito dall’Energetikambiente.

Personale e mezzi della Società di gestione del servizio raccolta differenziata sono intervenuti su indicazione dell’Amministrazione comunale, a seguito di segnalazioni da parte di alcuni cittadini.

Sul fronte della pulizia della città, è lodevole la crescente collaborazione dei marsalesi con le Istituzioni, afferma l’assessore Michele Milazzo. Tuttavia, riscontriamo ancora tanta inciviltà, ingiustificata e incomprensibile, su cui il cerchio va sempre più restringendosi”.

Gli operatori ecologici hanno effettuato un doppio intervento di pulizia. In mattinata, hanno provveduto a pulire dai rifiuti – che avevano formato una vera e propria microdiscarica – alcuni sentieri tra le siepi del Parco; nel pomeriggio, poi, l’Energetikambiente ha rimosso il notevole materiale ingombrante accatastato lungo gli stessi siti.

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Covid, 80 mila postini chiedono il vaccino: “Noi in prima linea dall’inizio della pandemia”

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Poste Italiane chiede alle istituzioni priorità nella vaccinazione a beneficio di 80.000 dipendenti fra portalettere e addetti negli uffici postali, che sono sempre stati in prima linea sin dall’inizio della pandemia da Covid-19 per fornire i servizi essenziali su tutto il territorio nazionale. Lo ha annunciato il Condirettore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco al TG Poste (visibile sul sito www.postenews.it).

“Per i nostri uffici postali e per i nostri portalettere – ha sottolineato – non c’è mai stata zona rossa: 80.000 colleghi hanno continuato a lavorare senza sosta e continuano a farlo tutt’ora. Questa attività, questa nostra disponibilità – ha spiegato – deve essere riconosciuta. Non vogliamo una corsia preferenziale, ma vogliamo che venga fatto uno sforzo: le persone per continuare a svolgere il proprio lavoro in prima linea devono essere vaccinate. Noi sappiamo che i nostri uffici postali – ha continuato il Condirettore Generale di Poste Italiane – in alcune zone del Paese costituiscono l’ultimo baluardo dello Stato. Stiamo producendo il massimo sforzo per lasciare aperti tutti gli uffici postali, come ci viene richiesto dalle istituzioni locali, e per garantire i servizi di consegna della corrispondenza grazie alla grande disponibilità della nostra gente”.

Per la vaccinazione dei dipendenti, Poste ha presentato a tutte le istituzioni competenti “un piano vaccinale analitico, certificato – ha continuato Lasco – redatto con la Fondazione del Policlinico Gemelli di Roma, che pianifica i criteri di vaccinazione; l’operazione riguarda solamente i nostri operatori di sportello e i nostri portalettere”.

L’Adesione della Lombardia alla piattaforma

Con l’adesione della Lombardia salgono a 6 le Regioni che utilizzano la piattaforma gratuita di Poste Italiane per la prenotazione dei vaccini anti Covi-19. “Ieri – ha detto Lasco – abbiamo chiuso l’accordo con la Regione Lombardia. E’ un servizio che Poste Italiane ha messo a disposizione del Paese, in questo momento di grande criticità, a titolo gratuito. Un investimento non da poco, che abbiamo deciso di fare ad esclusivo interesse del nostro Paese”.

Il Condirettore Generale di Poste Italiane ha proseguito: “Sono quattro le modalità con cui è possibile effettuare l’adesione e la prenotazione dei vaccini: online sul portale, chiamando il call center, ai Postamat inserendo la tessera sanitaria, e attraverso il palmare in dotazione ai portalettere. Nelle regioni in cui siamo già partiti il sistema di prenotazione sta funzionando a pieno regime”.

Poste Italiane, ha sottolineato Lasco, è stata sin dall’inizio della pandemia in prima linea al fianco delle istituzioni: “Sta funzionando la consegna dei vaccini – ha concluso – insieme all’esercito, così come sta funzionando la consegna di tutti gli altri dispositivi di sicurezza, distribuiti su mandato della Presidenza del Consiglio”.

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