Roma, la Raggi presenta il PUMS e cerca di sfatare un mito: “M5S favorevole alle grandi opere… utili”.

ROMA – Nuove infrastrutture su ferro tram e metro, piste ciclabili, nodi di scambio, trasformazione delle linee ferroviarie in metropolitane. Sono i punti cardini del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), votato a maggioranza dell’Assemblea Capitolina e presentato nella giornata del 7 agosto in Campidoglio. Un percorso avviato nel 2016, scandito dalla partecipazione dei cittadini, associazioni, comitati di quartiere e Municipi, con l’obiettivo di dotare Roma, nei prossimi dieci anni, di un sistema di trasporto sostenibile e integrato con la mobilità dolce, attraverso interventi a medio e a lungo termine. “Oggi gli spostamenti di auto e moto sono più del 64 per cento e solo il 36 per cento utilizza i mezzi pubblici, bici e sharing”, ha dichiarato la Sindaca Virginia Raggi. “Con il Pums avremo una completa inversione di marcia: parliamo del 52 per cento di spostamenti con i mezzi pubblici e del 48 per cento con quelli privati”.

Estensione metro. Oltre all’ammodernamento della
Linea A e B della metropolitana e la chiusura dell’Anello Ferroviario, il Piano prevede l’incremento dei chilometri
delle sotterranee: prolungamento della metro “A” da Battistini alla stazione FL3
Monte Mario, passando per Torrevecchia (5,2 Km e 4 fermate); prolungamento
della “B” da Rebibbia a Casal Monastero (2,9 Km e 2 fermate);
il prolungamento della “B1” da Jonio
a Colle Salario (5,1 Km e 5
fermate); il completamento della tratta Colessio-Farnesina
della Linea C (6,5 km e 7 fermate) e
la realizzazione della Metro D OjettiEur Agricoltura (18,8 Km e 19 fermate).
Per un totale di 38,5 km di
estensione.

Ferrovie concesse. La rinnovata “cura del ferro” in
salsa pentastellata contempla inoltre, la trasformazione in metropolitana sia
della Roma-Lido (Metro E) che della tratta urbana Flaminio-Montebello (Metro F) della Roma-Civita Castellana-Viterbo; visioni, però, che appaiono in
contrasto con quanto stabilito dalla Regione
Lazio
. La terza
ex-concessa, l’attuale Laziali-Centocelle,
sarà, invece, trasformata in un metrotram
con l’estensione da un lato a Termini
e dall’altra a Tor Vergata via Giardinetti. Certo, una volta definito
il passaggio dell’infrastruttura dalla Regione al Comune e, di conseguenza,
sottratta la linea dalla giurisdizione dell’ANSF, che potrebbe inserirla, considerate le peculiarità e
criticità tecniche, non conformi a quanto dettato nelle sue direttive, in una
sorta di lista nera e chiederne l’immediata sospensione dell’esercizio. Il
tempo stringe.

Funivie. La grande novità del Piano è la
realizzazione dei nuovi sistemi a fune, grande scommessa della Raggi fin dall’inizio
del suo mandato. Quattro le opere individuate, Battistini MACasalotti
(3,8 Km e 7 fermate), Jonio MB1-Bufalotta/Porta
di Roma
(3,6 Km e 7 fermate), Eur
Magliana
MB/MDVilla Bonelli FL1 (1,0 Km e 3 fermate) e Clodio-Ponte
della Musica
.

Tranvie. Grande investimenti sono inseriti anche
per l’ampliamento dell’odierna rete tranviaria con oltre 58 chilometri di sviluppo,
altro discorso di indiscussa importanza. Prevista la realizzazione della Verano-Stazione Tiburtina e i
collegamenti Largo Corrado Ricci-Piazza
Venezia
, Subaugusta- Ponte Mammolo e,
infine, Torre Angela MC-Anagnina MA,
anch’esso già inserito nel Piano
Regolatore Generale
. Nel PUMS trova inoltre spazio la famigerata TAV, per troppi anni rimasta nel
cassetto, con la costruzione dell’asse tranviario Termini-Venezia-Risorgimento.

Mobilità Dolce. Una nuova rete di ciclabili e
isole pedonali. Obiettivo del Piano realizzare altri 293 chilometri di nuovi
percorsi ciclabili, nuove interconnessioni, definite grazie alle proposte
pervenute dal processo partecipativo. Implementare le aree pedonali e zone 30
non solo nel centro città, ma anche nelle periferie di Roma, favorendo la
valorizzazione degli spazi verdi, l’integrazione della rete di trasporto con la
mobilità dolce e il coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle scuole.

“Roma
si dota finalmente di una vera programmazione sulla mobilità, una strategia
futura di medio e lungo periodo che risponde a una visione precisa di quello che
vogliamo per la Capitale”, spiega la Raggi. “Idee che prendono forma
all’interno di questo corposo documento, che è la base per lo sviluppo di Roma.
Negli anni la nostra città, purtroppo, è diventata a servizio del traffico
privato. Il PUMS rimette al centro la persona, a favore del trasporto pubblico,
con un piano pensato soprattutto per le periferie. Abbiamo immaginato la Roma
del futuro e abbiamo iniziato a costruirla passo dopo passo. Un processo
concreto, reso possibile grazie a una programmazione capillare: dalle nuove
linee tranviarie, alle ciclabili e preferenziali. A dicembre scorso Roma Capitale ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture i
finanziamenti per sette progetti contenuti nel PUMS: tre nuove tranvie; il
potenziamento e l’estensione di linee ferroviarie urbane; due funivie e
l’acquisto di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria di Roma”.

La
Sindaca poi, durante la conferenza stampa, tenta di togliersi un macigno dalla
scarpa nell’istante in cui al Senato,
a pochi chilometri di distanza dal Campidoglio, veniva bocciata la mozione NO-TAV del M5S, mandando letteralmente in frantumi maggioranza e Governo. “Sfatiamo
un mito, il MoVimento non è contrario alle grandi opere, noi siamo a favore
delle opere utili”.

“Nei
prossimi dieci anni Roma si doterà della rete di infrastrutture per il
trasporto pubblico su ferro rimasta irrealizzata per decenni”, ha aggiunto Pietro Calabrese, Presidente
Commissione Mobilità, “tutto quello di cui la città ha bisogno, così come
richiesto dalle romane e dai romani, è contenuto nel Piano Urbano della
Mobilità Sostenibile. Ora il nostro obiettivo è realizzarlo. Si guarda al
futuro, non solo a quello prossimo in cui verranno ovviamente costruite le
opere meno impegnative, ma anche ai lavori più complessi che necessitano di una
programmazione di lungo periodo”. Sulla stessa linea il consigliere Enrico Stefàno, uno degli alfieri di
questo progetto. “Il Pums rappresenta una visione di città, un’idea, una
programmazione che mancava da troppo tempo e che consentirà di ottenere dal
Ministero e dalla Regione i fondi necessari alla realizzazione delle opere,
delle infrastrutture che sono fondamentali per il rilancio della città, per
aumentare l’attrattività e la competitività di Roma”.

Per
l’assessore alla Città in Movimento, Linda
Meleo
, “i principi guida del Piano si basano sull’integrazione tra le
diverse tipologie di mobilità, la promozione di diverse modalità di trasporto
alternative all’auto privata, il rafforzamento degli standard di sicurezza nel
trasporto pubblico e per il traffico stradale, l’aumento della capacità di
trasporto pubblico, progetti e strategie per la mobilità dolce e condivisa. Tra
i progetti inseriti nel Pums, e recentemente presentati al Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti per avere accesso ai fondi governativi, ci sono
tre tramvie, due funivie e l’acquisto di nuovi tram”. “È un importante pezzo
della visione che questa Amministrazione ha e che guarda alle città come luoghi
in cui si giocano le sfide del futuro. Un futuro – ha sottolineato Luca Montuori, l’assessore all’Urbanistica
– che si lega anche agli impegni che Roma ha sottoscritto con altre grandi
città del mondo per raggiungere obiettivi condivisi sulla sostenibilità
ambientale, sociale ed economica. Una visione integrata che prevede diversi
interventi sia per quanto riguarda gli obiettivi già definiti e finanziati,
quindi in corso di realizzazione, sia quelli per lo scenario di programmazione
dei prossimi anni. Stiamo dialogando anche con altri attori fondamentali per
raggiungere risultati attesi da tempo, come ad esempio il completamento
dell’anello ferroviario, dello sviluppo dei nodi delle stazioni, sia con il recupero
delle aree urbane esistenti, da piazza dei Cinquecento a piazzale Ovest a
piazzale Ostiense e piazzale Flavio Biondo, che con lo sviluppo delle aree
dismesse previste dall’ambito strategico: la revisione del piano di assetto di
Tiburtina, in collegamento, tra gli altri, con l’area dello Sdo di Pietralata e
di Tuscolana”.

Critica l’opposizione. Da Fratelli d’Italia si è levata la voce del capogruppo Andrea De Priamo sul modus operandi della maggioranza pentastellata: “il documento del Pums, approvato dalla Giunta a febbraio è arrivato in commissione a inizio luglio, venti giorni fa al massimo. Stiamo parlando dell’idea di mobilità sostenibile per i prossimi dieci anni, si tratta di un modo di immaginare il futuro della città. Qualcuno lo può definire il libro dei sogni, ma in ogni caso è uno strumento importante che avrebbe meritato un maggiore rispetto in assemblea capitolina che invece è costretta a lavorare sempre di fretta perché voi arrivate tardi”. “Siamo in forte ritardo nell`approvazione del documento sulla mobilità sostenibile”, ha incalzato invece Ilaria Piccolo, consigliera Pd e vicepresidente della commissione Trasporti. “Peraltro non si è dato corso a sinergie istituzionali utili a rendere più forti i progetti che verranno presentati, così come è accaduto per Milano e la Lombardia. Il nostro voto di astensione al PUMS, nasce dalla constatazione che circa il 90% dei progetti che verranno presentati recuperano piani ideati nelle passate giunte di centrosinistra. Non ci convincono invece progetti poco utili e realistici come la funivia Casalotti-Battistini o il people mover a Ionio. Siamo fortemente contrari al Tram sui Fori Imperiali che non è una strada qualsiasi ma una bellissima passeggiata archeologica”. Inoltre ha precisato che “resta peraltro la preoccupazione per il proseguimento dei lavori della metro C, mentre a Milano si apprestano a dare avvio alla quinta linea metropolitana, che si attesterà nella città di Monza. Sfidiamo ora la Giunta e la maggioranza a tenere fede agli impegni e a realizzare opere importanti e necessarie a cambiare e a rendere più fluida e compatibile la mobilità cittadina. Ci auguriamo che per dicembre tutti i progetti da presentare al bando siano stati redatti correttamente per vincere la competizione con altre città e che gli uffici non siano costretti a riporli nel cassetto per assenza di un minimo cofinanziamento da parte di questa Amministrazione”. “Ogni Amministrazione che si succede alla guida della nostra città presenta un piano per la mobilità, il problema è che sia reso effettivo, che ciò che c’è scritto diventi realtà e non il libro dei sogni”. È stato il commento di Dario Nanni, Coordinatore per Roma e provincia di Italia in Comune. “E poi come ci si può fidare di chi quando era all’opposizione si opponevano al prolungamento della Metro C, presentando atti affinché il suo percorso terminasse a Lodi, ed oggi afferma l’esatto opposto? In tre anni di governo 5 Stelle, abbiamo visto stazioni della metropolitana chiuse per mesi, ascensori e scale mobili rotte, metà degli autobus che non escono dalle rimesse per svolgere il servizio di trasporto pubblico, ed ora vorrebbero far credere che nei prossimi 22 mesi di governo faranno tutto quello che sta nel PUMS? Dove tra l’altro si parla della trasformazione in metropolitana della tratta urbana della ferrovia RomaNord. Cosa intendono per questo? Chiudere il restante tracciato extraurbano, dove sono stati previsti finanziamenti, e sostituirlo con bus? Ce lo spieghino, e lo spieghino soprattutto ai pendolari e ai lavoratori”. “I cittadini – ha concluso – sono stanchi non solo dai disservizi e di una città congestionata, ma soprattutto dal fatto di essere presi in giro, spero che qualcuno prima o poi lo capisca”.