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GALLICANO NEL LAZIO – ZAGAROLO, CENTRALI BIOGAS A 400 METRI DALLE ABITAZIONI: PARTE L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA

 

 

Il 29 aprile 2014 un Consiglio Comunale a Zagarolo dove il sindaco Giovanni Paniccia e l’assessore all’ambiente Giacomo Vernini sono stati chiamati a rispondere alla mozione, presentata dall’opposizione di centro destra (NCD e Forza Italia), che chiede un atto deliberativo dal quale si evinca l’impegno dell’amministrazione di Zagarolo a manifestare la propria contrarietà invocando il “principio di precauzione” in considerazione dei possibili danni che tale struttura potrebbe causare al patrimonio ambientale, archeologico, agricolo e idrogeologico nonché alla qualità della vita e soprattutto dei cittadini.

 

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio / Zagarolo (RM) – Parte l’inchiesta de L’Osservatore d’Italia, in merito alla proliferazione di centrali a biomassa che in tutt’Italia stanno allarmando non solo i cittadini ma anche i medici impegnati negli studi epidemiologici delle malattie legate ai problemi respiratori e quelli del tumore.
Il Comune di Gallicano nel Lazio, ha deciso di costruire, con l’avvallo della Provincia di Roma quando era guidata da Nicola Zingaretti e in seguito dallo stesso quale Presidente della Regione Lazio, una centrale a biogas che dovrebbe essere costruita nella Tenuta di Passerano. La zona è di competenza della Regione Campania, ma nella realtà è situata logisticamente a due passi, non metaforicamente parlando, dalle abitazioni e dalla scuola di Valle Martella, sotto amministrazione e tutela del Comune di Zagarolo in provincia di Roma.
Riguardo la realizzazione di quest’opera, poco o nulla hanno saputo i cittadini di Zagarolo dall’amministrazione. E le poche informazioni a riguardo sono arrivate grazie ai vari comitati a tutela dell’ambiente, agli tabella di giornale e alle attività di alcuni politici che hanno messo da parte i propri colori e hanno tutti insieme abbracciato questa battaglia a tutela non solo dell’ambiente ma della salute pubblica.
 
Il lungo silenzio è stato quindi interrotto da un consiglio Comunale, andato in onda nella serata del 29 aprile 2014 dove la mozione dei gruppi consiliari NCD e Forza Italia hanno espresso tutte le perplessità e i quesiti su questo impianto industriale, definito da altri amministratori come un impianto di compostaggio, chiedendo a gran voce un atto deliberativo dal quale si possa evincere l’impegno dell’amministrazione comunale di Zagarolo a manifestare la propria contrarietà alla realizzazione della centrale a biogas di Gallicano nel Lazio, invocando il “principio di precauzione” e “l’acquisizione di ulteriori e neutrali pareri scientifici e sanitari”, in considerazione dei possibili danni che tale struttura potrebbe causare al patrimonio ambientale, archeologico, agricolo e idrogeologico nonché alla qualità della vita e soprattutto dei cittadini.

Lo scorso 17 aprile il nostro quotidiano era presente al Consiglio Straordinario a partecipazione pubblica indetto dal Presidente del Consiglio del Comune di Gallicano nel Lazio. Non pubblicheremo i video dell’evento istituzionale poiché attendiamo di mettere a confronto le diverse valutazioni e posizioni riguardo le competenze di questo progetto che sembra non abbia suscitato alcun ripensamento nelle amministrazioni coinvolte.
A capirci qualcosa sembra che nessuno, in virtù della tutela ambientale e della salute pubblica, abbia invocato il principio etico di precauzione.
Basta riascoltare le affermazioni del Sindaco di Gallicano nel Lazio Marcello Accordino che nel dettaglio spiegava alla cittadinanza riunita al Consiglio comunale, le fasi dell’iter del progetto della centrale a biogas: ”Con la raccolta differenziata, rimangono solo due frazioni non riciclabili, l’indifferenziata e la frazione organica, per l’indifferenziata il problema è più che risolvibile, mentre per l’umido c’è la possibilità di fare alcuni trattamenti e l’alternativa, quella che è la nostra idea, che era di allora e che è anche di oggi di trattamento, è l’alternativa alle discariche e inceneritori/termovalorizzatori. non c’e’ altra possibilità sull’umido. Possiamo noi decidere come trattare, questa è la realtà dei fatti per chiudere il ciclo dei rifiuti.”

In effetti a sentir bene sembra che questa amministrazione non abbia assimilato il concetto di discarica, inceneritore, termovalorizzatore e che tipo di rifiuto va conferito in questi siti. L’iter con cui si è spianata la strada per questo impianto industriale era quello di sopperire alle capacità dei comuni che avviavano la raccolta differenziata, di poter gestire la Forsu e il vantaggio economico di sfruttamento per farci una centrale elettrica, che non ha frenato il progetto poiché lo stesso sindaco Marcello Accordino ricorda come quella zona è già violentata a livello di inquinamento, da altre situazioni.

Ma i cittadini proprio in questa assemblea pubblica hanno dovuto fare i conti con un’amara realtà, soprattutto gli abitanti di Valle Martella che hanno appreso, dopo una domanda specifica di Paolo Pacifici al Sindaco di Gallicano nel Lazio, che il progetto industriale (e non semplice impianto di compostaggio aerobico),  vicino alle scuole e alle loro abitazioni, non ha mai posto alcun problema agli amministratori attuali di Zagarolo.

E’ una barbarie inaccettabile guardare nei loro occhi lo smarrimento perché lasciati in balia di decisioni di altre amministrazioni che riguardano invece le loro zone, la loro salute e la loro pelle. Ma i cittadini di Valle Martella non sono gli unici a subire questo progetto industriale. Il Sindaco, e il segretario del PD  avrebbero spiegato che i cittadini di Gallicano del Lazio sono favorevoli, poiché il progetto faceva parte della loro campagna elettorale.
Cominceremo a verificare il grado di informazione che le amministrazioni mettono a disposizione dei cittadini, perché purtroppo questa conquista alla green economy, sembrano pagarla soprattutto gli abitanti che logisticamente sono in prossimità, ma non solo. Si cita, ad esempio, la realtà di un paese che sembra stia combattendo con queste innovazioni, che purtroppo di “BIO” sembrano avere solo parte del nome. A Rivarolo dove una centrale è stata costruita in mezzo ad una cittadina accade che l’Arpa, che esegue i controlli delle centrali, non riesce a dimostrare il rispetto non solo dei limiti di emissione citati nelle autorizzazioni degli impianti, ma nemmeno i limiti elevati per favorire l’energia pulita. La cosa bizzarra e sicuramente allarmante che sembra emergere è proprio la mancanza di trasparenza e onestà su queste biomasse e soprattutto, nel caso di Rivarolo, i dati relativi al suo funzionamento sembrano non vengano forniti, come se l’aria fosse davvero un fatto privato.

Il 29 aprile 2014 a Palazzo Rospigiosi a Zagarolo il tanto atteso Consiglio Comunale, dove i cittadini hanno finalmente capito i termini, finora sconosciuti, che l’amministrazione gabina ha posto sulle osservazioni a tutela di chi quell’impianto se lo troverà a due passi da casa… continua!

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BRACCIANO, SUBIACO, MONTEROTONDO, PALOMBARA SABINA, ZAGAROLO, ROCCA PRIORA, ARICCIA, ALBANO LAZIALE SANITA': 750 POSTI LETTO IN MENO E LA CAPITALE ORFANA DI UN OSPEDALE

Redazione

Sanità Lazio – “Bracciano, Subiaco, Monterotondo, Palombara Sabina, Zagarolo, Rocca Priora, Ariccia, Albano. E ancora, a Roma stop ai ricoveri al Nuovo Regina Margherita di Trastevere, chiude l’Eastman, dovrebbe chiudere il Forlanini, il Cto venduto all’Inail, il San Filippo Neri accorpato alla Asl Roma E, a sua volta accorpata alla Asl Roma A. La Caporetto della sanità”. Ė l’amaro commento del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, per quanto attiene ai cosiddetti programmi operativi, un corposo documento presentato dalla Regione Lazio al tavolo interministeriale dei tecnici che lavorano al piano di rientro dal deficit. “Scelte senza alcuna programmazione – continua il presidente – dettate dall’urgenza e prive di qualsiasi criterio organico. Come si può, ad esempio, accorpare lo Spallanzani di Portuense all’Ifo di Mostacciano, distanti territorialmente e incompatibili quanto a patologie curate, quando c’è l’attiguo San Camillo che scoppia per sovraffollamento, grazie alla sciagurata chiusura del Forlanini? E quest’ultimo, perché resta vuoto e si mette in vendita, quando la locale Asl Roma D spende 3 milioni l’anno di affitto versandoli nelle tasche di privati? E ancora, si chiude l’Eastman, centro di eccellenza universalmente noto per le patologie dentali e si declassa, di fatto, un’eccellenza come il San Filippo Neri che attrae utenza non solo da Roma nord, ma da tutti i comuni limitrofi. Per non parlare del San Giacomo chiuso dal 2008 e dei laboratori analisi su cui è in corso una operazione poco chiara. La verità è che si vuole fare cassa sulla pelle dei cittadini. AssoTutela non resterà inattiva: abbiamo intenzione di arrivare a tutti i livelli istituzionali, compresa la Corte di giustizia europea, per denunciare la soppressione del diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana”.  
 




VELLETRI: SCARCERATO IL PAKISTANO ACCUSATO DI AVER PORTATO UNA MINORE IN PAKISTAN PER FARLA SPOSARE

di Chiara Rai


Velletri (RM) – E’ stato scarcerato il cittadino italiano di origine pakistana arrestato tre giorni fa dai carabinieri della compagnia di Velletri diretti dal capitano Davide Occhiogrosso con l’accusa di sottrazione internazionale di minore e contraffazione di passaporto. Questo l’effetto del provvedimento del tribunale del riesame di Roma che ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa a
carico di Mohammad Shabir residente a Zagarolo il quale, secondo la difesa dei suoi legali Simonetta Crisci e Amedeo Boscaino non avrebbe affatto rapito la minorenne italiana di origine pakistana e residente ad Ariccia per costringerla a sposarsi in Pakistan, bensì avrebbe accompagnato la giovane consenziente nel proprio paese per sposare “l’amore della sua vita”. Insomma dietro questa storia ci sarebbe una fanciulla innamorata di un altro uomo diverso da quello che i genitori residenti ai Castelli Romani avrebbero scelto per lei. Eppure su Shabir pesano i reati di sottrazione e trattenimento di minore all’estero senza il consenso dei genitori oltre al possesso e falsificazione di documenti falsi. L’attività investigativa dei carabinieri di Ariccia diretta dalla Procura di Civitavecchia ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza. L’uomo, previa contraffazione del passaporto della minore, è riuscito a farla espatriare in Pakistan e una volta arrivata l’avrebbe aiutata a sposarsi con un cittadino pakistano. In particolare, il 5 novembre dello scorso anno, ha acquistato due biglietti aerei per il Pakistan, uno per lui andata e ritorno ed uno a nome della minore solo andata, ha prelevato da Ariccia la giovane, all’insaputa dei genitori, e poi si è imbarcato con la ragazzina all’aeroporto di Fiumicino. I Carabinieri accertata la responsabilità penale dell’uomo, coadiuvati da personale dell’Ufficio di Frontiera, il 19 marzo 2014 lo hanno atteso, al suo rientro in Italia. Perquisito il suo bagaglio sono state rinvenute le copie dei documenti personali della ragazza e il certificato di matrimonio contratto dalla minorenne in Pakistan nel novembre scorso. Gli avvocati di Shabir respingono ogni accusa: “Shabir e' un cittadino italiano – dicono – vive nel nostro Paese da oltre 26 anni, ha una famiglia di cinque figli, di cui tre sposati e due nipoti. E' presidente dell'Associazione dei lavoratori pakistani in Italia. Questo uomo ha solo aiutato una ragazza a sottrarsi a tale aberrante fenomeno purtroppo usuale e operante anche nel nostro Paese. E' notorio, infatti, che alcune famiglie pakistane, anche in Italia, sfruttino l'autorita' dei genitori per costringere le figlie a sposarsi con uomini anche molto piu' anziani scelti, sulla base pure di motivi economici". 

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 09/04/2014 VELLETRI: ARRESTATO PAKISTANO PER SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORE E CONTRAFFAZIONE DI PASSAPORTO




VELLETRI: ARRESTATO PAKISTANO PER SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORE E CONTRAFFAZIONE DI PASSAPORTO

Redazione

Velletri (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Velletri in collaborazione con la polizia di frontiera aerea dell’aeroporto di Fiumicino hanno arrestato un cittadino italiano di origine pakistana residente nel comune di Zagarolo accusato di sottrazione internazionale di minore e contraffazione di passaporto.
L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e condotta dai Carabinieri della Stazione di Ariccia, è scaturita a seguito della denuncia di scomparsa di una minorenne italiana di origine pakistana, dalla nascita residente nel comune dei castelli romani, presentata nel novembre 2013 dai genitori. L’attività investigativa svolta dai Carabinieri ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sulla scomparsa della minore, a carico di un cittadino italiano di origine pakistana. L’uomo, previa contraffazione del passaporto della minore, è riuscito a farla espatriare alla volta del Pakistan ove una volta arrivata le faceva contrarre matrimonio con un cittadino pakistano a cui era stata promessa in moglie. In particolare, il 5 novembre dello scorso anno, ha acquistato in mattinata due biglietti aerei per il Pakistan, uno per lui andata e ritorno ed uno a nome della minore solo andata, ha prelevato da Ariccia la minore, all’insaputa dei genitori, e nel pomeriggio si è imbarcato con la ragazzina all’aeroporto di Fiumicino, direzione Pakistan.

I Carabinieri accertata la responsabilità penale dell’uomo, coadiuvati da personale dell’Ufficio di Frontiera, in data 19 marzo 2014 lo hanno atteso, al suo rientro in Italia, con il volo proveniente da Dubai. Nel corso della perquisizione del bagaglio sono state rinvenute le copie dei documenti personali della ragazza e il certificato di matrimonio contratto dalla minorenne in Pakistan nel novembre scorso. L’uomo, una volta arrestato, è stato associato presso la casa circondariale di Civitavecchia e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. I reati contestati all’uomo sono allo stato il 574-bis del codice penale che punisce la sottrazione e trattenimento di minore all’estero senza il consenso dei genitori e l’Art. 497-bis che punisce il possesso e la falsificazione di documenti falsi. Continuano intanto, da parte dei Carabinieri della Stazione di Ariccia, gli accertamenti finalizzati ad accertare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nonché l’opera, anche attraverso i canali di contatto internazionale, per cercare di riportare la minore in Italia dai suoi genitori.
 




ZAGAROLO BIOGAS: ALLARME SALUTE, SORGENTI E AGRICOLTURA A RISCHIO

di Cinzia Marchegiani

Il silenzio lascia sempre dubbi amletici. Anche a Zagarolo tutto tace nelle stanze dell’amministrazione e nei comunicati istituzionali “assenti” in merito alla centrale a biogas che sorgerà, non solo metaforicamente, a due passi da Valle Martella con i suoi 5000 abitanti. Un piano industriale di certo molto discusso, che ha sollevato molteplici problematiche e interrogativi sugli impatti ambientali e della salute pubblica tali da produrre una mozione e un’interrogazione importanti alla Regione Lazio.

Se Zagarolo, con la sua giunta sembra restare in silenzio, dai gruppi consiliari NCD e Forza Italia, è stata inoltrata, lo scorso 24 marzo, la mozione indirizzata al Sindaco Paniccia, al presidente del Consiglio Roberto Sesto e all’Assessore all’Ambiente, Giacomo Vernini. Così i consiglieri d’opposizione, Marco Bonini e Michelino Conti, richiamano all’attenzione i destinatari del documento in virtù delle notizie che sono state diramate esclusivamente dagli organi di stampa.

Con un sunto abbastanza severo, il documento presentato ricorda il processo chimico industriale della fermentazione anaerobica batterica con cui la centrale a biogas decomporrebbe i residui dei rifiuti umidi provenienti dai vegetali in decomposizione, dalle carcasse in putrescenza, dai liquami zootecnici o fanghi di depurazione (anche industriali?) e scarti dell’agro-industria per produrre gas combustibile. In tale direzione vengono poste riflessioni importanti riguardo la salute pubblica degli abitanti nella zona di Via Prenestina, Acqua Traversa e Valle Martella che, proprio per la loro vicinanza al sito industriale, sono i primi a rispondere dei possibili effetti nefasti derivanti non solo dalle esalazioni della centrale.

Non secondario il dato oggettivo e il motivo della mozione sono l’immobilismo di un Consiglio straordinario, convocato dal Comune di Gallicano nel Lazio come pubblica assemblea lo scorso 30 gennaio, annullato e posticipato ancora a data incerta, sono le numerose assemblee d’informazione di associazioni e comitati costituitesi per la difesa del territorio, petizioni on-line, meet-up di dibattito e persino la fiaccolata contro la stessa centrale a biogas che la notte dello scorso 14 marzo ha illuminato il corso principale di Gallicano nel Lazio. La partecipazione attiva dei cittadini di tutti i comuni limitrofi sembrano rimbalzare su un muro di gomma, la comunicazione e informazione ad oggi è totalmente abbandonata allo spirito d’iniziativa squisitamente personale.
I Consiglieri d’opposizione, fanno presente i numerosi studi che hanno messo in evidenza, oltre le problematiche dell’inquinamento atmosferico, un ulteriore e preoccupante svantaggio emerso negli ultimi anni, noto sin dalla fine degli anni ’90, cioè l’incapacità dei biodigestori di neutralizzare completamente i batteri presenti, in particolare quelli termoresistenti, come i clostridi, che presenti nello scarto dei digestori (digesto) è successivamente smaltito nei terreni come fertilizzante.
Il quadro esposto con la mozione non del tutto rassicurante, oltre i possibili risvolti per la salute dei cittadini e della salubrità del territorio, redige vincoli e condizioni non secondari, che sembrano non essere stati sufficientemente affrontati. Si legge:

1. l’area interessata risulta paesaggio agrario di rilevante valore;
2. l’area rientra nell’ambito vincolato come “ Area identitaria dell’Agro Tiburtino-Prenestini (PTPR Tavola B) e parco archeologico (PTOR Tavola C);
3. l’area è attraversata dal percorso panoramico storici della Via Prenestina Antica;
4. l’area si trova in zona di salvaguardia delle sorgenti Acqua Vergine, Torre Angela, Finocchio, Pantano Borghese;
5. l’agricoltura, i capi di bestiame e di riflesso anche i cittadini potrebbero subirne le conseguenze negative legate alle nano particelle sprigionate nell’aria;
6. secondo le linee guida l’approvazione di tali impianti non bisogna essere in prossimità di zone con certificazioni BIO, DOC, DOCG, terreni adibiti ad uso civico ecc (sulla zona è pendente presso il commissariato degli Usi Civici il suo riconoscimento da parte dell’Università Agraria di Gallicano nel Lazio);
7. in quanto l’area è i prossimità di rilevanti scoperte archeologiche di età romana e pre-romana (Ponte Sodo, Fosso di Passerano, Necropoli di Corcolle, l’Antica Gabi);
8. perchè temiamo che l’impianto, sorgendo nella Tenuta di Passerano, in futuro possa diventare luogo di stoccaggio di rifiuti alimentari e agricoli per alimentare la centrale con la possibilità di un ulteriore ampliamento;
9. l’area abitata più prossima all’impianto è a soli 400 metri di distanza (Valle Martella).

La mozione in merito alle conseguenze di un impianto industriale sicuramente è in ad adiuvandum alla mozioni e interrogazione inoltrate alla Regione Lazio e altri destinatari ministeriali. I gruppi consiliari proponenti, NCD e Forza Italia congiuntamente ai firmatari alla petizione on-line, chiedono un atto deliberativo dal quale si evinca l’impegno dell’amministrazione di Zagarolo a manifestare la propria contrarietà alla realizzazione della centrale a biogas di Gallicano nel Lazio, invocano il “principio di precauzione” e “l’acquisizione di ulteriori e neutrali pareri scientifici e sanitari”, in considerazione dei possibili danni che tale struttura potrebbe causare al patrimonio ambientale, archeologico, agricolo e idrogeologico nonché alla qualità della vita e soprattutto dei cittadini.

Un atto dovuto per i cittadini di Zagarolo. In questo caso si può affermare che “il silenzio non è d’oro!!”

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GALLICANO NEL LAZIO BIOGAS: DOCUMENTO CHOC DEL COMITATO. IL M5S INTERROGA NICOLA ZINGARETTI E MICHELE CIVITA


”E’ ormai scientificamente provata l’associazione dell’inquinamento da polveri sottili con un aumento della mortalità generale e per cause cardio-vascolari e respiratorie, con l’insorgenza di patologie acute quali l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale, le infezioni delle vie respiratorie (polmoniti e bronchiti), con l’esacerbazione di patologie croniche quali la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) e l’asma bronchiale".

 

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio (RM) – Le associazioni e i comitati non si arrendono anche di fronte al totale silenzio dell’amministrazione del comune di Gallicano nel Lazio, che a fronte di un consiglio straordinario rimandato dal 30 gennaio scorso ancora non  comunica la data della prossima assemblea pubblica.

La  Centrale  a Biogas sembra preoccupare, molto evidentemente, i responsabili che hanno proposto e difeso questo progetto industriale. Nella giornata dello scorso 31 marzo è stato inviato un rapporto inquietante su questo impianto a diversi indirizzi, tra i quali il Consiglio Regionale del Lazio, Commissione VI – Ambiente, Lavori Pubblici, Mobilità, Politiche per la Casa, Urbanistica, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  Ministero della Salute, dell’Ambiente,  dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dell’Interno e della Giustizia, oltre alla Procura della Repubblica di Tivoli, di Roma, di Napoli, alla  Corte dei Conti Lazio/Campania e altri.

Il documento in oggetto è  uno studio realizzato dal professor Giancarlo Ceci e firmato dal Presidente del Comitato per Gallicano, Andrea Ciamei, dai consiglieri di opposizione del comune di Gallicano del Lazio, Mario Galli e Fabrizio Betti di Progetto Comune e Lucia D’Offizi Capogruppo PDL. Il  resoconto è stato prodotto a valle dell’audizione tenuta in Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Lazio lo scorso 11 febbraio 2014. Dalla sua lettura si estrapola il rapporto tecnico/ambientale/territoriale dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che il Comune di Gallicano, come proponente, vorrebbe realizzare, e che si collocherebbe in un appezzamento di terreno della tenuta Passerano (passata di proprietà alla Regione Campania che la gestisce attraverso la SAUIE s.r.l. di Napoli) all’interno della quale si trova un castello medioevale.

L’Ente Regionale Campania ha l’obbligo di utilizzare i profitti ricavati da tali beni, con attività a favore dell’Istituto pro ciechi Colosimo di Napoli. Nel progetto si fa riferimento alla realtà urbana di Gallicano nel Lazio e alle sue zone rurali con bassa intensità abitativa, ma non viene messo nella giusta evidenza il nucleo abitativo di prossimità. L’impianto, nella posizione definita, dista meno di 400 mt. dalle prime abitazioni di “Valle Martella”, frazione del Comune di Zagarolo, urbanisticamente complessa e con circa 5.000 residenti.

Dal documento si apprende: "Ci sono anomalie per quanto riguarda il piano Regolatore vigente del Comune di Gallicano, poiché l’area interessata dal progetto ricade nella Zona Agricola E3, dove il 10 giugno 2011, con delibera n. 259, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato la variante generale al P.R.G. di Gallicano del Lazio, riclassificando l’area interessata dall’intervento in E2 Agricola, ma non si evidenzia che il terreno sul quale si vorrebbe realizzare l’impianto di “Trattamento Rifiuti e produzione di Energia Elettrica”, risulta essere, a tutt’oggi, di proprietà della Regione Campana. In questa direzione l’Amministrazione Comunale di Gallicano non ha mai prodotto documentazione inerente la procedura di esproprio della parte del territorio, interessata dal progetto, della tenuta Agricola di Passerano, che risulta essere ancora della Regione Campania, che la gestisce attraverso la SAUIE s.r.l. di Napoli. Non solo, ma sull’intero comprensorio della tenuta di Passerano pende tuttora dinanzi al Commissario per la liquidazione degli usi civici per il Lazio, l’Umbria e la Toscana procedimento, contraddistinto con il numero di R.G. 9/1992, con il quale l’Università Agraria di Gallicano nel Lazio rivendica l’esistenza di usi civici gravanti sulla tenuta in questione; che la qualitas soli in via di accertamento nel suddetto procedimento è tutt’altro che indifferente ai fini dell’acquisizione e dell’acquisibilità delle terre in questione, anche tramite il procedimento espropriativo, potendo essa condizionare l’esperibilità e comunque la validità del procedimento stesso; a tal fine si evidenzia che a pag. 307 del piano regionale dei rifiuti, tabella 16-2.1, quarta riga, in "criteri di localizzazione degli impianti" è indicata come tutela integrale le aree assegnate alle università agrarie L.R. 24/98 art. 11 e s.m.i. e N.T.A. P.T.P.R. art.39. In particolare la L.R. 24/98 introduce il criterio di tutela integrale di tutte le aree dichiarate di notevole interesse, interessate da preesistenze archeologiche, o da vincoli idrologici, inoltre richiama esplicitamente l'adozione della L. 431/85 su: fasce costiere marine, fasce costiere lacunari, corsi di acque pubbliche, montagne sopra i 1200 mt, parchi e riserve naturali, aree buscate, aree delle università agrarie e di uso civico, zone umide, aree di interesse archeologico.

Oltre le osservazioni squisitamente legislative e territoriali dell’ubicazione della centrale emergono altri importanti aspetti regolatori, poiché la localizzazione, relativa ad un impianto industriale che dovrebbe trattare rifiuti solidi urbani per 40.000 t/anno, è in contrasto anche con il disposto dell’art. 12, comma 7, del D.Lgs 387/2003, in quanto si pone in direzione totalmente contraria al sostegno del settore agricolo auspicato dal legislatore. Non secondario il fatto che per il sito la procedura autorizzativa, alla quale è stato sottoposto il progetto, ha visto il MIBAC (Ministero dei Beni Ambientali e delle Attività Culturali) emettere parere negativo, con conseguente sospensione della Conferenza dei servizi e in attesa, inoltre, della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) regionale.
Il 5 aprile 2013 con la Determina N° 05/04/2013, la VIA otteneva, dagli uffici regionali preposti, “Parere favorevole con prescrizione”. Non definendo e superando di fatto, nella pronuncia di Compatibilità Ambientale, i dubbi emersi in prima istanza.

Il documento segue con le osservazioni tecnico-ambientali e idrogeologiche, inoltre vi è un’analisi  dettagliata della tecnologia che produce un compostaggio anaerobico che spesso viene confuso con quello naturale di tipo anaerobico. Dati che tutti dovrebbero leggere, perché nella completa informazione ci si rende consapevoli nelle scelte sostenute. Il fatto che sia rassicurato che un impianto di tale portata produca, al momento della sua dismissione, un impatto ambientale quanto una dismissione di un impianto di carburanti, evidenzia che lo studio in questa direzione sia stata alquanto lacunosa. In effetti, si legge che manca una Stima dei Costi e, mancando un’ipotesi societaria, manca anche un piano di dismissione e ripristino dei luoghi e di conseguenza l’ipotesi di una fidejussione a copertura del costo di dismissione. Sarebbe opportuno, nel caso in cui l’impianto venisse autorizzato e realizzato con prevalente capitale privato, che tale fidejussione fosse, nei tempi e nei modi, conforme a quanto si prescrive nell’ Art 12 D.L. 387/2003 comma 4 nel quale viene previsto che il rilascio dell’autorizzazione unica costituisca titolo a costruire ed esercire l’impianto in conformità al progetto approvato e precisa che la stessa deve contenere l’obbligo, a seguito della dismissione dell’impianto, alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto/i titolare/i dell’autorizzazione.

Dal documento si apprende anche: ”E’ ormai scientificamente provata l’associazione dell’inquinamento da polveri sottili con un aumento della mortalità generale e per cause cardio-vascolari e respiratorie, con l’insorgenza di patologie acute quali l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale, le infezioni delle vie respiratorie (polmoniti e bronchiti), con l’esacerbazione di patologie croniche quali la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) e l’asma bronchiale. Numerosi studi epidemiologici supportano tali conclusioni: gli aumenti della mortalità generale e specifica e l’aumento delle ospedalizzazioni per patologie respiratorie e cardiovascolari provocate dall’inquinamento sono stati riportati in diversi studi effettuati. L’insieme dei dati disponibili conferma che l’esposizione ad inquinanti di lunga durata è associata ad una riduzione della speranza di vita. Tra i vari inquinanti ambientali, il materiale particolato di dimensione inferiore ai 10 micron (PM10) e il particolato fine (dimensione inferiore 2,5 micron, PM2,5) sono ritenuti responsabili dei danni osservati nei diversi studi. L’attenzione è anche rivolta alla frazione di particolato con diametro inferiore a 0.1 micron, le polveri ultrafini. Altri importanti inquinanti sono quelli di natura gassosa, quali il biossido di azoto (NO2), l’anidride solforosa (SO2), l’ossido di carbonio (CO) e l’ozono (O3).L’intensità degli effetti sulla salute umana è direttamente proporzionale alla concentrazione degli inquinanti, e la relazione è di tipo lineare senza soglia. E’ semplicemente vergognoso come nel progetto sono stati, o per meglio dire come non sono stati trattati nella maniera corretta elementi importantissimi quali : l’Analisi della struttura antropica – e i dati sulle cause di Morte nel territorio in esame. I pochi dati ISTAT riportati sono del 2002 e non contemplano nessun riferimento storico sull’argomento o ipotesi di indagine epidemiologica delle realtà di Gallicano e soprattutto di Zagarolo, distante qualche centinaio di metri. In questi ultimi anni i cittadini di Gallicano hanno evidenziato, in più occasioni pubbliche, ai vari rappresentanti della Amministrazione Comunale, la necessità di effettuare nel Comune una seria indagine epidemiologica con studio Osservazionale di Corte, visti i numerosi decessi di bambini in età prescolare e scolare. Malattie spesso associate a danni provocati dall’ inquinamento ambientale.”

Ora si è in attesa che i preposti regionali e ministeriali si attivino nel conferire risposte in merito al suddetto documento dove in conclusione viene chiesto di riconsiderare l’autorizzazione concessa alla V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) presentata, che qualsiasi valutazione venga solo a valle di un’indagine epidemiologica con studio osservazionale sullo stato di salute della popolazione di Gallicano nel Lazio, Zagarolo e dei comuni limitrofi e infine che le indagini epidemiologiche e valutazioni del rischio, finalizzate al miglioramento dell’ambiente costruito e la promozione della salute, vengano accompagnate da una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) a norma dell’Art. 1 Direttiva 2011/92/UE.

A supporto di questo documento non si è fatta attendere l’interrogazione dei consiglieri regionali del M5S, nelle persone di Devid Porrello e Silvia Blasi, membri della commissione Ambiente, indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale, Daniele Leodori (che ha anche un legame imprescindibile con queste terre, poiché è stato per dieci anni sindaco di Zagarolo, nonché attuale Consigliere Comunale) cui si chiede al Presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti e all’Assessore delle Politiche del Territorio, Mobilità e Rifiuti, On. Michele Civita se intendono riconsiderare l’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa alla V.I.A. presentata in considerazione del fatto che il progetto è stato redatto dalla “Martino Associati Srl”, e ancora se  intendono procedere ad un’indagine epidemiologica, studio osservazionale sullo stato di salute delle persone di Gallicano nel Lazio, Zagarolo e limitrofi. Questa interrogazione contribuisce  de facto alla “lotta” che, sin dalla sua costituzione, il Comitato per Gallicano ha inteso portare avanti con le armi del dialogo, dello studio e dell’amore per la propria terra e le proprie origini… la Tenuta di Passerano forse rimane uno degli ultimi polmoni verdi alle porte di Roma e campagna di inestimabile valore dell’Agro Romano Antico.
 

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ZAGAROLO ALLARME CENTRALE BIOGAS: IL COMITATO CITTADINO SENZA BAVAGLIO

di Cinzia Marchegiani

Domenica 30 Marzo tutti al Mercato Contadino di Zagarolo…oltre ad acquistare prodotti a kilometro zero, un momento anche per informarsi su quello che sta accadendo in questi territori. Nonostante sia un dovere della cittadinanza conoscere le tematiche e i progetti industriali impattanti a livello ambientale che sono messi in prossimamemte agenda, nel Comune di Zagarolo il silenzio delle istituzioni in merito alla centrale a Biogas (che sarà ubicata a quattrocento metri da Valle Martella) non porta serenità. La legge obbliga le amministrazioni ad attuare forme di consultazione dei cittadini sui progetti infrastrutturali più significativi qualora questi vanno a modificare sostanzialmente il territorio e il suo ambiente.

L’intera comunità, non solo deve essere informata sui benefici e sui rischi, ma deve essere parte integrante delle decisioni stesse. I dubbi e le perplessità su queste tecnologie che le evidenze scientifiche mostrano hanno fatto scattare una richiesta di moratoria anche alla regione Lazio, dove il M5S lo scorso 18 febbraio tramite i consiglieri Blasi, Pernarella, Porrello e Denicolò hanno depositato una mozione con cui si impegna la giunta a sospendere tutte la autorizzazioni in itinere degli impianti che prevedano l’utilizzo del FORSU (Frazione Organica Rifiuto Solido Urbano), rendere obbligatoria la Valutazione Impatto Ambientale (VIA) per impianti di potenza complessiva superiore ai 0.25 MW, assoggettare la realizzazione dei nuovi impianti al Piano Energetico Regionale ed escludere per precauzione dalle aree in cui sarà possibile realizzare un biodigestore anaerobico le zone agricole in cui sono già riconosciute certificazioni ufficiali (Doc, Igt, Dop). Proprio Silvia Blasi, prima firmataria dell’atto, ha dichiarato: “La mozione nasce dal lungo lavoro portato avanti da cittadini, comitati e associazioni e vuole cercare di porre un freno al dilagare di impianti a biomassa che danneggiano l’ambiente e le produzioni agricole. In assenza di una programmazione regionale, basta sulle reali necessità energetiche bisogna fare il possibile per salvaguardare il territorio e la salute dei cittadini da operazioni come quelle dei biodigestori anaerobici, a cui siamo contrari come la maggior parte della comunità scientifica.”

Il Comitato di Difesa del Territorio per questo motivo sarà presente domani dalle ore 9,00 al Mercato Contadino di Zagarolo con un proprio gazebo informativo.
I cittadini possono ricevere le informazioni anche con il materiale che sintetizzano le tematiche relative a biogas e biomasse che spesso vengono confuse con un semplice compostaggio aereobico, ma anche sul ritrovamento della Villa di Cesare e Massenzio. Dal loro comunicato si legge:”Ci teniamo a sottolineare che il ritrovamento, anche se sito all'interno del comune di San Cesareo, è un bene che interessa la collettività intera, al di là di ogni confine o appartenenza geografica e che, durante la mattinata, sarà possibile firmare la petizione in cui chiediamo che il progetto ‘La Pietrara’ venga fermato e che si elabori una soluzione più coscienziosa per valorizzare questo incredibile ed inestimabile patrimonio.
Per gli amanti della lettura e del libero scambio culturale, ci sarà la possibilità di liberare e/o prendere libri attraverso il boockcrossing.”

Domani un appuntamento per essere informati, ci si augura che anche l’Assessore all’Ambiente Giacomo Vernini possa fare una passeggiata e chiarire definitivamente le su riflessioni, un atto dovuto che i cittadini chiedono a gran voce, poichè è nel silenzio che le diffidenze creano la strada alla sfiduciua delle istituzioni…

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ZAGAROLO: TEMPESTA IN GIUNTA, SI DIMETTONO L'ASSESSORE AL BILANCIO E IL CAPOGRUPPO PD

di Cinzia Marchegiani

Bufera in maggioranza. Un boccone indigesto per il Sindaco Giovanni Paniccia ieri sera ha dovuto mandar giù alla riunione Straordinaria del Consiglio del Comune. Sicuramente non combinate le due dichiarazioni di dimissioni dalla squadra che sta dirigendo il Comune di Zagarolo. La dr. Roberta Fusco, Capogruppo del PD senza specificare i motivi personali, consegna le sue dimissioni. Chissà se dietro questa importante decisione possa ascriversi l’interrogazione al Senato del 12 dicembre 2013, proposta da Fasano, in cui viene indicato un conflitto d’interesse a suo carico. Nel resoconto stenografico della seduta n. 148, tra l'altro e In dettaglio si legge:
con decreto n. 21 del 10 settembre 2013 il sindaco pro tempore di Valmontone (Roma), signor Alberto Latini, ha nominato la dottoressa Roberta Fusco per lo svolgimento delle funzioni di segretario generale presso lo stesso Comune;
con decreto n. 25 del 20 settembre 2013 il sindaco ha attribuito alla dottoressa Fusco incarichi dirigenziali aggiuntivi, relativamente alla responsabilità dei seguenti servizi: Protocollo; Legale e contenzioso; Affari generali; URP -Qualità dei servizi – Comunicazione – Cerimoniale – Albo pretorio – Messi – Archivio generale – Gemellaggi;
con decreto n. 30 del 8 novembre 2013 il Sindaco ha individuato la dottoressa Fusco quale responsabile della prevenzione della corruzione dell'ente (ai sensi e per gli effetti previsti dall'art. 1, comma 8, della legge 6 novembre 2012, n. 190, recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione");
considerato che:
la dottoressa Fusco risulta essere, a tutt'oggi, componente di organo di indirizzo politico nel Comune di Zagarolo, ricoprendo essa la carica di consigliere comunale con ruolo di capogruppo di maggioranza.

A seguire anche Maurizio Colabucci, diventato Assessore al Bilancio dopo il passaggio dagli scranni della minoranza assieme al suo compagno di partito, Giacomo Vernini, anch’esso premiato in questo salto della quaglia con l’Assessorato all’Ambiente. Molti già vociferano che almeno per l’assessore al Bilancio sia una tattica pre-elettorale, visto che il prossimo anno ci sono in agenda le amministrative. Ma qualcosa di più serio sembra aver interrotto questo rapporto idilliaco, visto che lo stesso Colabucci, ha consegnato nelle mani del Sindaco Paniccia la lettera privata con le sue motivazioni. A giorni forse ci sarà la conferenza stampa che potrà illuminare cosa è accadendo nella stanza dei bottoni del comune.

Fatto sta che Colabucci ha creato una crepa insanabile, a fine aprile è calendarizzato l’approvazione del Bilancio e con la sua pesante assenza, la maggioranza dovrà fare i conti “materialmente” con le sue doti di valido amministratore delle finanze. Il Capogruppo di Forza Italia Michelino Conti, raggiunto telefonicamente dall’Osservatore Italia riconferma questo importante appuntamento ad aprile dichiarando che la situazione appare drammatica. 
Il Sindaco si riserverà di dare una risposta alla lettera di Colabucci? Un gioco alla fune sembra si sia innescato, speriamo che non si spezzi…comunque anche i cittadini vorrebbero sapere cosa è accaduto, e allora fiato alle trombe, forse qualcuno parlerà!!
Il Sindaco ha perso due pezzi preziosi per la sua maggioranza…e questo è l’unico dato oggettivo che per ora emerge, ai posteri il seguito di questa notizia!

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SAN CESAREO / ZAGAROLO: DENUNCIATE DUE MINORENNI PER FURTO CON DESTREZZA E ARRESTATO UN ROMENO PER EVASIONE

Redazione
San Cesareo/Zagarolo(RM) – I Carabinieri della Compagnia di Palestrina nell’ambito di servizi tesi alla prevenzione e repressione dei reati predatori hanno denunciato a piede libero due ragazze minorenni, entrambi cittadine romene, responsabili di un furto con destrezza. Le giovani adolescenti dopo essere entrate all’interno di un esercizio commerciale hanno pensato di rubare alcuni capi di abbigliamento, dopo averne tolto le placche antitaccheggio. Il proprietario, accortosi del furto, le ha bloccate ma mentre era intento a chiamare il 112, con una mossa repentina le due sono riuscite a divincolarsi e a scappare. I militari intervenuti presso il negozio, hanno raccolto una sommaria descrizione delle ladre, e sono riusciti poco dopo a fermarle nei pressi di una fermata degli autobus del Cotral. Le due minori sono state denunciate con l’accusa di furto con destrezza.

I Carabinieri della Stazione di Zagarolo hanno invece chiesto ed ottenuto dall’Autorità Giudiziaria competente una misura di custodia cautelare in carcere, nei confronti di un cittadino romeno, che beneficiava della misura cautelare degli arresti domiciliari, poiché alcuni giorni fa nel corso di un controllo era stato pizzicato sulla pubblica via e quindi arrestato in flagranza del reato di evasione. Lo straniero è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.
 




ZAGAROLO: LIEVITA IL COSTO PER LA SCUOLA "FANTASMA" DI COLLE PALAZZOLA AGGIUDICATA AD ANEMONE

di Cinzia Marchegiani 

Sembra tutto fermo come il giorno della posa della prima pietra! Giacciono su un terreno isolato due blocchetti, a ricordo del lontano ottobre 2012, che simboleggiano l’edificio scolastico intitolato a Ilaria Raschiatore che doveva sorgere a Colle Palazzola. Un iter frammentato legato a diverse vicissitudini rocambolesche, la costruzione della nuova scuola sta ancora attendendo la lieta novella.

La Giunta Regionale del Lazio aveva concesso un finanziamento straordinario di ben 4.600.000 euro dopo che il Comune di Zagarolo ne aveva fatto richiesta con nota n. 0014650 il 2 Luglio 2007 in virtù del programma straordinario triennale che la Regione, ai sensi dell’art. 69 della L.R. n. 27/2006, promuoveva per la costruzione e la manutenzione straordinaria dell’intero patrimonio scolastico del Lazio, dando priorità agli interventi che prevedevano la messa in sicurezza, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti alternative.

Il Comune, con il verbale della Commissione di gara n. 5 del 22.12.2009, stilava la graduatoria finale, aggiudicando vincitrice la società ATI Anemone Costruzioni S.r.l. – Tecno Edil S.r.l., mentre al secondo posto si posizionava il Consorzio Italwork s.r.l.

Pena, l’annullamento del diritto di finanziamento della Regione Lazio, il Comune prontamente firmava il contratto di appalto vinto a ribasso per 2.868.962,01 euro, che doveva necessariamente avvenire entro il 31.12.2009 anche se erano necessari altri 30 giorni per riconoscere la sussistenza dei requisiti della ditta.

Nasceva una disputa arrivata al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio) in quanto il Consorzio Italwork srl chiedeva l’annullamento del contratto stipulato in data 30.12.2009.

Il 24 maggio 2010 lo stesso TAR, sez. II ter, definitivamente pronunciando, respinge il ricorso e lo dichiara improcedibile. Ma a far ripiombare confusione e sconcerto ci pensa la notizia sul Sole 24 Ore del 14 aprile 2012 a firma di Domenico Lusi: “Decolla l'inchiesta della Procura di Roma sul G8 e i grandi eventi. Su disposizione del gip Nicola Di Grazia, il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, guidato da Virginio Pomponi, ha messo sotto sequestro preventivo beni per circa 32 milioni di euro.

L’indagine condotta dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dai pm Roberto Felici, Ilaria Calò e Sabina Calabretta conta al momento almeno 15 indagati, a vario titolo, per reati fiscali (false fatturazioni e dichiarazione fraudolenta), appropriazione indebita, riciclaggio.

Nell'elenco, oltre ad Anemone, alla moglie e allo zio, figurano il fratello, Daniele Anemone, i figli di Balducci, Lorenzo (attore) e Filippo (manager), titolari di quote di alcune società coinvolte, il commercialista del gruppo Anemone, Stefano Gazzani, e il funzionario Mauro della Giovampaola. L'indagine, che nasce dalle carte trasmesse a Roma dalla Procura di Firenze, prende corpo quando durante una perquisizione alla Anemone Costruzioni viene sequestrato un pc di Daniele Anemone. Il computer contiene un file denominato "elenco commesse" con 400 nominativi e località: da qui gli investigatori risalgono ai cantieri presso i quali le società del gruppo avevano svolto lavori. È il caso dell'ospedale Spallanzani di Roma, della casa di via del Fagutale con vista sul Colosseo per la quale l'ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, rischia il processo, di due immobili del generale della Guardia di Finanza, Francesco Pittorru, su cui sono ancora in corso accertamenti. Il file, scrive il gip, contiene «una contabilità parallela che indica cantieri e nominativi di clienti privati ai quali sono state effettuate prestazioni di servizi omettendone la fatturazione.”

Stranamente e fortunatamente il 17 maggio 2012 alla Conferenza dei Servizi, il Comune di Zagarolo chiedeva il parere definitivo agli Enti riguardo al progetto finale e tutto sembrava aver preso l’avvio, anche se il percorso era stato rallentato dallo studio della Soprintendenza dei Beni Archeologici (nel sito specifico erano state due tombe e una fontana), dove l’iter laborioso aveva permesso di visionare e mappare i reperti scoperti. Così si procedeva con l’acquisizione da parte del Comune del terreno e con Determina N.223 del 28/05/2012 con cui si definiva il saldo dell’acquisto del terreno (Località Palazzola) mentre veniva pubblicato l’avviso all’Albo Pretorio del Comune, mentre la determina N.200 del 11.05.2012 aggiudicava al vincitore del Bando, in via definitiva, l’incarico di direzione lavori ed attività correlate ai lavori della suddetta realizzazione dell’ edificio scolastico.

La posa della prima pietra, nell’ottobre del 2012 aveva fatto sperare gli abitanti di Zagarolo, finalmente la concretizzazione di un’opera edilizia scolastica era vicina, ma così non è stato. Su quel terreno oggi non c’è nulla, solo il container e due mattoni in ricordo dell’evento. Paolo Pacifici e Patrizia Fiorini, attivisti che hanno formato il gruppo del Movimento Cinque Stelle di Zagarolo, hanno passato le informazioni ai referenti alla Regione Lazio che in virtù di questa situazione hanno presentato il 15 gennaio scorso un’interrogazione urgente a risposta scritta firmata dai Consiglieri Regionali, Denicolò, Corrado, Barillari, Blasi, Pernarella, Porrello e Perrilli.

La suddetta interrogazione, facendo un recupero cronologico dei finanziamenti ricordava che:
1. Il Comune di Zagarolo, con la gara a ribasso aggiudicava nel lontano 30.12.2009 per 2.868.962,01 euro la progettazione della suddetta scuola alla ditta ATI formata da Anemone Costruzione Srl e Tecno Edil Srl
2. Con delibera N.39 della Giunta il Comune di Zagarolo rendeva atto dei colloqui intercorsi con la Regione Lazio, dai quali si era ritenuto opportuno modificare alcune voci del quadro economico approvato nella delibera precedente, e si ri-deliberava, sulla base del progetto di spesa redatto sempre dalla stessa Anemone Costruzioni, un importo complessivo di spesa maggiore di 4.073.592,00 euro (mentre il bando vinto era per 2.868.692,01 euro).
3. La giunta Comunale, con delibera n.61 del 9.05.2012 approvava anche una variante al nuovo edificio scolastico che prevedeva l’inserimento del progetto di un’area destinata a parcheggio e una nuova viabilità esterna del plesso scolastico, e con la delibera n. 61 del 9.05.2013 (un anno dopo) approvava tale progetto realizzato sempre dalla società Anemone con un costo complessivo di 3.185.392,36 euro.

Il documento presentato fa emergere che da un costo iniziale di 2.868.962 euro, si è passati ad un aumento dello stesso manufatto per 4.073.592 (la gara iniziale è stata vinta al ribasso e un’altra ditta aveva fatto ricorso) e poi maggiorato di altri 3.185.392 euro per lavori inerenti sempre per lo stesso edificio e con la stessa ditta, l’opera complessiva è lievitata ad oltre 7 milioni di euro!!!

L’interrogazione del M5S chiede al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e all’Assessore Politiche del Bilancio, Patrimonio e Demanio, quali determinazioni intendono adottare in ordine alla richiesta, poiché oltre a quella del 9.05.2013 che richiede 3.185.592 euro (per viabilità e parcheggio edificio ancora da costruire) ne esiste un’altra, sempre dello stesso anno, la delibera n.125 del 12.09.2013 che chiede un finanziamento di euro 799.465,61 necessari alla messa in sicurezza, adeguamento locali mensa ed aule didattiche del complesso scolastico “A.Tibullo”, che rappresenta da sola il 5% dei fondi stanziati dalla Regione per l’anno 2014 per tutte le scuole del Lazio.I Consiglieri del M5S esprimono forti dubbi sull’opportunità di destinare la somma richiesta (799.565,61 euro) viste le delibere precedenti che assegnano importanti contributi all’edilizia scolastica soprattutto lievitati sorprendentemente!

Nell’interrogazione pur condivisibile manca un dato oggettivo che getta ancora più stupore, poiché oltre a chiedere quali di questi due finanziamenti la Regione Lazio vuole concedere, ci si è dimenticati di indicare che il Comune di Zagarolo ha usufruito già di un finanziamento sempre della Regione Lazio, Assessorato Lavori Pubblici e Politica della Casa, che con nota del 18.09.2009 prot. 179951, ha comunicato la concessione, in base alla L.R. 12/81, di un contributo di euro 1.170.000,00 per l’intervento di “Messa in sicurezza scuole varie”, che lo stesso Comune ha usufruito vista la deliberazione della Giunta Comunale di Zagarolo n. 134 del 24/11/2011 che approvava il progetto esecutivo per lavori di “Messa in sicurezza scuole varie”, redatto dall'Ing. Francesca Simonelli pervenuto al Comune in data 22/11/2011, nel quale è descritto l’intervento da eseguire, per un importo complessivo di euro 1.300.000,00… nonché le ultime determinazioni, la N.316 del 22.7.2013 e la N. 601 del 21.11.2013 che approvano con l’avanzamento dei lavori, il 4^SAL e 6^Sal rispettivamente.

Auspicandoci che si possa analizzare e capire la lungimiranza di questi contributi dati a pioggia, occorrerebbe capire come sia stata gestita la strategia del piano scolastico del comune, e come siano stati ottimizzati i contributi ricevuti in visione anche del nuovo edificio in programmazione, ma soprattutto in che condizioni versano le scuole in questo territorio. Ad ora, un’opera scolastica deve essere edificata, ma c’è solo la prima pietra nonostante dal 2009 sia stata assegnata la gara di appalto. Non solo! Ora per costruirla si chiede più del doppio della proposta iniziale…nonostante ci sia stata una gara al ribasso. Sono passati quattro anni, quella pietra simbolica che ora vale 7 milioni di euro, racchiude molto di più! E’ il monito di una tragedia e il simbolo dell’innocenza, dedicata ad una bimba che non c’è più.
Tante promesse ancora disattese e troppi interrogativi che cercano ora solo risposte serie, nell’augurio che qualcuno vigili con determinazione questa storia che sta assumendo una situazione davvero grottesca.Queste le parole del sindaco Paniccia il 6 ottobre 2012, alla posa della prima pietra:“Oggi è una bella giornata e mettere questa pietra è un segno di grande speranza. Il comune di Zagarolo ha fatto la richiesta alla Regione Lazio per un contributo dedicato alla realizzazione di un nuovo edificio scolastico. Oggi l’iter burocratico è chiuso. Occorrerà circa un anno e mezzo per completare l’opera pubblica. Un edificio che ha una storia simbolica, poiché si lega all’aspetto più drammatico, ovvero alla scomparsa della piccola Ilaria di cui proprio oggi ricorre l’anniversario. Se questa scuola ha visto la luce perché è legata ad un evento luttuoso e i genitori di Ilaria hanno scritto una lettera al Presidente della Regione Lazio che ha scosso le coscienze e in merito la Regione Lazio si è impegnata a dare il finanziamento. Così questa scuola, una volta ultimata, sarà intitolata ad Ilaria Raschiatore. La sua realizzazione deve avere la memoria storica, tutti i bambini che la frequenteranno sapranno che a Zagarolo è successo un dramma che non deve mai..mai più accadere! Le istituzioni devono essere salvaguardate da parte di tutti i suoi rappresentanti da qualsiasi colore politico vengono amministrate.”

Ritornare oggi su quel terreno….viene solo tanta rabbia, troppi sono gli interrogativi! Con l’augurio che la Regione Lazio sappia dare risposte esaurienti e attendibili, giacché questa scuola doveva avere già gli alunni nelle aule. L’Osservatore d’Italia seguirà da vicino l’evolversi di questa complicata vicenda, affinché i lettori possano conoscere la verità!

 




ZAGAROLO: SMARTPHONE FALSI E GAS PARALIZZANTE. ARRESTATI DUE ROMENI

Redazione
Zagarolo (RM)
– I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palestrina, durante un normale controllo di routine nella cittadina preneste di Zagarolo hanno sorpreso due cittadini di nazionalità romena e senza fissa dimora mentre erano intenti a vendere telefonini in strada. Alla vista dei militari i due stranieri hanno cercato di opporre resistenza tentando la fuga a piedi. Due dei quattro sono riusciti a dileguarsi nelle campagne circostanti mentre i restanti due sono stati fermati ed accompagnati presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Palestrina. A seguito di accurata perquisizione, all’interno della macchina, ben nascosti, sono stati rinvenuti diversi smartphone di due differenti marchi Apple e Samsung, cellulari falsi e di dubbia provenienza. Il particolare che ha però incuriosito i militari dell’Arma è il ritrovamento di una bomboletta di gas paralizzante, di cui, in alcuni casi, si sospetta l’utilizzo per furti in appartamento. Ingente anche la somma di denaro rinvenuta, ben nascosta all’interno della cuffia proteggi leva del cambio, probabile frutto della loro attività illecita. I due dopo l’arresto sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Palestrina, in attesa di rito direttissimo, innanzi all’Autorità Giudiziaria di Tivoli.