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REGIONE LAZIO, PERILLI (M5S): "PER NICOLA ZINGARETTI ANNUNCIARE E’ PIU’ IMPORTANTE CHE FARE"

Redazione
Regione Lazio
– Gianluca Perilli, capogruppo del M5S Lazio, dichiara: “L’elemento caratterizzante della presidenza di Nicola Zingaretti è la consuetudine di annunciare a pagine unificate prima di fare. L’ultimo caso è quello dei tagli alle poltrone, ancora non licenziato dalla commissione ma diffuso come un dato di fatto da un cinguettio presidenziale. Capisco la necessità di Nicola Zingaretti di rappresentarsi come un’alternativa a Renzi ma questo non dovrebbe andare a discapito della corretta informazione dei cittadini. Al momento non esistono poltrone tagliate, anzi tutte le nostre richieste di ridimensionamento della elefantiaca dirigenza regionale si scontrano con la ferma resistenza di Nicola Zingaretti e di tutta la Giunta. Un anno fa ci siamo presi pagine e pagine di accuse solo per aver chiesto che nella nuova Sviluppo Lazio ci fosse un dirigente ogni trenta dipendenti ed ora su quegli stessi giornali dobbiamo leggere il resoconto di un miracolo non ancora realizzato. La Regione non si governa e non si rialza a colpi di inchiostro, spero che Nicola Zingaretti prima o poi lo capisca, un buon segnale sarebbe ridurre le spese per le inserzioni sui social network e sulla stampa, che lo scorso anno hanno toccato cifre difficilmente assimilabili alla tanto sventolata ‘spending review’ laziale.”
 




REGIONE LAZIO: NICOLA ZINGARETTI E GUIDO FABIANI HANNO PRESENTATO IL PIANO DI REINDUSTRIALIZZAZIONE

Redazione
Regione Lazio
– "150 milioni per cambiare e innovare l'industria nel Lazio, dare forza al “Made in Lazio” e recuperare le fabbriche abbandonate. A partire dallo stabilimento della ex Videocon che potrà diventare l'intervento-esempio di una riconversione industriale che rivoluzionerà l'economia della nostra regione, dopo quasi 20 anni di immobilismo. L'obiettivo che ci siamo prefissati è di portare, entro il 2020, l'incidenza del manifatturiero dall'attuale 6% all'8,5% del Pil, che significa avere un'economia più solida e con maggior occupazione".  Queste le dichiarazioni di della Consigliera del gruppo "PD" Daniela Bianchi, presente lunedì 16 febbraio all’iniziativa "Valore Aggiunto" a Roma presso l'Università di Roma Tre in cui il presidente della Regione Nicola Zingaretti e l'Assessore Guido Fabiani hanno presentato il Piano di Reindustrializzazione della Regione Lazio.

Il piano di reindustrializzazione sarà così ripartito: 2 milioni andranno alla valorizzazione dei siti industriali dismessi, 71 milioni al progetto “Call for project” che sosterrà progetti capaci di aggregare le imprese e attrarre nuovi investimenti. Infine, 77 milioni andranno al rafforzamento delle reti di impresa e alla crescita dimensionale delle PMI.

Tra questi interventi c’è anche un forte investimento da 30 milioni di euro sulle aree produttive ecologicamente attrezzate, le APEA. Una scelta che va nella direzione auspicata dalla Proposta di Legge 234 sulle Aree Produttive che punta proprio alla nascita di queste aree, zone di territorio in cui è più semplice e sostenibile fare impresa. In queste aree, già presenti in altre regioni europee, si trovano delle reti di imprese industriali e commerciali che hanno in comune le infrastrutture, come depuratori o strade, le certificazioni ambientali, la produzione di energia pulita, il ciclo produttivo.

In questo quadro si innesta anche il progetto di riconversione industriale dello stabilimento della ex Videocon che potrà presto diventare il più grande polo per l’innovazione del Lazio. Nel piano della Regione, si prevede di utilizzare la legge 448/1998 che consente ai Consorzi Industriali di acquisire gratuitamente i siti che hanno ricevuto dei finanziamenti pubblici, come nel caso della ex Videocon. Ci sarà anche un investimento regionale di 2 milioni di euro per sostenere le spese di gestione di questi siti. Il passo successivo è l'elaborazione, tramite bandi internazionali, di progetti di riconversione che verranno valutati in base alla capacità di creare lavoro e crescita economica.

Per il sito della ex Videocon esiste già un primissimo progetto curato dall'Asi di Frosinone
e su cui, insieme alla Regione, lavoriamo da circa due anni. L’idea prevede di utilizzare gli oltre 7 ettari coperti e al momento abbandonati in un incubatore di startup e in un polo produttivo per accogliere decine di piccole e medie imprese dei campi delle energie, delle startup innovative e nell'alta tecnologia. Già prima di entrare in consiglio regionale, abbiamo preso l'impegno con i sindacati, le imprese e i lavoratori di dare una nuova vita ad uno stabilimento dove fino a qualche decennio fa venivano costruiti tv per tutto il mondo. Oggi questo impegno lo stiamo mantenendo.

"Vogliamo fare della ex Videocon il caso simbolo della nuova economia del Lazio: dalle rovine di un fallimento, da edifici oggi abbandonati e pieni di macchinari polverosi nasceranno nuove aziende tecnologicamente avanzate, sostenibili e in rete tra loro. L’obiettivo non è impossibile, ma per raggiungerlo è necessario lo sforzo di tutti. Dobbiamo superare il nanismo e la frammentazione del nostro tessuto produttivo che ha impedito uno sviluppo sano e fare quello che probabilmente nel Lazio non si è mai fatto: delle politiche industriali chiare che guidino le scelte e la destinazione dei fondi, più che gestire l’esistente. Un primato della politica che torna a orientare le scelte che non vengono più fatte nelle singole stanze ma nei territori. Ora spetta a quest'ultimi presentare progetti validi e di aggregazione all'altezza degli interventi messi in campo dalla Regione. E su questo sono certa che la risposta non mancherà". Ha inoltre dichiarato Daniela Bianchi.
 




ROMA: L’INCHIESTA SHOCK SULLA SANITA’ (1 PUNTATA)

di Matteo La Stella

Roma – “Pronto soccorso-accessi in tempo reale”, è la punta di diamante del nuovo portale online “www.salutelazio.it”, introdotto dal Commissario per la sanità regionale Nicola Zingaretti ad inizio della settimana scorsa.

Quello voluto da Nicola Zingaretti, sembra essere un sistema sanitario all'avanguardia, dove tecnologia ed efficienza sono in prima linea contro la malattia. L'errore fondamentale è che senza efficienza la tecnologia risulta essere inutile.

“Pronto soccorso-accessi in tempo reale”, tramite una tabella, offre la panoramica degli accessi, ovvero una sorta di censimento delle presenze fisiche all'interno dei pronto soccorso della regione in tempo reale. Esse sono divise per colore (rosso, giallo,verde, bianco) a seconda del livello di emergenza rilevato al loro ingresso. Vi sono tre colonne che indicano se il paziente è in attesa, trattamento o osservazione. Incrociando i dati messi a disposizione, in orari diversi della giornata, diviene lampante la situazione di sovraffollamento, piaga che affligge soprattutto i pronto soccorso capitolini.

Ma quali sono i pronto soccorso inavvicinabili? Il podio dei pronto soccorso, calcolato su una giornata tipo, con rilevamenti in fascia mattutina, pomeridiana e serale vede, per quanto riguarda i pazienti in attesa il Sant'Andrea al terzo posto, il Sant'Eugenio al secondo e il Policlinico Universitario Umberto Primo sul gradino più alto con picchi di 21 codici gialli,10 verdi e 3 bianchi alle ore 22:30. Anche per i pazienti in trattamento mantiene il primato l'Umberto Primo con punte di 6 codici rossi, 29 gialli e 26 verdi già alle 11:00 della mattina. L'argento va al Policlinico Universitario Gemelli mentre a conquistarsi il bronzo è l'ospedale Sant'Eugenio. A spaventare di più è però il terzo oro che si aggiudica il Policlinico Universitario Umberto Primo, che durante tutto l'arco della giornata, tra pazienti in attesa, trattamento e osservazione non scende mai sotto le 120 presenze fisiche, offrendo agli sfortunati avventori un servizio malato, più di loro, costretti nel limbo della sala d'attesa per ore. Questa situazione appare la più grave, data la mole di pazienti che accoglie e la poca fluidità del meccanismo d'emergenza . Il motivo di cotanto sovraccarico è uno solo: il decreto-legge 73 del 2010.

La allora presidente della Regione e commissario ad Acta della sanità, Renata Polverini, nel suo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, oltre ad apportare tagli, tentando di cambiare destinazione d'uso a molti pronto soccorso in provincia, divideva il Lazio in 4 grandi macro aree. Ognuna di esse era composta da diversi pronto soccorso “semplici”, altrettanti DEA (Dipartimento Emergenza Accettazione) di primo livello e da DEA di secondo livello che, all'occorrenza, diventava riferimento (hub) dei pazienti di competenza delle 2 tipologie di strutture minori, già citate. L'Umberto Primo era, ed è, unico DEA di secondo livello della prima macroarea imposta dalla rivoluzionaria Polverini che ha esteso il suo bacino territoriale, includendovi i comuni di: Colleferro, Tivoli, Cassino, Alatri, Palestrina, Sora e la provincia di Frosinone, quando già nel 2009, la stessa struttura registrava una mole di accessi pari a 104.524 pazienti annui. Anche le altre macroaree, soprattutto la seconda e la terza hanno bacini d'utenza molto vasti, che non riescono però ad eguagliare la prima. Ma la lungimirante Polverini sapeva già di dover lasciare, un giorno, la sua poltrona al più avanguardista Presidente Nicola Zingaretti, che nel novembre del 2014 presenta il suo piano di riqualifica e riorganizzazione. Punta in alto: case della salute, steward in pronto soccorso da marzo e “il tripadvisor della salute”
ora online.

Il presidente della Regione Lazio nonché commissario per la sanità regionale Nicola Zingaretti, cavalca l'onda del cambiamento, vestendo i panni del “paladino del malato”. Ma quell'onda punta dritta verso gli scogli, minacciando l'integrità del sistema sanitario e la salute dei cittadini che pretendono un servizio organizzato, più che un disservizio con una bella facciata, magari anche telematica, incapace di garantirgli ciò che gli spetta.
 




SANATORIA NOMINE ARPA: L’ODG VI COMMISSIONE RITENUTO ILLEGITTIMO. CHIESTE LE DIMISSIONE DEL PRESIDENTE PANUNZI

di Cinzia Marchegiani

Regione Lazio – Sulle nomine Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) in commissione ieri alla Regione Lazio è sceso il gelo. Il punto dell’ordine del giorno riguardava la sanatoria delle nomine dell’ARPA, ma il M5S lo dichiara illegittimo.

Devid Porrello, il consigliere del M5S Lazio, fa sapere che hanno abbandonato la seduta,:”E’ un disperato tentativo di mettere una pezza ad una violazione di legge che in realtà aggrava solamente lo scenario aggiungendo un’altra violazione. Il nostro abbandono non ci rende complici di chi scavalca le leggi credendosi detentore della rettitudine e attendiamo, con fiducia, il pronunciamento del TAR sul nostro ricorso in merito.” Porrello ricorda che un’integrazione all’odg si può fare solo in caso di urgenza, eventualità che in questo caso mancava. L’esame delle nomine doveva essere fatto in via preventiva, invece Zingaretti ha preferito farle senza consultare il consiglio, come invece previsto dall’art. 55 dello Statuto.
Interviene in merito anche un altro consigliere M5S, Silvia Blasi, che conferma che prima di abbandonare la commissione, ha chiesto le dimissioni del presidente Enrico Panunzi della VI Commissione:”ha messo all’ordine del giorno l’avvallo delle illegittime nomine dell’ARPA e perché non è possibile continuare a partecipare ad una commissione del tutto vuota, che si occupa solo di avallare nomine e variazioni di piani e che, con la scusa del commissariamento, non fa nulla per l’ambiente o per i rifiuti. Non credo che questo sia quello che i cittadini vogliono dall’amministrazione regionale, abbiamo già perso due anni è ora di cambiare rotta, prima che sia troppo tardi.

Stamattina il Consigliere Porrello, ripercorrendo la storia della VI Commissione, ricorda che era stata convocata per due giorni consecutivi dopo mesi di silenzio per cercare di mettere una toppa ad un procedimento irregolare fatto dal Presidente Zingaretti relativo alle nomine del Direttore Generale e dei vice direttori dell'ARPA Lazio:” Le nomine sono state fatte senza sentire la commissione preventivamente come riportato dallo Statuto della Regione. Abbiamo richiesto per due volte che la commissione venisse sospesa perchè si stava perpetrando l'abuso aggravandolo dall'espressione del parere postumo. Ma niente, le nostre richieste sono rimaste del tutto inascoltate e questa mattina è stato dato il parere con la nostra disapprovazione manifestata con l'abbandono della commissione. Domani, 12 febbraio, ci sarà la sentenza del TAR proprio su questo argomento (e qui la voglia di dare il parere di corsa!!) e vediamo come va a finire!

Lo scorso novembre 2014, I consiglieri Devid Porrello, Silvia Blasi e Gaia Pernarella del M5S Lazio avevano depositato un’interrogazione urgente indirizzata a Zingaretti e Refrigeri in merito alla modalità con cui sono stati nominati nei giorni precedenti il direttore e i vicedirettori dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Attraverso l’atto i consiglieri chiedevano di conoscere le motivazioni per le quali la procedura di nomina del Direttore Generale e dei due vicedirettori non sia stata eseguita rispettando la legge regionale secondo cui “Il Direttore generale sarà nominato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale” e i Vicedirettori nominati, con unica votazione, dal Consiglio regionale tra le persone in possesso dei requisiti.” Il M5S spiegava che anche inserendo nel quadro della vicenda una legge recente come quella del 2008, le nomine sono comunque illegittime dato che la normativa, pur dando la facoltà al Presidente della Regione di nominare i componenti degli organi istituzionali, prevede “l’acquisizione del parere della commissione permanente competente in materia”, azione che non è stata realizzata. Per questo era stato dato presentato l’esposto alla Procura di Roma ed un ricorso al T.A.R. del Lazio in merito alle nomine, firmate da Zingaretti, del nuovo direttore e dei vicedirettori dell’Arpa Lazio. Guai in vista per Nicola Zingaretti e il TAR domani rimetterà le sue opportune conclusioni. 




REGIONE LAZIO: DEBITO VERSO FORNITORI PIU' ELEVATO D'ITALIA

Redazione

Regione Lazio – “Al di là delle promesse della sinistra e delle oramai arcinote autocelebrazioni di Nicola Zingaretti, il debito sanitario del Lazio verso i suoi fornitori ammonta alla cifra record di quasi 6 miliardi di euro e la nostra Regione raggiunge così un altro triste primato nazionale. Abbiamo servizi sanitari vergognosi, il più elevato livello di tassazione di tutta Italia e ora è accertato anche il più alto debito verso le imprese fornitrici. E’ così che Nicola Zingaretti vuole far ripartire l’economia regionale e garantire un dignitoso servizio sanitario ai suoi cittadini?”, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, nel fare riferimento alla ricerca effettuata dal centro studi della Cgia di Mestre sui debiti accumulati dalla Sanità verso le imprese in tutte le regioni italiane.
“Al di là delle solite sconclusionate quanto imbarazzanti obiezioni della Regione Lazio ai risultati pubblicati dalla Cgia, la gestione di Nicola Zingaretti detiene quasi il 25% del debito complessivo maturato dalla sanità nazionale verso i privati. Pur riferendosi all’anno 2013, i dati della Cgia purtroppo dimostrano ancora una volta come le autocelebrazioni della sinistra siano completamente prive di ogni fondamento. Così mentre Nicola Zingaretti esultava per chissà quale miglioramento nei servizi sanitari regionali, è stato lo stesso Presidente ad essere costretto a chiedere aiuto al Prefetto e alle cliniche private  sulla questione del degrado e dei disservizi dei pronto soccorso di Roma. E’ una sinistra che prima smentisce le opposizioni e poi, purtroppo, è costretta a smentirsi da sola, dando ragione all’unico vero giudice: la triste realtà della sanità nel Lazio. E’ sempre di più #ZZ #ZeroZingaretti”, conclude Santori.
 




COTRAL: NCD INTERROGA NICOLA ZINGARETTI E MICHELE CIVITA SU PESANTI DISSERVIZI PENDOLARI

Redazione
Viterbo / Cotral – “Da mesi, la strada di collegamento Caprarola Carbognano è stata interrotta alla circolazione dei mezzi pesanti a causa di una frana. Tale situazione sta creando pesanti disagi soprattutto ai tanti pendolari che percorrono la tratta con i mezzi del pubblico servizio Cotral. In sostanza per collegare i due paesi, distanti poco più di 5 km, adesso ci si impiega 50 minuti in più.  Una buona notizia però  arriva dall’amministrazione provinciale: è infatti imminente l’avvio della procedura amministrativa per la riapertura del tratto stradale. Nonostante ciò restano pesanti i disservizi che vengono riscontrati quasi quotidianamente dai pendolari, dovuti principalmente ai numerosi guasti che si verificano sui mezzi, spesso obsoleti e in condizioni precarie. Proprio per questo abbiamo presentato una interrogazione al Presidente Zingaretti e all’assessore regionale ai Trasporti Michele Civita per sapere se sono a conoscenza di tale vicenda. E naturalmente come intendono agire al fine di migliorare la qualità del trasporto offerto ai cittadini della nostra regione. E’ infatti impensabile che ogni giorno i pendolari debbano compiere un’impresa per raggiungere il posto di lavoro o di studio, viaggiando su mezzi desueti”.
Lo dichiara in una nota il consigliere regionale dl Nuovo Centrodestra Daniele Sabatini.
 




CASTELLI ROMANI: L'APPELLO DI ITALIA NOSTRA A NICOLA ZINGARETTI E FABIO REFRIGERI

Di seguito riceviamo e pubblichiamo l'appello di Italia Nostra Castelli Romani al Presidente della Regione Lazio On. Nicola Zingaretti ad all’Assessore regionale On. Fabio Refrigeri affinché  venga scongiurata la cementificazione dell’area del Divino Amore nel territorio del comune di Marino e per l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica.
 

Castelli Romani – Italia Nostra Castelli Romani rivolge un appello urgente al presidente della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti, affinché sia scongiurata la cementificazione prevista nella vasta area attigua a Via del Divino Amore nel territorio del comune di Marino.

Italia Nostra ritiene inoltre importantissimo che, essendo trascorsi ormai già svariati anni,  si riprenda il cammino in modo serio e deciso per l’ampliamento del parco dell’Appia Antica nella prospettiva di realizzare una armonica saldatura tra il Parco suddetto ed il Parco regionale dei Castelli Romani.

L’obiettivo deve essere quello di un grande polmone verde, ricco di reperti archeologici, con molti riferimenti storici e culturali, una sorta di area cuscinetto tra l’espansione urbanistica di Roma e la parte ovest dei Castelli Romani.

Italia Nostra Castelli Romani lancia l’appello presente affinché la politica urbanistica scellerata delle amministrazioni locali non vada a compromettere irrimediabilmente le caratteristiche originarie e la qualità della vita di questo territorio già abbastanza deturpato.

Occorre osservare che il comune di Marino presenta, insieme ad Albano, una densità demografica che è la più elevata tra i comuni dei Castelli Romani. Facendo semplici confronti alla luce dei dati Istat dell’ 1/ 1/ 2014, osserviamo come Marino conterebbe 1710 abitanti per Km quadrato, mentre altri comuni dei Castelli, come Frascati, Grottaferrata, Genzano e, soprattutto Nemi, presentano numeri di molto inferiori: Nemi, il comune certamente più virtuoso, presenterebbe addirittura solo 268 abitanti per Km quadrato. Dunque rileviamo come a Marino, ed in particolar modo nelle frazioni di Santa Maria delle Mole e Boville, si assista ad un fenomeno di congestione preoccupante, dove, nel corso del tempo si sono accumulate palazzine su palazzine, spesso senza soluzione di continuità, e senza il rispetto degli standard prescritti dalla normativa vigente. All’origine del fenomeno vi sono state delibere alquanto audaci dell’amministrazione di Marino. Ricordiamo la delibera n.62 della variante generale del 24/11/2000 che ha comportato una palese disapplicazione delle misure di salvaguardia.

Ma ancor più grave è stato il fatto che  il Consiglio Comunale, anziché attendere che la variante di PRG venisse approvata dalla Regione, con la delibera N. 50 del 29/ 10 / 2001, di fatto anticipava gli effetti della Variante Generale, in palese violazione di Legge. Ora, nonostante che il 14/11/2003 il comune avesse poi annullato in autotutela la delibera citata, nel frattempo i danni all’ambiente erano stati ormai in gran parte perpetrati e, data la tardività dei provvedimenti di revoca dei permessi, questi stessi sono stati poi annullati in quanto “tardivi”. Ora riteniamo che la delibera del 3 agosto 2011, supportata da un protocollo d’intesa con l’allora giunta Polverini, in realtà non faccia altro che proseguire e completare l’operazione scellerata già intrapresa nel 2000. Per questo riferiamo che Italia Nostra Castelli Romani è intervenuta legalmente al TAR “Ad adiuvandum” contro la delibera testé ricordata e desideriamo, con il presente appello, ribadire ancora una volta con forza, la necessità e l’urgenza di ampliare il parco dell’Appia Antica fino a mettere al sicuro aree di pregio come quelle di Mugilla e Divino Amore, aree di valore non solo paesaggistico ma anche di interesse storico ed archeologico, come testimoniato dai resti degli archi delle “Carceres”attigue al circo dell’antica Boville, antichissima città della lega Latina e dalle cisterne di Mugilla. Da non trascurare anche la presenza nelle vicinanze del celebre convento dei frati Trappisti, nonché dei resti ritrovati pochi anni fa dell’antica villa del console Messalla presso Ciampino con la recente scoperta del corredo di statue riguardanti il mito di Niobe decantato dal poeta latino Ovidio.
 




REGIONE LAZIO: CON NICOLA ZINGARETTI, ALTRI 5 DIRIGENTI ESTERNI A SPESE DEI CITTADINI

Redazione

Regione Lazio – “Il carrozzone targato Zingaretti è sempre più carico e affollato di amici di amici piazzati in posizioni di prestigio che pesano sulle tasche dei contribuenti. Ai 63 dirigenti esterni denunciati da Report qualche settimana fa, il doppio e in alcuni casi il triplo di qualsiasi altra amministrazione, molti dei quali del Partito democratico, familiari di politici illustri, condannati e rinviati a giudizio, con stipendi che oscillano tra i 100mila e i 180mila euro all'anno con una spesa complessiva che supera i 10 milioni di euro l’anno, il Presidente Zingaretti tira fuori altri 5 nomi freschi freschi. Risultano curiose e inutili alcune professionalità che abbiamo il sospetto siano state create ad hoc per aggiungere posti alla tavola degli sprechi regionali.

Al premier Matteo Renzi, sempre attento alla produttività del pubblico impiego, chiediamo se a Zingaretti non gli bastino già i 3329 dipendenti regionali calpestati?” lo dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio a seguito delle nuove 5 nomine di Dirigente dell’Ufficio “Prevenzione Oncologica e screening”, dell'Area "Livelli Massimi di Finanziamento delle Attività Sanitarie e Mobilità Sanitaria”, dell'Ufficio "Monitoraggio dell'Attuazione del Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa (PRGLA), dell'Area "Pianificazione Strategica, Verifica e Controlli Attività Sanitaria" e dell'Area "Organizzazione del Sistema regionale.

“Al presidente Zingaretti non sono bastati gli scandali sulle nomine, che da mesi denuncio, né il servizio di Report dove è evidente lo stato di omertà che vige sul vergognoso sistema nominopoli che da anni lascia il segno in termini di risorse sperperate per trovare incarichi esterni ad amici di amici e sottratte ai servizi pubblici e soprattutto al sistema sanitario che in questi giorni con il sovraffollamento dei pronto soccorso sta vivendo dei momenti drammatici.  Nella nostra azione di inchiesta continueremo a denunciare quanto Zingaretti & Co hanno compiuto in questi 24 mesi di vergogna e nel totale silenzio mediatico” conclude Santori.




GRANDI ELETTORI REGIONE LAZIO AL QUIRINALE: ELETTI NICOLA ZINGARETTI, DANIELE LEODORI E GIANLUCA PERILLI

Redazione

Regione Lazio – Il Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori e il capogruppo in Regione Lazio del Movimento 5 Stelle Gianluca Perilli sono i 3 grandi elettori del Lazio che dal 29 gennaio a Montecitorio voteranno il presidente della Repubblica.  "Il nostro capogruppo Gianluca Perilli è stato eletto dal Consiglio Regionale del Lazio come delegato per l’elezione del presidente della Repubblica. Un risultato storico che certifica il nostro ruolo di prima forza di opposizione e l’apprezzamento riscosso dalla nostra azione politica tra gli eletti degli altri gruppi consiliari". Questo quanto comunicato sul social Facebook dal Movimento 5 Stelle del Lazio.
Il centro destra aveva candidato Giuseppe Cangemi, consigliere in quota NCD, che ha ottenuto solo 9 voti, uno in meno rispetto al candidato M5S Davide Perilli. E' mancato il voto di Fabio De Lillo (NCD) unico assente in aula.

Francesco Storace, sul proprio profilo Facebook, prima della votazione scriveva: "Fra un'ora al Consiglio regionale del Lazio – convocato per le 11 – si devono votare i delegati per l'elezione del presidente della Repubblica. Da Forza Italia né una proposta né un ordine. Ordine sparso…". Il segretario de La Destra, a giochi fatti, ha poi dichiarato: "Capolavoro alla Regione Lazio. Dopo i veti su di me, la votazione per i delegati al Parlamento per l'elezione del nuovo capo dello Stato, vede l'affermazione del candidato grillino. 10 a 9 sul candidato di Forza Italia e NCD. Il Nazareno cambia Regione". 
Giuseppe Cangemi, sconfitto per un solo voto, ha dichiarato: "Ringrazio gli amici di Forza Italia che hanno condiviso e sostenuto con NCD la mia indicazione quale candidato, tra i 3 grandi elettori del Lazio, per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Un obiettivo mancato, purtroppo, a causa del fuoco amico di chi non si presenta mai in Aula che ha contribuito all'elezione, anche con i voti del centrodestra, del delegato Cinque Stelle" 

Il consigliere regionale Adriano Palozzi(FI) punta il dito su De Lillo e Storace:

“Con il voto del consigliere Storace e l’assenza del consigliere De Lillo si è permesso ad un rappresentante regionale del Movimento Cinque Stelle di essere eletto tra i tre grandi elettori del Lazio, che voteranno il nuovo presidente della Repubblica. Davvero una occasione persa da parte del centrodestra, che ormai da tempo tenta di ritrovare quell’auspicata unità di intenti, oggi buttata all’aria da personalismi inutili e dannosi. L’amico Storace, che abbiamo sostenuto con fedeltà e coerenza quale candidato del centrodestra alle ultime elezioni regionali e abbiamo appoggiato convintamente nell’incarico di vicepresidente del Consiglio regionale, oggi ci ripaga con questo gesto di grande ‘lealtà politica’”.

 

Donato Robilotta (SR) ha dichiarato: "Con la elezione dei grandi elettori, che parteciperanno alla elezione del prossimo Presidente della Repubblica, da parte del Consiglio Regionale si è avuta conferma che l’ex Pdl nel Lazio è ormai in coma profondo, composto da un’armata brancaleone, senza guida e senza progetto.
All’amico Francesco Storace esprimo solidarietà e gli do’ il benvenuto tra le vittime del fuoco amico".
 




BRACCIANO, OSPEDALE: SINDACO CONTRO NICOLA ZINGARETTI PER IL TAGLIO DEI POSTI LETTO

di Silvio Rossi

Bracciano (RM) – Non ci sta Giuliano Sala, sindaco di Bracciano. Non accetta la decisione regionale di dare corso ai Piani Operativi predisposti alcuni mesi fa, che depotenziano il Padre Pio, dimezzandone i posti letto, da 60 a 30.
Il piano regionale è in contrasto con le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato, che avevano riconosciuto le precedenti azioni intraprese da amministratori e cittadini del territorio sabatino, decisi a lottare per non perdere il presidio ospedaliero, unico in un territorio vasto, lontano dagli altri ospedali regionali.
È l’assessore Negretti a esporre il pensiero della giunta: “L’amministrazione comunale di Bracciano, di concerto con gli altri sindaci del Distretto F3 (oltre Bracciano, Anguillara, Trevignano, Manziana e Canale Monterano), ha deciso di ricorrere nuovamente alla giustizia amministrativa per veder riconosciuto il diritto che sembrava acquisito dopo la sentenza del Consiglio di Stato e che soltanto una pervicace resistenza da parte della Cabina di Regia del Servizio Sanitario Regionale e del Commissario ad acta Zingaretti, non ha voluto riconoscere come tale”.
Il piano regionale, oltre alla diminuzione dei posti, depotenzia anche il Pronto Soccorso, trasformandolo in un Presidio integrato Territoriale (Pit), con un servizio di teleradiologia in sostituzione del medico radiologo in sede, e la modifica “de facto” in un Ospedale diurno, non potendo garantire un adeguato servizio di assistenza in orario notturno, così come ha ammesso anche il Direttore Generale della Asl RMF Quintavalle, negli incontri avuti con i sindaci del territorio.

Continua l’assessore: “Per aggirare la sentenza del Consiglio di Stato (che stralciava Bracciano dal Decreto 80 e che sottolineava come Bracciano non potesse non essere ospedale di Pronto Soccorso) i rappresentanti della Regione Lazio coinvolti nella decisione hanno avuto la bella pensata di individuare il nostro territorio come 'zona disagiata', facendo riferimento al decreto ministeriale Balduzzi. Questo territorio non ha le caratteristiche di una “zona disagiata” non essendo comunità montana o zona sperduta chissà dove e priva di collegamenti; peraltro si sfugge ai parametri dello stesso decreto che parla, nell’individuare la zona disagiata, di un tempo di percorrenza che vada oltre i 90 minuti per raggiungere l’hub sanitario più vicino. E visto che il nostro hub sanitario di riferimento è l’ospedale di Civitavecchia, è chiaro che si tratta di un trucco delle tre carte che verrà nuovamente smascherato dalla giustizia amministrativa”.
Gli amministratori del territorio sabatino (Bracciano in testa, ma degnamente supportati dai sindaci dei comuni limitrofi) ritengono di avere le carte in regola per far rigettare nuovamente il piano regionale. Ci chiediamo, a questo punto, quali interessi spingono i governatori della Regione (Zingaretti oggi come ieri la Polverini) a intestardirsi nel cercare di danneggiare un territorio che chiede solo rispetto per i cittadini, e chi pagherà i soldi spesi per procedure che, fino a oggi, si sono dimostrare non corrette, in una Regione che ha un così alto debito proprio nella sanità?




REGIONE LAZIO: ISTITUITA LA FIGURA DEL MOBILITY MANAGER

Redazione
Regione Lazio
– “Mentre a breve discuteremo in Consiglio regionale il bilancio 2014-2016 della Regione Lazio, fatto di tagli lineari effettuati quasi tutti senza alcun criterio e non in grado di aggredire realmente gli sprechi, ecco che Nicola Zingaretti, non contento dei suoi 64 dirigenti esterni, dopo essersi inventato nuove strutture e figure, non si smentisce ed istituisce la figura del Responsabile della Mobilità Aziendale (Mobility Manager) della Giunta Regionale. Figura che a suo dire servirà, tra l’altro, alla realizzazione, implementazione e controllo del Piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) del personale dipendente della Giunta regionale del Lazio”, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio.
“Sebbene tale figura sia prevista per legge, ecco però che viene strutturata l’ennesima “cabina di regia”, in quanto, come si legge nell’atto, oltre a l’individuazione del responsabile per la mobilità aziendale della Giunta, verrà anche istituita la immancabile struttura di supporto. Il tutto mentre non trova spazio alcun provvedimento sul personale regionale ancora una volta lasciato al proprio destino. In attesa dell’ennesima nomina che sarà presumibilmente e rigorosamente di un esterno, si crea nel silenzio più assoluto l’ennesimo carrozzone. E ancora parliamo di spending review?”, conclude Santori.