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Roma, raccolta rifiuti: si rischia collasso e commissariamento. Cacciatore e Robilotta fanno il punto della situazione

Roma è diventata la città dell’eterna emergenza rifiuti costretta a fare i conti con la scarsità di impianti per smaltire la spazzatura e con un piano industriale da riscrivere.

E la Regione Lazio è a un passo dal commissariare il Campidoglio per scegliere dove realizzare gli impianti dei rifiuti. Anche se è stato aperto un ultimo flebile canale di trattativa tra Regione e Roma Capitale, per trovare un’intesa last minute.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 12/12/2019

Intanto sono scaduti i 7 giorni concessi alla sindaca Raggi per prendere una decisione, sulla base della relazione con 7 zone, da Falcognana a Monte Carnevale, giudicate idonee dai tecnici, compresi quelli indicati dal Comune.

Ma la posizione dell’amministrazione pentastellata è chiara: no al termovalorizzatore. Una dichiarazione totalmente all’opposto di quanto prevede invece il piano che sta preparando l’Ama, la partecipata del Comune.

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L’intervista al consigliere regionale Marco Cacciatore Presidente Commissione Rifiuti trasmessa nella puntata di Officina Stampa del 12/12/2019

E no anche a siti di stoccaggio e discariche in via emergenziale, come ha chiesto la Pisana nell’ordinanza del 27 novembre.

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L’intervista al giornalista Donato Robilotta, già amministratore Regione Lazio trasmessa nella puntata di Officina Stampa del 12/12/2019

Da parte dei grillini c’è “la disponibilità a realizzare gli impianti di trattamento e/o smaltimento, che si rendessero necessari, solo a seguito dell’approvazione del nuovo piano Rifiuti della Regione”. Cioè l’anno prossimo. Ma la postilla sembra un modo per prendere tempo, anche se dal 15 gennaio chiuderà una delle discariche che serve la città, Colleferro.
E la raccolta sembrerebbe dunque destinata al collasso. Martedì l’assise capitolina ha approvato l’ordine del giorno per “escludere un termovalorizzatore dal piano di Ama”.

L’ad Stefano Zaghis a questo punto sembra orientato a virare sulle discariche, magari sfruttando proprio gli ordini che dovrebbero arrivare dalla Regione, anche se il rischio, ha chiarito il manager nelle riunioni con Raggi, è che aumenti la Tari.

L’unico atto su cui l’Aula ha votato all’unanimità è un documento di Fratelli d’Italia, sostenuto dai 5Stelle, contro la discarica a Falcognana. Che però resta la più accreditata per la Regione, tanto che il Pd non ha votato. A favore di una discarica anche Stefano Vignaroli, il grillino che presiede la Commissione parlamentare sulle Ecomafie.

Ama sta continuando a trattare con la Regione, tanto che martedì mattina si è svolto un vertice con l’AD Zaghis che ha chiesto di rinnovare l’accordo per portare i rifiuti in Abruzzo e di attivare un’intesa con la Sardegna.

Restano due scenari

La Regione, a partire dall’assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, attiva i poteri sostitutivi, nomina un soggetto attuatore e ordina ad Ama di realizzare la discarica (Falcognana) e uno o due centri di stoccaggio.
Ma potrebbe anche esserci uno scenario diverso: Raggi fa ricorso al Tar contro l’ordinanza della Regione. In caso di sospensiva, la città va in emergenza e a quel punto è il governo a commissariare.

A Roma, un netturbino su tre è “inabile” a salire sui camion della nettezza urbana

Lo rivela un report dell’Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti nella Capitale. Su 4.300 operatori ecologici, oltre 1.500 sono inidonei a svolgere la loro mansione: in tasca hanno un certificato medico secondo cui non possono di fatto eseguire le loro mansioni. Il tasso di assenteismo sfiora il 15%.

L’amministratore delegato di Ama Stefano Zaghis ha affidato al nuovo direttore del Personale Marcello Bronzetti l’incarico di riconvertire più netturbini inabili possibile: 200 faranno gli “spazzini di quartiere”, per gli altri sono in arrivo a breve nuove mansioni. Inoltre, si intensificheranno le visite mediche e si assumeranno altri 350 dipendenti. Obiettivo abbassare l’età media, che oggi è intorno ai 50 anni.




Rifiuti: Costa, soluzione immediata…e i romani aspettano

Per Roma una “soluzione immediata” per non vedere i rifiuti abbandonati in mezzo alla strada. Lo dice il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che, rispondendo ai giornalisti a margine della 6/a edizione di ‘Ecoforum, l’economia circolare dei rifiuti’, organizzato da Legambiente, ha sottolineato la sua opera di “moral suasion” su tutti quelli che hanno o lamentano problemi di natura ambientale collegata ai rifiuti. “Ho una cabina di regia dove, pur non avendo competenza diretta, faccio sedere intorno al medesimo tavolo il presidente della Regione Lazio, il sindaco di Roma e il prefetto di Roma e dove, alla presenza del ministro dell’ Ambiente si possa negoziare una soluzione. Questa cabina di regia – ha proseguito Costa – ha già prodotto la possibilità di individuare come si fa il piano regionale dei rifiuti. Ora deve produrre una soluzione immediata. La possibilità c’è”. E i romani intanto aspettano mentre i rifiuti invadono la Capitale.




Roma, rifiuti e caldo. La Regione allerta le Asl: rischi per la salute umana

La Regione Lazio ha allertato le Asl “in relazione ai possibili effetti sulla salute pubblica” collegata al “protrarsi della mancata raccolta dei rifiuti a Roma”.

Lo rende noto l’assessorato alla Sanità, che ha invitato le Asl a “verificare la corretta rimozione dei rifiuti in particolar modo nelle vicinanze di ospedali, nidi e scuole materne e spazi pubblici adibiti ad attività collettiva come i mercati rionali”.

“In relazione al protrarsi della mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani nella città di Roma e contemporaneamente alla situazione di ondate di calore che hanno raggiunto la soglia di bollino rosso – si legge nella nota dell’assessorato guidato da Alessio D’Amato – sono stati oggi allertati tutti i direttori dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) delle Asl della Capitale in relazione ai possibili effetti sulla salute pubblica derivanti dalle esposizioni legate all’accumulo di rifiuti solidi urbani invitandoli a verificare la corretta rimozione dei rifiuti in particolar modo nelle vicinanze di strutture sanitarie o sociosanitarie, nidi e scuole materne e spazi pubblici adibiti ad attività collettiva come i mercati rionali con l’obbligo di segnalare eventuali fenomeni di combustone o autocombustione dei rifiuti.

La situazione non va sottovalutata – si legge ancora – stante le alte temperature e richiede la massima collaborazione dell’Amministrazione comunale e dell’azienda Ama per evitare possibili effetti sulla salute in particolar modo per le persone con patologie respiratorie croniche e per i più piccoli”.




La visita in città di un romano scappato dalla Capitale: è davvero il disastro cronico! [Il reportage]

ROMA – Amata Roma così sporca, piombata in un degrado da cui è difficile sollevarsi. La Capitale d’Italia piena di immondizia, di sterpaglie e rovi così erti, selvaggi e pungenti che guai a finirci a contatto, sarebbe una ferita troppo profonda.

Non vivendo Roma tutti i giorni, finché non la si gira in lungo e largo come un turista bisognoso di conoscere, non si ha la percezione esatta dello stato di disastro cronico in cui sia finita la città. Il pensiero, prima di fare i visitatori, era ben diverso. Si pensava senza alcun dubbio che la città, forse, fosse più sporca del solito, ma anche che una certa opinione fosse troppo poco generosa e forse politicizzata. Purtroppo non è così. Lo scenario capitolino è peggio di come viene descritto dalle cronache dei romani disperati che hanno perso il contatto con la bellezza della Città eterna. Non si vuole scendere in sentimentalismi ma è sicuro che per chi a Roma ci è nato, vederla ridotta in ginocchio è come ricevere un pugno nello stomaco.

Anche i siti emblema di Roma gridano vendetta

Il verde pubblico è fuori controllo, a via Veneto, una strada piena di storia e tra le più importanti al mondo la vegetazione non è affatto curata tanto che persino la segnaletica ne è ricoperta.

Villa Borghese, nel tratto che porta alla metro è sporca, piena di immondizia e c’è addirittura un cumulo di rifiuti ingombranti tra sanitari e materiale cementizio che dimora dietro un vecchio cartello con su scritto “S.P.Q.R. Coni Fise”

Che ne è stato della Villa Borghese dagli ingressi accoglienti, puliti e con il verde ben tenuto, nessun albero pericolante, nessuna cicca a terra o bottiglia di plastica o sacchetto della spazzatura. Perché tutto questo scempio?

Sono tanti i romani che rimpiangono gli affidamenti diretti e che ora temono gli annunci di “gare europee” che poi vanno deserte perché da Roma scappano tutti

Che fine a fatto spelacchio? Anche lui, vecchio pino di Natale avrà fatto una brutta fine. No, non si sta affatto farneticando. Il Comune avrebbe dovuto sia bandire una gara europea di durata triennale, con stanziamento di 2,4 milioni di euro, sia due gare intermedie del valore di 250mila euro l’una, che dovevano essere aggiudicate nelle more della pubblicazione della megagalattica gara Europea messa nero su bianco da un ufficio con le poltrone in pelle umana, tanto per dirla alla Fantozzi. E invece? Il nulla più totale e miserevole.

Dopo tre anni di niente la Giunta pentastellata cambia idea e adesso pensa a un accordo quadro

Di quadrato i romani hanno qualcos’altro e ogni tanto tocca dire le cose come stanno. Il verde è al collasso, nelle scuole ci sono i topi, nei parchi e ville gli alberi sono pericolanti e in ogni angolo trasudano i rifiuti.

Via Condotti, il venerdì mattina si presenta come una parata di carta e cartoni vari: ma possibile non ci sia un’altra soluzione più decorosa che restare fino a mezzogiorno con uno scempio nella strada dello shopping della Capitale?

Perché quando si esce dalla metro ci sono i rifiuti? Perché quando si percorrono i lunghi corridoi alle 11:30 del mattino è sporco a terra vicino i distributori del cibo e bevande? Perché tanta incuria e puzza e mancanza d’igiene che con il caldo amplifica e fa sentire di più la sua presenza?

Il Comune non ha ancora regolato il servizio di derattizzazione

Dicevamo dei topi. Si ci sono i topi, più numerosi del solito. Perché? Lo si vuole proprio dire? Ebbene, dal 2016 in poi, anno in cui la competenza sulle derattizzazioni è stata sottratta all’Ama e trasferita in capo all’amministrazione comunale, il Comune non ha ancora regolato il servizio.

La differenziata era fissa al 41% e il piano rifiuti prospettato dai pentastellati presentato ad aprile 2017 (per intenderci quando si è dimessa l’assessore Paola Muraro ed è arrivata Pinuccia Montanari, che però ha lasciato la poltrona lo scorso febbraio) prospettava una crescita che avrebbe portato al 70% entro il 2021. Macché. Nel 2018 a Roma la differenziata è scesa sotto il 44% contro il 44,3% del 2017. I romani producono circa 2.600 tonnellate di indifferenziata al giorno. Il Sole 24 ore ci ricorda che dei due Tmb di proprietà dell’Ama, Salario e Rocca Cencia, che fino al 2016 trattavano il 50% dell’indifferenziata prodotta in città, è rimasto attivo solo quello di Rocca Cencia, che a fine maggio si è fermato per un guasto. Per il Salario, devastato da un incendio l’11 dicembre 2018 (un altro incendio ha riguardato Rocca Cencia a marzo), Raggi ha appena chiesto alla Regione Lazio il ritiro dell’Autorizzazione integrata ambientale. Gli altri due Tmb di Malagrotta usati da Ama sono di proprietà di Colari, la società di Manlio Cerroni che possedeva anche la discarica chiusa nel 2013 e che è stata commissariata e ora è gestita da un amministratore giudiziario.

Spaventosi i dati forniti il 12 giugno in audizione alla Camera dal direttore generale di Arpa Lazio, Marco Lupo

Oggi “1 milione di tonnellate di rifiuti (su 1,7 milioni totali, ndr) escono dalla città metropolitana di Roma, diretti a impianti di trattamento o smaltimento in base alla tipologia di rifiuto”. E nei primi quattro mesi del 2019 hanno saturato tra il 40 e il 70% della capacità dei tre Tmb nelle province di Viterbo, Latina e Frosinone.

La paralisi è totale

Andiamo avanti? I trasporti sono al collasso. In metropolitana si sta tutti appiccicati come bestiame. Nel 2019 Repubblica e Barberini sono fuori dai giochi, non si è fatta manutenzione alle scale mobili per anni, non è garantita dappertutto la sicurezza antincendio, ci sono troppe barriere architettoniche. Che città è? Una città che non ascolta, che non offre, che arranca e che è sempre più lontana dalla vecchia e cara Roma.




Roma, caos rifiuti e nodo Ama: si dimette l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari

Lascia l’assessore all’Ambiente di Roma, Pinuccia Montanari. L’ultimo esponente della giunta Raggi a salutare Palazzo Senatorio si dimette al termine di un acceso scontro su Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma che attende da tempo l’approvazione del bilancio 2017 da parte del Campidoglio. Un documento su cui azienda e Comune non trovano la quadra e che in giornata viene ‘bocciato’ dall’esecutivo comunale, nonostante la posizione fortemente contraria della Montanari. 
   “Sono stufa – sbotta la sindaca Virginia Raggi -. Sono dalla parte dei cittadini che hanno perfettamente ragione. È il momento di fare pulizia nel bilancio di Ama e soprattutto nelle strade”. 
   Dopo il no al bilancio dell’Ama, le dimissioni di Montanari sono il passo subito successivo. A suo avviso “la bocciatura del bilancio getta un’azienda che dà lavoro a oltre 11.000 romani in una situazione di precarietà che prelude a procedure fallimentari – dice all’ANSA -. Do la solidarietà ai lavoratori dell’azienda e a tutti quelli che si sono sforzati sino ad ora per costruire e non per distruggere”.
    Immediata la replica dell’assessore al Bilancio e alle Partecipate Gianni Lemmetti, sostenitore della necessità di rimandare al mittente il bilancio dell’Ama. Alla fine è la sua linea quella che vince ed è sempre lui a replicare, dopo l’addio, all’ormai ex collega: “Gli allarmismi su Ama sono del tutto infondati e ingiustificati L’azienda resterà pubblica e va verso un risanamento reale, mettendo al centro il servizio ai cittadini”.




Roma rifiuti, fari puntati al Consiglio del Municipio VI. Manna: “Su Rocca Cencia maggioranza bipolare”

ROMA – Archiviata la turbolenta seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina sull’emergenza rifiuti, scandita dalle sonore proteste delle opposizioni e dei Sindaci dell’area metropolitana di Roma che non accettano “le discariche, lotteremo anche con le barricate”, l’attenzione si sposta al Municipio VI, territorio che ospita il TMB Rocca Cencia, il solo rimasto in piedi dopo il vasto incendio che all’indizio di dicembre ha devastato quello del Salario. Domani, 17 gennaio, è in programma l’ennesimo e altrettanto Consiglio straordinario sul tema dei rifiuti. E il clima non sarà poi così diverso.

Durante il suo intervento in Aula
la Sindaca Virgina Raggi ha tenuto a
ribadire che “Il rogo nel Tmb Salario, un impianto che trattava un quarto
dei rifiuti di Roma, ha impattato sul piano industriale di Ama”. E che quell’impianto “non ci sarà più”. Nessun accenno sul
futuro di Rocca Cencia, che, secondo i pentastellati capitolini, doveva
chiudere entro il 2019.

“Siamo preoccupati per la sorte
del nostro territorio – attacca Marco
Manna
, Presidente del Comitato Periferia
Roma Est
-, e vogliamo comprendere quali sono le intenzione del Municipio e
del Campidoglio rispetto sia a quanto accaduto al Salario sia per quanto
riguarda la raccolta differenziata. Ne abbiamo sentite tante, troppe in questi
mesi, vogliamo chiarezza su Rocca Cencia e sulla raccolta differenziata”. Che in
questi mesi ha subito un drastico e clamoroso passo indietro. “In molti
quartieri del nostro territorio – aggiunge – sono ricomparsi i cassonetti,
questo significa che la differenziata, quella porta a porta, è stato un
fallimento totale. Anche perché l’Ama, per ragioni tecniche a noi sconosciute, non
effettuava il servizio in modo lineare e ciò ha trasformato le nostre strade e
marciapiedi in discariche a cielo aperto. Per tale ragioni, noi e i cittadini
tutti vogliamo sapere cosa vogliono fare. È un nostro diritto”.

Marco Manna, al centro, durante uno dei suoi interventi sul territorio

“Ci hanno l’illuso con la promessa di chiudere lo stabilimento di Rocca Cencia – recita il manifesto distribuito nelle ultime ore –, ma l’ecomostro è ancora lì ad avvelenare le nostre vite. Al danno si aggiunge la beffa di vedere i nostri quartieri soffocati da sporcizia e degrado”. Che si conclude con un invito esplicito: “incontriamoci e portiamo la nostra protesta al Consiglio Straordinario del Municipio VI”.

“La situazione è al limite – chiosa lapidario il Presidente Manna – possiamo dire fuori controllo. La nostra posizione è molto chiara: trasformare l’impianto in Centro Culturale della Città di Cabii, come promesso, e avviare una seria raccolta differenziata. Infine, vorrei sottolineare che ci disorienta quanto affermato dal Presidente del Municipio Romanella, durante la seduta del Consiglio Comunale: perché in questi due anni e mezzo gli abbiamo sentito dire tutto e il contrario di tutto. Forse è il momento di prendersi le responsabilità e forse, se non si è in grado di gestire tali situazioni, è meglio che faccia un passo indietro”.  




Allarme rifiuti a Roma: scempio a Laurentino e Tor Vergata. Movimenti politici per scongiurare lo sciopero

ROMA – Laurentino 38 è una “monnezza”. Una settimana fa i residenti hanno gettato i rifiuti in mezzo alla strada e bloccato il traffico in segno di protesta a causa dei ritardi nella raccolta.

A Tor Vergata, via Oxford è stata chiusa a causa della spazzatura abbandonata. Basta farsi una passeggiata e scoprire com’è ridotto il sottopasso. Via Schiavonetti è letteralmente sommersa dall’immondizia.

Ieri i componenti della nuova giunta di centrosinistra del III Municipio sono andati nell’impianto di trattamento di via Salaria di Ama, quello contestato dai cittadini dei quartieri vicini perché produce cattivo odore. Le immagini parlano da sole: c’è un grosso cumulo di spazzatura  nel tmb.

A dire del presidente del Municipio, Giovanni Caudo e dell’assessore Cristian Raimo si è di fronte ad una vera e propria discarica dentro la città “è necessario ridurre conferimenti, la promessa della giunta di Roma Capitale di chiudere l’impianto nel 2019 difficilmente sarà mantenuta”.

Sabato la situazione sarà ancora più incandescente perché i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel hanno indetto uno sciopero di 24 ore a causa del mancato rispetto dell’impegno di sostituire i dipendenti andati in pensione preso da Roma Capitale in aprile e ancora non rispettato.

La sindaca pentastellata Virginia Raggi aveva assicurato che avrebbero modificato la delibera che impedisce le assunzioni aggiungendo che avrebbe assunto dei dirigenti. I sindacati hanno chiesto ad Ama operatori su strada i quali sono certamente più utili e indispensabili dei manager negli uffici. Nel frattempo l’assessore Pinuccia Montanari ha detto che serve il via libera del Mef per assumere ma che la soluzione è vicina. Per oggi è fissato l’incontro finalizzato ad evitare lo sciopero che servirebbe soltanto a paralizzare Roma, già ridotta a una discarica a cielo aperto.

Domani il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, incontrerà il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, per discutere della crisi dei rifiuti e di Roma. Ieri alla Camera Roberto Morassut, parlamentare del Pd, si è espresso in maniera categorica: «Finora il sistema ha tenuto, ma per l’estate a Roma si profila una vera a propria emergenza rifiuti, ambientale e sanitaria. Roma è lo specchio dell’inadeguatezza della gestione dei rifiuti da parte della giunta Raggi. Ogni giorno la Capitale ne produce 4.700 tonnellate, il corrispettivo, in termini di volume cubico, di una palazzina di 4 piani. Tremila di questi sono rifiuti indifferenziati, 1.500 sono trattati negli impianti a Roma e dintorni ma la maggior parte viene caricata e mandata fuori dalla regione”. E Stefano Vignaroli (M5S), relatore della legge ha subito replicato: “A Roma ci sono i problemi ma Morassut ha dimenticato in maniera strumentale le responsabilità nel Lazio del presidente Zingaretti e del Pd”. E i romani, intanto sono pieni di monnezza.




Roma "rifiuti connection"

 

di Paolino Canzoneri

 

 La capitale sembra proprio non avere pace. I proclami della giunta del Campidoglio e l'ostentata sicurezza della Raggi vaccilano in una "maleodorante" promessa non mantenuta riguardo una soluzione veloce ed efficace sul problema immondizia. A rincarare la dose di inadeguatezza della giunta romana e a rendere oramai inattendibili le promesse della Sindaca, una nuova maxi inchiesta che raccoglie alcuni fascicoli che coinvolgono direttamente il ras dei rifiuti Manlio Cerroni e uomini a suo seguito nonchè alcuni funzionari della Regione e Provincia.  Siamo arrivati a livelli impensabili e intollerabili che richiedono un immediato rispolvero e riassetto di coloro richiamati a governare la Caput Mundi che non può assolutamente rischiare di…

[ESTRATTO DALL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA VIRTUAL PAPER – PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO CLICCARE QUI PER APRIRE L'EDIZIONE DI OGGI DEL GIORNALE E ANDARE A PAG. 1 E PAG. 2]




Roma, rifiuti: si cambia musica, sound "stellare" con il nuovo direttore Ama Stefano Bina

Redazione

ROMA – «La Giunta di Roma Capitale ha completato il nuovo modello di governance di Roma avviato con la nomina dell'Amministratore Unico nella persona del dott. Alessandro Solidoro. Oggi arriva anche il nuovo Direttore Generale, l'Ing. Stefano Bina, che ha la fiducia della Giunta tutta e la cui nomina, in attesa di gara pubblica, costituisce tassello fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo 'rifiuti zerò dell'Amministrazione Raggi».Il Campidoglio ne da annuncio in pompa magna :«Nato nel 1963, laureato in Ingegneria idraulica sanitaria ambientale presso l'Università degli Studi di Pavia – aggiunge – Stefano Bina è un progettista di impiantistiche per la gestione dei rifiuti su base nazionale e un profondo conoscitore del ciclo industriale relativo alla gestione dei rifiuti». Entusiasta, il nuovo dg Ama ringrazia:«Ringrazio l'amministrazione per la fiducia accordatami. C'è molto lavoro da fare e mi impegnerò costantemente. Il mio obiettivo è rilanciare un'azienda che ha grandi potenzialità. Mi aspetto la collaborazione di tutti, per il bene di Roma e del Paese». Intanto da Forza Italia arriva un netto no a una nuova discarica a Roma per bocca di Renato Brunetta, presidente dei deputati FI: "Da alcuni giorni si è riaperto il dibattito per l'individuazione di una discarica di servizio che possa concorrere a risolvere la grave emergenza rifiuti che sta attanagliando la Capitale d'Italia. Entro il 30 settembre la Città Metropolitana, guidata da ormai quasi due mesi dalla sindaca Virginia Raggi, dovrà individuare il luogo dove realizzare un sito di stoccaggio. Ritengo prioritario cercare soluzioni a un problema così importante, ma nessuno pensi di far ripartire una nuova stagione di proteste, blocchi stradali e manifestazioni di piazza: i cittadini non accetterebbero mai una decisione calata dall'alto come già dimostrato a Falcognana, nella Valle Galeria, ma anche in tutti gli altri luoghi dove si era proposto di realizzare una nuova discarica. L'amministrazione capitolina a guida Cinque stelle, dimostri di essere capace di proporre soluzioni di discontinuità rispetto a quanto visto in passato, e dimostri soprattutto di essere capace di passare dalla protesta alla proposta. Personalmente sono impegnato dal 2013 in questa battaglia al fianco dei cittadini e non accetterò nessuna imposizione da parte di vecchie o nuove amministrazioni locali. I romani hanno bisogno di soluzioni e non di nuovi problemi».




Roma rifiuti, Raggi: "Malagrotta non riapre, Ama pensi a ripulire la città"

Redazione

ROMA – "Malagrotta non riapre, si bonifica e abbiamo pronta una delibera. A proposito di profezie, TMB a Roma pieni da ottobre, Fortini dov'era?" dice in un tweet la sindaca di Roma Virginia Raggi. "La riapertura di Malagrotta non è un'ipotesi che prenderemo mai in considerazione – scrive su Facebook la Raggi -. Al contrario, andiamo avanti verso la bonifica, che Cerroni dovrà portare a compimento in tempi rapidi. Sorprendono, francamente, le parole del presidente Fortini, soprattutto quando afferma che qualcuno sta tentando di portare avanti una marginalizzazione di Ama per favorire il privato, quando la nostra linea persegue da sempre direzioni diametralmente opposte".

"Stupisce infine, che queste dichiarazioni di Fortini giungano all'indomani del blitz in direzione Ama della nostra assessora Paola Muraro – aggiunge -. Per la prima volta c'è una forza politica che, con estrema trasparenza, chiede un confronto franco e leale ai vertici di un'azienda pubblica per informare i romani e la reazione qual è? Come l'abbiamo vista direi, del tutto scomposta. Il suggerimento è molto semplice: Ama e i suoi dirigenti mettano da parte i titoli di giornale e pensino a lavorare per il bene di Roma ripulendo la città".

 

Muraro verso Ama L’impianto di Rocca Cencia va utilizzato. Anche se dietro c’è il "re della monnezza" Manlio Cerroni. È stato chiaro l’input dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, protagonista l'altro ieri di un blitz alla «casamadre» di Ama. Visita a sorpresa, poi quattro ore di discussione, tra pioggia di accuse contro la municipalizzata e minacce di occupazione. E i toni più aspri si accendono proprio su Cerroni. Tutto in diretta streaming, di nuovo nella bufera per l’«apertura» all’ex patron di Malagrotta. «Non vuoi portare i rifiuti a lui (Cerroni) e la città piena di immondizia non può essere penalizzata per questo», dice la Muraro all’ad di Ama, Daniele Fortini. Che ricorda però (sottovoce) come «una amministrazione pubblica non può stipulare un contratto con chi ha un contenzioso». Né in teoria con chi è indagato o condannato. «Io non chiederò mai di utilizzare l’impianto di Cerroni – ribadisce l’ad -. O me lo dicono le autorità o senza gara non lo uso».

Muraro insiste, intollerabile il caos immondizia nella Capitale, vuole un piano operativo con soluzioni a breve termine, ma niente «proclami» e cronoprogramma arrivano dal vertice fiume: le strade «vanno spazzate», nuova mappatura dei centri raccolta dei rifiuti ingombranti (la chiede l’assessore), nessuna promessa ma i problemi dei tmb «vanno risolti». Quello del Salario (inquina, è oggetto di denunce) va chiuso entro novembre, ripete la Muraro, che detta l’ultimatum: «In 15 giorni va svuotato dai rifiuti, i residenti non ne possono più». Poi serve anche la collaborazione dei cittadini, «siamo tutti Ama», ripete la titolare dell’Ambiente – veneta di origine- con lancio di appelli solo apparentemente ironici ai romani: mai più «lancio della spazzatura dalla moto» («Si sa, sono famosi per questo»).




ROMA RIFIUTI: PELLEGRINO, "FAR FARE LA DIFFERENZIATA AI ROM? SAREBBE COME FAR LAVORARE UN ALCOLISTA AL BANCONE DEL BAR"

Redazione

Roma – «Questa volta l’assessore alle politiche sociale del Comune di Roma, Francesca Danese, si è superata. Tanto da essere costretta a prendere le distanze da se stessa a poche ore dall’improvvida proposta di impiegare i rom nella raccolta differenziata, dovendo puntualizzare come si trattasse di una sua personale opinione che non trova riscontro in nessuna deliberazione da parte del Campidoglio. Affidare il servizio ai Rom sarebbe come far lavorare un alcolista al bancone del bar: si sa che da tempo rovistano nei cassonetti per rivendere questa refurtiva in bancarelle illegali, tant’è che la scorsa amministrazione dovette emettere un’ordinanza per vietare loro il rovistaggio. L’assessore e la Giunta farebbero bene, piuttosto, a preoccuparsi di come rendere davvero efficace la raccolta differenziata, avviata in tre Municipi ma con scarsi risultati.
Sarebbe opportuno predisporre adeguate politiche sociali per gli italiani disoccupati e, nel rispetto delle normative nazionali ed europee, garantire ai migranti i necessari diritti umani, senza però perseguire una “integrazione” finta e soprattutto forzata». E’ quanto dichiara Cinzia Pellegrino, responsabile romana del Dipartimento di Fratelli d’Italia-AN che si occupa della tutela delle vittime di violenza.