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ZAGAROLO, GESTIONE DISTRIBUTORI ACQUA POTABILE: BUFERA SUL COMUNE

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Sulla gestione dei tre distributori automatici di acqua alla spina della società “Acqua Si” di Magliano Sabina installati nel territorio del comune di Zagarolo, il presidente dell’associazione Codici Onlus, Vittorio Caratelli è intervenuto a tutela dei consumatori. L’utente che si rivolge a questi distributori che forniscono acqua potabile trattata con dei filtri ad osmosi inversa, per eliminare la carica batterica oltre ai contaminanti inorganici ed erogata in versione naturale o frizzante, hanno evidenziato che nonostante il cartello indichi che la gettoneria non accetta monete da 1 e 2 centesimi, la stessa in realtà non accetta anche i 5 centesimi. Questo problema è stato verificato personalmente dalla stessa Codici Onlus, che ha controllato anche “Acquasi” dei comuni limitrofi, accertando che solo nel comune di Zagarolo esiste questa anomalia.

Nonostante sia stata protocollata la richiesta di ripristino di tale gettoneria lo scorso 3 ottobre 2014, tale disservizio continua ancora a persistere. In tal senso Codici due giorni fa, esattamente il14 ottobre ritorna sul problema e ha diffidato lo stesso Comune ad adempiere al ripristino del servizio corretto del distributore Acquasi entro 15 giorni, altrimenti saranno assunti atti a tutela del consumatore. Nella diffida ovviamente non viene indicato esclusivamente il problema dell’accettazione dei 5 centesimi che sono solo l’apice del famoso icerberg. Ogni litro e mezzo di acqua viene erogato al costo dei cinque centesimi, ma sui distributori l’informativa riporta che solo le monete da 1 e 2 centesimi non sono accettate, ma nulla al riguardo dei 5 centesimi e per lo stesso prelievo viene addebitato il costo di 5 centesimi per la gestione della fornitura. La diffida quindi, come si legge dal documento protocollato chiede il rispetto delle indicazioni date all’utente consumatore, poiché il comune omette il controllo del corretto e regolare funzionamento del distributore.

STORIA E INDAGINE

Il progetto dell’acqua alla spina era nato nella direzione di abbattere l’impatto dell’inquinamento rappresentato in questo caso dalle bottiglie di plastica. Ma in tal senso i consumatori sono realmente tutelati dalle informazioni delle analisi chimiche eseguite sull’acqua distribuita e anche dal costo? Ma soprattutto sono stati informati, con una semplice campagna sui distributori che per maggiore tutela della salute è meglio evitare il riutilizzo delle bottiglie di plastica? Il BPA o meglio il bisfenoloA,  è un composto chimico utilizzato nei materiali a contatto con gli alimenti come gli imballi alimentari e altri prodotti di largo consumo e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha concluso la propria valutazione del rischio completa del BPA nel 2006 e ha fissato per questa sostanza una dose giornaliera tollerabile (DGT o TDI) di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo/giorno (mg/kg pc/die). L’EFSA ha esaminato oltre 450 studi concernenti i potenziali pericoli per la salute associati al BPA e ha individuato probabili effetti avversi sul fegato e il rene nonché effetti sulla ghiandola mammaria collegati all’esposizione alla sostanza chimica, raccomandando di conseguenza che l’attuale dose giornaliera tollerabile (DGT) venga abbassata. L’Autorità ha inoltre osservato che permangono incertezze su una serie di altri pericoli per la salute ritenuti meno probabili. Come dire, meno ne usiamo e più si è sicuri che non si superi quella dose giornaliera indicata, poiché a concorrere al superamento dello stesso vi sono, oltre alle bottiglie di plastica, molti altri alimenti conservati.

PREVENZIONE E TUTELA AMBIENTALE E SALUTE PUBBLICA

Se i distributori dell’acqua alla spina servono per l’abbattimento dell’inquinamento della plastica sia anche un modo per fare corretta informazione anche sulla salute pubblica, poiché anche sul riutilizzo delle bottiglie di plastica si stanno continuando importanti studi di ricerca che comunque avvertono, meglio l’uso del vetro. Un problema cui molti non pensano è la sterilizzazione delle stesse bottiglie con cui si preleva l’acqua dai distributori, va ricordato infatti che le bottiglie se non sono correttamente deterse, possono trascinare nel tempo cariche batteriche al loro interno non controllate da alcun dispositivo sanitario, e produrre problemi alla salute anche se l’acqua in esse caricata è di ottima qualità.

Diffida di Codici Onlus

In merito ai distributori di Acquasi, il presidente di Codici Onlus ricorda che attuare la gestione del pagamento tramite una chiavetta elettronica che costa 6 euro è procedimento poco trasparente. Oltre il costo intrinseco della chiavetta, di cui il comune ne preleva 1 euro (?)occorre poi caricarla con un plafond per poterla usare nei distributori:”nelle casse del comune andrebbe un portafoglio non indifferente per un servizio ancora non erogato, dato che l’utente, solo al prelievo dell’acqua sarà detratto l’esatto corrispondente.”

Ad oggi solo interrogativi e le risposte istituzionali tardano ad arrivare. Per quanto riguarda le analisi chimiche dell’acqua prodotta dai distributori, ci sono state anche lì disattenzione da parte del gestore, visto che il display dei filtri notificavano che andavano cambiati…ma anche lì basta documentarsi con le analisi della acque pubblicate sul sito istituzionale e verificare se oltre ad essere effettuate a cadenza regolare, sono state eseguite anche dopo il cambio del filtro, ma soprattutto, quanto tempo il distributore aveva il display con la notifica del filtro da cambiare, non erogando il servizio per cui è stato attivato? 

E la domanda sorge spontanea, perché il consumatore deve pagare 6 euro a fondo perduto per avere una chiavetta su cui deve caricare un plafond che gli servirà per prelevare l’acqua? Il problema dei 5 centesimi serve come deterrente per facilitare l’acquisto della stessa chiavetta? E poi, quanto tempo occorre attendere affinché il filtro sia sostituito, il cittadino che si serve con quotidianità è tutelato da tale disservizio?




ZAGAROLO: SEDUTA STRAORDINARIA DI CONSIGLIO COMUNALE, RITIRATI 5 PUNTI

Scorrendo gli atti amministrativi si apprende che con la Determinazione N. GEN. 387 DEL 06/10/2014, il Comune stipulava un contratto di anticipazione a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti SPA dell’importo di € 1.166.004,29 destinato al finanziamento di debiti certi, liquidi ed esigibili maturati a tutto il 31 dicembre 2013, mentre ad agosto veniva approvato il Bilancio annuale di previsione per l'esercizio 2014

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo – E’ una maggioranza in agonia e ormai spaccata in ogni componente e gruppo che continua la staffetta per portare a termine espressamente la fine del mandato preso nel lontano 2010 con molti bocconi amari. Le prossime elezioni amministrative attendono i cittadini di questo comune nella primavera 2015. Mentre al Consiglio Comunale del 5 agosto 2014 veniva approvato, ai sensi degli artt. 151 e 162 del d.Lgs. n. 267/2000, il Bilancio annuale di previsione per l’esercizio 2014, scorrendo gli atti amministrativi si scorge che con la Determinazione N. GEN. 387 DEL 06/10/2014, Numero di Settore 122 DEL 06/10/2014 il Comune stipulava un contratto di anticipazione a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti SpA dell’importo di € 1.166.004,29 destinato al finanziamento di debiti certi, liquidi ed esigibili maturati a tutto il 31 dicembre 2013. Il finanziamento pesante e imponente è stato possibile grazie ai sensi dell’articolo 32, del Decreto Legge 24 aprile 2014, n. 66 (conv. in legge n. 98/2014). Insomma un debito di più di un milione di euro sulle spalle della cittadinanza che si chiede cosa è andato storto ancora, visto che il MEF, Ministero Economia delle Finanze sta controllando da anni la gestione di questo comune.
Stasera nuove scintille, la riunione straordinaria del Consiglio Comunale, presso l'Aula Consiliare di Palazzo Rospigliosi, in seconda convocazione vede già 5 punti ritirati, come si legge nella nota del Presidente del Consiglio Luca Procesi ha firmato ed è stata pubblicata sul sito istituzionale. Quindi tra i punti messi in agenda:

1) Approvazione verbali sedute precedenti.
2) Risposta ad interrogazioni.
3) Riconoscimento debiti fuori bilancio. Art. 194 D.Lgs. n. 2672000.
4) Stato di attuazione dei programmi, ricognizione equilibri finanziari. Salvaguardia ai
sensi dell'articolo 193 del D.Lgs. 2672000. Variazione di bilancio.
5) Revisione componenti Commissioni Consiliari permanenti.
6) Revisione componenti Commissione adeguamento Statuto Comunale.
7) Revisione componenti Commissione Elettorale Comunale.
8) Revisione componenti Commissione Comunale per la formazione degli elenchi dei
Giudici Popolari.
9) Revisione rappresentanti presso il Consorzio i Castelli della Sapienza.
10) Revisione rappresentanti presso Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini.
11) Regolamento affido cani da canile. Modifiche.
12) Regolamento per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi finanziari e patrocini e per l'attribuzione di vantaggi economici.

È stato fatto presente che a seguito all'Ordine del Giorno del Consiglio Comunale convocato per il giorno 13102014 in prima convocazione e per il giorno 14102014 in seduta di seconda convocazione presso l’Aula Consiliare di cui alla nota di protocollo n. 00242002014, si rappresenta l'inserimento del seguente punto aggiuntivo: la variazione al programma delle Opere Pubbliche e si comunica, altresì, che vengono ritirati i punti 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 all'Ordine del Giorno di cui all'avviso protocollo n. 00024200 del 3092104.

Entreremo nel dettaglio soprattutto di come questa giunta comunale sia rimasta in piedi dopo rocamboleschi salti della quaglia nel gruppo della maggioranza e come siano nate nuove cariche non solo assessorili.
Ormai sono attesi anche nuove fantastiche storie, visto che ormai la campagna elettorale è aperta e nessuno sembrerebbe voglia omologarsi alla conduzione di questa amministrazione sotto la guida di Paniccia, come si suol dire, "finché dura…. fa verdura, poi ognuno prende la strada più opportuna!"




ZAGAROLO: LA FIACCOLATA DELLE EMOZIONI NEL RICORDO DELLA PICCOLA ILARIA RASCHIATORE

 

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"Ilaria era presente, attirata dalle tante candeline che i suoi stessi compagni e amici hanno acceso e da quell'affetto profondo che ognuno nella sua riservatezza tiene custodito gelosamente nei propri cuori"

 

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – E’ difficile esprimere in parole l’atmosfera vissuta dalle tante persone che si sono strette attorno alla famiglia Raschiatore alla fiaccolata in memoria del piccolo angelo Ilaria. I suoi genitori,Liliana e Corrado dopo 10 anni dalla tragica morte della loro bambina, hanno voluto ricordarla così, con quell’affetto  autentico delle persone e gli amici che in silenzio hanno sempre rispettato un dolore lacerante e incolmabile. Nella sera di venerdì 10 ottobre 2014, per il centro del paese tanti bambini e ragazzi, soprattutto quelli della sua classe, erano con le candele accese a richiamare quell’amica perduta nel tempo, a ricordargli che non è stata dimenticata, perché il tempo cancella le tracce e i segni superflui, ma non il legame indissolubile dell’amicizia, dell’affetto e di quel dolcissimo visino. Tanti sorrisi, tanta gioia e una fitta profonda al cuore, quella di sempre, perché nonostante tanto tempo ormai passato, non si riesce a metabolizzare un destino crudele. In prima fila, solo bambini, i suoi cugini portano lo striscione “In ricordo di Ilaria e tutti i nostri cari”, perché nelle scuole, troppi bambini ancora muoiono per le incompetenze dei grandi. Il corteo sfilerà per il centro accompagnato dalla lettura delle preghiere degli stessi bambini ed è atteso a piazza Marconi, dove sarà posta la foto gioiosa di Ilaria davanti alla chiesa di San Lorenzo. Qui, con un’omelia di profonda sensibilità Don Ubaldo accoglie le persone come ad abbracciarle una ad una, spiegando che proprio quel buio attorno alla nostra esistenza diventa ancora più fitto quando purtroppo muore un bambino o una bambina: ”Oggi, sono 10 anni dalla morte di Ilaria, celebriamo molto semplicemente la sua memoria. Questi giovani segnano un silenzio, il silenzio di un grande amore.” All’unisono è stato recitato il PadreNostro, un momento di raccoglimento per grandi e soprattutto dei bambini. Ilaria è stata salutata con tante mongolfiere rosse fatte volare nel cielo nero. Al loro decollo tante grida di gioia per Ilaria come a liberare quell’affetto prima contenuto nei silenzi. Ilaria è libera di volare ovunque, libera dalle faccende terrene, perché è semplicemente amore puro che non ha più confini.

Un’immagine poetica il volo delle mongolfiere voluto da Liliana e Corrado, emozionati e rapiti da tanto affetto ricevuto che forse dovrebbe essere rinnovato, perché la condivisione delle speranze, dell’amore genera sempre unione. Venerdì alla fiaccolata le emozioni erano palpabili negli sguardi, nelle lacrime e nei grandi sorrisi dei bambini, che devono rimanere la guida e il patrimoniodell’umanità. Ed è proprio la zia di Ilaria, Barbara che ricorda che in mezzo a tanta gente c'era lei: ” la magia sprigionata dai bambini, erano indaffarati a sistemare le candeline e ognuno di loro aveva un pensiero e un idea…è stato bellissimo vederli e viverli.”
Nel momento della solidarietà, piccola parola che racchiude un universo di sentimenti, di coraggio e di quell'atto fondamentale che si chiama senso civico nascono atti estrema sensibilità, e per questo i genitori di Ilaria, e tutti i familiari ringraziano tutti coloro che con la presenza o solo con il cuore erano partecipe alla fiaccolata.

Ilaria era presente, attirata dalle tante candeline che i suoi stessi compagni e amici hanno acceso e da quell'affetto profondo che ognuno nella sua riservatezza tiene custodito gelosamente nei propri cuori.
E la preghiera letta con emozione da una signora, ricordi il senso di questa fiaccolata:”Ilaria, veglia su di noi, e insegnaci ad essere coraggiosi.”




ZAGAROLO, ILARIA RASCHIATORE: UNA FIACCOLATA PER IL 10 ANNIVERSARIO DALLA MORTE

 

I genitori e i familiari della piccola Ilaria Raschiatore hanno organizzato per venerdì 10 ottobre 2014 una fiaccolata che partirà alle ore 20:30 da Piazza Santa Maria che percorrendo il centro storico concluderà in Piazza Guglielmo Marconi con una breve omelia a dieci anni esatti dalla sua morte

 

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM)
– Il 6 ottobre del 2004 moriva Ilaria Raschiatore, bimba di appena quattro anni schiacciata da un cancello non in sicurezza nel giardino della scuola Colle dei Frati.

Sono passati 10 lunghi anni e di Ilaria Raschiatore è rimasto un ricordo indelebile nelle persone che hanno vissuto questa tragedia e chi coinvolto indirettamente ha sentito il bisogno di stringersi con affetto ai genitori e ai familiari.

Liliana e Corrado, genitori di Ilaria, alle porte di una data che rimane scolpita nelle loro memorie rinnovando continuamente il loro dolore ogni giorno, hanno sentito il bisogno di organizzare una fiaccolata messa in agenda per venerdì 11 ottobre 2014 nelle vie del cuore di Zagarolo. Il corteo partirà alle ore 20:30 da Piazza Santa Maria che percorrendo il centro storico si concluderà in Piazza Guglielmo Marconi con una breve omelia.

Tante candele accese sfileranno per ricordare una vita spezzata dall’incapacità dei garanti della sicurezza di proteggere i bambini che con gioia e disincanto si recano ogni giorno a scuola.

Ilaria Raschiatore rappresenta un dolore immenso e una crepa insanabile, perché i suoi genitori non possono stringerla fra le loro braccia e i suoi fratelli non cresceranno con le sue dolcissime carezze. Un’intera comunità si stringe attorno a questo dolore che diventa più profondo e insanabile dai silenzi istituzionali, da quel vuoto creato intorno a questa famiglia anche con la poca trasparenza che tutt’ora regna sovrana sul progetto dell’edificio scolastico che doveva portare il nome di Ilaria Raschiatore.

Un anniversario che diventa ora più che mai un monito troppo grande e pesante per tutti, perché ognuno di noi sente questa responsabilità anche sulle proprie spalle. La Fiaccolata per Ilaria Raschiatore, a dieci anni dalla sua morte, è un simbolo di quella purezza e dolcezza infinità che rimane cristallizzata come una ferita nella nostra memoria e nei nostri cuori. Milan Kundera li dipinge così: "I bambini sono senza passato ed è questo tutto il mistero dell'innocenza magica del loro sorriso…"

Gli adulti hanno l’obbligo e il dovere di tutelare questo patrimonio, ed essere garanti della loro vita… ognuno di noi deve fare la differenza…e può fare la differenza! E quel tuo dolce sorriso Ilaria, non è dimenticato, ma rimane custodito a monito delle nostre mancanze e per la tua bellezza speciale.

L’Osservatore d’Italia porge un abbraccio non solo virtuale ai genitori che con coraggio sono riusciti ad uscire da questo dolore e sapersi donare alla collettività, un gesto che insegna e fa riflettere sull’importanza della condivisione perché lo stato di coscienza civile è il valore su cui tutti dobbiamo lavorare.




ZAGAROLO: SAGRA DELL’UVA ALL’OMBRA DI ILARIA RASCHIATORE

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Una Sagra dell’Uva partecipata, e sentita. Corrado e Liliana, genitori della piccola Ilaria Raschiatore morta a quattro anni nel 2004 sotto il peso di un cancello non in sicurezza in una scuola materna di Zagarolo, sono presenti in piazza Indipendenza, accanto a Palazzo Rospigliosi con un gazebo per continuare la raccolta delle firme relative la petizione per avere risposte in merito alla scuola che doveva essere già costruita a Colle Palazzola.

Un edilizia scolastica che doveva essere intitolata a nome della loro figlia morta il 6 ottobre di 10 anni fa, dopo che un cancello della scuola Colle dei Frati non in sicurezza gli cadde addosso. Una petizione che purtroppo conferma che ad oggi non sia ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale, che spieghi cosa intralcia l’inizio dei lavori su un progetto che ad oggi ha dimostrato l'esistenza di troppe ombre, sia dalle istituzioni comunali che dalla Regione Lazio. Una nebulosa che sembra non volersi diradare.

Continueremo a seguire la vicenda e terremo informati i lettori anche su come si è conclusa la richiesta dell’Osservatore d’Italia in merito all’accesso agli atti protocollata al Comune di Zagarolo, lo scorso 1 settembre 2014, usciti dall’ufficio del Sindaco Giovanni Paniccia. Quel giorno  il nostro giornale era stato testimone dell’incontro avvenuto tra il comune di Zagarolo e la famiglia Raschiatore…

La petizione, ricorda Corrado Raschiatore, non costa nulla, e questa servirà a coinvolgere chi vuole essere partecipe, ma non utilizza internet nella quotidianità.

Ricordiamo l’indirizzo per aderire alla petizione Popolare “Scuola per Ilaria” http://www.change.org/p/matteo-renzi-scuola-per-ilaria

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ZAGAROLO, APPALTO LETALE: PARTE L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA

 

La gara di appalto vinta nel lontano 22 dicembre 2009, ancora trascina con se sospetti mai chiariti anche sulla ditta vincitrice, la ATI Anemone Costruzioni S.r.l. – Tecno Edil S.r.l. viste le ultime notizie giudiziarie a carico di Anemone e Balducci.

 

Al fine di dare una maggiore diffusione all'inchiesta del nostro giornale in merito al caso della famiglia Raschiatore di seguito pubblichiamo l'articolo al quale abbiamo dedicato l'apertura del nostro sfogliabile L'Osservatore d'Italia virtual paper di martedì 30 settembre 2014

 

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – La famiglia Raschiatore ancora non conosce le comunicazioni ufficiali di, Regione Lazio, Comune di Zagarolo, e ditta appaltatrice, in merito al blocco dei lavori dell’edificio scolastico dedicato alla loro figlia Ilaria, morta a quattro anni nel 2004, sotto il peso di un cancello non in sicurezza in una scuola materna di Zagarolo. Dopo la posa della prima pietra, i lavori non sono mai iniziati e adesso nessuno in Comune sa dare spiegazioni supportate da pezzi di carta.

Si parla di un cantiere milionario, con più di qualche ombra, che adesso sembra lo si voglia pian piano far scivolare nel dimenticatoio. Sensibilmente provati dalle non risposte e la mancanza di capacità nel gestire l’intero progetto da parte degli amministratori, i genitori di Ilaria vogliono andare fino in fondo e trovare la verità: nel tempo sono state profuse le più svariate giustificazioni, in primis dal Sindaco Giovanni Paniccia e l’Assessore ai Lavori Pubblici, Antonella Bonamoneta. In questa direzione parte l’inchiesta de l’Osservatore d’Italia in merito alle verità finora sottaciute che avvolgono l’opera fantasma che doveva già essere costruita da quella gara di appalto vinta nel lontano 22 dicembre 2009, che tra l’altro, ancora trascina con se sospetti mai chiariti anche sulla ditta vincitrice, la ATI Anemone Costruzioni S.r.l. – Tecno Edil S.r.l. viste le ultime notizie giudiziarie a carico di Anemone e Balducci. E non mancheranno colpi di scena in ambito giudiziario. L’Osservatore d’Italia silente ha seguito questa tragedia sin dall’inizio, scegliendo la linea dell’inchiesta e non dello scoop, soprattutto per dimostrare che il giornalismo non è soltanto sensazionalismo, ma rispetto per i cittadini, i lettori. Quel rispetto che molti cittadini cercano ma spesso non trovano. Siamo stati presenti come testimoni all’incontro avvenuto lo scorso 1° settembre 2014 presso l’ufficio del sindaco di Zagarolo e i coniugi Raschiatore. Si deve a Liliana Pantanella e Corrado Raschiatore la nascita di questa opera edilizia scolastica, concessa dopo tante lettere e pressante lavoro presso la Regione Lazio. Grazie a loro la Regione Lazio veniva a conoscenza della necessità di una scuola che riuscisse a garantire la sicurezza dei bambini. Il 16 giugno 2006 Liliana e Corrado scrivevano all’allora Presidente Piero Marazzo: “L’episodio si sarebbe potuto evitare se la nostra città fosse stata provvista di un asilo nido adeguato alle esigenze ed alla sicurezza dei bambini – scrivevano – […] nonostante gli sforzi dell’Amministrazione Regionale da lei guidata che ha previsto il finanziamento per una ristrutturazione dell’immobile, e dell’amministrazione che ha provveduto alla sistemazione di alcune parti dell’edificio, lo stesso rimane inadeguato alle esigenze della nostra comunità.” Il 15 maggio 2007, con un ulteriore lettera veniva sollecitata la Regione Lazio, il finanziamento di 4 milioni e 600 mila euro a luglio 2007 per la costruzione della nuova scuola, a nome della piccola Ilaria. Arriva l’appuntamento del 1° settembre 2014 al Comune di Zagarolo, Liliana e Corrado sono stati convocati a seguito di tutto quel “rumore” ed eco dovuto al loro coraggio: il risalto della loro petizione partita a luglio, incoraggiat da un fiume di promesse ricevute durante l’estate (dove sistematicamente veniva posticipata e assicurata la data dell’inizio lavoro). Ma quell’incontro confermerà per l’ennesima volta un nulla di fatto, uno schiaffo alla speranza di ricevere una risposta concreta. Una palese mancanza di sensibilità nei confronti di coloro che hanno lottato contro un dolore provocato dalla totale assenza di sucerezza in ambito scolastico. Ecco l’incontro: Il Sindaco non ha nulla da dire, solo che in merito alla petizione inviata a Matteo Renzi, è stata inviata una email dal sotto segretario Graziano Del Rio che chiede alla Regione e al Comune informazioni sul tema ”al fine di dare risposta puntuale ai cittadini.” L’osservatore d’Italia presente all’incontro fa notare che il costo della scuola è lievitato e che dovrebbe essere rifatta la gara di appalto: al sindaco Paniccia non risulta, chiama in difesa Francesco Melis, Area lavori Pubblici e Patrimonio, che giustificherà il blocco dei lavori scaricando le responsabilità alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio che avrebbe dato parere favorevole con delle prescrizioni: presunti problemi alle fondamenta che devono salvaguardare l’integrità delle tombe ritrovate. Il verdetto di Melis è che i progettisti della ditta stanno rifacendo il progetto, dove occorre rifare il calcolo del cemento armato, dopo di ché la palla ripassa alla commissione regionale che deve valutare il nuovo progetto. Melis giustifica tra l’altro il fermo delle opere di costruzione poiché dal 2009 sono cambiate due normative sismiche. E verrebbe da chiedersi: “ma cosa hanno fatto finora? Eppure la disamina con la ditta Consorzio Italwork s.r.l. era terminata il 24 maggio 2010 con sentenza dello TAR Lazio. Cominciano ad entrare altre figure nel Comune: il segretario comunale Daniela Urtesi e l’assessore al bilancio Maurizo Colabucci. Tutti in palese imbarazzo e di nuovo senza alcun documento da fornire ai coniugi Raschiatore. Quest’ultimi rivolgeranno parole durissime, di totale rimprovero verso tutti i convenuti che si sono dimostrati incapaci di rispondere a dei quesiti con dei pezzi di carta. Ma a quell’appuntamento, non si è neppure presentata Antonella Bonamoneta, l’assessore ai Lavori Pubblici. Paniccia leggerà un suo sms: “a causa febbre di tutti i suoi colleghi si è dovuta presentare presto in Regione Lazio”. La stessa fine l’ha fatta Daniele Leodori: assente! Ai genitori di Ilaria è stato comunicto il nulla più assoluto. Liliana e Corrado erano inconsciamente consapevoli di quest’ennesimo epilogo e hanno chiesto a l’Osservatore d’Italia di partecipare come testimone all’incontro. In mancanza di documenti ufficiali che dovrebbero, ad onor del vero, sostenere le tesi verbali, come giornalista di questo quotidiano ho protocollato lo stesso giorno la richiesta per accedere agli atti nell’ottica di una seria ricostruzione dello scenario. Le fattive incongruenze rilevate continuano nelle chiamate telefoniche ai Raschiatore, dove questa volta si spiegherà, sempre a parole, che la ditta sta rifacendo tutto il calcolo del computo metrico, poiché quest’ultima si assume il costo maggiorato maturato negli anni, e quando sarà perfetto, altrimenti pena il rigetto, potrà essere presentato alla commissione esaminatrice. Liliana e Corrado avevano chiesto anche un incontro con Nicola Zingaretti che come da programma doveva partecipare alla Festa del PD organizzata per tre giorni a Zagarolo Tre giorni di festa (19/20/21 settembre 2014) senza Zingaretti. L’epilogo della festa del PD finisce con la scesa in campo di Liliana e Corrado, supportati dai loro stessi familiari che dopo la prima battuta di Daniele Leodori “se qualcuno aveva domande da fare”, rimandano al mittente che sono loro a dover dare delle risposte. Nessuno su quel palco riuscirà a raccontare i fatti oggettivi che impediscono la realizzazione di questa scuola. Tutti i componenti del PD della Regione Lazio scenderanno dal palco, Leodori, assieme a Piero Petrassi, Massimiliano Valeriani, Rodolfo Lena, Simone Lupi: un congedo nell’imbarazzo e nell’incredulità. Solo Paniccia rimarrà sul palco, che facendo da capro espiatorio, diventa il martire di turno che si assume tutte le responsabilità…dimenticando che egli stesso è il primo responsabile, eletto sindaco e in carica dal 2010, ha condotto la cerimonia della posa della prima pietra ad ottobre 2012, e doveva seguire questo progetto per la comunità di cui fa capo. Corrado comunica alla sottoscritta che la segreteria di Zingaretti, la scorsa settimana gli ha inviato una email in riposta alla loro, dove si conferma che stanno acquisendo la documentazione presso l’Assessorato regionale competente, utile per fornire una risposta in merito alla vicenda. Tutto è stato leso, la dignità di queste persone, genitori che oltre a non avere tra le loro braccia Ilaria devono combattere contro la superficialità, le incapacità e la insensibilità di chi ad oggi è titolare di un completo fallimento di un progetto. Materialmente Liliana e Corrado sono stati trascinati per i capelli su quella piazza dove hanno gridato “vergogna”, e questo episodio agli occhi di chi vive questa comunità è inconcepibile, come lo è la mancanza di risposte esaurienti lì su quel palco, che poteva essere davvero un occasione per spiegare a quell’esiguo pubblico, concretamente i documenti mai distribuiti. Una festa del PD che farà parlare di se anche per la poca partecipazione, molti dicono un fallimento annunciato. Corrado Raschiatore ora lo grida a chiare lettere:”Noi vogliamo una scuola pulita e che sia fatto tutto alla luce del sole e quindi rifacessero la gara, che le ditte in cerca di lavoro ce ne sono tante”
 




ZAGAROLO, SCUOLA PER ILARIA: DA 10 ANNI SOLO UNA PIETRA. AL VIA LA PETIZIONE DELLA FAMIGLIA

 

L’edificio scolastico doveva essere intitolato alla loro primogenita Ilaria, morta sotto il peso di un cancello nel lontano 2004 presso la scuola di Zagarolo. La costruzione doveva essere il monito di una tragedia e il simbolo dell’innocenza, dedicata ad una bimba che non c’è più. I genitori chiedono al premier Matteo Renzi e all’ex sindaco di Zagarolo, ora Presidente del Consiglio della Regione Lazio, Daniele Leodori chiarimenti ormai decisivi.

I genitori della piccola Ilaria invitano tutti a sottoscrivere la petizione on line [ PER FIRMARE LA SOTTOSCRIZIONE CLICCARE QUI ]

 

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Con rabbia e tanta speranza i genitori della piccola Ilaria hanno messo in rete la petizione on line “Scuola per Ilaria” indirizzata al Premier Matteo Renzi e all’ex sindaco di Zagarolo, ora Presidente del Consiglio della Regione Lazio, Daniele Leodori.

Queste le righe della petizione, che racchiudono dolore, speranza e giustizia che una disgrazia indicibile ha spezzato dieci anni fa i tanti sorrisi e un fiore stupendo, Ilaria. Sono parole decise, senza spettacolarizzazione che si rivolgono non solo agli abitanti della propria citta’, ma a tutte le famiglie italiane affinché la piccola Ilaria abbia la scuola con il suo nome, affinché il monito della tragedia diventi il simbolo dell’innocenza e delle irresponsabilità della società:

“Il 6 ottobre del 2004 perse la vita schiacciata dal cancello della scuola che frequentava nostra figlia primogenita Ilaria Raschiatore a soli 4 anni nel comune di Zagarolo (RM) – Si legge nella descrizione della petizione online – facemmo richiesta (insieme al Sindaco di allora) per un finanziamento concesso nel 2007 dalla Regione Lazio per costruire un nuovo plesso scolastico a lei dedicato. A cinque anni dal finanziamento il 06/10/2012 ci fu la posa della prima pietra, presenti tutti gli adolescenti ex compagni di asilo di Ilaria, maestre, parenti, sindaco assessori ecc..ecc.. pietra messa proprio dal cugino anche lui compagno di classe, sono passati quasi due anni e ad oggi deserto ed abbandono intorno alla pietra, alle nostre richieste di chiarimenti per le tante date fissate e mai rispettate per iniziare i lavori (ultima primo luglio c.a. giorno del suo compleanno) la risposta è sempre legata alla burocrazia con invito alla fiducia e pazienza, noi possiamo capire fino ad un certo punto dato che siamo stati molto pazienti e di anni ne sono passati davvero troppi. – La petizione conclude con un appello alle Istituzioni – Chiediamo che le istituzioni si diano da fare per far si che questo progetto sia realizzato con meno iter burocratico e comunque nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, e si passi all'esecutivo del proggetto il prima possibile.”

Il nostro quotidiano già all’inizio di questo anno, era il 7 febbraio 2014, aveva puntato i riflettori su questa costruzione  [ 07/02/2014 ZAGAROLO: LIEVITA IL COSTO PER LA SCUOLA "FANTASMA" DI COLLE PALAZZOLA AGGIUDICATA AD ANEMONE ]
ormai diventato per tutti l’”edificio fantasma”…. iniziava così il resoconto di questo intricato progetto: ”Sembra tutto fermo come il giorno della posa della prima pietra! Giacciono su un terreno isolato due blocchetti, a ricordo del lontano ottobre 2012, che simboleggiano l’edificio scolastico intitolato a Ilaria Raschiatore che doveva sorgere a Colle Palazzola. Un iter frammentato legato a diverse vicissitudini rocambolesche, la costruzione della nuova scuola sta ancora attendendo la lieta novella.”

Leggendo l’articolo si possono conoscere in dettaglio, la strana burocrazia e la gestione di questo progetto mai partito, dove il Comune di Zagarolo, con la gara a ribasso aggiudicava nel lontano 30.12.2009 per 2.868.962,01 euro la progettazione della suddetta scuola alla ditta ATI formata da Anemone Costruzione Srl e Tecno Edil Srl; con delibera N.39 della Giunta il Comune di Zagarolo rendeva atto dei colloqui intercorsi con la Regione Lazio, dai quali si era ritenuto opportuno modificare alcune voci del quadro economico approvato nella delibera precedente, e si ri-deliberava, sulla base del progetto di spesa redatto sempre dalla stessa Anemone Costruzioni, un importo complessivo di spesa maggiore di 4.073.592,00 euro (mentre il bando vinto era per 2.868.692,01 euro).

La stessa giunta Comunale, con delibera n.61 del 9.05.2012 approvava anche una variante al nuovo edificio scolastico che prevedeva l’inserimento del progetto di un’area destinata a parcheggio e una nuova viabilità esterna del plesso scolastico, e con la delibera n. 61 del 9.05.2013 (un anno dopo) approvava tale progetto realizzato sempre dalla società Anemone con un costo complessivo di 3.185.392,36 euro. Tutto ciò è stato menzionato nell’interrogazione del M5S alla Regione Lazio che nel lontano 15 gennaio 2014 mettendo sotto una grande lente d’ingrandimento faceva emergere come da un costo iniziale di 2.868.962 euro, si era passati ad un aumento dello stesso manufatto per 4.073.592 (la gara iniziale è stata vinta al ribasso e un’altra ditta aveva fatto ricorso) e poi maggiorato di altri 3.185.392 euro per lavori inerenti sempre per lo stesso edificio e con la stessa ditta, l’opera complessiva è lievitata ad oltre 7 milioni di euro. Ma soprattutto non si capisce come mai è ancora tutto fermo? Possibile che i genitori della piccola Ilaria devono creare una petizione per avere risposte concrete con dei punti fermi, date che ogni volta vengono posticipate ad oltranza?

Cari Matteo Renzi e Daniele Leodori a voi la parola….i genitori di Ilaria vi ascoltano.




ZAGAROLO, PALAZZO ROSPIGLIOSI: VANNO IN SCENA STORIE DI RIFIUTI, INQUINAMENTO E POSSIBILI SOLUZIONI

Questo venerdì 27 giugno 2014, alle ore 21:00 sono invitati i cittadini a partecipare a questo evento territoriale, che già nel titolo racchiude il suo impegno a tutela dell’ambiente e della salute pubblica continuamente depredati da scelte di gestione dei rifiuti che purtroppo restituiscono solo dolore.

 

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Un Incontro importante che affronta il grave danno ambientale della Valle del Sacco e non solo, ma anche per parlare di rifiuti, di inquinamento e strategie migliori che si possono attuare per ottenere risorsa dallo stesso rifiuto urbano.

Venerdì prossimo 27 giugno, alle ore 21:00 tutti possono partecipare a questo evento che già nel titolo racchiude il suo impegno in questi territori dove la tutela dell’ambiente e della salute pubblica sono stati continuamente depredate da scelte di gestione dei rifiuti che purtroppo restituisce solo dolore.

A Palazzo Rospigliosi il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani e l’Associazione Retuvasa “Rete per la Tutela della Valle del Sacco” hanno organizzato questo importante incontro aperto al pubblico sull'inquinamento da rifiuti,  tema che sta entrando di forza nelle problematiche amministrative dei comuni limitrofi, si partirà dalla cattiva gestione ad alcuni esempi di buone pratiche applicate. L’evento racconterà e spiegherà un viaggio attraverso il Lazio, dal frusinate al viterbese passando per la capitale che scarica la sua immondizia nei paesi laziali, e alla scoperta di come vengono gestiti i rifiuti: quali i danni ambientali, economici ed i rischi per la salute dei cittadini che da anni vivono tra fumi, discariche e incenerimenti e quali invece le possibili alternative.

Importante la partecipazione attiva dei cittadini che per dovere e senso civico dovrebbero cominciare ad alzare la testa e verificare di persona cosa sta accadendo in questi territori, poiché il tempo di demandare sempre nelle mani degli amministratori locali è terminato. I cittadini sono diventati gli occhi vigili e attenti di un territorio che si vuole vivere appieno nella sua bellezza, difendendolo e proponendo alternative più che valide spesso ignorate o bypassate.

L’evento propositivo punta proprio su questo assioma: “Le tappe intermedie siamo noi, i nostri Comuni, da quelli che continuano a sversare nella discarica di Colle Fagiolara a Colleferro, a quelli che invece si uniscono per muovere delle istanze ben precise, in una direzione che sembra andare incontro ad una gestione più oculata del rifiuto che salvaguardi l’ambiente e la salute pubblica.” L’incontro si svilupperà tra i racconti di Carlo Ruggiero, autore del libro “Cattive Acque Storie della Valle del Sacco” e di Alberto Valleriani, presidente di Retuvasa “Rete per la Tutela della Valle del Sacco.” L’introduzione e il moderatore dell’evento è condotta dal Comitato di Difesa del Territorio e Colli Prenestini, saranno proiettate anche le video interviste realizzate dallo stesso Comitato di Difesa del Territorio, che spiegano e indicano altre strade percorribili che gli stessi Comuni potrebbero scegliere per risparmiare risorse economiche e traffico veicolare, tutelando anche la salute dei cittadini.

Tutti nel Sacco! Storie di rifiuti, inquinamento e possibili soluzioni, venerdì viene aperta la porta ai cittadini, ognuno nel piccolo certamente fa la differenza, un impegno che dobbiamo sicuramente per le nostre future generazioni.….e la Valle del Sacco come tante altre realtà gridano inquinamento ambientale, e lo chiarisce senza ombra di dubbio la “Valutazione Epidemiologica dello Stato di Salute della Popolazione Residente nei pressi dei Termovalorizzatori” di ERAS LAZIO:”La presenza decennale di questi ed altri stabilimenti di produzione ha esposto il territorio di Colleferro e della Valle del Sacco a sostanze inquinanti altamente dannose per l’ambiente, causando una contaminazione delle falde acquifere e dei terreni. Nel 1990 furono individuate e sottoposte a sequestro, all’interno dello stabilimento BPD, tre aree adibite a discariche incontrollate di rifiuti industriali per circa 5 ettari di terreno. Nel 2005, nel corso di un’indagine campionaria sul latte di massa prevista dal Piano Nazionale Residui, fu rilevata una massiccia presenza di Beta-esaclorocicloesano (β-HCH), circa 30 volte superiore ai livelli ammessi dalla legge. Successive indagini hanno appurato che il Beta-HCH proveniente dalle discariche dei rifiuti tossici ha contaminato il fiume Sacco e i terreni attigui. Il β-HCH è una sostanza organica derivante dalla sintesi chimica dell’insetticida Lindano (γ-HCH), il cui uso in campo agricolo è stato particolarmente diffuso nel territorio per il trattamento del terreno prima della semina e per la disinfestazione dei cereali e delle sementi nei magazzini. Nel 1975 ne è stato limitato l’impiego, e nel 2001 è stato definitivamente vietato. Nel determinare i rischi di ospedalizzazione connessi all’ attivazione dei termovalorizzatori, nel modello è stato inserito il PM10 di background come termine lineare, per verificare se, a parità di un inquinamento di fondo presente sul territorio, l’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori ha rappresentato un ulteriore fattore di rischio per la popolazione in studio. Questa procedura ha anche consentito di valutare il rischio di ospedalizzazione associato all’inquinamento di background, a parità di esposizione ai termovalorizzatori ed alle altre caratteristiche del territorio. I risultati dello studio indicano che l’esposizione all’inquinamento atmosferico di background è associata ad un incremento delle ospedalizzazioni per disturbi cardiovascolari e respiratori. La frequenza di ricoveri per cause respiratorie, tra gli uomini residenti nella aree ad alta esposizione, è ulteriormente aumentata a seguito dell’attivazione dei termovalorizzatori. L’eccesso di malattie dell’apparato respiratorio tra gli adulti e l’eccesso di asma bronchiale nei bambini è stata osservata in un recente studio condotto nell’area17. Gli autori attribuiscono gli eccessi osservati ad una esposizione cronica ad inquinamento ambientale. A tal proposito, anche una indagine nazionale sui disturbi respiratori nell’infanzia aveva rilevato una elevata prevalenza di asma bronchiale tra i bambini residenti a Colleferro area 20. In una situazione già complessa dal punto di vista della qualità dell’aria, l’attivazione dei termovalorizzatori sembra aver comportato un aumento del rischio di ricovero per problemi dell’apparato respiratorio del 26% (eccesso che raggiunge l’86% se si considerano le malattie polmonari cronico ostruttive) tra gli uomini residenti a Colleferro nelle zone ad alta concentrazione degli inquinanti emessi dagli impianti. Il PM10, scelto in questo studio come tracciante dell’inceneritore è stato utilizzato come marcatore per surrogati di esposizione a miscele complesse di sostanze inquinanti prodotte dai processi di combustione: particelle (PM10 ma anche frazioni di particolato più piccole), gas, metalli e composti organici.

Spesso siamo abituati a guardare a distanza queste realtà…ma sono più vicine di quanto possiamo immaginare…il momento è maturo per cominciare ad aprire gli occhi…venerdì Zagarolo, un momento da dedicare al futuro delle nostre terre e della salute pubblica. E allora “Tutti nel Sacco!”




ZAGAROLO: TUTTI PAZZI PER IL VINITALY NOSTRANO

Redazione
Zagarolo (RM)
– L'associazione Wine Expo e l'Istituzione Palazzo Rospigliosi, con la partecipazione del  “Consorzio Tutela Denominazione Frascati” insieme a diverse cantine ed aziende italiane e francesi, presentano, nelle meravigliose sale dell’importante palazzo zagarolese, una due giorni dedicata all’esposizione e alla degustazione di vini: l’8 e il 9 giugno dalle 10.00 alle 19.00, ben 35 aziende, 120 etichette, tra bianchi, rossi e bollicine accompagneranno gli ospiti in un percorso di degustazione unico e suggestivo, suddiviso in banchi di assaggio, sui quali sarà possibile trovare i prodotti delle aziende provenienti da tutta Italia, con particolare attenzione alle aziende laziali. Non mancheranno i vini francesi, grazie alla Beaufort tra le più famose aziende di Champagne e Maison Vergnes zona Linguadoca.

L’evento, patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Zagarolo, è dedicato a tutti gli amanti del vino: la domenica è pensata a chi vuole avvicinarsi a questo fantastico mondo, il lunedì ai ritardatari e agli esperti del settore, che la domenica lavorano, come ristoratori e proprietari di locali.
Cinque euro il costo dell’ingresso più 5 euro di cauzione per il bicchiere (che verrà consegnato all’entrata e che accompagnerà il visitatore per tutta la manifestazione) che verranno restituiti al termine della degustazione.
Tra le numerose iniziative in programma, previsto per domenica un assaggio gratuito di vini Frascati Docg alla presenza di Mauro De Angelis,  presidente del Consorzio Frascati e, per tutti gli appassionati, una verticale di 6 annate di Beaufort Ambonnay grand cru a pagamento.
Il lunedì a cena presso il Ristorante "il Giardino" un'altra verticale sempre di Beaufort, stavolta dedicata allo champagne di Polisy

Una sorta di Vinitaly, nel cuore del centro storico di Zagarolo, dove poter degustare e promuovere le eccellenze del territorio: una continua evoluzione per gli organizzatori che ha tutte le carte in tavola per un grande successo, come il Comèra, portato due anni fa proprio al più importante salone del vino italiano, vino di qualità, prodotto come ‘il vino di una volta’.

Grande soddisfazione e orgoglio arrivano dalle parole del sindaco di Zagarolo, Giovanni Paniccia: “Sono orgoglioso – commenta il sindaco – che un evento così importante, per i produttori di vino ma anche per gli operatori della ristorazione, venga realizzato in una cornice importante e suggestiva come Palazzo Rospigliosi a Zagarolo”. “Vale la pena ricordare – aggiunge Paniccia – che la maggior parte dei produttori presenti sono del Lazio e troveranno la giusta vetrina in direzione di una crescita mirata. La manifestazione è organizzata con professionalità da chi il settore lo vive da protagonista. Attenzione, non è una sagra ma un punto di riferimento, tecnico e professionale, per gli esperti e per chi si avvicina al mondo del vino”.
 




ZAGAROLO ELEZIONI EUROPEE: VINCE IL PD… MA NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE RISPLENDE

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Il comune di Zagarolo ha seguito il trend nazionale delle elezioni europee…vince il PD ma non è oro tutto quello che risplende. La presenza del senatore Bruno Astorre area PD davanti ai cancelli della scuola Tibullio che bacchetta al telefono l’assenza dei rappresentati locali registra una giornata caldissima… in tutti i sensi, e la dice lunga sull’aria che tira in questo comune.

A Zagarolo prima di tutto ha vinto l’astensionismo, solo il 53,56% dei cittadini ha ritenuto degno di partecipare alle votazioni europee che comunque vada, ipotecherà le politiche e l’economica nazionale dell’Italia per i prossimi cinque anni.

Il PD gabino ha preso il 38,38% contro il M5S che, anche se non ha asfaltato nessuno, ha tenuto benissimo con un 30,98%, seguono i partiti di centro destra che portano a casa oltre il 25% .

Questo dato, che in prima battuta fa pensare ad una vittoria del Pd, si raffronta con le analisi che lasciano poco alla certezza di questa forza gabina che perde vigore ogni anno che passa. Il malcontento non è solo un etera sensazione, lo dimostra una spaccatura profonda all’interno della giunta comunale, la formazione del nuovo gruppo Cambio Democratico contro cui hanno seminato attacchi al veleno e una epurazione chiacchierata del Presidente del Consiglio, Roberto Sesto. Se a parlare sono i dati, il trend delle ultime tornate elettorali di Zagarolo è indubbiamente la cartina al tornasole della politica Leodoriana che dopo aver governato questo paese per dieci anni, e tuttora presente nei banchi della maggioranza come consigliere, ora raccoglie frutti un po’ amari.

Il dato inconfutabile quel 38,38% contro il 30,98% del M5S è un tarlo silente già sotto lente di ingrandimento degli analisti post-elezioni interni al PD. I Gabini si sono allontanati dalla politica del territorio, esacerbati dai problemi economici, spremuta come un limone. E osservano l’amministrazione che la reputa responsabile dei problemi mai risolti sulle tematiche territoriali, tra servizi assenti e tutela ambientale inappropriata.

La dimostrazione è la vittoriosa battaglia dei cittadini e comitati oltre l’opposizione sulla costruzione appena scongiurata della centrale a biogas che doveva essere edificata a due passi delle abitazioni di Valle Martella. Un impianto industriale mai messo in agenda dai preposti istituzionali, nonché assessori all’Ambiente che hanno ritenuto non prioritario informare i cittadini sul progetto imposto da un altro comune. E sembra che proprio questa mozione presentata sulla centrale a biogas, abbia innescato delle reazioni a catena che stanno lacerando la maggioranza in lotte e faide interne ormai sotto gli occhi di tutti.

La lettura di questa gestione amministrativa sta restituendo solo ombre, mentre i riflettori sono già puntati sulle prossime amministrative, in agenda nel 2015. Già non si risparmiano colpi di scena, visto il consiglio comunale del 22 maggio 2014 appena consumato, chiuso senza poter dibattere i punti importanti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale dovuto all’assenza di importanti pezzi della maggioranza. Episodio commentato a caldo da due consiglieri di minoranza Conti e Bonini: "Sembra un regolamento di conti" su questa "commedia all’italiana". I due consiglieri hanno preso atto della spaccatura ormai evidente che mostra una "giunta ormai agonizzante".

Così Leodori, presidente del Consigilo della Regione Lazio, alle Regionali del 2013, in queste elezioni europee doveva dimostrare e confermare il proprio peso elettorale e ora espone il PD sotto un’altra lettura, quella di una ricerca spasmodica di elettori sempre più distanti da quel bel tempo che fu.

Il prossimo anno ci saranno le comunali, e fatta eccezione per un quorum del 51% in prima battuta, i cittadini saranno costretti a scegliere il candidato sindaco con un bel ballottaggio… e a vedere le percentuali e i dissapori interni, la futura competizione sembra aperta su tutti i fronti. 

In merito sarà doveroso analizzare lo scenario amministrativo locale edito in tantissimi anni di gestione PD, valutandone tutto l’operato, perché dietro a tante buon intenzioni, sono i fatti che testimoniano la buona o cattiva gestione soprattutto perché per i gabini è arrivato il momento di tracciare le somme, dove i tecnicismi, le qualità da padre di famiglia non devono essere solo slogan elettorali, ma messi su un foglio nero su bianco! Non è mai oro quello che risplende.




ZAGAROLO SEDUTA DI CONSIGLIO SUL BIOGAS: TRA MOZIONI FULMINANTI, "ARSENICO E VECCHI MERLETTI"… L'INCHIESTA CONTINUA

di Cinzia Marchegiani

Zagarolo (RM) – Misteri all’Arsenico e vecchi merletti sul progetto industriale al biogas dove per ora emerge confusione e incapacità soprattutto da parte di coloro che avrebbero divuto  vigilare sul territorio. Dalle risposte dei capigruppo della maggioranza nonché del Presidente del Consiglio della Regione Lazio, Daniele Leodori si solleva un unico eco: “MEA CULPA”
Prosegue l’inchiesta de L’Osservatore d’Italia sulle minacce dei progetti delle Centrali a Biogas nate come ciambelle salva economia dedicate agli agricoltori in crisi, diventate però il nuovo business dei rifiuti.

Imprenditori e ora anche amministratori locali realizzano cordate per presentare progetti che in realtà hanno ben poco a vedere con la tutela del patrimonio e della salute pubblica ma che celano una corsa alla conquista dei finanziamenti e incentivi energetici. Progetti “esclusivamente industriali” che invece di responsabilizzare ogni comune sulla chiusura del ciclo della differenziata e quindi della frazione organica prodotta internamente, vengono impostati come un business per smaltire rifiuti di molte altre città incassando bei guadagni.

Con lo slogan chiudiamo il ciclo dei rifiuti, si mettono così in cantiere progetti industriali impattanti senza tener conto del “Principio di Precauzione”, che obbliga le autorità competenti, nonché amministratori, di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione sugli interessi economici.

La scorsa settimana finalmente, i cittadini di Zagarolo hanno potuto constatare personalmente il grado di affidabilità dell’amministrazione non solo attuale, ma anche della precedente, riguardo il progetto industriale della Centrale a Biogas che proposta dal Comune di Gallicano nel Lazio nel lontano 2008, avrebbe coinvolto direttamente i cittadini di Valle Martella.

Infatti la centrale incriminata sulla carta è posizionata a soli 400 metri dalle abitazioni e alle attività scolastiche, in un territorio già compromesso da altre situazioni di degrado urbanistico e ambientale. Purtroppo, nessuno dei responsabili amministrativi aveva concretizzato la posizione di contrarietà su questo progetto.

Al Consiglio di Zagarolo dello scorso 29 Aprile 2014, era presente la delegazione del Comune di Gallicano con il Sindaco Marcello Accordino, cui non è stata concessa la parola per difendere il proprio progetto, i consiglieri Betti, D’Uffizi e Galli contrari invece alla sua realizzazione oltre una folta platea.

La mozione presentata dal centrodestra NCD e Forza Italia, letta dal Consigliere Michelino Conti, ha permesso di impegnare ufficialmente l’amministrazione di Zagarolo, all’unanimità il dissenso alla centrale a biogas. L’opposizione così, in adiuvandum alle posizioni dei comitati territoriali e delle mozioni e interrogazioni fatte alla Regione Lazio, si può  affermare che hanno trascinato di forza l’intera amministrazione, inchiodandola alle proprie responsabilità.

Una situazione davvero grottesca e alquanto imbarazzante per un’amministrazione che dovendo gestire l’opinione pubblica e dare la propria lettura a questa vicenda ha potuto solo dire “MEA COLPA”. Mea Colpa purtroppo è la condizione che inchioda il sindaco Paniccia e del suo predecessore nonché dei preposti assessori all’Ambiente all’interessamento del proprio territorio, è l’impossibilità di poter dimostrare ai propri cittadini le loro azioni volte al dissenso a questo progetto ma soprattutto alla mancata comunicazione istituzionale, che doveva per legge coinvolgere l’intera cittadinanza. I progetti importanti non vengono lasciati in balia di decisioni singole ma vengono discussi nella Conferenza dei Servizi, dove le pubbliche amministrazioni si riuniscono in un tavolo comune quando è opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici.

La legge in questo caso predispone uno strumento il più agile possibile, prevedendo anche un acquisto automatico dell’assenso delle amministrazioni invitate e non partecipanti o partecipanti tramite soggetti non titolati ove non abbiano tempestivamente espresso il proprio motivato dissenso, ex art. 14 L. 241/90.

L’effettivo valore della conferenza di servizi prevede che l’assenza di partecipazione alla conferenza o la partecipazione con persone prive di competenza, e quindi non idonee a vincolare le Amministrazioni di appartenenza, importa una situazione analoga a quella conseguente alla prestazione di consenso. E allora dov’erano gli amministratori di Zagarolo?

Ora che la situazione è sfuggita di mano, ora che le comunità interessante sono state informate con altri canali e purtroppo non istituzionali, quella centrale a biogas diventa inquinante e non la vuole nessuno! 

Si corre ai ripari, solo dopo che è stata presentata una mozione che impone a tutti i consiglieri la votazione. Signori e signori si è aperto il sipario della commedia all’italiana.
Ma andiamo per ordine con la documentazione delle testimonianze che l’Osservatore d’Italia ha acquisto dai Consigli Comunali sia di Gallicano nel Lazio che di Zagarolo.
Il Sindaco Accordino, al consiglio straordinario aperto alla partecipazione pubblica , del 17 aprile 2014 affermava che il progetto della Centrale a Biogas, un “compostaggio” anaerobico con produzione di energia elettrica ottenuta bruciando il metano prodotto, non è un iter che nasce all’improvviso, ma da un processo avviato ormai dal 2008: “Su invito della Provincia di Roma, tutti i comuni della provincia furono chiamati dal Presidente Zingaretti e in quella sede e nelle successive si era deciso un programma dei rifiuti proposto da Zingaretti che prevedeva, intanto la raccolta porta a porta nei 120 comuni della provincia, assieme a questo con degli incentivi sia come contributo e per le isole ecologiche.

Questa era l’idea, una volta avviata la differenziata doveva essere individuata sul territorio provinciale, e noi ci siamo in quella sede proposti per un impianto di compostaggio (?), che portavano a compimento il ciclo dei rifiuti. Abbiamo fatto cinque incontri pubblici, sono state elette due amministrazioni e non ci siamo sottratti ad alcun tipo di confronto.” Rivolgendosi ai cittadini di Valle Martella, che evidenziando l’assenza del Sindaco Paniccia e l’assessore all’Ambiente in quel consiglio, chiedevano se c’erano stati incontri formali, Accordino rispondeva senza alcun fraintendimento: “a me dispiace dell’assenza del sindaco, non posso rispondere per loro. No ho problemi legati alle critiche degli amministratori dei paesi vicini, quindi l’assenza del Sindaco e dell’assessore non è nelle competenze del consiglio comunale di Gallicano. Riguardo agli incontri ufficiali, sono stati invitati, sono venuti da me, il sindaco Paniccia e l’ex assessore Colabucci (ma l’assessore all’ambiente non è Vernini?) a parlare di questo problema e dovevamo organizzare per andare assieme a Salerno (dove c’è in funzione una centrale a biogas)”.
L’antidoto a queste rocambolesche verità viene fortunatamente stabilito ogni qualvolta che i preposti vengono messi nella condizione di prendere posizione ufficiale.

Così al consiglio comunale gabino, sfilano tutte le osservazioni inquietanti su questa centrale che però lo stesso Accordino, in virtù di un territorio già violentato da altre situazioni, proponeva senza sollevare alcun dubbio sui danni ambientali non riconoscendo tra l’altro le evidenze scientifiche citate al confronto pubblico.
Marco Bonini, capogruppo NCD, riporta nell’alveolo della votazione una serie di osservazioni, quali la tutela di un paesaggio agrario, dove esiste un vincolo TTPR che molto spesso non consente neanche la sanabilità delle abitazioni: “abbiamo sempre spinto l’amministrazione comunale a valorizzare quell’area, abbiamo espresso anche in passato i dubbi in merito sulla variante dei piani di Corsano, che il territorio, un polmone verde a ridosso di Roma, debba essere tutelato. Zagarolo deve dare una posizione chiara e decisa perché questo insediamento sorgerà a 400 metri dalle abitazioni. Noi chiediamo con forza a questo Consiglio Comunale di votare chiaramente alla nostra proposta di contrarietà al progetto.”Così magicamente ecco che il capogruppo del PD, il consigliere Salvi fa sapere che in base alla salvaguardia della salute pubblica (ma davvero?) a nome del suo gruppo, dice no al biogas, tra l’altro si dichiara esser un medico, e si riserva di ascoltare gli esperti di una commissione ad hoc. Segue l’intervento dell’ex assessore all’ambiente, nonché ex vice sindaco di Zagarolo, Enrico Saracini del nuovo gruppo consiliare appena formatosi, Cambio Democratico. Anche qui dopo un effetto scenografico, i cittadini accorsi a questo consiglio hanno potuto ascoltare la posizione chiara e netta del suo “No” non solo sul Biogas, ma ad ogni tipo di trattamento dei rifiuti, anche del semplice compostaggio: “Lo dico con estrema cortesia al sindaco Accordino, fattela a casa tua! Il comune di Gallicano e Ambiente, la società che vanno a realizzare questo impianto, avrebbe potuto scegliere la bella zona che c’è tra Gallicano e Palestrina, o Gallicano e San Vittorino. Non si può fare a ridosso di una zona soggetta al rispetto delle falde idriche, noi sappiamo quanto peniamo a Valle Martella per questi vincoli. Dò atto all’opposizione, al centro destra in generale e all’enorme lavoro delle associazioni sul territorio, che per fortuna non sono state strumentalizzate (?) e accolgo la mozione facendola anche nostra.”
Per fortuna in salvataggio all’evidente empasse dell’amministrazione interviene l’ex assessore, ora di nuovo assessore al bilancio, Maurizio Colabucci (aveva presentato poche settimane fa le sue dimissioni): “rimango meravigliato ad ascoltare come se qualcuno che sta a questo tavolo (riferendosi alla giunta) è favorevole al progetto del Biogas. Noi ci siamo informati alle commissioni che sono avvenute in Regione Lazio, come qua siamo stati chiamati ad esprimerci. Il NO è, ed era secco. Lo diciamo tutti no al Biogas.

E’ inutile che poi giochiamo a prendersi l’applauso, perché siamo degli amministratori responsabili delle proprie azioni, che quando prendono delle decisioni guardano l’interesse dei cittadini e non gli interessi propri. Non so se siete venuti qui a prendere in giro chi vi amministra, ma avete una buona volontà per farlo, alle prossime amministrazione non ci votate!

Se siamo qui è per capire cosa pensano le forze politiche su quello che sta nascendo vicino a Zagarolo, il capogruppo è stato molto chiaro, il piano a Biogas è no. Il resto, per intenderci, non so quali sono le pratiche che sono avviate tra Gallicano e la Regione. Quando verranno fuori, noi diremmo no anche al resto se necessario, perciò quello che intende il collega Saracini, è no anche per noi! Più che seguire le pratiche, le informazioni, avete mai sentito un amministratore di Zagarolo dire si al biogas? Noi abbiamo immediatamente presentato la mozione al Consiglio… caro Bonini, questa non è la tua mozione, ma è la volontà di tutti i cittadini e gli amministratori di Zagarolo.”
Il capogruppo che ha proposto la mozione riporta alla realtà Colabucci, ricordandogli che hanno dovuto presentare la mozione per parlane. Il clima diventa surreale e Saracini ad adiuvandum alle affermazioni di Conti, rivolgendosi al presidente del Consiglio replica: ”se come amministrazione abbiamo commesso la leggerezza di non comunicare e non informare bene, diciamolo… di fatto abbiamo sbagliato, mettiamo una pezza, invito al presidente di convocare un consiglio straordinario a Valle Martella e fare l’appello nominale a chi è favore e chi è contro.”
 

La gestione di un’amministrazione si valuta sui fatti e dalla testimonianza dei documenti, e purtroppo prima di questa votazione, non esisteva alcun dissenso al progetto presentato, anzi esiste la chiara volontà a non esprimersi e quindi a dare il proprio consenso! Il capogruppo Bonini dal canto suo rimanda al mittente assessore Colabucci, l’accusa :”Lei…è il primo fare politica all’interno dell’aula, poiché nell’ultima seduta del consiglio comunale, aveva presentato le lettere delle sue dimissioni, dove vi era scritto che non si riconosceva più nell’amministrazione. Non capisco perché Colabucci può fare politica dentro e fuori il consiglio comunale, invece quando la minoranza, che viene coinvolta dai cittadini per affrontare un argomento di rilevanza comunale, porta una discussione di questo tipo, non se ne debba parlare oppure minimizzare. Lei ogni volta che noi presentiamo un punto, tende a prendersi il merito delle nostre proposte, dicendo ‘noi abbiamo portato la discussione in consiglio comunale’…allora noi ringraziamo la presidenza del consiglio che accolto il nostro punto, però noi siamo stati costretti a portare e presentare questa mozione, perché prima d’ora questo argomento di rilevanza importante per il territorio di Zagarolo e Valle Martella non era stato affrontato in consiglio!”
Concludono con le arringhe a questo punto, il Consigliere Leoodori e il sindaco Paniccia, tranne un piccolo intervento dell’Assessore all’Ambiente Vernini, che ha fatto presente che solo da pochi mesi è venuto a conoscenza dei documenti, che parlano solo di progetto di compostaggio. Leodori, dal canto suo, difende il progetto dell’impianto di un eventuale compostaggio, che non sia a biogas e che deve essere individuata un’area del territorio che possa gestire la Forsu di 100 mila persone dei comuni limitrofi: “Io ritengo che il biogas non debba essere fatto. Ma il comprensorio deve individuare un meccanismo per essere autonomo per chiudere il ciclo dei rifiuti. Forse c’è stato un errore di comunicazione con tutto rispetto al sindaco Accordino (mi dispiace che non gli è stata data la parola), è quello di aver gestito questo progetto e questo intervento in maniera un po’ troppo autonoma. Tanto per essere chiari, nessuno questa materia la conosceva bene, è stato fatto un errore di sottovalutazione e anche quello di delegare troppo.” Il Sindaco invece, ricordando quando era in prima linea alla manifestazione non autorizzata contro la discarica di Corcolle, confonde la cittadinanza che non capisce come mai l’amministrazione non abbia avuto la volontà questa volta di coinvolgere i cittadini sulle tematiche degli interventi industriali nel proprio territorio. Conclude Paniccia che la mozione non ha senso perché la centrale a biogas non si farà più, e che il consiglio non è deliberativo, e si deve discutere solo su situazioni reali e non su illazioni.”

Quante occasioni perse! E' stato messo da parte l’obiettivo primario, quello di dover informare la comunità sui interventi che vanno a coinvolgere l’ambiente e la salute pubblica, anche se si trattano di progetti ancora su carta. In questo caso, tranne la mozione presentata dal centro destra e la volontà dei cittadini di non farsi calare dall’alto scelte irreversibili, come comitati e associazioni del territorio, sembra che nessuno (figuriamoci gli assessori all’ambiente) ha messo in agenda la dovuta comunicazione istituzionale. La fotografia appena scattata mostra come politici, comitati e associazioni interessanti al proprio territorio, hanno acquisito e studiato le relative documentazioni, fatto se non grave, alquanto imbarazzante per chi lo dovrebbe fare nel proprio compito istituzionale. Emblematica la posizione di Leodori (anche Presidente del Consiglio della Regione Lazio) sulle centrali a biogas, poiché ora vengono da lui stesso depennate come progetti non spendibili, di certo ne dovrà rendere conto allo stesso Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che le aveva messe a disposizione nel territorio provinciale.
Per non dimenticare le leggi che tutelano i cittadini ricordiamo che la strategia del business di questi impianti, non possono essere gestiti senza la corretta partecipazione della cittadinanza e con un percorso di confronto, poiché si ipoteca la morfologia del territorio, della salute pubblica e dell’ambiente….soprattutto quando c’è un progetto in cantiere. Non esiste nessuna tecnologia ad emissione zero, se non apportando condizioni negative all’ambiente.

La normativa italiana (art. 17 del decreto legislativo n. 387/2003, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., decreto legislativo n. 28/2011) annovera tra le biomasse (fonti rinnovabili) la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani. Una centrale una volta avviata, non può arrestare la sua attività, e ai fini della concessione di agevolazioni tariffarie, come CIP 6 e di certificati verdi per lungo tempo, è consentito di assimilare alla biomassa vegetale vera e propria la frazione non biodegradabile dei rifiuti solidi urbani (art. 17 D.Lgs. 387/2003 e s.m.i.). Sembra che per questa scelta, l’Italia è stata sottoposta a procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, altro che Vienna. Quindi occorre vigilare sia sulla realizzazione delle strutture ibride (con fotovoltaico) che accedono a incentivi economici (D.Lgs. n. 28/2011) che sugli impianti sovradimensionati alle esigenze del territorio, che purtroppo allettano il conferimento dei rifiuti di altri territori.
L’Osservatore d’Italia comincerà a mettere a confronto queste tecnologie anche con le centrali a carbone, e i relativi costi/benefici, che spesso inconsapevolmente si ritrovano inseriti nella componente A3 delle bollette energetiche, che di fatto hanno aiutato le imprese a fuggire all’estero per i costi troppo eccessivi della componente energetica. Questo consiglio, che ricorda tanto il film “Arsenico e vecchi merletti”, riconsegna dignità alla comunità di questo territorio, dimostrando che non sempre si può gestire la comunicazione e l’informazione istituzionale con un “Così è se vi pare”.

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